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DGM - Wings Of Time (Reissue)
18/10/2019
( 1052 letture )
Fa sempre piacere poter vantare un orgoglio italiano esportato all’estero. Musicalmente parlando il prog settantiano è ciò che ci ha reso famosi nel mondo, lo stesso non si può sempre dire del progressive metal. Fortunatamente possiamo vantarci di annoverare una grandissima band power prog nel nostro repertorio che risponde al nome di DGM. Li avevamo trovati nel 2016 sugli scaffali dei negozi di musica con l’ultimo disco di inediti The Passage, ottimamente accolto dalla critica e dai fan, e a tre anni di distanza ci ripropongono una gradita ristampa. L’album in questione è il secondo Wings Of Time uscito nel 1999 e nella riedizione per il ventennale troviamo le due tracce conclusive che erano dedicate al mercato giapponese Silence e Fool For Your Loving, quest’ultima una cover degli inglesi Whitesnake. Hard Race invece è una versione rimasterizzata tratta dal primissimo EP della band Random Access Zone, direttamente dal 1996, un’uscita passata in sordina per i più.

Voliamo sulle “ali del tempo” con i nostri DGM. Ma prima di analizzare il contenuto del disco bisogna fare delle doverose premesse, indagando all’interno di noi stessi più che nel percorso musicale del gruppo. Certo, dobbiamo immaginare di essere nel 1999, perché se lo vediamo come un lavoro uscito nel 2019 le nostre premesse decadono immediatamente. Cosa cerchiamo da questo album e soprattutto cosa ci aspettiamo? Di essere travolti da emozioni nuove, completamente inedite, di provare un senso di freschezza o di novità? Oppure da buoni nostalgici preferiamo ancorarci a quelle certezze dalle quali sappiamo già che non rimarremo delusi? Se ci troviamo nel primo caso e vogliamo provare un senso di sperimentazione e totale novità nel campo del prog metal allora forse dobbiamo volgere lo sguardo verso altri nomi europei, molto produttivi in quegli anni: Pain Of Salvation su tutti, oppure magari gli olandesi Ayreon. Questo per quanto riguarda le avanguardie di fine millennio. Se vogliamo affidarci a dei solidi riff con melodie consolidate, strutture più canoniche e un sound power metal allora ci troviamo nel secondo caso, e questo Wings Of Time non solo è adeguato, ma addirittura perfetto per noi. Il tumulto che ha bersagliato la lineup della band per più di vent’anni qui non era ancora giunto. O meglio, un avvicendamento in realtà c’è stato alla batteria, il membro fondatore Gianfranco Tassella aveva fatto spazio a Fabio Costantino, proprio poco prima di incidere questo lavoro in studio. Nella lineup pertanto troviamo il secondo e non il primo. I cambi di formazione sono una vera e propria piaga per la band italiana tanto che il nome degli stessi, acronimo dei fondatori Diego Reali, Gianfranco Tassella e Maurizio Pariotti, ormai è come se avesse perso completamente il senso. Nel momento della stesura di questa recensione infatti nessuno dei tre figura nell’attuale formazione dei DGM.

Torniamo a noi e al disco con un inizio epico e classicheggiante, il riff di apertura di Guiding Light è una reminescenza in pieno stile Symphony X di Smoke And Mirrors, anch’essa opener di un disco ma del 1998. Lo stesso Michael Romeo tra l’altro ha collaborato con gli italiani, ad esempio in occasione del già citato The Passage. Il ritornello rimane incastonato nella mente, e noi lì lo lasciamo riecheggiare all’infinito con estremo piacere. Una traccia poderosa, potente, diretta, immensa nella sua estrema incisività. La successiva I'll Dream Of You si muove sullo stesso terreno ma con un richiamo alla fine degli anni ’80, con una linea vocale e un vibrato che strizzano l’occhio alla grandissima performance di Geoff Tate in Operation: Mindcrime. L’assolo di tastiera al minuto 2:50 spazza via tutto e ci riporta al 1999, con la maestria di Maurizio Pariotti. La palla passa a Diego Reali che disegna una sezione strumentale deliziosa, la tecnica in questo disco trasuda da tutti i pori. Ma dove abbiamo già sentito quella conclusione che troviamo in Mirrors Of The Night? Proprio nel minuto finale di Panic Attack, pezzone dei Dream Theater di un album che uscirà sei anni dopo questo Wings Of Time, cioè Octavarium. Poi una ballad Deep Inside, che spezza il buon ritmo acquisito con il trittico iniziale. Non una traccia memorabile, soprattutto per un’eccessiva sensazione di italianità che traspare dalla pronuncia di Luciano Regoli, con il passare degli ascolti diventa una canzone “skippabile”. Fortunatamente è l’unica eccezione di un’ottima tracklist, il buono e caro metallo pesante ricompare immediatamente dalla porta principale con The Other Side. Un divertente richiamo ai Looney Tunes, più precisamente a Willy il Coyote e Beep Beep, apre la successiva Waiting For The Sunrise con il caratteristico verso dell’uccello velocista. Il simbolismo è chiaro, il brano è caratterizzato da riff rapidissimi e serratissimi, pertanto quel verso ci proietta immediatamente nella dimensione della velocità, con un suono noto a tutti. Scelta divertente, carina e azzeccatissima. A Drop Of Shadow contiene un altro tributo alla carriera dei progster statunitensi, soprattutto nella sezione strumentale, in cui possiamo cogliere chiaramente degli estratti di Twilight In Olympus. Molto più personale invece la conclusione che sfuma in un assolo onirico, accompagnato da uno strumento a fiato. Nightmare chiude idealmente il disco, essendo l’ultimo estratto dall’edizione europea del 1999. Poi, come già detto in introduzione, i tre pezzi conclusivi sono tratti da EP ed edizione giapponese. Del trio probabilmente quello che spicca di più è Hard Race, il resto è facilmente dimenticabile, ma questo è un parere personale, da non amante degli Whitesnake.

Il rischio di rimanere inceppati in un loop infinito nelle tre tracce iniziali è altissimo e con il passare degli ascolti nella mente risuonano i riff potenti di Diego Reali e i memorabili ritornelli di Luciano Regoli, uno su tutti:

Angel calling in my kingdom fallin’
Through the distance called reality


Saltando la ballad, ciò che troviamo fino ad Hard Race mantiene alta la qualità compositiva del disco, peccato per il blando finale dedicato ai due brani dell’edizione giapponese. Facendo un bilancio complessivo tra gli alti, altissimi momenti iniziali e i meno memorabili momenti di cui ho parlato, ciò che rimane è un bel prodotto power progressive, di una grandissima band italiana della quale possiamo solo andare fieri, i DGM.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
78.5 su 2 voti [ VOTA]
mauroe20
Martedì 22 Ottobre 2019, 14.26.51
4
visti dal vivo, ma li conoscevo già da anni. Davvero una ottima band
Ayreon
Venerdì 18 Ottobre 2019, 19.55.48
3
Con golden place il loro stile divenne personalissimo e raggiunsero l'apice,io pero'li seguivo gia' dal debut cd e li vidi in questo tour,reali era un grande chitatrista
Aceshigh
Venerdì 18 Ottobre 2019, 18.33.13
2
Buonissimo disco, la fotografia di una band che (malgrado continui cambiamenti di line up) è in evidente crescita. Crescita veloce, visto che nel giro di due album arriveranno a pubblicare Hidden Place, il loro album che preferisco, un gioiello di prog metal nostrano (senza dimenticare Dreamland che è già notevole). Questo Wings Of Time è comunque già un ottimo prodotto, lo standard medio degli otto pezzi è molto alto (a me la ballad Deep Inside è sempre piaciuta). Voto 82
progster78
Venerdì 18 Ottobre 2019, 17.17.53
1
Certamente i dischi successivi li trovo superiori soprattutto Hidden Place e The Passage,ma questo e il precedente con il grande Regoli (Raccomandata Ricevuta Di Ritorno) sono veramente ottimi. Cmq Wings Of Time si merita un bel 80.
INFORMAZIONI
2019
Elevate Records
Prog Metal
Tracklist
1. Guiding Light
2. I'll Dream Of You
3. Mirrors Of The Night
4. Deep Inside
5. The Other Side
6. Waiting For The Sunrise
7. A Drop Of Shadow
8. Nightmare
9. Hard Race
10. Silence
11. Fool For Your Loving
Line Up
Luciano Regoli (Voce)
Diego Reali (Chitarra)
Maurizio Pariotti (Tastiere)
Marco Marchiori (Basso)
Fabio Costantino (Batteria)
 
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