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Tungsten - We Will Rise
18/10/2019
( 482 letture )
Cosa non si farebbe per i propri figli? Qualunque cosa lecita, e a volte anche illecita. Ovviamente è volontà, compito, ruolo, e desiderio fare tutto ciò che è in proprio potere e forza aiutare i figli a realizzare i propri sogni nella vita. E se si è un musicista affermato e i propri figli vogliono seguire le orme del padre è naturale aiutarli in questo percorso.
I Tungsten nascono per volontà di Anders Johansson, polistrumentista svedese, famoso per i suoi trascorsi come batterista di Malmsteen, Hammerfall e recentemente assunto dai Manowar per il Final Battle tour.
Anders anche in questo caso ricopre il ruolo di batterista, mentre troviamo i figli Nick e Karl rispettivamente alla chitarra e basso e tastiera. Completa la formazione Mike Andersson alla voce.
Con questa premessa si potrebbe pensare al solito gruppo raccomandato, tutto fumo e niente arrosto, come spesso accade in questi casi, ma fortunatamente non è questo il caso, e lasciando parlare la musica è evidente che i Tungsten abbiamo tutte le carte in regola per fare bene, frutto certamente anche dei consigli e dell’esperienza di papà Anders.

We Will Rise è un mix di heavy metal classico, power moderno, folk, hard rock e una strizzata di industrial. Se dobbiamo per forza trovare dei riferimenti direi che seguono la scia di Powerwolf, Beast in Black, con influenze di Pain e Rammstein. Heavy metal dai suoni potenti, moderni, onnipresenti tastiere e sempre alla ricerca del ritornello vincente. L’opener title track è abbastanza esemplare, anche se risulta un po’ banalotta, mentre meglio riesce a fare la successiva Misled, in cui fanno capolino le influenze folk di cui sopra. The Fairies Dance punta su un ritornello ruffiano, e troviamo anche parti vocali scream, che bene si amalgamano nel contesto, come anche in It Ain’t Over e Animals, dove sono evidenti le varie influenze più moderne. Tutti i brani si mantengono su livelli più che sufficienti, e nessuno dei 12 brani risulta una skip song, purtroppo manca anche qualche brano che riesca ad emergere davvero, come anche trovare momenti che facciano realmente drizzare le orecchie. Facilmente le canzoni sono state più pensate per l’impatto live, basta sentire i cori anthemici di Remember o To the Bottom, anche le strutture tutto sommato semplici e le poche sovraincisioni fanno pensare a questo.
Inutile dire che la prestazione dei quattro è ineccepibile ed il disco suona in modo impeccabile, con una produzione che non lascia nulla al caso.

We Wil Rise potrebbe girare decine di volte nel proprio lettore risultando sempre piacevole, e dopo un po’ ci troveremo a canticchiare qualche melodia, ma non avremo mai sussulti da colpo di scena o da masterpiece. Le band citate ad inizio recensione, come i Beast in Black, sono riusciti nell’intento che per ora i Tungsten hanno provato ma che devono ancora finalizzare. Promossi con riserva, ma da tenere d’occhio.




VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
79.83 su 6 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2019
Arising Empire
Power
Tracklist
1. We Will Rise
2. Misled
3. The Fairies Dance
4. Coming Home
5. It Ain’t Over
6. As I’m Falling
7. Sweet Vendetta
8. Animals
9. Remember
10. To The Bottom
11. Impolite
12. Wish Upon A Star
Line Up
Mike Andersson (voce)
Nick Johansson (chitarra)
Karl Johansson (basso, tastiera)
Anders Johansson (batteria)
 
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