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Underoath - They’re Only Chasing Safety
19/10/2019
( 302 letture )
Gli Underoath sono una di quelle band americane con una fama piuttosto relativa nelle nostre lande, ma decisamente note nella loro terra natia: per questo fattore è complice la loro inclinazione apertamente christian metalcore, che negli Stati Uniti facilita spesso anche l’affermazione e la diffusione musicale (com’è successo ad altre band, come ad esempio gli August Burns Red). Gli Underoath iniziarono nel 1998 partendo con una base piuttosto greve farcita di death melodico, per passare nel corso di pochi anni al metalcore, con un ‘inclinazione non solo swed’ come si potrebbe pensare, ma anche screamo/emotional e post-HC, con un gusto assolutamente americano.
They’re Only Chasing Safety è un ottimo esempio di ciò e in generale dell’espressione emo americana del periodo: la prima decade del 2000 è sicuramente il massimo periodo di fioritura del genere. Peraltro gli anni d’oro della carriera della band sono proprio fino al 2013, quando i Nostri si sciolgono, per poi riformarsi nel 2015. Questo lavoro (il quarto) è una sorta di via di mezzo fra passato e presente della band, un apice significativo sia per la nuova scuola che per il loro divenire discografico. Nel 2005 sarà riproposta un’edizione speciale dell’album con ben 4 tracce in più.
Le chitarre melodiche con quel pizzico di dissonanza e con la distorsione sottile tipica dell’hardcore-punk, gli arpeggi sospesi, le voci a metà fra il catchy e lo straziante con l’alternarsi di clean vocals, screaming e growl, i pattern strumentali semplici e immediati nonché un sottotono arrabbiato e agrodolce, una necessità di esprimersi senza fronzoli: questi alcuni ingredienti di They’re Only Chasing Safety. E’ proprio questo aspetto sfacciatamente emotivo, pervaso da una mancanza di filtri quasi adolescenziale e sostenuto da una produzione piuttosto selvaggia che dà al lavoro una forte connotazione stilistica, ora difficilmente riproponibile in questi tempi moderni: certe realtà musicali hanno avuto il loro massimo senso in determinati anni e sono quasi irriproducibili.

L’impatto strumentale della band è rafforzato dalla presenza di ben tre chitarre e di una tastiera che va ad apportare le primissime sonorità elettroniche, mentre i ritornelli puliti sono ad opera del batterista/cantante Aaron Gispielle: un ensemble decisamente variegato e ricco (sicuramente intrattenente anche onstage). La componente emozionale - mai semplificabile - di They’re Only Chasing Safety è evidente già dall’intenso primo pezzo Young and Aspiring, mentre del secondo pezzo A Boy Brushed Red Living in Black and White ci colpisce la giocosità e la comunicatività dei ritornelli.
A completare la tripletta d’apertura l’epica The Impact of Reason, mentre la successiva Reinventing Your Exit è una mid-tempo che rappresenta bene la componente pop punk che non manca in questo lavoro (I’m Content With Losing), alternandosi ai momenti più graffianti e post ai limiti del noise (I Don’t Feel Very Receptive Today), nei quali il frontman/chitarrista Spencer Chamberlain esprime se stesso con le sue harsh vocals. Le parti elettroniche di tastiera si intersecano bene con le parti strumentali senza essere esorbitanti, come nel pezzo esemplare It’s Dangerous Business Walking Out Your Front Door. Menzione d’onore per Some Will See Forgiveness, Other Escape, la ballad in chiusura emozionante sia musicalmente che liricamente, a sottolineare la dolcezza melanconica che i Nostri non tralasceranno mai nelle loro produzioni.

Per concludere, un lavoro assolutamente da ascoltare per conoscere al meglio il percorso degli Underoath e più in generale la scena christian metal core/ emo-core americana.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
69.25 su 4 voti [ VOTA]
gennaro
Domenica 3 Novembre 2019, 11.03.58
3
@davide in realtà la special edition è stata ridisegnata dal cantante dei converge, e ti assicuro che è molto bella
davide
Lunedì 21 Ottobre 2019, 11.54.19
2
la copertina più orribile che uno potesse fare. Ma nemmeno la passione per il packaging?
GT_Oro
Domenica 20 Ottobre 2019, 21.25.20
1
Ricordo con piacere che all'epoca ascoltai parecchio Define The Great Line, altro album della band, nonostante non sia un amante dell'Hardcore e dello scream in generale, però il mood del disco non era niente male e aveva una copertina davvero elegantissima.
INFORMAZIONI
2004
Solid State Records
Metal Core
Tracklist
1. Young and Aspiring
2. A Boy Brushed Red Living in Black and White
3. The Impact of Reason
4. Reinventing Your Exit
5. The Blue Note
6. It's Dangerous Business Walking Out Your Front Door
7. Down, Set, Go Lyrics
8. I Don't Feel Very Receptive Today
9. I'm Content with Losing
10. Some Will Seek Forgiveness, Others Escape
Line Up
Spencer Chamberlain (Voce, Chitarra)
Timothy McTague (Chitarra, Voce)
James Smith (Chitarra)
Christopher Dudley (Tastiera)
Grant Brandell (Basso)
Aaron Gispielle (Batteria, Voce)
 
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