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Survive - Immortal Warriors
22/10/2019
( 299 letture )
Direttamente dal Giappone, da sempre terra di ferventi amanti delle sonorità heavy metal, ecco fare ritorno i Survive, terzetto proveniente da Kashiwa, cittadina facente parte dell'immensa megalopoli di Tokyo; questi tre navigati musicisti, dediti a sonorità che mescolano indifferentemente thrash e death metal, con spruzzate di heavy classico che emergono soprattutto nelle parti di chitarra solista, sono attivi da oltre vent'anni ed hanno pubblicato, finora, sei album in studio, più una manciata di EP. Le loro influenze sono quantomai variegate e vanno dai Testament agli At the Gates, passando per Soulfly e, da quel che è dato ascoltare, Amon Amarth. Qualche anno fa, peraltro, sono passati anche dalle nostre parti, di supporto ad un tour degli Incantation.

Immortal Warriors è il loro settimo disco e, dopo esser stato inizialmente rilasciato nel 2018 dall'etichetta giapponese Rebel Recordings, viene ora portato in Europa dalla Sliptrick Records.
I tre nipponici, come detto, offrono ai loro ascoltatori un sound abbastanza variegato, pur puntando sostanzialmente molto sull'impatto sonoro delle loro composizioni, che risultano quindi tutte potente e dirette, benché ammantate di una certa oscurità: si inizia con Degenerate, che appare quasi melodic death metal nella sua evoluzione, caratterizzata da una batteria possente (non è dato sapere chi vi sia dietro alle pelli, che sia una drum machine molto ben programmata?), da riff veloci e tritacarne, ma che mai rinunciano ad una certa dose di melodia; la voce del cantante/chitarrista Masuru “Nemo” Nemoto pesca a piene mani dal repertorio dei grandi del genere (a tratti ricorda il Max Cavalera più graffiante) e risulta assai convincente, benché a tratti un po' monotona. La sua abilità nelle ritmiche, in compenso, è davvero notevole, al pari di quella di Gaku negli assoli. Wrath tiene pienamente fede al proprio titolo e colpisce in faccia gli ascoltatori con sventagliate thrash/death ben concepite e ben eseguite, mentre la title-track viaggia su lidi più classici, con tanto di strofe melodiche ed in clean voice; le parti pesanti, invece, come detto ad inizio recensione, hanno qualcosa degli ultimi Amon Amarth. Hai capito i nostri amici giapponesi, eh? In compenso, forse per rassicurare i propri fan, dopo un pezzo tutto sommato piuttosto “cathchy” arriva una mazzata notevole con Tears of the Victims, caratterizzata da ritmiche velocissime ed assassine, quasi black metal, che mostrano ancora una volta la versatilità dei tre musicisti di Kashiwa. Killing Field è più lenta e cupa e dà il meglio di sé nelle strofe, mentre Obey Your Own Army Corps ci riporta su territori pienamente thrash alla Testament, dove la band si trova pienamente a proprio agio; il pezzo, non a caso, può tranquillamente essere annoverato fra i migliori del disco! Programmed Slaves, viceversa, ha qualcosa degli ultimi dischi degli At the Gates, pur non raggiungendo i medesimi livelli; Wither my Dying Blood mette ancora una volta in mostra la bravura dei due chitarristi e costituisce, con ogni probabilità, il pezzo più vicino allo stile dei Soulfly presente sul disco. Ci avviciniamo inesorabilmente verso la conclusione ed i Survive vogliono provare a stupirci ancora, introducendo Control the Darkness con un coro epico, prima che il pezzo evolva verso un granitico midtempo, per la verità non particolarmente brillante. Si chiudono le danze con Blood and Sacrifice, titolo “molto metal” che rivela un ottimo brano, fra i più riusciti di Immortal Warriors. Come si suol dire, in cauda venenum! Per gli appassionati di bonus tracks, ad ogni modo, va segnalato come il disco si chiuda con una cover dell'immortale Master of Puppets dei Metallica, ben eseguita anche se priva di particolari acuti (le parti soliste, inoltre, non sembrano sempre perfette).

Immortal Warriors è, in conclusione, un disco ricco di influenze, a tratti molto ben amalgamate, a tratti un po' più stridenti fra loro; ci sono pezzi, infatti, in cui non si capisce perfettamente dove i giapponesi vogliano andare a parare, ma, per fortuna, ce ne sono molti di più dove il terzetto combina molto bene una vasta gamma di sonorità. Non siamo alle prese con un capolavoro, ma, questo sì, con un disco più che degno di essere ascoltato.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2019
Sliptrick Records
Thrash
Tracklist
1. Degenerate
2. Wrath
3. Immortal Warriors
4. Tears of the Victims
5. Killing Field
6. Obey Your Own Army Corps
7. Programmed Slaves
8. Wither My Dying Blood
9. Control The Darkness
10. Blood and Sacrifice
11. Master of Puppets (Metallica cover)
Line Up
Nemo (Voce, Chitarra)
Gaku (Chitarra)
Sinjilow (Basso)
 
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