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Korn - The Nothing
23/09/2019
( 4428 letture )
C’è bisogno di una band come i Korn nel 2019? Al di là della provocante domanda retorica, il trademark sonoro della band di Jonathan Davis ha il giusto merito di aver fatto scuola durante i floridi anni ’90, ma ha più volte corso il rischio (quando non vi è direttamente incappato) di ristagnare in lidi stantii e fortemente anacronistici, specialmente osservando ciò che accadeva nell’universo rock e metal durante questi anni di evoluzioni. Fin dallo scialbo Korn III – Remember Who You Are, passando per l’esperimento a base di elettronica di The Path Of Totality ed arrivando fino al penultimo disco The Serenity of Suffering, i nostri hanno spesso sfruttato il gioco dei rimandi e della facile nostalgia, fallendo miseramente – almeno nei riguardi della propria fanbase – nei momenti in cui hanno voluto sperimentare qualcosa di totalmente diverso dalla propria proposta canonica e più che consolidata. Per questo motivo aspettare un nuovo album dei Korn nel 2019 è un evento che non smuove eccessivamente gli animi degli ascoltatori più scafati, che bene o male sanno cosa aspettarsi da alcuni anni a questa parte. Ma è vero anche che proprio The Serenity of Suffering nel 2016 ha risvegliato il torpore dei vecchi fan provando a proporre un sound che, sebbene radicato nel proprio passato e nel proprio stile inconfondibile, perlomeno fin da subito è sembrato più “sincero” e meno costruito del solito. E proprio da qui Davis e compagni sono ripartiti per comporre questo nuovo The Nothing, che contrariamente alle aspettative, ha sorpreso un po’ tutti e continua a farlo ascolto dopo ascolto.

Nelle profondità del nostro Mondo giace una forza straordinaria. In pochi sono consapevoli della grandezza e del significato di questo luogo, un luogo dove bene e male, luce e oscurità, speranza e disperazione, perdita e guadagno, beatitudine e tormento esistono contemporaneamente e ci attirano a loro in ogni momento della nostra vita. Non è un luogo che possiamo visitare, si tratta piuttosto di una sensazione, della consapevolezza di essere circondati in ogni momento da questa "presenza", come se qualcuno osservasse ogni istante della nostra vita. È il luogo in cui le energie di bianco e nero si attaccano alle nostre anime e modellano le nostre emozioni, le nostre scelte, la nostra prospettiva e, in definitiva, la nostra stessa esistenza. In mezzo a questo vortice esiste un piccolo luogo meraviglioso, l’unico posto in cui tutte queste forze sono in equilibrio, l’unico posto in cui l’anima trova rifugio.

È nascosta in questa difficile definizione la chiave di lettura di The Nothing, un concept ideale concepito da Jonathan Davis, che in questo disco non solo è protagonista indiscusso, ma anche simbolo di una tragicità reale e terrena, che tocca ogni giorno molte più persone di quelle che possiamo immaginare. I testi dei tredici brani dell’album sono infatti il frutto del difficile lutto che ha dovuto sopportare il cantante l’anno scorso, nel momento in cui è scomparsa l’ex moglie Deven Davis, alla quale il nostro è sempre stato particolarmente legato. La musica dei Korn è sempre stata ricolma di sofferenza e disagio e se questo album riesce a convincere in modo così forte è proprio perché queste sensazioni sono rese con una sincerità ben percepibile fin dal primo ascolto. C’è un morboso strato di sadismo dietro questa constatazione: la musica che ascoltiamo ci piace e ci fa stare bene, ma dietro ad essa vi è l’acuta sofferenza di un essere umano, che riversa qui i propri sentimenti e i propri incubi. Bisogna prendere coscienza di questo aspetto per riuscire ad entrare veramente a fondo nelle atmosfere di The Nothing, per il quale sempre Davis ha dichiarato come sia stata importante l’influenza di un libro come La Storia Infinita; se il frontman è quindi un novello Atreyu del mondo moderno, la musica partorita è l’arma di luce che riesce a sconfiggere il nulla che avanza.

The Nothing è un disco che si rivela veramente ascolto dopo ascolto, perché dietro la “solita” patina di nostalgia, fatta di cornamuse, scat isterici, riffoni ribassati, pianti ed urla di disperazione, vi è quella ritrovata sincerità di cui parlavamo prima. Salta veramente all’occhio (o meglio, all’orecchio) con una facilità impressionante. Per questo motivo un’introduzione come The End Begins emoziona e fa sussultare realmente, sebbene gli ingredienti usati siano esattamente quelli che ci si potrebbe aspettare da un’introduzione di un album dei Korn.
Questo discorso si potrebbe riverberare su tutti i brani del disco: quando partono tracce come Cold o You’ll Never Find Me da una parte sembra di essere catapultati proprio in quei primi anni ’90 che oggi tanto vengono celebrati, ma poi ci si rende conto che la vocalità di Davis è maturata a livelli impressionanti e la ritrovata intesa tra Munky ed Head riesce di nuovo a sorprendere, dimostrando che i due chitarristi non hanno esaurito le frecce al proprio arco, anzi. Alla base del lavoro chitarristico della coppia vi sono sempre quegli intervalli dissonanti fatti di tritoni e seconde minori abbinati ad un sapiente utilizzo del whammy e di certo non mancano i riff e i breakdown spaccaossa, che riescono ad essere cantabili e memorabili fin da subito, cosa che non accadeva da tempo.
Vero è che la continua ricerca melodica all’interno di ogni brano rischia di inficiare la resa di alcuni tra gli episodi migliori del disco: Finally Free e ancor di più Can You Hear Me faranno sicuramente storcere il naso a molti; verrebbe da pensare che soprattutto l’ultimo brano in questione sia stato ripreso direttamente dalle sessions del disco solista di Davis uscito l’anno scorso. C’è da dire però che all’interno della scaletta di The Nothing un brano come questo riesce a donare un momento di respiro che in fin dei conti risulta anche gradevole, specialmente se inserito tra la inquietantissima filastrocca The Seduction of Indulgency (interludio riuscitissimo e dall’atmosfera davvero spettrale) e il groove irresistibile di The Ringmaster, dove Davis regala una delle sue prove migliori.
La maturità raggiunta dal cantante è la cifra stilistica più ingombrante di The Nothing e se si volesse dare una definizione dello stile e della versatilità vocale di Jonathan Davis nel 2019 basterebbe ascoltare This Loss, brano conclusivo da brividi, che sigilla un album notevole.

In conclusione quindi servono i Korn nel 2019? Con un disco del genere assolutamente sì e se ci si fosse fermati alle premesse il giudizio non sarebbe stato assolutamente confermato. È la sincerità, come già detto, la vera arma vincente di The Nothing, una sincerità dolorosa e tragica, che permea testi e musica di un sentimento oscuro, ma comprensibile da chiunque, proprio come quel sentimento che ha unito nel lontano 1994 migliaia di ragazzi che si ritrovavano rappresentati nelle parole e nella rabbia di testi come Blind o Faget. Non è possibile confrontare The Nothing con l’album omonimo dei cinque di Bakersville, ma la vicinanza emotiva tra i due dischi è innegabile, proprio perché mossa da una negatività e da una tristezza sincere e reali e questi sentimenti i Korn non riuscivano ad esprimerli in maniera così sentita da moltissimi anni.
The Nothing è un disco necessario in primis proprio per Jonathan Davis e in secondo luogo per noi ascoltatori, in grado di immedesimarci ancora una volta in questi testi e in queste note capaci di esprimere quella rabbia semplicemente umana ed irrazionale che solo la musica può rappresentare ed aiutarci a sviscerare.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
86.59 su 77 voti [ VOTA]
gabriele
Venerdì 1 Novembre 2019, 20.30.49
61
Il migliore album in assoluto della loro carriera e posso fermarmi pure qui,i motivi sono vari e diversi:1 è il disco piu' pesante e violento della loro carriera 2:il concept ideato procurato e ispirato dal dolore causa la perdita della moglie di Davis rende tutto piu' fottutamente reale,angosciante e dannatamente sincero,tale da rendere una compositiva di songwriting davvero al di sopra di ogni buona alta aspettativa 3.ci sono parti melodiche davvero degne di nota che si amalgamano alla perfezione con il frastuono letale di ogni singolo brano (The Darkness is Revealing,Can You Hear Me e The Loss)4.non siamo piu' nel 1994 dove mentre band come Deftones,Machine Head e Marilyn Manson sono in fase calante di declino dopo le ultime prove in studio,loro non solo si affermano gia' con l'ottimo precedente TSOS a ribaltare la situazione facendo in grande stile grande differenza rispetto ai colleghi,ma schiacciano ancor piu' l'acceleratore come se il tempo si fosse fermato,sfornando questo capolavoro intriso di odio ed energia allo stato puro,sollevando via critica e compromessi da ogni fronte abbattendo facilmente qualsiasi ostacolo,complimenti davvero,specialmente se chi come me,li giudicava gia' morti dopo il grande UNTOUCHABLES.
Black Phillips
Giovedì 24 Ottobre 2019, 19.31.50
60
Signori... miglior disco dei korn dal 2003, non ci sono dubbi. D'accordo che Davis è sugli scudi ma anche Head, I suoi riff in questo disco mi riportano indietro ai periodi di FTL - Issues. Canzoni come this loss sono perle che non si sentivano da tempo. Stó letteralmente consumando questo CD. Ps : the seduction of indulgency è una cantilena tremendamente inquietante. Grande ritorno.
Queens of the stone age
Giovedì 3 Ottobre 2019, 22.02.43
59
Faith No More Korn Deftones tutto il resto è solo un surrogato di un paio di dischi centrati in tutta la lora attività che non avrebbe mai visto la luce se non ci fossero stati questi 3 nuclei FONDANTI.
SkullBeneathTheSkin
Giovedì 3 Ottobre 2019, 16.32.27
58
Ok, allora è il primato della tua preferenza! Non volevo puntualizzare, volevo capire. Altre band hanno vissuto e sfruttato in maniera netta la contrapposizione (Metallica/megadeth, Duran/Spandau -perchè "è ma non è metal" oggi non l'ho ancora letto- e così via)
Nu Metal Head
Giovedì 3 Ottobre 2019, 16.14.25
57
hai ragione, ho omesso un dettaglio: oltre al fatto che hanno appena pubblicato 2 nuovi dischi, sono i miei 2 gruppi preferiti, ecco perché li ho messi a confronto, e nel confronto tirando le somme, nonostante gli Slipknot siano più estremi, preferisco i Korn... se un giorno mi dovessero dire che non esistessero più, mi dispiacerebbe troppo...
SkullBeneathTheSkin
Giovedì 3 Ottobre 2019, 15.54.20
56
Boh, mi pareva di capire che dopo Iowa avrebbero potuto, secondo te, sottrargli un qualche primato dato che loro nel frattempo pubblicavano discacci... fra i quali ti è scappato per sbaglio Pot
Nu Metal Head
Giovedì 3 Ottobre 2019, 15.50.47
55
no, il paragone stile "vs." l'ho fatto perché entrambi hanno pubblicato un nuovo album a distanza di un mese gli uni dagli altri...
SkullBeneathTheSkin
Giovedì 3 Ottobre 2019, 15.32.09
54
@NMH: il paragone stile "vs" fra le due band lo fai perchè hanno entrambe presa fra i giovani? Diversamente non ci sono soltanto loro, difficile che ci sia in effetti uno che prevale sull'altro... forse non ho colto. Invece credo che @vomitself dica tutto sommato una cosa reale: dopo follow the leader qualcosa è cambiato, concordo ed anche se Issues era davvero un gran bell'album col senno di poi è diventato qualcosa tipo standard massimo replicabile... la vedo abbastanza vera sta cosa, fra l'altro Path Of Totality mi era piaciuto proprio perchè fra le altre cose non puntava a quello standard.
Nu Metal Head
Giovedì 3 Ottobre 2019, 15.26.06
53
grande vomitself! mancava la tua opinione (che come al solito differisce dalla mia)! che ti posso dire, è chiaro a tutti che questi non sono i Korn di 20 anni fa, ma da quando è ritornato Head hanno fatto 3 dischi di tutto rispetto, recuperando il vecchio sound e riadattandolo in una nuova veste, e ciò mi basta, sarebbe assurdo chieder loro un altro "Korn" o un altro "Life is peachy"... o preferivi forse i tempi infausti di "See you on the other side", "Untitled" e "The path of totality"? comunque sì, ognuno ha i suoi gusti, guai se non fosse così... e ribadisco che mi emozionano di più questi Korn che l'ultimo degli Slipknot... la band dell'Iowa dopo i primi 2 dischi aveva tutto per oscurarli, visto che proprio in quel periodo loro cominciavano a perdere colpi, ma nel prosieguo penso che i Korn (a parte il periodo senza Head) siano stati un gruppo generalmente migliore degli Slipknot, che non hanno saputo mantenere, ma nemmeno avvicinarsi, a quel livello siderale degli esordi...
VomitSelf
Giovedì 3 Ottobre 2019, 14.43.10
52
"The Nothing"...nomen omen. Solita roba, solite strofe finto pese, e soliti ritornelli di un pop talmente scontati e rassicuranti che manco Justin Bieber. Le melodie allucinate e disturbanti di cui erano capaci 20 e passa anni fa sono sempre più un lontano, sbiadito ricordo. Personalmente, e per i miei gusti, dopo "Follow The Leader" qualcosa si è spento. Max rispetto a chi ancora riesce ad emozionarsi con un disco del genere. Ognuno ha i suoi gusti. Peace.
soft mOOn
Mercoledì 2 Ottobre 2019, 12.44.47
51
Disco dell'anno.
Testamatta ride
Mercoledì 2 Ottobre 2019, 11.36.23
50
Il miglior album dai tempi di The serenity of suffering
mauroe20
Mercoledì 2 Ottobre 2019, 10.27.51
49
finalmente ho avuto modo di ascoltarlo bene, una bomba!gradito ritorno
ares
Mercoledì 2 Ottobre 2019, 0.12.59
48
finalmente un disco dei korn figo dopo tanto e tanto tempo
Categories...
Lunedì 30 Settembre 2019, 17.22.50
47
Sempre sul pezzo!!! SEMPRE! voto 90.
bloodben
Domenica 29 Settembre 2019, 22.36.46
46
ritorno in grande stile signorI!!!!
Andrea
Sabato 28 Settembre 2019, 16.06.55
45
un disco discreto e niente di più. troppo generosi. hanno fatto di meglio in passato
Daniele
Sabato 28 Settembre 2019, 14.38.33
44
lo sto letteralmente consumando ,credo che ogni fan di questa grandiosa band non può lamentarsi di un disco del genere
Salvo
Sabato 28 Settembre 2019, 8.22.57
43
Ho lo stomaco delicato, si, lo ammetto, e ci tengo a mangiare bene.
Variago
Venerdì 27 Settembre 2019, 23.00.42
42
È solo un tuo problema, ne sei consapevole spero.
Salvo
Venerdì 27 Settembre 2019, 22.41.39
41
E che ci vuoi fare. Quando sento dire che dischi del genere sono capolavori mi si rivolta lo stomaco.
Variago
Venerdì 27 Settembre 2019, 22.29.11
40
Comunque Salvo hai una simpatia addosso che levati proprio....
Salvo
Venerdì 27 Settembre 2019, 22.26.16
39
E' arrivato l'esperto metallaro ... Comunque, modifico il giudizio a seguito di tale perla E' il miglior disco di metal che sia mai uscito da quando esiste il metal. Voto 199.
Abdullah
Venerdì 27 Settembre 2019, 10.17.06
38
Chi dice che questo disco è vergognoso non capisce niente. Miglior disco dai tempi di Issues, voto: 85
Salvo
Giovedì 26 Settembre 2019, 22.37.12
37
Disco del millennio.
Nessun dubbio
Giovedì 26 Settembre 2019, 21.50.22
36
Disco metal dell'anno.
SkullBeneathTheSkin
Giovedì 26 Settembre 2019, 15.44.06
35
@Deathland: di base concordo, ma più lo si ascolta più ci si rende conto che in effetti la differenza è davvero poca. Conta che l'effetto "sorpresa" qui non si manifesta e che le tracce stavolta sono di meno... al netto di questi due fattori ritengo siano due gran dischi da una band in ottima forma. Two is megl che one, fatevi la vostra playlist!
Deathland
Giovedì 26 Settembre 2019, 15.16.53
34
Ottimo disco ma il precedente è il migliore dai tempi d'oro per me. Questo 80 SOS minimo 85. Un passo indietro per quanto mi riguarda
Macca
Mercoledì 25 Settembre 2019, 23.07.51
33
Per me il migliore degli ultimi anni, ispirato e con canzoni bellissime (le prime 4 sono una più bella dell’altra). Non sono mai stato un loro grande fan pur possedendo e apprezzando molto loro dischi, ma questo si ascolta veramente con piacere. Un ritorno coi fiocchi.
wRong
Mercoledì 25 Settembre 2019, 22.18.27
32
SEMPRE avanti a tutti! questo sì che è un' album come si deve!
Hellion
Mercoledì 25 Settembre 2019, 18.02.55
31
Lo sto letteralmente consumando, stupendo.
SkullBeneathTheSkin
Mercoledì 25 Settembre 2019, 17.40.25
30
@Alex: anche a me piace abbastanza The Path Of Totality, perchè ti vergogni ad ammetterlo? personalmente mi stupisce che abbia tanti detrattori (cosi come che l'unplugged non venga considerato dai più), non certo che possa piacere. Paradigm era un buon album, ma torando le somme non lo ritengo superiore a Serenity (si, c'è qualche filler più costruito che sentito) ma ricordo che quando lo ascoltavo riflettevo sul fatto che c'erano sprazzi di grandi Korn qua e là... ecco, Paradigm ha annunciato il possibile ritorno. Il ritorno di una band unica, di caratura superiore. Non lo dice skull, lo ha detto la storia: ci sono i Korn, ci sono i Deftones, non c'è più numetal... qualcosa vorra dire. Il trauma, l'urgenza espressiva... non voglio divagare ma, se non ci sono si sente e purtroppo vale per molte molte band. E' la differenza fra artigianato ed arte.
Shock
Mercoledì 25 Settembre 2019, 16.52.03
29
Già il precedente era un buon disco ma questo lo supera e non di poco: le anteprime che avevo sentito non mi avevano preso ma ascoltando il disco per intero sono rimasto ben più che soddisfatto, alcune canzoni mi hanno fatto scuotere la testa come da anni non facevo per loro. Ottimo album!
Lizard
Mercoledì 25 Settembre 2019, 16.46.41
28
Skull: nessuna Inquisizione, si discorre ricordo una recensione su Metal Shock di Plastic Green Head dei Trouble inserita nel box in evidenza col titolo "non ignorateli anche stavolta!" o qualcosa di simile... L'enfasi a volte è anche voluta per "amore" nei confronti di una band o per desiderio che gli venga riconosciuto qualcosa che merita. Io quel disco l'ho comprato ed ho scoperto un'altra grande band troppo ignorata e sottovalutata. Magari per qualcun altro succedera' altrettanto
Area
Mercoledì 25 Settembre 2019, 16.19.03
27
Ma cosa succede? Da 3 anni a questa parte ritornano a pubblicare degli album diversi dei protagonisti della scena Nu. Adesso addirittura i Korn.
SkullBeneathTheSkin
Mercoledì 25 Settembre 2019, 16.18.11
26
@Lizard: io nemmeno avevo visto la firma sui Diamond, ma non conta nulla perchè gli scritti migliori del sito spesso per me sono proprio i tuoi, senza dubbio, questo non toglie che il tono enfatico possa anche vederlo fuori posto... "coscienza" implicitamente confermata dalla tua precisazione " Evidentemente, non sono piu' un gruppo che genera entusiasmi di massa. Probabilmente non lo sono mai stati..." Beninteso le mie critiche vogliono essere costruttive, ignoratele se volete, non martellerò più di tanto con questo fatto. Tuttavia è esattamente come pensavo, per vostra stessa ammissione. La domanda di Alex avrebbe dovuto trovare risposta (e la trova) nel corpo della recensione ma non voleva essere altro che un pretesto per iniziare (se non ho capito male) ed io dico solo che di argomenti ce ne sarebbero stati più del solito per un'introduzione. Avrei solo voluto dire "bella rece Alex" ma quell'incipit me lo ha impedito... ho meditato due giorni prima di "uscire" il bubbone ma poi ho pensato che con la dovuta educazione richiamare l'attenzione su questo non possa portare effetti negativi, al massimo nessun effetto... non sentitevi "inquisiti", il vostro lavoro è maiuscolo ed apprezzato, sempre.
Nu Metal Head
Mercoledì 25 Settembre 2019, 15.57.49
25
@metalflaz: ora ho capito! tu ti riferisci al pre-ritornello (il cosiddetto pre-chorus), e in effetti hai ragione, molto simili tra loro! però il ritornello è quello con la voce "normale" diciamo, e non c'azzecca nulla con "this love"... però ribadisco che secondo me è epico, è dal primo ascolto che lo venero!
Galilee
Mercoledì 25 Settembre 2019, 15.46.13
24
Per linea critica intendevo i vari voti delle ultime releases. Comunque il buon Alex Cavani ha argomentato a sufficienza. Non me ne voglia tra l'altro per questa critica. Tra l'altro apprezzo le sue recensioni e la sua scrittura che lascia perdere certi barocchismi stilistici, spesso boriosi e poco utili.
Lizard
Mercoledì 25 Settembre 2019, 15.23.58
23
Perdonami Galilee... Visto che le recensioni vengono tutte riviste e pubblicate dopo verifica, che un incipit non sia coerente con la linea critica del sito, mi sembra del tutto fuori luogo. Alex ha spiegato il senso della sua affermazione e trovo che sia assolutamente coerente. Poi si puo' condividere o meno, ci mancherebbe. Rispondendo invece a Skull, visto che autore dell'intervista ai Diamond Head fui io, dico solo che per loro l'enfasi è a mio giudizio giustificata dal fatto che l'ultimo album merita un posto a fianco dei loro classici di inizio carriera, come qualita' ed erano davvero aaaaanni che questo non succedeva. Se poi il risultato da parte dei lettori sono 3 commenti, non puo' dipendere da noi... Non vedo il punto. Evidentemente, non sono piu' un gruppo che genera entusiasmi di massa. Probabilmente non lo sono mai stati - per l'appunto, ho anche scritto un Almost Famous su di loro. Cio' non toglie che l'album sia ottimo e che meritasse tutta l'attenzione e il plauso almeno della critica. Almeno, di questa critica.
Black Me Out
Mercoledì 25 Settembre 2019, 15.20.09
22
Ogni punto di vista, suggerimento o critica lo ascolto e lo accetto volentieri, anche perché spesso queste osservazioni arrivano da utenti corretti e preparati; attenzione però: oltre a non aver fatto un'affermazione, ma una domanda, volontariamente provocatoria, la quale quindi esula dall'analisi critica, ma pone solo un pretesto per iniziare l'articolo, non ho mai detto "che senso hanno i Korn ora", ma "C’è bisogno di una band come i Korn nel 2019?". E il senso mi pare un po' diverso: mi chiedo se la stessa carica ed urgenza che i Korn avevano agli esordi è stata riportata anche in questo disco o meglio ancora, se essa ha trovato il modo di evolversi senza risultare sterile e vuota come in altri episodi della loro discografia. So bene che il paragone con gli esordi è inutile, ma un gruppo come i Korn vive di emozioni e sentimenti ben circoscritti a cui la band ha saputo dare una forma precisa. Ora, nulla vieta che questi sentimenti cambino, ma se l'involucro continua a muoversi sugli stessi binari di sempre, ma il contenuto no, allora qualcosa non quadra fino in fondo a mio parere. Del resto @Galilee concordo con la tua osservazione sull'ultima parte della discografia del gruppo e, anche se mi vergogno un po' a dirlo, io adoro The Path Of Totality e lo ascolto ancora con piacere, mentre invece ho gradito The Paradigm Shift e detestato SOS, proprio perché vi ho percepito quel problema di "incoerenza" a livello emotivo descritta poc'anzi e in recensione. Comunque, spero di non risultare irritato o saccente, non è mia intenzione e adoro il confronto, soprattutto quando noto il rispetto da ambo le parti; quindi anche per questo, grazie.
Galilee
Mercoledì 25 Settembre 2019, 15.04.45
21
Trovo anch'io che l'incipit della recensione sia irritante e fuori luogo. Sul resto lo scoprirò quando ascolterò il disco, ma la lettura mi è risultata piacevole. Perché dico questo, primo perché è un' affermazione del tutto personale che oltre a non corrispondere con la linea critica del sito, non corrisponde nemmeno con quella generale. Il periodo buio dei Korn è stato da See you fino a Korn 3 compresi. The path è stato un disco che ha diviso, ma rimane un esperimento coraggioso. Gli ultimi 2 sono stati accolti egregiamente sia dalla critica che dal pubblico. Quindi direi che più che scrivere "che senso hanno i Korn ora" , si dovrebbe scrivere che il nuovo dei Korn è uno dei dischi più attesi al varco, nella speranza che mantenga gli ottimi livelli qualitativi che ci hanno abituato con le loro ultime release. Tutto ciò sempre nel massimo rispetto del recensore e del suo lavoro.. See ya.
Black Me Out
Mercoledì 25 Settembre 2019, 14.32.33
20
@SkullBeneathTheSkin Posso capire la tua critica e la accetto di buon grado; la "giustificazione" ad un incipit simile però sta nel fatto che 1) io non rappresento la totalità della redazione, ma solo una minima parte, con idee e pensieri non per forza omologabili (altrimenti sai che noia) 2) per forza di cose i Korn sono stati parte integrante della mia crescita sia come persona che come ascoltatore (e in misura meno invadente, come musicista) e mi approccio a loro in modo quasi "paterno"; per questo, dopo tanti dischi acquistati e alcune sonore delusioni, pensando di avvicinarmi a questo disco per la prima volta mi sono chiesto che cosa potessi trovarci dopo tanti anni e quanto potesse valerne realmente la pena. E la recensione credo che risponda abbastanza bene a questo quesito. Tutto qui. Chiaramente lo stesso ragionamento IO non lo posso applicare ai Diamond Head - ad esempio - perché non hanno la stessa importanza sul mio vissuto e sul mio modo di giudicare un certo disco/genere. Adoro tantissimi dischi degli anni '70 e quando un artista che amo di quell'epoca fa uscire qualcosa di nuovo (un esempio? Glenn Hughes o Iggy Pop) lo attendo con entusiasmo e se lo reputo un lavoro di qualità lo loderò, così come al contrario lo boccerò. E quella domanda potrò farmela pure con questi artisti, ma non nella stessa maniera e con lo stesso sentimento che provo quando rivolgo la stessa domanda verso i Korn. Spero di essere stato chiaro. Allo stesso modo, anche se alcuni commentatori hanno già risposto con le mie stesse motivazioni, non ho citato Idiosyncrasy per gli stessi motivi per cui non ho parlato di Solway Firth nella rece degli Slipknot: bei pezzi, certo, ma che non mi provocano scossoni legati ad una "novità" percepita a livello di proposta musicale da parte del gruppo. Per questo ritengo che in questo disco ci siano molti brani superiori a Idiosyncrasy. E poi parlare di tutti i brani renderebbe la recensione più simile ad un'analisi track by track, che personalmente non amo.
SkullBeneathTheSkin
Mercoledì 25 Settembre 2019, 14.17.04
19
@Alex, scusami ma davvero non riesco a trattenermi... incipit peggiore non potevi proprio trovarlo, mi ha quasi guastato la lettura di una recensione di cui condivido molti aspetti... semplicemente perchè se quel tipo di domanda non ve la fate per diamond head (ben 3 commenti all'ultimo album) e compagni briscola di fine settanta ma anzi quel lavoro viene accolto come un evento (celebrato con 3 commenti)... qualcuno potrebbe cominciare a pensare che avete l'orologio guasto in redazione
Vengo!
Mercoledì 25 Settembre 2019, 14.07.54
18
I migliori: Korn Life is Peachy Issues Untouchables e QUESTO.
Dino Velvet
Mercoledì 25 Settembre 2019, 13.41.45
17
Grande album! This loss è il pezzo migliore.
MetalFlaz
Mercoledì 25 Settembre 2019, 7.53.27
16
@Nu Metal Head: boh al primo ascolto l'intro mi ha ricordato Shedding Skin, con quel giro di note che vanno su e giù, ma magari mi sbaglio.. in ogni caso, ha qualcosa dei Pantera per quanto riguarda il ritornello, confermo, a me ricorda moltissimo quello di This Love, la parte di You keep this love (Thing), Love (Child), Love (Toy)! You keep this love (Fist, Love (Scar), Love (Break)! You keep this love! Love! Love! You keep this love! Love! Love! You keep this love! soprattutto a livello strumentale, però ehi , anche qui è una mia opinione
M.LINEBACKER
Mercoledì 25 Settembre 2019, 1.22.52
15
90.
Villain
Mercoledì 25 Settembre 2019, 1.09.12
14
Lo stronzetto malcagato di LAMBROSCORE e NOME non capiscono NULLA di musica e quindi..
Nu Metal Head
Martedì 24 Settembre 2019, 21.54.03
13
@metalflaz: secondo me invece il riff è preso più che altro da "a new level", mentre il ritornello simile a quello di "this love" non mi pare proprio... sei sicuro? non è che ti confondi con qualche altra canzone?
Halo
Martedì 24 Settembre 2019, 19.44.18
12
una sintesi perfetta di quello che sono i korn oggi; c'è la potenza degli esordi e l'elettronica qui fa fare il salto di qualità ai pezzi senza stroncarli, come successo in altri loro dischi. Personalmente, non ho trovato filler. Questo disco non ha nulla da invidiare a Issues, FTL e compagnia. 85!
mauroe20
Martedì 24 Settembre 2019, 16.38.04
11
ho avuto modo di ascoltare qualche pezzo, ritorno col botto. Ordinato!
MetalFlaz
Martedì 24 Settembre 2019, 16.14.17
10
idiosyncrasy ha l'intro che sembra presa pari pari da Shedding Skin e il ritornello da This Love, entrambe dei Pantera, anche a livello di batteria
Nu Metal Head
Martedì 24 Settembre 2019, 14.59.37
9
@testamatta ride: a me frega su "Korn III", e sono d'accordo con te... non è scialbo, però bisogna ammettere che c'è qualcosa che non torna (mancanza della seconda chitarra di Head e arrangiamenti strani)... su "idiosyncrasy" io è proprio la strofa che trovo un po' troppo morbida rispetto al resto della canzone, ritornello compreso, però in generale secondo me è una delle hit del disco... @skullbeneaththeskin: fa niente ognuno ha le sue opinioni, ci mancherebbe...
SkullBeneathTheSkin
Martedì 24 Settembre 2019, 10.46.28
8
@Testamatta ride: su Idiosincracy la penso come te e personalmente è esattamente il tipo di brano che "preferirei non sentire" ma questo vuol dire poco perchè anche nei loro capolavori qualcosa scarto sempre (scusa @NMH ma la si può trovare "bellissima" cosi come "odiosa"). In linea di massima comunque ci sento piacevoli echi di "life is peachy" soprattutto in alcune strofe iniziali.
Masterburner
Martedì 24 Settembre 2019, 9.45.52
7
Per ora l'ho ascoltato distrattamente ma si sente subito che è un ottimo disco
Testamatta ride
Martedì 24 Settembre 2019, 6.36.13
6
Bella recensione che, per quello che è il mio giudizio sull'album, c'entra il punto dando la giusta importanza a This loss: grandissimo pezzo che, secondo me, deve assurgere a simbolo del disco e dove realmente ho percepito scaturire l'emozione dal cantato di Davis. L'altro balzo dalla sedia l'ho avuto con l'apertura di Idionsicracy, salvo poi rendermi subito conto che era un qualcosa di già ampiamente sentito/rubato: il pezzo poi continua bene nella strofa con un cambio di climax ma perde nel ritornello. Concordo con Nu metal head sul valore di Cold e, tutto sommato, di Can you hear me (canzone totalmente Untouchables, il che a dire il vero non sarebbe propriamente un merito). Ottima la breve intro iniziale. Nel complesso e in definitiva, tuttavia, gli album dei korn (e lo dico con immutato affetto) ormai hanno sempre il rischio di finire sullo scaffale dopo gli ascolti iniziali per essere assimilati e di rimanerci per molto molto tempo. Vedremo se con The nothing sarà lo stesso. Una postilla su quanto riportato in recensione: non ho mai condiviso il giudizio piuttosto diffuso di giudicare scialbo Korn III, semmai dovesse fregare a qualcuno.
Nu Metal Head
Lunedì 23 Settembre 2019, 23.38.44
5
ribadisco che è il migliore dopo il rientro di Head, perché come dice bene la recensione è il più sincero... "the paradigm shift" era molto buono ma forse ancora un po' troppo elettronico, "the serenity of suffering" puntava più sull'impatto ed era ottimo, ma forse voleva ricalcare troppo il sound che fu, e quindi risultava poco spontaneo, mentre questo "the nothing" ha proprio più carne al fuoco, e più voglia in generale da parte di tutti i componenti... ascoltandolo molte volte si ha la sensazione che sia un ideale misto tra "issues" (soprattutto l'intro e l'interludio) e "take a look in the mirror"... fieldy lo si risente veramente protagonista come non accadeva da un po', mentre JD riesce a trovare nuove accattivanti soluzioni canore da abbinare ai consueti scatting e growl... le migliori sono le prime 4, con "cold" nella parte del leone e che ti catapulta direttamente agli episodi più heavy del gruppo, mentre "finally free" con quel growl morboso non può far storcere il naso, e "can you hear me" sarà sì la più soft ma è una bella canzone... "the ringmaster", "gravity of discomfort" e "this loss" tutte meritevoli, mentre mi pare strano che il recensore non spenda nemmeno una parola su quella perla di "idiosyncrasy", che può contare su un ritornello bellissimo e da pelle d'oca e su un riff letteralmente saccheggiato ai Pantera, ma anche di "h@rd3r", che può contare su quel frangente finale "estremo" e con un inedito doppio pedale da parte di luzier... in definitiva sarà brutto da dire, ma sembra che per avere un album davvero degno dei Korn il povero JD debba subire qualche trauma (a me risulta che pochi mesi dopo la moglie gli sia morta anche la madre)... comunque, per rispondere all'interrogativo, penso che il mondo abbia ancora bisogno di loro, se i risultati sono questi... voto: 79, sempre per il solito discorso che in "arancione" vanno solo i dischi dell'epoca d'oro, ma forse avrei dato anche di più.
SkullBeneathTheSkin
Lunedì 23 Settembre 2019, 21.41.41
4
Un passo -o forse solo mezzo- indietro rispetto a SOS, ma ugualmente un gran bel disco, di livello. Ripercorrendo i passaggi di Alex, sono uno di quelli che storce il naso per alcuni passaggi "troppo" e ne che condivide la provenienza... cosi come sono uno di quelli che gode su quell'intro o su quel mantra di interludio. Lo spirito livido c'è ancora, mi vien voglia di rivederli dal vivo...
Daniele
Lunedì 23 Settembre 2019, 21.06.08
3
Jonathan assoluto protagonista di questo album , semplicemente fantastico. Complimenti anche alla recensione, concordo in pieno con quanto è stato scritto.
LAMBRUSCORE
Lunedì 23 Settembre 2019, 21.04.13
2
Gruppo da abolire, qualsiasi cosa caghino fuori, ahah
NOME
Lunedì 23 Settembre 2019, 20.45.41
1
sono daccordo con te
INFORMAZIONI
2019
Roadrunner Records
Alternative Metal
Tracklist
1. The End Begins
2. Cold
3. You’ll Never Find Me
4. The Darkness is Revealing
5. Idiosyncrasy
6. The Seduction of Indulgence
7. Finally Free
8. Can You Hear Me
9. The Ringmaster
10. Gravity of Discomfort
11. H@rd3r
12. This Loss
13. Surrender to Failure
Line Up
Jonathan Davis (Voce)
James "Munky" Shaffer (Chitarra)
Brian "Head" Welch (Chitarra)
Reginald "Fieldy" Arvizu (Basso)
Ray Luzier (Batteria)
 
RECENSIONI
79
80
78
71
69
87
80
93
85
90
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