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HammerFall - Dominion
11/10/2019
( 1220 letture )
Era il 2016 quando gli HammerFall uscirono con Built to Last. A distanza di alcuni anni tornano alla carica con un album inedito, Dominion (pubblicato sempre dalla Napalm Records). Bastano pochi secondi di ascolto per capire che questi tre anni di pausa non sono serviti a innovare il sound, a rinnovare lo stile della band, che al di là di questo si mostra ancora una volta molto valida, capace di creare un disco non sconvolgente ma godibile e in grado di assecondare l’orecchio dei fans facendoli sentire “a casa”.

Dominion pur essendo un disco a base del più classico power marchiato HammerFall, a tratti ispirato dall’heavy anni ’80 (in particolar modo dagli Accept), rappresenta un punto importante per la band. Dopo gli ultimi album, prodotti attraverso un processo ciclico (scrittura, registrazione, pubblicazione, promozione, tour), su Dominion si è lavorato fra e nel corso dei tour: a detta della band tutto ciò è stato stimolante e questo dilatare i tempi ha generato meno pressioni. Dal punto di vista prettamente musicale non c’è una svolta, ma si riconferma quanto di buono fatto con Built to Last, che di fatto aveva segnato un ritorno a una formula più vicina a quella delle origini (dopo le varie sperimentazioni fatte precedentemente, che avevano indebolito l’identità power del gruppo per favorire sonorità heavy).

La dozzina di canzoni presenti su Dominion, estremamente curate nella produzione e nella scrittura, anche se non freschissime o magari a tratti ripetitive, alla fine scorrono piacevolmente. Non ci sono “note stonate”, canzoni fuori luogo o difetti che possano emergere in maniera abbastanza oggettiva. I suoni e le composizioni funzionano, gli HammerFall funzionano.
A ciò va aggiunto che Dominion non è un album buono solo perché suonato bene: non ci saranno canzoni fuori dal comune, ma qualche hit catchy in stile HammerFall viene fuori, basti pensare alla titletrack Dominion, alla anthemica Never Forgive, Never Forget o all’inno dedicato alla scena rock svedese (We Make) Sweden Rock. A dire la verità un po’ tutte le canzoni hanno questo lato orecchiabile, di facile presa e di conseguenza non si individua con troppa facilità o che addirittura non è presente una vera e propria hit, che sembra quasi essere spalmata nella durata dell’album. Tra le migliori canzoni del disco non possono che essere citate le coinvolgenti Scars of Generation e Testify, in cui tra ritmiche massicce, assoli e potenti cori la band è infermabile.
Nello scorrere del disco tutte le canzoni funzioneranno egualmente, senza cadute di stile, compatte nei loro riff, nei loro cori e nelle loro melodie. Superata anche la prova power ballad/mid tempo con Second to One, brano che smezza l’album, abbassando un po’ il lato più potente ed heavy con una soluzione più intensa e drammatica, ma sempre energica e con And Yet I Smile, in cui Joacim Cans riesce a tirar fuori una buona performance alternando parti più lente, accompagnate da tastiere, a ritornelli più spinti.

Le conclusioni sono abbastanza scontate: chi apprezza gli HammerFall troverà pane per i suoi denti e con gli ascolti, in base ai propri gusti personali, magari riuscirà a decidere se preferire questa pubblicazione piuttosto che la precedente. Chi si aspetta innovazione o non apprezza il power della band svedese quasi sicuramente non cambierà idea con Dominion, che in ogni modo resta un buon album, riuscito sotto tutti gli aspetti (consentendo agli HammerFall di tornare nuovamente e di rimanere a un livello alto nel panorama power), che non brilla per originalità, che nel suo essere godibile e coinvolgente forse non tira fuori quella dose di estro ed esuberanza in più che ci si potrebbe aspettare da una formazione con questa esperienza e con queste capacità.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
61 su 15 voti [ VOTA]
ObscureSolstice
Sabato 19 Ottobre 2019, 18.54.56
15
"My star cannot shine, without darkness around" > La mia stella non può brillare, senza oscurità intorno
ObscureSolstice
Sabato 19 Ottobre 2019, 18.50.15
14
Sono tornato all'ascolto degl Hammerfall dopo decenni grazie a questo album (qesto puó dire tutto), molto bello onestamente e ci sono momenti che non ascolto altro. Bisognerà ascoltarlo per molto tempo ancora perché anche la parte più docile e debole del disco potrebbe rivelarsi qualcosa di sorprendente ed enigmatica. Mai dare per scontato niente. Per adesso un bel 78 se lo merita...che potrebbe maturare nel tempo e innalzarsi di qualche punto, ne sono sicuro. Dominion!
Radamanthis
Lunedì 14 Ottobre 2019, 16.38.46
13
A mio avviso questa band ormai si è assestata su un certo livello e da li, nel bene o ne male, non si schioderà più. Ho amato alla follia Glory to the brave e ho apprezzato tantissimo Legacy of kings. Poi già con Renegade mi erano calati un pò per riprendersi alla grande con Crimson thunder. Poi stop. Un disco dopo l'altro belli, a tratti anche qualcosina in più che belli ma di nuovi Glory to the brave nessuna traccia. Disco onesto, suonato bene, prodotto bene, cantato bene. Voto 75
David D.
Domenica 13 Ottobre 2019, 19.26.23
12
I singoli mi erano piaciuti molto, specialmente la Titletrack, ma il resto del disco non mi ha convinto più di tanto. Va detta la stessa frase che uso per riferirmi agli Hammerfall da un paio di anni a questa parte, "Solito disco alla Hammerfall post Renegade". Built To Last mi aveva convinto nettamente di più. Voto 65
InvictuSteele
Sabato 12 Ottobre 2019, 16.59.39
11
Ma si dai, è proprio un disco poverissimo. Già dalla prima traccia di nota un ritornello ultra piatto, inutile, indecoroso. E tutto il disco prosegue così.
Silvia
Sabato 12 Ottobre 2019, 16.36.38
10
X me è un gruppo che (ad eccezione di Infected e (r)Evolution che ascolto poco) ha sempre scritto album incredibili che vien voglia di metter su in loop. Dal vivo coinvolgimento totale. @Aceshigh il ritornello di Sweden Rock non entusiasma neppure me. @Painkiller secondo me l'etichetta power racchiude gruppi molto lontani fra loro che non si possono paragonare e quello suonato dagli HammerFall x me è molto vicino all'heavy
Legalizedrugsandmurder
Sabato 12 Ottobre 2019, 16.28.11
9
Per quanto mi riguarda non ho ancora capito perché questi abbiano avuto tanto successo...
Painkiller
Sabato 12 Ottobre 2019, 16.25.53
8
Il disco di debutto è bello anche ascoltato oggi, i due successivi fanno la loro figura, poi qua e là qualche bel pezzo, ma gli ultimi album sono davvero di un piattume compositivo imbarazzante. E c’è un problema ancora più grande: sotto l’etichetta del genere è scritto “power”, e nella stessa home page c’è il live degli Helloween,...stesso genere, due risultati diversi. Un voto che porta come prima cifra 7 è un insulto alle zucche, ed al power tutto.
Aceshigh
Venerdì 11 Ottobre 2019, 18.39.16
7
Tutto sommato non mi è dispiaciuto. È diverso tempo che questa band non mi fa impazzire, però qui qualche brano mi ha preso bene. Certo, niente per cui mi possa strappare i capelli (che già non sono tanti). In particolare fino a Scars of a Generation l’album regge bene... a parte Sweden Rock; ecco, io proprio non ce la faccio quando esagerano col “pacchianesimo” (ma lo so, è un problema mio). Ad abbassare la media generale a mio avviso ci pensa il trittico Dead by Dawn/Bloodline/Chain of command che mi hanno detto veramente poco (il refrain di quest’ultima è veramente, come dire... il minimo indispensabile). Messo tutto sulla bilancia, mi rispecchio al 100% col voto della recensione.
Shock
Venerdì 11 Ottobre 2019, 17.11.20
6
Niente di nuovo sotto il sole ma di sicuro il miglior disco degli svedesi da Crimson: alcuni pezzi sono molto belli, l'anthem We made rock, ma anche Testify, e pure la ballata è l'unica che abbia mai apprezzato da loro, in generale un più che discreto ritorno (certo che Chain of command come titolo se lo potevano risparmiare, chi conosce il metal sa...).
Diego75
Venerdì 11 Ottobre 2019, 14.08.07
5
Una buona band ....ma non fanno gridare sicuramente al miracolo....comunque sia sempre coerenti nel proporre un heavy metal classico....con questo cantante consiglio di recuperare il disco della Reunion dei warlord dei primi anni 2000...era un buon disco un buon biglietto da visita come ritorno!
Le Marquis de Fremont
Venerdì 11 Ottobre 2019, 14.02.35
4
Praticamente dalla recensione si capisce che se l'album ci fosse stato o non ci fosse stato, in fondo era uguale. Concordo. Gli HammerFall fanno questo di mestiere, ogni scadenza programmata (più o meno) escono con un album dove "nello scorrere del disco tutte le canzoni funzioneranno egualmente, senza cadute di stile, compatte nei loro riff, nei loro cori e nelle loro melodie.". Addirittura è "superata anche la prova power ballad/mid tempo" quindi tutto a posto. In effetti, e meglio non aspettarsi chissà cosa e che il tran-tran prosegua finché non andranno in pensione (a 65 anni, in Sweden). Prendiamone atto. Au revoir.
Silvia
Venerdì 11 Ottobre 2019, 13.14.47
3
Mi e' piaciuto moltissimo il lavoro delle chitarre, le strofe sono molto solide come nella tradizione heavy/power di quello che e' uno dei gruppi che amo e la voce a me piace da morire. Si' ok hanno un songwriting sempre uguale ma x me meglio cosi', mi piace ascoltarli perche' mi emozionano e non x altri motivi. Prima di fare paragoni col precedente Built to Last (x me un ottimo album) voglio darmi altro tempo dato che ad un primo ascolto l'impressione era la stessa mentre poi BTL e' cresciuto tantissimo con gli ascolti.
InvictuSteele
Venerdì 11 Ottobre 2019, 12.48.35
2
Il peggior album della band, come al solito melodie e riff riciclati, come in ogni loro album, ma qui l'ispirazione latita, a differenza del disco precedente. Voto 63
JC
Venerdì 11 Ottobre 2019, 11.52.06
1
Album riuscito, di buon livello nella discografia degli Hammerfall, ma che non resterà tra i miei preferiti. Condivido sia il voto che le riflessioni del recensore. Io sono un appassionato della band e non mi sono pentito dell'acquisto, ma avevo preferito di molto il precedente Built to Last.
INFORMAZIONI
2019
Napalm Records
Power
Tracklist
1. Never Forgive, Never Forget
2. Dominion
3. Testify
4.One Against the World
5. (We Make) Sweden Rock
6.Second to One
7. Scars of a Generation
8. Dead by Dawn
9. Battleworn
10. Bloodline
11. Chain of Command
12. And Yet I Smile
Line Up
Joacim Cans (Voce)
Oscar Dronjak (Chitarra)
Pontus Norgren (Chitarra)
Fredrik Larsson (Basso)
David Wallin (Batteria)
 
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