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Toxic Holocaust - Primal Future: 2019
06/10/2019
( 890 letture )
Anno importante questo 2019 per i Toxic Holocaust. La band-giocattolo di Joel Grind si appresta infatti a spegnere le venti candeline. Due decenni durante i quali l’entità di Portland è riuscita a costruirsi un corposo seguito di pubblico, e questo malgrado un suono ignorantissimo e a dir poco involutivo. Sordo alle critiche di chi considera la sua creatura monotona e sopravvalutata, il biondo polistrumentista pubblica in questo anno di ricorrenza il sesto album, che succede all’ultimo Chemistry of Consciousness del 2013. Chi ha almeno una vaga idea del suono dei Toxic Holocaust, saprà esattamente cosa aspettarsi, visto che concetti come “evoluzione” e “cambiamento” non fanno certo parte del vocabolario del Nostro. Solito album di grezzissimo crossover thrash, quindi? Questa volta, un po’ a sorpresa, la risposta è meno scontata di quanto possa apparire.

Con questo non vogliamo dire che i Toxic Holocaust si siano dati al prog rock, ma Primal Future: 2019 si discosta in parte dalle ultime uscite della band. Il primo segnale lo si avverte dando un’occhiata al minutaggio dei brani, la cui durata media supera abbondantemente i quattro minuti, una lunghezza biblica rispetto agli album precedenti. Con la brevità, sembra che Joel Grind abbia messo nell’armadio anche la velocità. Eh sì, dimenticate le sparate di Nuke the Cross e Bitch, perché la velocità è sì presente, ma viene relegata a elemento di contorno. Il suono dei Toxic Holocaust del 2019 pende molto meno verso l’hardcore e quel feeling proto-black e punta invece con decisione in direzione dell’heavy metal. Il singolo Chemical Warlords ne è ottimo esempio. Dal riff portante smaccatamente heavy, al galoppante break centrale, passando per il melodico assolo, la canzone appare più controllata, lontana dalle aggressioni ferine del passato, e persino la voce di Grind si discosta dal solito latrato sulfureo. Il brano rimane comunque parecchio robusto, così come non cambiano la semplicità e l’immediatezza tipici del Toxic Holocaust-sound, che però si riscopre decisamente più classico e ancora più vintage del solito. Black Out the Code e Time’s Edge seguono la via dell’opener, potenti episodi di heavy metal trascinante e melodico. Questo nuovo corso della band trova li suo apice nell’ultima Cybernetic War, un mid tempo innodico, durante il quale si odono echi di Judas Priest e Iron Maiden, condito dalla voce (quasi) clean del leader, che ha tra l’altro suonato tutti gli strumenti. La squadrata title-track abbassa ancor di più la barra dei bpm e ritrova un po’ di asprezza, così come New World Beyond. Carica di groove, quest’ultima sembra uscita da un album dei Power Trip, un’influenza che rispunta anche in Controlled by Fear. La velocità fa capolino in Aftermath e in Deafened by the Roar, un minuto e trenta di puro crossover thrash. Una copertina che condensa buona parte dei cliché tematici degli anni 80 e testi che ruotano attorno a una distopia tecnologica completano il lavoro nel modo più amarcord possibile e immaginabile.

Primal Future: 2019 non è quindi un album innovativo, propone anzi un sound nostalgico e retro(grado), con lo sguardo ben rivolto ai soliti Eighties. Ciò assume però un’altra valenza se si considera il logo sulla copertina del lavoro. Nella discografia dei Toxic Holocaust, Primal Future: 2019 segna un discreto cambiamento di rotta. Pur senza snaturarsi, Joel Grind si apre ad altre influenze, vicine è vero, che hanno comunque un effettivo impatto sul suo suono, oggi meno veemente e più ragionato. Un poco meno ignorante, più vario e melodico dei precedenti, Primal Future: 2019 è un album godibile e vitaminico, ma la cui natura si presta a una doppia lettura. La timida apertura intrapresa dalla band non può che essere apprezzata, ma questa “evoluzione” si fa a scapito di quella grezza ferocia che era il suo vero marchio di fabbrica.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
72.37 su 8 voti [ VOTA]
ElManjo
Domenica 13 Ottobre 2019, 23.54.22
6
Finalmente un lavoro degno di nota, il loro migliore secondo me: 80
jeffwaters
Sabato 12 Ottobre 2019, 10.29.05
5
Grande comeback di mr.Grind...per adesso molto ascoltabile e divertente...time's edge pezzo da 90...voto 75 pieno
Deathland
Mercoledì 9 Ottobre 2019, 20.16.35
4
Discone! Band sempre al top!
il pazzo
Martedì 8 Ottobre 2019, 15.54.21
3
ma che dire i toxic li conosco da tanto e l'evoluzione non fa parte di loro o di lui è meglio specificare. Diciamo che questo disco magari ha qualche canzone più lunga con qualche cambio di tempo in più ma lo stile le influenze e la velocità sono sempre le solite del gruppo. Cambia poco o niente rispetto al passato, qualche pezzo poco più lungo e qualche cambio di tempo. è un bel disco godereccio comunque, solita roba trita e ritrita ma è fatta bene alla fine sta sul pezzo.
gianmarco
Martedì 8 Ottobre 2019, 2.39.37
2
x me un 80 . il grande Joel mi piace anche così .
Doomale
Lunedì 7 Ottobre 2019, 1.12.42
1
Buono, ancora lo devo assimilare un po' per capire. Leggermente diverso dal precedente che sembrava più diretto e sporco, forse migliore. Vedremo. Comunque difficilmente mi delude sta roba qui e loro in generale. Buona anche la rece, ne troppo stringata come troppe se ne leggono nel genere, ne esagerata. Insomma equilibrata. Bravo Alberto
INFORMAZIONI
2019
Entertainment One Records
Crossover
Tracklist
1. Chemical Warlords
2. Black Out the Code
3. New World Beyond
4. Deafened by the Roar
5. Time’s Edge
6. Primal Future
7. Iron Cage
8. Controlled by Fear
9. Aftermath
10. Cybernetic War
Line Up
Joel Grind (Voce, Chitarra, Basso, Batteria)
 
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