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Eagles - Live
23/09/2019
( 768 letture )
Quando ci si ritrova a scrivere di un album degli Eagles la responsabilità che si avverte ha un suo certo peso: si tratta di una delle più grandi band dell'intero panorama musicale e degna di assoluto rispetto da parte di qualunque amante del rock. Reduci da una serie di successi in tutto il globo gli americani fecero uscire nel 1980 quello che ai tempi era visto anche come il coronamento di un'intera carriera, vale a dire un live album. E Live è proprio il titolo scelto per questo doppio LP, tanto semplice ed ermetico quanto efficace.

Il disco in realtà non fotografa una singola performance del gruppo, in quanto cinque pezzi -New Kid in Town, Wasted Time, Take It to the Limit, Desperado e Doolin-Dalton (reprise II)- risalgono all'ottobre del 1976 quando in formazione c'era ancora Randy Meisner, mentre gli altri brani vennero registrati nel luglio del 1980 a Santa Monica e Long Beach. Il gruppo stava vivendo un periodo di forti frizioni e attriti che di lì a breve ne decreteranno lo scioglimento fino alla reunion del 1994 e perciò pure la genesi di Live risulterà piuttosto travagliata: effettivamente alcuni messaggi subliminali in copertina anticipavano lo split, precisamente nella scritta MIA (Missing In Action) che campeggia sulla case scelta come artwork e nel numero 86 -meglio visibile sul retro dell'album- che nello slang americano significa all'incirca disfarsi di qualcosa; come se non bastasse nei credits appariva un laconico "Thank you and goodnight" che lasciava ben pochi dubbi sul futuro dei Nostri. La band comunque non sembra patire tale situazione nella propria performance, ciò sia per merito delle immense capacità dei musicisti sia grazie a quello che è il maggior difetto del disco, vale a dire il notevole lavoro di overdubbing che lo caratterizza. Non è certo un segreto e del resto era (è?) una pratica abbastanza comune; e a ben vedere il noto perfezionismo degli Eagles unito agli elevati standard qualitativi delle loro release -e, perché no, della label- non poteva che portare a questa soluzione. Se da un lato questo può essere considerato un neo del platter, non si può comunque non apprezzare il risultato finale tanto più se pensiamo che nell'80 la tecnologia non era quella di oggi: non c'era internet e quindi il tutto era assai più complicato sotto ogni punto di vista, e dato che i nemici/amici Henley e Frey vivevano rispettivamente a Miami e Los Angeles la FedEx venne ironicamente ringraziata dal produttore Bill Szymczyk per il suo contributo nel missaggio delle armonie vocali e degli strumenti, ognuno registrato in studi differenti dell'East Coast o della West Coast. Al di là di questi screzi e ripicche si tratta in effetti di un vero e proprio greatest hits dal vivo, in quanto presenta alcuni dei maggiori successi della band quali l'inossidabile Hotel California, Take It Easy o Life in the Fast Lane, ma al contempo troviamo anche una cover di Steve Young (Seven Bridges Road, usata spesso come riscaldamento nel backstage) e un paio di pezzi appartenenti al repertorio di Joe Walsh, vale a dire Life's Been Good e All Night Long. Inutile tessere le lodi dei brani, l'assolo di twin guitars dell'opener da solo vale intere discografie per cui se riusciamo a passare sopra la questione overdubbing la magia della musica ci porterà attraverso le sconfinate praterie americane solcate dalla Route 66, verso il tramonto che dà fuoco all'orizzonte lontano. Take It to the Limit e Desperado sono titoli che parlano da soli, Wasted Time e il suo velo di malinconia si contrappongono all'energia che sprigiona, ad esempio, dalla sei corde di una Life in the Fast Lane in un mix che dipinge un quadro completo della storia della band, seppure con "l'intrusione" dei pezzi di Walsh e Young appena citati; da questo punto di vista forse la scaletta avrebbe potuto includere anche altri classici ma va bene così, in fondo le scelte rispecchiano quello che gli Eagles proponevano alle platee adoranti di tutto il mondo durante quello che ai tempi sembrava il loro ultimo tour.

La tentazione di affibbiare un salomonico s.v. a questa release era forte, principalmente per quanto scritto precedentemente sulla post produzione, ma come accennato molti live presentano lo stesso iter per cui il voto finale, al netto del notevole overdubbing, rimane comunque alto: stiamo parlando degli Eagles, una leggenda del rock che con le proprie canzoni ci ha fatto volare verso l'El Dorado della musica.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
69.5 su 8 voti [ VOTA]
ObscureSolstice
Domenica 29 Settembre 2019, 18.42.12
13
@12: Hai detto niente...rimanere lì ed essere ricordati per una certa sonorità rock non è da poco. Anche rimanere lì ha la sua rilevanza
DEEPBLUE
Sabato 28 Settembre 2019, 23.04.25
12
ObscureSolstice "non sono nato per fare il copista" disse uno dei piu' grandi artisti di tutti i tempi. Un conto è quello che piace un conto è parlare di arte, ci si può ispirare al maestro di turno ma poi occorre cambiare, rivoluzionare e con coraggio andare avanti. Gli Eagles, che mi piacciono pure, non lo hanno mai fatto, va bene cosi, ma rimangono li.
Replica Van Pelt
Sabato 28 Settembre 2019, 15.48.44
11
@ Obscure,purtroppo le "colonne sonore" non le si scelgano,non è una questione di giusto o sbagliato o di male e bene,ci sono e ci si convive,ora che ci penso,certo che per essere gli Eagles di Hotel California dovevano essere proprio dei bei giorni,vabbhè.Concordo con te sulla questione "innovativo".ciao
ObscureSolstice
Sabato 28 Settembre 2019, 6.01.17
10
@Replica Van Pelt: come ci si può dimenticare degli Eagles? I fantasmi che citi al commento @1 delle tue storie, riallacciandomi al tuo discorso post @4, penso che li abbini a quei sconosciuti e non agli Eagles, che permettimi di dire: non possono essere amici. Loro non lo sono, ma colonne sonore della nostra esistenza che ha lasciato di piú in senso musicale gli Eagles forse si. @3 DEEP BLUE: la parola innovativo credo che si stia ripetendo un pó troppo spesso noto nel leggere, senza azione di causa, se lo dice il media. Bisogna imparare a ragionare col proprio pensiero e non si sa mai, non è poi così facile accorgersi inconsapevolmente dopo trenta-quarant'anni di esserlo stato al futuro senza volerlo
Ayreon
Sabato 28 Settembre 2019, 5.09.51
9
A quando una recensione su dei veri"live"come bursting out dei tull o seconds out dei genesis?
Testamatta ride
Venerdì 27 Settembre 2019, 7.23.51
8
Replica Van Pelt#4: il botto commerciale gli Eagles lo fecero con la celeberrima raccolta del 1976 "Their greatest hits" che è l'album più venduto di tutti i tempi negli Stati Uniti ed ai primissimi posti nel mondo....credo oltre 40 milioni di copie. Tra l'altro la pubblicazione della raccolta fu antecedente all'album Hotel California di qualche mese, immagino, quindi, che le sue vendite furono trainate dal successo (e bellezza) di quest'ultimo.
Matocc
Giovedì 26 Settembre 2019, 18.11.41
7
@ Ayreon : lo è tutto il disco, c'è pure scritto più volte nella rece
Ayreon
Giovedì 26 Settembre 2019, 17.45.13
6
Sara',ma a me la versione di" hotel california"in questo disco suona un po di tarocco in studio
The Trooper 70
Mercoledì 25 Settembre 2019, 23.21.51
5
Band fondamentale per la mia crescita musicale ed album seminale per il mio successivo sterminato amore nei confronti di un certo rock "leggero" che ha alimentato la mia passione per James Taylor, gli America, Neil Young, John Cougar Mellencamp ed il Boss, senza considerare tutta la corrente southern americana.. ..e mi fermo qui, il discorso si allungherebbe troppo, e concordo con la considerazione del fatto che me ricorda un'epoca che, con immenso dispiacere, non tornerà più, ma non per questo accantonata, anzi, alimentata da quel senso non di amara nostalgia, di passato bucolico, ma di piacevole ricordo, un pò come quando si guardano le vecchie foto di quando eravamo giovani e spensierati, ma non necessariamente felici, e, dopo aver voltato pagina, si ritorna nel presente, a scattare foto, anche i selfie, ed andare avani, con la consapevolezza che puoi lasciare la stanza e pagare il conto, ma non possiamo mai andare via....per la cronaca io ritengo che quello di Hotel California sia il più bel assolo mai concepito!!
Replica Van Pelt
Mercoledì 25 Settembre 2019, 18.58.00
4
#1 Commento che non rende merito al recensore e credo anche all'album,da quel che ricordo gli Eagles fecero il botto "commerciale" proprio con questo album,e Hotel California divenne la colonna sonora dei miei pomeriggi,dei ragazzi più grandi che stazionavano di fronte al barrino in cerca di una dose,degli amici che non ho più rivisto,un pò come se le strade ad un certo punto si separassero ma restando a loro modo parallele,non sono le linee è l'assenza che resta parallela alla tua.E' un bell'album,come live,anche se non ne capisco tutto il successo che ebbe all'epoca,ma poi c'era quel pezzo che evidentemente tratteggiava la fine di un epoca "On a dark desert highway, cool wind in my hair".Solo questo,non volevo sminuire la recensione di Matocc.S.V.
DEEP BLUE
Martedì 24 Settembre 2019, 18.52.27
3
All'epoca lo ascoltai ininterrottamente. Bello, anche se considero gli Eagles una band di seconda/terza fascia, non tanto per i pezzi in se, ottimi, quanto per il fatto che non sono stati cosi innovativi
Warrior63
Martedì 24 Settembre 2019, 12.41.28
2
@replica...meglio non si poteva descrivere. Complimenti
Replica Van Pelt
Lunedì 23 Settembre 2019, 19.30.01
1
Niente,sono solo ricordi di cui non esiste più traccia,ero partito per commentare un album,una recensione,un brano,niente,sarebbe come recensire le lasagne fatte a mano dalla nonna in un mondo di plastica,quelle lasagne quelle mani quell'impasto hanno una loro Storia,non solo una ma tante storie,ma a chi interessa oggi?a chi interessa Hotel California?fantasmi,stiamo parlando di fantasmi.
INFORMAZIONI
1980
Asylum
Rock
Tracklist
Disc 1
1. Hotel California
2. Heartache Tonight
3. I Can't Tell You Why
4. The Long Run
5. New Kid in Town
6. Life's Been Good
Disc 2
7. Seven Bridges Road
8. Wasted Time
9. Take It to the Limit
10. Doolin-Dalton (reprise II)
11. Desperado
12. Saturday Night
13. All Night Long
14. Life in the Fast Lane
15. Take It Easy
Line Up
Don Felder (Chitarra, Voce)
Glenn Frey (Chitarra, Voce, Tastiere)
Randy Meisner (Basso, Voce su tracce 5, 8, 10, 11, 12)
Timothy B. Schmit (Basso, Voce)
Joe Walsh (Chitarra, Voce, Tastiere)
Don Henley (Batteria, Percussioni, Voce)

Musicisti Ospiti
Jage Jackson (Chitarra, Percussioni)
Phil Kenzie (Sax su traccia 4)
Vince Melamed (Electric Piano)
J. D. Souther (Voce, Chitarra)
Joe Vitale (Piano, Organo, Batteria, Percussioni)
The Monstertones (Cori su traccia 14)
 
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