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The Haunted - Made Me Do It
19/10/2019
( 613 letture )
Fra i tanti gruppi figli degli imprescindibili At the Gates, uno in particolare ha raccolto la sua eredità in maniera più convincente, anche perché, per molto tempo, è stato composto per 3/5 da membri della medesima band di Goteborg; avrete già intuito, grazie a quest'ultima precisazione, che parliamo dei The Haunted, spesso definiti, non a caso, “gli At the Gates con un altro cantante”, ma che in realtà hanno incorporato nel loro sound elementi legati tanto al death metal melodico, quanto al thrash classico. La bontà di tale formula si era già evidenziata nel primo disco, l'eccellente The Haunted, risalente al 1998, che la band bissò, due anni dopo, con il violentissimo Made Me Do It.

L'album, indubbiamente fra i migliori della carriera dei The Haunted assieme all'esordio ed a rEVOLVER, è caratterizzato da una produzione corposa e profonda, che conferisce spessore alle splendide parti di chitarra ritmica di Anders Björler e Patrik Jensen, alla rocciosa sezione ritmica composta da Jonas Björler e Per Möller Jensen ed alla voce rabbiosa di Marco Aro. Il genere suonato, come detto, è un intrigante ibrido fra death melodico e thrash, che fa la gioia degli amanti di entrambi i generi.
Le danze sono aperte dall'intro Dark Intentions, una breve strumentale che, oltre a fungere da dichiarazione di (oscuri) intenti, fa da apripista per il primo pezzo da novanta del disco: Bury Your Dead è infatti una violenta gemma thrash, impreziosita da ritmiche assassine e da una batteria già in grandissima forma. Il cantante, dal...canto suo, pare assai arrabbiato e declama i suoi versi con enfasi convincente, alternando come sempre parti quasi parlate ad altre dove maltratta a dovere le sue corde vocali. Trespass si muove su coordinate musicali simili e, nuovamente, è un piacere ascoltare le ritmiche dei due chitarristi, che si intersecano in maniera quasi telepatica e prendono per mano il pezzo, conducendolo assieme ai compagni di avventure verso la conclusione. Leech è più cupa delle canzoni che l'hanno preceduta e si rifà, non a caso, a sonorità più tipicamente death metal, con le chitarre occupate a tessere un sottofondo oscuro e drammatico, poi ben interpretato da Aro; non rinuncia, tuttavia, a saltuarie parti thrash, in uno dei brani di Made Me Do It che maggiormente mescolano i due generi musicali di cui abbiamo parlato in apertura di recensione. E' poi la volta di Hollow Ground, a sua volta caratterizzato da passaggi cupi, sottolineati dalla voce effettata del cantante e da ritmiche, ancora una volta, davvero entusiasmanti. Che questi ragazzi sappiano suonare, del resto, non lo scopriamo certo ascoltando quest'album! Dopo due brani oscuri e meno incentrati sulla velocità a tutti i costi, la band preme nuovamente il piede sull'acceleratore con la velocissima, assassina Revelation, ibrido death/thrash particolarmente ben riuscito, con un cantato che qui e là sfocia nell'hardcore. Davvero un gran pezzo! Le nostre orecchie bruciano, ma ai The Haunted non basta, vogliono che lo faccia anche il mondo: ecco quindi The World Burns, che si muove su coordinate simili a quelle di Revelation, con una considerevole velocità di esecuzione ben evidenziata tanto dalle chitarre, quanto dalla sezione ritmica (Jensen è un batterista alquanto sottovalutato); merita di essere sottolineato anche il breve, ma validissimo assolo poco prima di metà canzone. Human Debris costituisce un ritorno al thrash più classico, ma, nel complesso, convince forse appena meno di altri pezzi ascoltati finora; poco male, la slayeriana Silencer strappa applausi convinti grazie, fra le altre cose, ad una eccellente prestazione del cantante. Ci avviciniamo verso la fine e la band svedese appronta l'ultima doppietta: se Under the Surface ripropone alcune delle soluzioni ascoltate su un pezzo come Hollow Ground, Victim Iced viceversa vira sullo stile di Revelation ed è il violentissimo, rapidissimo commiato da questo album, che non esitiamo a definire entusiasmante.

Da anni si discute su quale sia il miglior album dei The Haunted: in parecchi indicano rEVOLVER, ma sono molti anche coloro che votano per l'esordio o proprio per questo Made Me Do It; probabilmente si tratta di sfumature e di gusti personali, giacché parliamo, in tutti e tre i casi, di album importantissimi e di eccellente fattura. Forse, pertanto, la cosa migliore da fare è godersi le straordinarie capacità compositive ed esecutive di questa grande band.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
76.7 su 20 voti [ VOTA]
Carmine
Venerdì 25 Ottobre 2019, 20.57.25
8
Bella botta.
enry
Giovedì 24 Ottobre 2019, 6.29.44
7
Per me il loro miglior disco insieme al debut, lo preferisco anche a Revolver. Voto giusto.
Silvia
Mercoledì 23 Ottobre 2019, 13.03.39
6
Sul discorso Marco/Dolving ho sempre preferito Marco però bisogna ammettere che dal vivo si sente che i pezzi di Dolving non rientrano nel suo stile
Silvia
Mercoledì 23 Ottobre 2019, 13.02.10
5
Uno dei miei dischi preferiti di sempre, il riff di Trespass è incredibile ma nel complesso ci sono tantissime mazzate coi fiocchi 🤘🏻. Ogni membro del gruppo si propone alla grande qui e personalmente credo che fino a The Dead Eye ci abbiano regalato ottimi dischi. Purtroppo la crisi di Unseen ha un po' interrotto il percorso (se ricordate un po' quei tempi) del gruppo ma al tempo stesso ci ha riportato Marco in gran forma. X i miei gusti questo è l'apice del gruppo senza dubbio. rEvolver x me sta sotto a The Dead Eye
Punto Omega
Lunedì 21 Ottobre 2019, 14.48.23
4
Fortunatamente è tornato Marco Aro. Questo e il successivo One Kill Wonder sono delle cannonate. Dei dischi con Dolving apprezzo il debutto e non butto via Revolver. Ad ogni modo Made Me Do It è da ascoltare...
L.p. Gruto
Domenica 20 Ottobre 2019, 14.47.31
3
L'ho sempre trovato un gradino sotto Revolver, il mio preferito del gruppo, e il debutto omonimo, anche perché preferisco di gran lunga Peter Dolving e Marco Aro. Si tratta comunque di buon disco, ma più di 75 non riesco a dargli
SkullBeneathTheSkin
Sabato 19 Ottobre 2019, 13.13.46
2
Per me è il debut omonimo la vera bomba. Questo ed i successivi mi sono piaciuti molto meno. A questo darei un 75 di voto ma non di più. In un certo senso li vedo come i Fear Factory, di Demanufacture ne hanno fatto uno, perché solo uno si poteva, e diversi altri ottimi album... ecco il debut dei TH ha importanza oltre che valore assoluto elevato, gli altri non hanno reale importanza, il segno era già stato lasciato
gianmarco
Sabato 19 Ottobre 2019, 12.40.56
1
Trespass è la mia preferita .
INFORMAZIONI
2000
Earache Records
Death / Thrash
Tracklist
1. Dark Intentions
2. Bury Your Dead
3. Trespass
4. Leech
5. Hollow Ground
6. Revelation
7. The World Burns
8. Human Debris
9. Silencer
10. Under the Surface
Line Up
Marco Aro (Voce)
Anders Björler (Chitarra)
Patrik Jensen (Chitarra)
Jonas Björler (Basso)
Per Möller Jensen (Batteria)

 
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