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Liv Sin - Burning Sermons
06/10/2019
( 492 letture )
A distanza di un paio d’anni dal precedente Follow Me, intervallati comunque dall’uscita dell’EP Inverted, i Liv Sin battono un nuovo colpo con Burning Sermons. Il problema del gruppo nato dalle ceneri dei Sinister Sin, capitanato dall'aggressiva cantante Liv Jagrell, era stato individuato nell’incapacità di presentare pezzi di livello superiore, mascherando il tutto con una produzione molto pompata, restando così nel limbo di una piacevolezza di fondo priva di spunti che lo segnalasse come capace di puntare alla prima fascia. Il nuovo album aveva quindi il compito di superare questo stallo, andare oltre la grande voce di Liv ed effettuare un upgrade di scrittura e composizione.

Burning Sermons mostra innanzi tutto un suono meno "gonfiato", nel tentativo di posizionare la band in maniera diversa. Maggior tempo dedicato alla registrazione, meno muscoli e steroidi in bella mostra e più attenzione alla produzione in quanto tale (merito di Emil Nödtveidt), un impatto complessivo quindi meno potente e più rockeggiante in senso lato; queste le differenze più evidenti rispetto al recente passato. Da notare il diverso lavoro delle tastiere, adesso usate anche come riferimento principale per le linee vocali in alcuni frangenti. Nel complesso Burning Sermons si presenta più vario e maturo rispetto al suo predecessore, ma anche al netto della presenza di elementi industrial ed altri molto melodici, è sempre il songwriting ad essere il tallone d’Achille del gruppo, dato che non si segnala mai per meriti importanti. Scorrendo la scaletta, ci si imbatte innanzi tutto in un pezzo come Blood Moon Fever che funge da sintesi del nuovo corso, poi in altri come Chapter Of The Witch; Hope Begins To Fade; War Antidote; The Sinner; Death Gives Life Meaning; Dead Wind Intermezzo - chiaramente la parte preponderante di questo lavoro – che spingono più sull’acceleratore o sul lato oscuro della musica della band, ma senza dimenticare la melodia e la necessità di valorizzare la voce di Liv. Altri come At The Gates Of The Abyss e specialmente Ghost In The Dark (questa una delicata ballad) sono più melodici. Più devota al vecchio corso risulta Slave To The Machine, mentre la bonus track Freddy stacca nettamente dalle altre con i suoi due minuti circa di sfacciato punk rock.

Al tirar delle somme Liv Jagrell si dimostra ancora più che valida, i suoi compagni d’arme fanno il loro, la produzione è migliorata nel senso prima descritto, ma manca sempre qualcosa. Burnig Sermons è un album che scorre via senza inciampi regalando compagnia gradita per tutta la sua durata, ma non lascia veramente il segno. Nessun brano che vada oltre una formale "giustezza" ed anche i passaggi che più rimangono in mente lo fanno per la loro regolarità e non per l’originalità. Il colpo da battere per i Liv Sin è quindi arrivato, ma il suo eco si perde tra quelli che affollano il mercato. Molti dei quali di persistenza ben superiore.



VOTO RECENSORE
69
VOTO LETTORI
78.42 su 7 voti [ VOTA]
Sandro70
Lunedì 21 Ottobre 2019, 21.35.40
2
Album ottimo , potente e melodico. Registrazione bella "piena" , Liv al solito in palla e band ( specialmente il chitarrista ) all'altezza. Voto 80.
Roadie
Domenica 6 Ottobre 2019, 22.46.52
1
A me il disco è piaciuto molto: da quando è uscito l'ho ascoltato praticamente tutti i giorni. Hi metalhead!
INFORMAZIONI
2019
Despotz Records
Heavy
Tracklist
1. Blood Moon Fever
2. Chapter Of The Witch
3. Hope Begins To Fade
4. War Antidote
5. At The Gates Of The Abyss
6. Slave To The Machine
7. The Sinner
8. Death Gives Life Meaning
9. Ghost In The Dark
10. Dead Wind Intermezzo
11. Freddy (Bonus Track)
Line Up
Liv Jagrell (Voce)
Patrick Ankermark (Chitarre)
Chris Bertzell (Chitarre)
Tommie Winther (Basso)
 
RECENSIONI
68
 
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