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Brocas Helm - Defender of the Crown
19/10/2019
( 587 letture )
Autentica band di culto non solo per la musica composta, ma anche per un certo modo di interpretare il ruolo di metallari duri e puri, i Brocas Helm hanno prodotto davvero poco dal 1982 ad oggi – solo tre album in studio e non molto altro – ma a sufficienza per guadagnarsi enorme rispetto. Sempre protagonisti di rapporti difficili con le case discografiche che li hanno portati più di una volta a registrare in proprio le loro cose, i ragazzi (si fa per dire) di San Francisco hanno prodotto due 33 giri più che interessanti durante gli anni 80 - Into Battle e Black Death - per poi riemergere con una prova sulla lunga distanza solo nel 2004 con Defenders of the Crown, uscito a braccetto con un live registrato ad Atene.

Il loro mix tipicamente statunitense di Epic/Heavy/Speed metal restato con tutti e due i piedi negli anni 80, prodotto in maniera molto antica un po’ per convinzione ed in parte per penuria di mezzi - Defenders of the Crown è un autoprodotto – risulta addirittura struggente per chi si è formato a fine anni 70/inizio 80 o comunque è rimasto mentalmente intrappolato da quel modo di suonare a prescindere dalla sua età, ma probabilmente quasi repulsivo per chi ha orecchie abituate ai dischi potentissimi e iper pompati che escono al giorno d’oggi. Assolutamente refrattari allo scorrere del tempo e tetragoni nel disinteressarsi dei nuovi stili nati dagli anni 90 in poi, i Brocas Helm incisero con questo lavoro un tipico album da "prendere o lasciare". Nei solchi del CD inni metallici da colpo al cuore per chi ama i primi Maiden, i Manilla Road e tutto ciò che vi passa in mezzo come Cry Of The Banshee; l’eroismo lirico della title track; l’aggressività speed di Skullfucker; l'heavy rock facile e politicamente scorretto di Drink And Drive (demo 1989) a caratterizzare la prima parte del lavoro. Si va avanti con la solo discreta Blood Machine, sempre dal demo e dopo i pochi secondi di Preludious con l’arrivo di Ghost Story, tratta dal mini omonimo del 1994. Epic metal di cuore con Helm's Deep e serie di ripescaggi dal mini completata con Juggernaut (già sul demo 89 anche lei), Time of the Dark, probabilmente la punta di diamante del disco e War Toons. Persian Gulf è una breva cavalcata strumentale quasi al limite del Thrash, quindi ritmi che rallentano e pathos che sale con Never Kissed Goodbye. Si chiude con Children Of The Nova Dawn, il primo pezzo mai inciso dal gruppo ed escluso dalla scaletta dell’album d’esordio e con Drink The Blood Of The Priest, lenta ed epicissima cavalcata metallica d’altri tempi.

Band rimasta sempre fedele a sé stessa, diventata autentico culto in Grecia ed incorruttibile manifesto di coerenza, i Brocas Helm hanno sempre scontato una produzione poco incisiva dei loro dischi (le ragioni le abbiamo accennate) e l’essere sempre laterali rispetto al mercato ed alle mode, più o meno passeggere che fossero. Fattori che i loro fan considerano però come autentico trademark di purezza. Da questo e dagli altri loro prodotti trasuda infatti solo amore per la musica che suonano, nessun interesse verso i volumi di vendita e la presenza costante di due o tre pezzi sotto tono accanto ad altri di livello ottimo che sono la netta maggioranza, tenendo ogni loro proposta complessivamente ben al di sopra della media. Da recuperare per chiunque voglia mantenere un contatto con le radici di questa musica e come doveroso atto di rispetto verso musicisti che non si sono mai piegati a nessun compromesso. Difficile da procurarsi, questa che è in parte una raccolta è uscita anche in vinile sotto Eat Records nel 2011, ma in sole 1025 copie.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
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ObscureSolstice
Martedì 22 Ottobre 2019, 6.45.49
6
Se vabbè Raven... Forse abbiamo opinioni diverse, ma io credo che in un genere non ci siano solo due-tre band messe in croce a potersi privilegiare della valutazione oltre l'80 o 89. E quello vale anche per l'heavy metal come tu sai e segui molto bene il genere anche il ramo underground, dopotutto tutte le band storiche vengono da lì e nell'epic metal ci sono band importanti che non sono mai uscite da quel calderone, ma se un disco o una band vale, gli dó quello che si merita
Diego75
Lunedì 21 Ottobre 2019, 23.19.39
5
Non riesco a capire il ragionamento di molta gente che ascolta heavy metal...in questo caso epic metal....basta che per un motivo o per l’altro ritorni in voga il genere e ci sia qualche etichetta che per sopravvivere ristampi anche gruppi che in passato non hanno mai detto niente e significato nulla e che non se li filava nessuno...basta ristamparli a distanza di 35 anni e scrivere sui siti specializzati o definirli “band di culto” oppure dire a distanza di 35 anni hanno fatto dei capolavori ....invece erano all’ epoca erano considerati dischi miseri...che una marea di polli li va a cercare e magari strapaga anche per queste band...una di queste erano loro.
InvictuSteele
Lunedì 21 Ottobre 2019, 9.39.15
4
Mah, per me è un album sufficiente e non di più produzione poverissima e pochi brani che restano in mente. 60
Raven
Domenica 20 Ottobre 2019, 17.43.15
3
Con chi parli, scusa?
Raven
Domenica 20 Ottobre 2019, 17.43.15
2
Con chi parli, scusa?
ObscureSolstice
Domenica 20 Ottobre 2019, 17.28.05
1
Ma per favore.....va bene che originariamente eri e sei un punkettaro...ma io, a questo punto, non capisco perché quando si tratta di heavy metal si è sempre oltremodo trattenuti, e poi quando si tratta altri generi escono fuori con voti alti, anche facilmente spropositati. Troppo prevenuti in ambito heavy metal, redattori di Metallized, come se non potessero prendere degli ottimi voti l'heavy metal. Questi sono i Brocas Helm, sono grandiosi, non c'è da essere prevenuti sono un classico del genere, fallo tu un disco così Ravenone grandi edizioni, saresti non meno di 84 sulla fiducia all'anno 2004 e con etichetta indipendente a maggior ragione da avvalorare per la consacrata difficoltá. Un terzetto casinaro irriverente su queste coordinate e con quel modo di suonare (mitico Bobbie Wright che riff tira uno spartiacque tra lui e tutto il resto!) non è sicuramente una band nella norma. Defenders of the Crow: uno dei migliori dischi di heavy-epic metal classico di inizio duemila, altrochè. In alto i vessilli, can you hear the Banshee scream, can you the Banshee screeeeeamm! Si attesta interamente dei pezzi adrenalici da ricordare negli annali. Voto: 91
INFORMAZIONI
2004
Autoprodotto
Heavy/Epic
Tracklist
1. Cry Of The Banshee
2. Defender Of The Crown
3. Skullfucker
4. Drink And Drive
5. Blood Machine
6. Preludious
7. Ghost Story
8. Helm's Deep
9. Juggernaut
10. Time Of The Dark
11. War Toons
12. Persian Gulf
13. Never Kissed Goodbye
14. Children Of The Nova Dawn
15. Drink The Blood Of The Priest
Line Up
Bobbie Wright (Voce, Chitarra)
Jim Schumacher (Basso)
Jack Hays (Batteria)
 
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