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Wind Rose - Wintersaga
05/10/2019
( 1271 letture )
Noi italiani appariamo talune volte come una razza catastrofista con sé stessa ed esterofila per quel che riguarda praticamente tutto. Ok, di recente con la rievocazione quasi paranoica di sentimenti patriottici in alcuni ambiti si potrebbe sostenere il contrario, ma si tratta di fenomeni per lo più transitori avallati da autorità che ragionano in termini consensuali, nulla di autentico o di congenito. Siamo ancora molto guardinghi rispetto a realtà nostrane che spiccano il volo, in ogni ambito. Noi parliamo di musica, come non citare dunque la mole di insulti che per anni i Lacuna Coil hanno ricevuto (e ricevono ancora) da parte di gente dalla discutibile educazione? Ebbene quest’oggi speriamo di andare controcorrente e parlare nel migliore dei modi di un ensemble pisano che ha gettato il cuore oltre l’ostacolo e ci ha fatto dono di un dischetto davvero niente male, i Wind Rose con il loro quarto album in studio intitolato Wintersaga. Un lavoro ideale per gli amanti di sonorità festaiole, ignoranti, grezze ma al tempo stesso dai suoni puliti, farà la gioia degli amanti di tutto quel folk italico ma anche straniero che andava per la maggiore ai tempi del Fosch Fest di Bergamo et similia (per chi come me vive e bazzica in queste zone ricorderà come in quegli anni ci fossero concerti ed eventi folk metal davvero in abbondanza); la band capitanata da Francesco Fagiolini, in arte Cavalieri, con quest’ultima release ha leggermente potenziato l’aspetto puramente folk a discapito di quello symphonic power delle precedenti esperienze, mantenendo comunque un tessuto di base a chiara matrice “happy”. Andiamo dunque a sviscerare questa saga invernale, consci del fatto che simili cambi di stile potrebbero anche compromettere l’alchimia di certi gruppi alla ricerca forzata di schemi lontani dal proprio background artistico.

C’è inizialmente da registrare un nuovo ingresso nella formazione, quello di Federico Gatti direttamente dagli Ancient Bards, altra band più che valida del nostro territorio, che sostituisce alla batteria l’uscente e membro storico Daniele Visconti. Un cambio che aggiunge esperienza e maturità ai toscani, forti anche della presenza di un pezzo grosso del metal italiano che ha iniziato a fare la storia quando ancora gli Wind Rose non presenziavano nelle menti di nessuno, vale a dire quel Cristiano Bertocchi a.k.a. Chris Breeze dei primi Labyrinth, poi passato anche nelle file dei Vision Divine. Insomma, le potenzialità per fare bene sono da subito sotto gli occhi di tutti, rimane da vedere se sono state soddisfatte. L’ascolto di Drunken Dwarves basta da solo per rispondere in maniera affermativa a tale quesito, veniamo idealmente trasportati in una di quelle vecchie osterie medioevali dove succedeva di tutto e di più e i nani, appunto, rappresentavano un’attrazione più o meno godibile; qui si parla di puro folk metal, la voce accenna passaggi in growl che gasano ulteriormente e il ritmo è ultraserrato nonché allegro. A fare coppia fissa con essa ci pensa The Art of War, vero e proprio inno che strizza l’occhio all’epic in più di un’occasione e ci presenta un Cavalieri perfettamente a suo agio nelle pieghe di una composizione tutt’altro che banale nel suo assortimento, comunque, di cliché tematici e sonori. In generale nessuno dei cinque musicisti spicca sugli altri per importanza o rilevanza tecnica, la doppia cassa dell’ultimo arrivato non svolge sicuramente compiti di vanto personale ma risulta funzionale all’impianto d’insieme sostenuto dalla solida coppia Falconcini-Bertocchi, una garanzia ormai di alta qualità e fidelizzazione verso l’ascoltatore. Si rintraccia, nei Wind Rose, una certa eco di gruppi estremi della scena viking-pagan come Ensiferum e Wintersun (con i quali hanno effettuato alcuni tour europei, infatti), più nell’attitudine di costume che nel suono vero e proprio ancorato sempre a nomi più classici e di più facile fruizione; ecco dunque che, nonostante i maggiori passi effettuati verso l’universo folkloristico, la title track offre un vasto campionario di “orchestration” che ci aspetteremmo da un LP targato Blind Guardian, il singolo Diggy Diggy Hole è quanto di più orecchiabile i Nostri abbiano mai prodotto, seppur lo abbiano fatto prendendo spunto da melodie enucleate dall’alba dei tempi e qui un paragone con i pirati Alestorm non può che palesarsi automaticamente. Ultimo spunto da segnalare, la chiusura con quello che solitamente definiremmo un “mattone” da nove minuti intitolato We Were Warriors, ma fortunatamente in questo caso la lunga durata non inficia la riuscita del brano che è pregno fino al midollo dell’eroismo greco, del “bello e buono” tramutato in musica, forse un tantino autoreferenziale, lo ammettiamo, ma esiste forse qualche complesso simile che riesce a smarcarsi da tale definizione?

Questi ragazzi sanno divertirsi, sanno divertire chi assiste i loro show ed ascolta i loro dischi, hanno effettuato una buona dose di gavetta e meritato di condividere il palco con i grandi nomi della scena, sono autoironici e non si prendono troppo sul serio; hanno quindi tutto per incontrare il nostro favore e quello di tantissimi là fuori. Il futuro ed il possibile “successo” (tra molte virgolette perché sempre di underground stiamo parlando) degli Wind Rose passeranno dalla loro capacità d’innovazione, che già è ben sviluppata, e dalla bravura nel rendere Wintersaga un nuovo punto di partenza per ulteriori escursioni in territori inesplorati. Solo orgoglio per musicisti come questi.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
60.88 su 27 voti [ VOTA]
duke
Giovedì 14 Novembre 2019, 21.47.46
24
...non li conosco...ma mi hanno incuriosito...ci daro' un ascolto......
Sei un fallito wizard ;)
Giovedì 14 Novembre 2019, 21.25.20
23
Continuare a commentare dopo settimane non è rosicare?! Ahaha fatto sta che questi ragazzi stanno guadagnando stima e fan in tutto il mondo è te ascolti sempre gli slayer dalla tua cameretta con la chitarrina ormai attaccata al chiodo e tanti sogni infranti magari di essere riconosciuto musicalmente col tuo progetto fallito miseramente anni fa. In Italia è pieno di gente come te che consumata dall invidia che sputa merda su realtà ormai riconosciute a livello internazionale. Tu in confronto a band come queste artisticamente e musicalmente vali zero perché non hai mai dimostrato niente ed i tuoi progetti musicali non sono mai usciti dal desktop del tuo pc. Fai bene ad andare a letto e coprirti, ci penserà il tuo fallimento la tua irrealizzabile musicale a darti l’amaro bacio della buonanotte
Wizard Lizard
Venerdì 25 Ottobre 2019, 13.52.34
22
Beh si certo hai capito tutto,secondo te ho tempo da perdere per creare un'altro account per darmi ragione?non ho bisogno di questi mezzucci,peccato a fianco dei nick non ci siano gli ip a dimostrarlo.invidioso del successo del gruppo?sbagliato anche qui,hanno successo si tolgono delle soddisfazioni e guadagnano? buon per loro! basta però essere obbiettiivi e non sparare voti e lodi esagerate per un disco appena sufficente.Mi stupisco che possa piacere a gente con anni e migliaia di ascolti alle spalle, l'avessi sentito a 14anni probabilmente mi sarei gasato, a 40 mi fa sorridere
Francis Banks
Sabato 19 Ottobre 2019, 12.29.26
21
Bene OK e Lizard Wizard, stessa persona evidentemente invidiosa del crescente successo dei Wind Rose, vogliamo disquisire su che cosa è oggettivamente banale? Oggi nel 90% le canzoni di qualsiasi genere sono composte da 3-4 accordi al massimo, e questo è oggettivo. Prendendo la title track "Wintersaga", una delle semplici del disco, soprattutto nel ritornello, ho contato 12 accordi diversi, e negli altri brani ve ne sono ancora di più... Poi parli di abuso, ma ti rendi conto di quel che dici? Le soluzioni melodiche attuali, nel metal, nel rock, nel pop, sono tutte derivazioni di cose già fatte e sentite nei decenni precedenti. Ascolta l'ultimo disco dei Foo Fighters, o i nuovi "Led Zeppelin" Greta Van Fleet. E ora basta con questa discussione sterile...
ok
Sabato 19 Ottobre 2019, 0.45.21
20
@Francis Banks: falso. "Banale" e "scontato", come da dizionario, si riferiscono a qualcosa di prevedibile, noto, già visto e già ascoltato. Può essere soggettivo solo nell'accezione per cui una persona può avere già visto/ascoltato qualcosa o meno, ma è totalmente oggettivo nel caso più ampio in cui un disco (come in questo caso) replichi soluzioni musicali ed/od estetiche abbondantemente impiegate altrove. In questo caso si parla di un abuso ambo le parti, che può piacere a chiunque come legittimo sia, ma è pertanto oggettivamente scontato e banale in un filone/genere che proprio di questi elementi fa il suo trademark più pregno di cliché e -pertanto- immediatamente riconoscibile persino senza ascoltarne una nota già dall'immaginario. Più oggettivo di così si muore.
Francis Banks
Martedì 15 Ottobre 2019, 10.24.43
19
Lizard Wizard, per correttezza di informazione, nella musica, nel cinema e nelle arti in generale, la definizione di banalissimo/scontato è puramente soggettiva...
Enrico Bustaffa
Martedì 15 Ottobre 2019, 9.45.52
18
joan considerando poi che ai wind rose si puo dire di tutto tranne che sono banali a livello compositivo. ricordiamoci che sono nati praticamente come gruppo prog metal.... avessero fatto dieci pezzi come diggy diggy hole sarebbero risultati piatti, ma di soluzioni in termini compositivi all'interno del disco ce ne sono in abbondanza, come del resto nei loro album precedenti
Joan
Lunedì 14 Ottobre 2019, 23.58.14
17
Ma voi che criticate lo avete mai scritto un pezzo musicale? Se non lo avete mai scritto e neppure sapete come si fa zitti e mosca, un brano può non piacere ok, ma non potete permettervi di criticare!
JC
Lunedì 14 Ottobre 2019, 21.09.50
16
Il disco è davvero ben curato e Diggy è forse il pezzo migliore, trascinante e potente. I giochi di ruolo sono divertenti anche a 40 anni, così come il fantasy non hanno età. Il metal è intrattenimento... l'arte sta altrove. I Wind Rose per me sono un piacevole ritorno ai Blind Guardian degli anni 90, con in più elementi folk e il "cosplay nanico", che trovo divertente.
Lizard Wizard
Lunedì 14 Ottobre 2019, 19.14.17
15
XEnrico io non devo spiegare niente a nessuno,che per carità è libero di sentire quello che gli pare,però seguo il metal "scopro" un gruppo nuovo vedo volto alto, voto alto della gente mi dico ascoltiamocelo.E le argomentazioni dove sarebbero ridicole?che il disco dal look,alla cover,alla musica suona banalissimo/scontato come decine di altri gruppi è una cosa oggetiva,soggettivo poi è il gusto e può piacere lo stesso.Infine non c'è età correlata a un genere musicale ma se a oltre 40anni ti gasi per dei tizi che cantano dei nani conciati con tanto di martello che paiono usciti da Baldur's Gate qualche domanda me la farei
SkullBeneathTheSkin
Lunedì 14 Ottobre 2019, 18.10.59
14
...calma, ammazzatevi pure col true metal, ma non toccatemi gli RPG
Enrico Bustaffa
Lunedì 14 Ottobre 2019, 17.56.46
13
come al solito arriva l'hater true metaller che deve spiegare al mondo cos'è il vero metal e come ogni volta che succede tutto questo le argomentazioni sono ridicole. Nel bene o nel male con diggy diggy hole hanno sbancato facendo un pezzo che sarà anche parecchio nerd, ma ha un senso visto il concept ricorrente dei loro album. Il fatto che poi piu o meno si ispirino ai lavori di tolkien è un pregio, non certo un difetto visto che stiamo parlando di uno dei piu grandi scrittori del 900. Ci sono tanti altri gruppi metal a sto mondo, vecchi e nuovi: concentrati su quelli
Nòesis
Lunedì 14 Ottobre 2019, 17.54.53
12
La fai troppo banale, amico mio, mi limito a dirti che non esiste un'età correlata ad un genere musicale. Poi pensala come credi
wizard lizard
Lunedì 14 Ottobre 2019, 15.00.24
11
Si purtroppo l’ho sentito e la cover del videogame non è la cosa peggiore, diciamo è in linea con l’album, la classica ciliegia su una torta aimè neanche così buona.Classiche melodie folk da videogame fantasy sentite un milione di volte,ritornelli power strasentiti, mettiamoci anche il growl che così il ragazzino si esalta che il disco è anche estremo con i suoi amichetti.Tralasciamo poi i titoli dei testi banali,la cover vista un milione di volte e il look,mio dio che sono usciti dal signore degli anelli da qualche rpg?Anche io giocavo agli rpg e mi divertivo ma a 15anni, non a 40.Poi è suonato bene, prodoto anche, ma per tutti i difetti che ha rimane un disco per ragazzini apassionati di rpg,videogame che si affacciano al metal per le prime volte, un 6, se sei appassionato di quelle cose un 6,5 a straesagerare. ps. la nazionalità non mi interessa direi uguale se fossero giamaicani o giapponesi.difatti degli Alestorm che non sono italiani ma inglesi la penso identicamente,basta sostituire gli rpg e i videogame fantasy con i pirati dei caraibi
Francis Banks
Lunedì 14 Ottobre 2019, 9.55.42
10
Wizard lizard, ma il resto dell’album l’hai ascoltato? Poi per tua conoscenza, come dichiarato in varie interviste dal gruppo stesso, la cover metal della canzoncina da videogame è stata loro richiesta innumerevoli volte dai moltissimi fans che apprezzano i Wind Rose all’estero, soprattutto nel Regno Unito, dove guarda caso la canzoncina è nata. Ma già, è vero, in Italia si tende a denigrare quei pochi gruppi che riescono a farsi valere in campo internazionale… sarà mica invidia?
JC
Domenica 13 Ottobre 2019, 13.54.43
9
caro wizard, per me proprio pezzi e gruppi come quello che hai citato sono di pessimo gusto e spesso parodistici nel loro dover spendere la parola Satan e Blood ogni tre. Senza parlare poi di gruppi demenziali come quelli che si dipingono ls faccia da panda. Ben vengano piuttosto i nani del signore degli anelli o di warcraft
wizard lizard
Domenica 13 Ottobre 2019, 11.48.51
8
Hai ragione scusa, però pensavo è stato un gran peccato non ci abbiano pensato prima negli anni 80 che so gli Slayer, sarebbe stata bellissima che so una loro cover di Super Mario Bross su Reign in Blood magari al posto di Angel of death
Sandro70
Domenica 13 Ottobre 2019, 8.23.15
7
Torna a dormire, ascolta altro ed evita di dare giudizi sui gusti altrui.
wizard lizard
Domenica 13 Ottobre 2019, 2.59.09
6
Svegliatemi da questo incubo! ma seriamente nel 2019 la musica metal si è ridotta a coverizzare una canzoncina amatoriale fatta su youtube per farsi quattro risate di un videogame?e questo insulto alla musica piace anche visto la media voto di 83 dei lettori e il 78 del recensore..
Enrico86
Venerdì 11 Ottobre 2019, 8.38.29
5
Tanta tanta roba....contento che siano finiti su napalm records
Luky
Martedì 8 Ottobre 2019, 20.50.56
4
Secondo me non tutto il cd si mantiene allo stesso livello, ma alcune canzoni sono davvero carine, come ad esempio la title track Wintersaga o la cover Diggy Diggy Hole. In sintesi mi è piaciuto comunque, un bel 70 ci sta.
Francis Banks
Martedì 8 Ottobre 2019, 10.02.56
3
Bellissimo disco, che può piacere anche ai non amanti del folk/epic... I Wind Rose sono ormai una realtà a livello mondiale e i loro lavori sono sempre più professionali e divertenti. Con l'approdo a Napalm hanno poi acquisito la visibilità che meritavano...
Freccia
Domenica 6 Ottobre 2019, 21.29.47
2
Non li conoscevo, ahimè! Dopo aver letto la recensione sono andato ad ascoltare l'album e mi è piaciuto moltissimo! Bello avere in Italia gruppi così validi!
JC
Domenica 6 Ottobre 2019, 20.06.08
1
bellissimo, mia figlia si diverte un sacco con le loro canzoni, e ce le ascoltiamo insieme. Consigliato a tutti gli amanti del power.
INFORMAZIONI
2019
Napalm Records
Folk Metal
Tracklist
1. Of Iron and Gold
2. Wintersaga
3. Drunken Dwarves
4. Diggy Diggy Hole
5. Mine Mine Mine!
6. The Art of War
7. There and Back Again
8. The King Under the Mountain
9. We Were Warriors
Line Up
Francesco Cavalieri (Voce)
Claudio Falconcini (Chitarra)
Cristiano Bertocchi (Basso)
Federico Gatti (Batteria)
Federico Meranda (Tastiere)

Musicisti ospiti
Ally Storch-Hukriede (Violino)
Tommaso Corvaja (Cori)
 
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