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Leprous - Pitfalls
27/10/2019
( 3324 letture )
Con una cadenza perfetta, scandita da un orologio svizzero, i norvegesi Leprous ritornano sulla scena musicale ogni due anni, con un intervallo regolare. Questo ciclo standard ci accompagna dal primo full length Tall Poppy Syndrome, rilasciato nel 2009, al quale hanno fatto seguito esattamente cinque album inframezzati da 24 mesi di attesa, compreso questo nuovo Pitfalls, appena pubblicato. Che dire di questo gruppo eclettico che ha mosso i primi passi nel progressive metal ben diciotto anni or sono e che raggiunge quest’anno la maggiore età? Sicuramente si è giunti ad una maturità compositiva non indifferente grazie alla presenza stabile dei due membri fondatori Einar Solberg e Tor Oddmund Suhrke, mente ed anima della band. Del resto si sono registrati vari cambi di formazione, forse troppi, con l’avvicendamento di ben 5 diversi bassisti e quello di 4 batteristi. Impossibile proseguire su una retta via senza la permanenza dei due pilastri e capisaldi della combo norvegese che hanno sempre mantenuto ben saldo tra le mani il timone della nave. Ciò che troviamo oggi è un suono rimaneggiato, rivisitato completamente con la rimozione quasi totale del metal, seppure soft, che aveva caratterizzato le prime uscite. I Leprous del 2019 e del nuovo corso si fa fatica a definirli anche solo progressive, vista l’infinità di differenti generi che si compenetrano per dare vita al neonato Pitfalls.

L’eterna lotta tra chi predilige la ricerca di nuovi suoni e stili contro chi preferirebbe il mantenimento di un modus operandi identico per tutta la carriera di un gruppo non finirà mai. Pertanto chi ama l’elegante progressive metal di Bilateral, ma anche di Coal, qui troverà una diversa interpretazione musicale, derivata da altri stili e generi, decontestualizzata dal prog metal al quale eravamo abituati. Cambiare rotta: giusto oppure sbagliato? L’estro non ha una direzione, spesso il genio dell’artista lo guida verso lidi distanti e noi non possiamo che prenderne atto. Lo stile messo in campo dai Leprous in questo nuovo millennio è uno dei più particolari e ricercati, perciò una continua evoluzione del loro suono era pronosticabile, proprio come avvenuto con i Karnivool con l’uscita di Asymmetry, il compimento di un viaggio attraversato maturando di album in album il proprio stile.

Il nuovo percorso dei Leprous è caratterizzato da un’overture cadenzata e dal ritmo molto lento scandito dalle rarissime note di batteria, talmente distanziate tra loro da sembrare doom. Una doverosa premessa, il frontman Einar Solberg ha dichiarato in una lunga e approfondita intervista con noi di aver concepito questo album in un periodo di depressione e già da Below è avvertibile questo sentimento di tristezza. Qui potete trovare il link all’intervista integrale. Totalmente diversa I Lose Hope, che pare una rivisitazione di un brano dance, dall’aria addirittura ballabile, decisamente non lo stile al quale ci avevano abituato i norvegesi. Di prog ancora nessuna traccia anche nella successiva I Observe The Train, mesta e sommessa ballad caratterizzata da un ritornello ricorsivo grazie all’acuta voce di Einar Solberg, una triste nenia. Questa quarta traccia piacerebbe sicuramente molto a Matt Bellamy, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo del sintetizzatore che ci porta alla mente la sperimentazione di The 2nd Law. Il prog inizia a scorgersi dopo venti minuti di ascolto con il secondo singolo che ha dato il via al lancio commerciale di Pitfalls, Alleviate, con l’aggiunta di un dolcissimo violino che fa da cornice ad una parte strumentale deliziosa. La miglior scelta per promuovere il disco, indubbiamente. Nelle prime cinque canzoni abbiamo incontrato cinque stili completamente differenti, segno del profondo cambiamento nel suono di una band con la quale è impossibile annoiarsi. At The Bottom si compone di due parti differenti, da un lato le strofe sperimentali ricreate tramite il massiccio utilizzo di sintetizzatori la rendono elettronica, dal sottofondo ambient, dall’altro un ritornello e un bridge radiofonici, accompagnati da un riff di chitarra graffiante. Anche qui il violino ricrea un’atmosfera onirica per evadere dal depresso mondo del protagonista e dai testi malinconici ed introspettivi. Una delle caratteristiche più distintive del lavoro è il range vocale di Einar, talmente acuto da accarezzare le note raggiunte da una tonalità femminile simile ad una mezzosoprano. È ciò che accade in Distant Bells, con l’accompagnamento del violino, sempre presente. Il finale, più movimentato, ci conduce verso Foreigner, dalla breve durata, più diretta e incisiva. Certo sarebbe esagerato parlare di progressive metal, ma se vogliamo trovare delle similitudini con il passato è questo il brano che si avvicina di più alla produzione passata della band, grazie al ritmo più brioso e rockeggiante. La mini suite finale meriterebbe una recensione a parte. Il quintetto norvegese decide di lasciare il meglio alla fine dopo averci stimolato l’appetito nelle precedenti otto portate. Gli undici minuti della conclusiva The Sky Is Red sono poliedrici e multiformi, nei quali probabilmente spiccano più le doti tecniche degli eccezionali strumentisti che non quelle vocali del frontman. I momenti dedicati alla chitarra di Tor Oddmund Suhrke innalzano alle stelle la qualità compositiva, di contro le parti vocali alla lunga risultano essere ripetitive e prive di originalità. I Leprous dimostrano ancora una volta di essere musicisti eccezionali quando si cimentano nel prog. Lasciamoci cullare dai tre minuti finali di questa suite moderna in cui la voce esce di scena, probabilmente è questa la parte migliore del disco, un momento da incorniciare.

Con Pitfalls la band si libera definitivamente da qualsiasi etichetta con la quale identificarli. Una commistione di stili differenti difficili da identificare e inquadrare entro un genere ben definito. Come fece nei suoi ultimi dieci anni di vita Lucio Fontana, squarciando la tela per trascendere oltre l’arte, i Leprous squarciano la tela del rock e del metal per andare oltre i confini del prog. Pura arte anche la copertina frutto dell'estro di Elicia Edijanto, a coronamento di un lavoro di pregevole fattura.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
75.78 su 70 voti [ VOTA]
duke
Mercoledì 13 Novembre 2019, 8.29.27
68
...come sempre ....producono musica di gran classe e molto particolare....per pochi ....non per tutti....semplicemente geniali.....
Flavio
Martedì 12 Novembre 2019, 11.49.06
67
Album bellissimo...
Punto Omega
Lunedì 11 Novembre 2019, 11.38.29
66
Disco immenso, forse la miglior opera del 2019.
gamba.
Domenica 10 Novembre 2019, 17.10.05
65
#63 e infatti se ci fai caso relativamente a quest'album nel sottotitolo trovi scritto "inclassificabile". per il resto rimango anche io dell'opinione che categorizzare serve a fornire un orientamento generale e nient'altro, i generi sono come le indicazioni stradali, se segui un cartello non significa che lungo quella strada non ce ne siano altri con relative deviazioni.
M. G.
Domenica 10 Novembre 2019, 15.30.59
64
L'essere umano è una creatura tassonomica: senza le categorizzazioni impazziremmo. Ci sono utili per mettere ordine e per capire. Il punto semmai è che bisogna essere flessibili, evitando quindi di trasformare le categorie in gabbie. Oltretutto nulla vieta di parlare di influenze e ispirazioni, oltre che di un genere principale.
Matteo BTBAM Galli
Domenica 10 Novembre 2019, 11.23.16
63
Ah, un'altra cosa: possiamo nel 2019 - quasi 2020 - abbandonare le etichettature e le categorizzazioni di genere? Dance, funk, pop, synth… emòbbbastapperò. Io le toglierei addirittura dai sottotitoli delle recensioni, secondo me non fanno altro che sviare il lettore, specie di fronte ad opere sfaccettate come quelle dei Leprous.
Matteo BTBAM Galli
Domenica 10 Novembre 2019, 11.17.18
62
Dopo ripetuti ascolti, trovo questo disco inferiore a Malina e a The Congregation (non lo paragono ai precedenti in quanto attinenti ad uno stile troppo distante), ma resta comunque un buon album; il punto debole a mio parere è dato dal trittico I Lose Hope-Observe the Train-By my Throne, che trovo troppo fiacche e senza una trama quanto mano catchy, mentre da Alleviate in avanti la qualità sale di parecchio. I pezzi migliori secondo me sono At the Bottom, The Sky is Red e Pitfalls. Voto 80
Flv
Giovedì 7 Novembre 2019, 10.19.51
61
devo ammettere che questo disco mi ha in parte deluso . Forse erano altissime le mie aspettative , leggere di un lavoro più emotivo e rarefatto , capace di infrangere le barriere di genere , era qualcosa che sentivo nelle loro corde e che mi creava tanta aspettativa . Invece ,parere ultra personale , questa tempesta emotiva non solo non mi ha toccato , ma devo ammettere di aver sofferto la noia in più di qualche punto . Il disco prende vita quando i Leprous suonano come una band , quando finalmente arrivano le chitarre e la batteria si fa sentire : sono lampi di energia in un mare di voce e sinth ,eccellenti ma forse un filo ridondanti .
Blamer
Mercoledì 6 Novembre 2019, 3.10.43
60
M.G. ti faccio una domanda, su un campione random di 100 che amano questo nuovo lavoro quanti secondo te nel 2009 si lasciavano andare con in cuffia una "Passing" e quanti invece sono arrivati via via nel tempo soprattutto a partire da "The congregation"? Magari mi sbaglio, ma son convinto che la percentuale dei primi si sia notevolmente assottigliata, non solo per un discorso di numeri. E' un po' la stessa cosa successa con Opeth, Anathema, Ulver e via dicendo - questo anche per rispondere ad AkiraFudo, non è un discorso di serragliarsi in trincee invalicabili, parafrasando le tue parole, quanto un fatto di non riconoscersi più in band che prima ci smuovevano internamente e ora invece non ci danno le stesse sensazioni. Personalmente non mi interessa tanto quanto una band diventa grande o rilevante, ma quanto la sento nelle vene, e ascoltando una "I lose hope" a caso non provo niente, NIENTE
duke
Lunedì 4 Novembre 2019, 23.40.08
59
...band tra le piu' interessanti degli ultimi tempi....
AkiraFudo
Lunedì 4 Novembre 2019, 14.04.45
58
...ho da qualche parte il cd di Bilateral che avevo gradito abbastanza senza che però scattasse il "fulmine", motivo per il quale non ho più seguito la band... i singoli di questo nuovo mi hanno però incuriosito parecchio e me lo procurerò... diversi da come li ricordavo e forse migliori, o più rilevanti... sarebbe bello se la smettessimo di vivere i generi musicali come accoglienti e rassicuranti prigioni, riflettendo sul fatto che gli artisti che entrano davvero nella storia solitamente sono quelli che definiscono un genere o quelli che lo distruggono, e che spesso i grandissimi passano entrambe queste fasi
M. G.
Lunedì 4 Novembre 2019, 13.32.50
57
O per lo meno non è così netta...
M. G.
Lunedì 4 Novembre 2019, 13.28.28
56
Blamer, io ho iniziato ad ascoltarli con Bilateral, eppure amo anche il nuovo corso. E come me anche molti altri. Non c'è alcuna netta divisione manichea.
Blamer
Lunedì 4 Novembre 2019, 11.22.28
55
Penso che a tutti o quasi qua stia sfuggendo un punto: è inutile cercare di trovare un punto d' incontro, chi ha iniziato ad amare i Leprous dai tempi di "TPS" e "Bilateral" (come me) difficilmente apprezzerà il nuovo corso e allo stesso modo chi ha iniziato ad ascoltarli l' altroieri (a.k.a. con "Malina") difficilmente capirà la magia dei primi lavori. Qualcuno nei primi commenti parlava di damnatio memoriae da parte del Solberg, anche a me è questo che dà dannatamente fastidio da parte dello stesso. Quanto all' album, a me appunto non convince, troppa semplicità di soluzioni e chitarre sempre, SEMPRE, in secondo piano rispetto a un frontman sempre più solista e in tutto questo non ritrovo quello che amavo di questa band, ma è una posizione personale, se a voi "nuovi" (senza offesa) piace buon per voi, io continuerò ad ascoltare tutto quello che c' è stato fino a "Congregation". Saluti
Ayreon
Domenica 3 Novembre 2019, 18.50.16
54
Dopo vari ascolti,mi piace solo"at the bottom"
gamba.
Sabato 2 Novembre 2019, 21.42.24
53
#52 sì esattamente, per ora ho letto i testi un po' distrattamente ma mi pare che quello di observe the train abbia un qualcosa in più. //l'ultimo album dei leprous che ho apprezzato è stato coal, poi non hanno più incontrato i miei gusti, i primi due singoli di pitfalls non li ho proprio apprezzati ma ho ugualmente ascoltato l'album e la sorpresa è stata tanta, in positivo, io adoro bilateral perché coniuga tecnica e melodie orecchiabili, in pitfalls sto ritrovando queste caratteristiche. below e soprattutto alleviate continuo a non amarle, the sky is red non mi ha colpito ma il resto funziona alla grande, quindi bentornati leprous.
M. G.
Sabato 2 Novembre 2019, 20.51.57
52
Comunque i testi di Pitfalls mi hanno colpito. Ad esempio, Observe the Train è una piccola guida per la mindfulness usata in psicoterapia.
M. G.
Sabato 2 Novembre 2019, 20.48.53
51
Direi che è classificabile come synth rock, non come pop. Ha forti influenze pop, ma non abbastanza da renderle preponderanti, secondo me. In ogni caso, il succo del discorso non cambia. C'è chi parla di pop come una disgrazia... bah! Andate ad ascoltare The Silicone Veil di Susanne Sundfør, Even Though You're Gone degli Echos, Mortal Longing di Sleepthief, Hairless Toys di Roísín Murphy, Slør di Eivør, Wave Your Flags di Phildel o Infections of a Different Kind di Aurora! Il mondo ha bisogno di più album così.
Rob Fleming
Sabato 2 Novembre 2019, 18.08.43
50
Condivido chi scrive che per porsi all'ascolto di questo album bisogna avere una certa predisposizione. Detto questo mi sembra un disco bellissimo. La musica è eccellente, Solberg si conferma uno dei cantanti più dotati degli ultimi anni. Li ho scoperti con Bilateral (clamoroso) e non mi hanno mai deluso. Forse siamo in territori "pop intellettuale". Beh? Che male c'è? Sicuramente non è un qualcosa di becero-commerciale. E poi Massive Attack e Portished (i miei preferiti) sono gruppi straordinari. Non ci vedo tutta sta similitudine, ma se così fosse, ai miei occhi sarebbe un complimento.
El Faffo
Sabato 2 Novembre 2019, 16.57.40
49
OK Gamba, ho visto che Angel (M.A. cover) compare nella scaletta della Mediabook edition... francamente non capivo l' accostamento. per quanto riguarda i Muse, Origin of Simmetry per me è un disco da "Isola Deserta"... dopo non sono più riuscito ad amarli.
gamba.
Sabato 2 Novembre 2019, 16.49.24
48
i massive attack sono stati coverizzati in una bonus track del disco. comunque trovo francamente ridicolo l'accostamento agli image dragons, l'album in questione può benissimo non piacere ma le competenze tecniche che ci sono alla base non sono un'opinione. sicuramente è un lavoro ricco di spunti orecchiabili, ma non penso proprio che basti questo per parlare di musica scadente e calo di qualità.
El Faffo
Sabato 2 Novembre 2019, 16.29.39
47
solo ora mi accorgo che qualcuno per sminuire questo lavoro lo accosta ai Massive Attack! Se questa fosse una pecca, ne vorrei molti dischi "Fallati".
El Faffo
Sabato 2 Novembre 2019, 16.21.31
46
Innanzi tutto i miei complimenti a Vicarious per la, a mio avviso ottima, recensione. disco che non mi ha lasciato a bocca aperta ma che riascoltandolo mi piace abbastanza. il cambio di direzione non mi ha fatto altro che piacere... sono onnivoro musicalmente (Doom. Death... molto post-punk, Jazz). in ogni caso ascolto Metal da 30 e passa anni e di cosa pensa qualche irriducibile ME NE FREGO!
Black Me Out
Sabato 2 Novembre 2019, 12.00.23
45
Mah, offensivo che ad una persona che scrive su un sito metal piacciano anche altri generi musicali mi sembra una considerazione un po' campata in aria, ma tant'è. Senza bisogno di offendere nessuno comunque, se si pensa davvero che brani come I Lose Hope e Observe The Train siano emblemi di una presunta "svendita" commerciale, secondo me non si ha proprio abbastanza coscienza di cosa venda nel mondo pop contemporaneo (il più basso e commercialmente proficuo). Sono d'accordo con chi nota reminiscenze dei Muse (che io non sono mai riuscito a farmi piacere) in alcuni frangenti dell'album, ma a mio parere l'unico confronto possibile con "questi" Leprous si può fare con i Radiohead; come ho già detto, e con gli ascolti me ne convinco sempre di più, in primis la voce di Einar ha molti punti di contatto a livello espressivo con quella di Thom Yorke e la giustapposizione di elementi tanto elettronici quanto pop e quanto maggiormente articolati mi ricorda molto lo stile compositivo della band di Yorke e Greenwood, dalle origini fino ad oggi. E alla fine della fiera, i Radiohead in radio ci sono andati pochissimo, anche con pezzi come Creep o Karma Police, pensate davvero che una Alleviate possa finire anche solo su Virgin Radio? Allo stesso modo in cui chi criticava le scelte dell'ultimo disco di Steven Wilson è stato poi smentito dai risultati (a parte qualche sporadica apparizione televisiva o radiofonica dove suonava Pariah non c'è stato nient'altro di commercialmente rilevante), anche in questo caso non credo proprio che i Leprous, grazie a questo disco diventeranno la next big thing del pop contemporaneo, ma se così fosse glielo augurerei con tutto il cuore, se questa rimanesse la qualità della loro proposta. E non c'è bisogno di convincere nessuno del fatto che questo disco sia bello, brutto, un capolavoro o una ciofeca, quelli rimangono gusti personali. Ma ecco, paragonare questo disco ad un prodotto qualsiasi degli Imagine Dragons mi sembra quantomeno fuori luogo. In tutto questo comunque, personalmente l'album mi sta piacendo sempre di più e noto continuamente finezze a livello compositivo che si fanno apprezzare con forza ascolto dopo ascolto. Ottimo lavoro!
Gabriele
Sabato 2 Novembre 2019, 11.42.53
44
Credimi, trovo molto più offensivo il fatto che ad una persona che scrive su metallized possa piacere un disco come questo, che non prendermi dell'imbecille. Non riconoscere in una canzone come Alleviate un chiaro riferimento a quel tipo di proposta significa aver perso ogni parvenza di senso critico (o avere dei seri problemi di udito).
Floki
Sabato 2 Novembre 2019, 11.16.55
43
Solo un imbecille può paragonare un album viscerale e profondo come questo con gli Imagine Dragons, devo dar ragione a chi accusa i metallari (alcuni, non tutti) di essere ottusi e rigidi sui propri gusti
Mirko75
Sabato 2 Novembre 2019, 11.06.19
42
E' pop, non ha nulla di metal,si stanno svendendo...tutto vero; rimane pero' il fatto che "pitfalls" e' un'album pazzesco.
Gabriele
Sabato 2 Novembre 2019, 10.31.18
41
E certo, questi se ne escono con una roba degna degli Imagine Dragons e ora salta pure fuori che il problema siamo noi. Ripigliatevi, per Dio.
Hellion
Venerdì 1 Novembre 2019, 14.18.12
40
Stupendo!
Bloodmoon
Venerdì 1 Novembre 2019, 10.25.40
39
I Leprous hanno sempre fatto centro a qualsiasi album nonostante tutte le forme in cui si sono mutati. Solberg è attualmente il miglior cantante in circolazione, forte di uno stile tutto suo e capacità interpretative fuori dall'ordinario. Se non vi piacciono pazienza, può starci tranquillamente visto che i gusti sono gusti, ma provate a domandarvi se il problema non siate voi, piuttosto che i Leprous. Spesso ho come l'impressione che quando un gruppo compie la sua transizione da metal ad altro, venga ricoperto di pregiudizi. La buona musica non è fatta solo di chitarre distorte, virtuosismi e tecnicismi, cantanti castrati che strillano o buzzurri pieni di birra che ruttano in growl.
Enrico Bustaffa
Venerdì 1 Novembre 2019, 9.24.30
38
band che mi ha sempre regalato delle grandi dormite. provero a dare una chance a questo album...
Jo-lunch
Giovedì 31 Ottobre 2019, 19.42.19
37
Concordo pienamente con il commento nr. 34 di. Shaman. Spiace, ma questa band non è più la stessa e questo ultimo lavoro me lo conferma. L'ho detto e lo ripeto: mediocre. Grande rispetto per tutte le altri opinioni, ci mancherebbe. Per me rimane una delusione totale, senza se e senza ma...😒😒
JC
Giovedì 31 Ottobre 2019, 18.56.08
36
A prescindere dai gusti, livello altissimo. Ma dove lo sentite un altro cantante così? Disco che incontra le mie inclinazioni, a differenza di altri precedenti del gruppo, pieni di djent e metal moderno (che a me non piace). Pop, di qualità eccellente.
Pol
Giovedì 31 Ottobre 2019, 15.07.51
35
@Black me out ho compreso il senso del tuo post,anzi il tuo è uno dei commenti più seri, io più che dance ci vedo come M.G. del funk e tanto Muse...visto che é un gruppo che ha perso la bussola del buongusto,sembra che i Leprous ne rivendichino un pò il posto..
Shaman
Giovedì 31 Ottobre 2019, 15.04.30
34
Io invece concordo con chi trova quest' album come solista Solberg, e già qui non mi piace. Non fa per me, personalmente è il primo album che boccio nella loro discografia - che interesse avete a sentire una band come loro scimmiottare Muse, Radiohead e Massive Attack? Prima (fino a Congregation sicuramente, già in Malina qualche dubbio l' avevo ma l' album era comunque molto bello) erano una band che esulava da qualsiasi influenza, ora si stanno omologando e -piazzo la bomba- svendendo, non ditemi che nessuno qua pensa che non si siano resi conto di poter far più soldoni e marciarci sopra
M. G.
Giovedì 31 Ottobre 2019, 11.14.28
33
In I Lose Hope più che un ritmo dance si sentono influenze simil funk. Ha un che di Muse, tra l'altro.
Black Me Out
Mercoledì 30 Ottobre 2019, 22.49.21
32
Beh @Pol, a parte che il mio citare la dance voleva essere tutto fuorché dispregiativo, smentiscimi sul fatto che un brano come I Lose Hope non abbia spiccate movenze dance nel suo incedere ritmico. E
Black Me Out
Mercoledì 30 Ottobre 2019, 22.49.20
31
Beh @Pol, a parte che il mio citare la dance voleva essere tutto fuorché dispregiativo, smentiscimi sul fatto che un brano come I Lose Hope non abbia spiccate movenze dance nel suo incedere ritmico. E
Pol
Mercoledì 30 Ottobre 2019, 22.36.41
30
Un album troppo distante per troppi.... Il percorso dei Leprous è stato chiaro e preciso ed ha raggiunto un livello altissimo...questo album è un capolavoro. Dispiace vedere commenti che associano ancora l'elettronica come un elemento "dance"... Dispiace che un album decisamente intenso a livello emotivo venga confuso come palloso...
Black Me Out
Mercoledì 30 Ottobre 2019, 21.28.54
29
Finalmente l'ho comprato ed ascoltato pure io. Non riesco a fare una disamina buona così a caldo, ma devo ammettere che da una parte in "Pitfalls" c'è quello che mi aspettavo, dall'altra ci sono elementi che mi hanno davvero spiazzato (tutti i momenti al limite della dance). Il tutto però è molto compatto e non sono assolutamente d'accordo con chi sostiene che questo sia un album "di Einar": tutti gli strumenti hanno un'importanza fondamentale all'interno di ogni singolo brano, con le chitarre che lavorano molto sottotraccia è vero, ma egregiamente e con una buona dose di fantasia, mentre basso e batteria sono protagonisti indiscussi, insieme ovviamente a tastiere ed archi. Prevedo che la voce di Einar potrà diventare ben presto disprezzabile allo stesso modo nel quale viene criticata da anni quella di Thom Yorke, ma tant'è; la tecnica e il pathos, a mio avviso, sono palesi e personalmente li apprezzo. Per ora siamo sicuramente oltre l'80, ma con i prossimi ascolti si vedrà Ottimo lavoro, al di là di ogni classificazione.
dani3121
Mercoledì 30 Ottobre 2019, 12.28.48
28
Bell'album che cresce molto con gli ascolti,I lost Hope,at the Botton,alleviate e foreigner sugli scudi.
Danimanzo
Mercoledì 30 Ottobre 2019, 11.56.48
27
Capolavoro. Quando c'è da riconoscerlo, non c'è né per nessuno. Grandi Leprous.
Mirko75
Mercoledì 30 Ottobre 2019, 11.01.55
26
Dopo i singoli ero rimasto molto deluso...l'ho ascoltato giusto per dovere essendo un grande estimatore dei vecchi album....dopo svariati ascolti posso tranquillamente affermare che "pitfalls" e' un'album eccezzionale;Quest'album ha qualcosa di magico,cresce dopo ogni ascolto e invoglia contimuamente all'ascolto.Il mio consiglio e' di ascoltarlo senza pregiudizi.Voto 90.
vortex surfer
Martedì 29 Ottobre 2019, 22.55.57
25
Scusate,non capisco il vostro accanimento verso un gruppo come i Leprous. Ha dimostrato personalità da vendere in ogni loro album,doti tecniche e compositive(a mio modesto parere)eccezionali. Non hanno mai fatto un album uguale all'altro,sempre in evoluzione,sempre alla ricerca della dimensione a loro più congeniale senza mai piegarsi a esigenze spudoratamente commerciali. Per carità,questo l'ho ascoltato poco per poter esprimere un giudizio,però,cavolo,non si può dire che sia un gruppo che rimane "fermo". Se non sono più metal cosa importa,volete che un gruppo per piacervi debba sempre fare le stesse cose? Loro no,vanno per la loro strada con talento limpido e onestà artistica. Se non vi garbano,pace. Ma di qui a criticarli così aspramente mi sembra del tutto gratuito.
Ayreon
Martedì 29 Ottobre 2019, 5.21.02
24
Le prime date live del tour europeo sono praticamente tutte sold out
Gabriele
Lunedì 28 Ottobre 2019, 20.25.03
23
Altro che squarciare la tela del rock e del metal, l'unica cosa che riescono a squarciare sono i miei coglioni.
Matteo BTBAM Galli
Lunedì 28 Ottobre 2019, 20.21.35
22
@#20 Assolutamente corretto esprimere un proprio giudizio, ma affermare che il gruppo non si sia reinventato dopo Bilateral, alla luce della poliedricità e delle nette variazioni stilistiche manifestatesi in tutti i lavori successivi, beh, francamente mi sembra una sciocchezza.
Graziano
Lunedì 28 Ottobre 2019, 15.33.30
21
Malina continua a piacermi parecchio. Questo lo dovrò assimilare e valutare con la giusta attenzione che simili artisti meritano. Poi se non c'è più metal me ne farò una ragione, anche gli Ulver non fanno più metal da decenni ma continuano a piacermi. Vedremo.
Jo-lunch
Lunedì 28 Ottobre 2019, 14.20.54
20
Lavoro mediocre, non vale assolutamente un voto così alto. Per me sono finiti dopo Bilateral. Noiosi, non hanno saputo reinventarsi. Per quel che mi riguarda, anche The Congregation non mi ha entusiasmato. Poi è giusto che ognuno esprima il suo. Saluti.
Jo-lunch
Lunedì 28 Ottobre 2019, 14.20.53
19
Lavoro mediocre, non vale assolutamente un voto così alto. Per me sono finiti dopo Bilateral. Noiosi, non hanno saputo reinventarsi. Per quel che mi riguarda, anche The Congregation non mi ha entusiasmato. Poi è giusto che ognuno esprima il suo. Saluti.
Ayreon
Lunedì 28 Ottobre 2019, 14.02.59
18
Niente da eccepire,son liberi di fare ciò che vogliono, sta di fatto che a me dal vivo non mi vedono più (e credo non gliene freghi più di molto,viste le grandi affluenze del tour di malina),io per adesso ho di meglio da ascoltare( il nuovo iq e il nuovo vanden plas)
M. G.
Lunedì 28 Ottobre 2019, 12.23.49
17
Ayreon, c'è un articolo del 2015 in cui Einar cita tra gli album che più lo hanno influenzato due dei Massive Attack e uno di Susanne Sundfor (uscito nel 2010 e con un ottimo successo in patria, quindi verosimilmente Einar lo ha ascoltato all'uscita). In una intervista del 2016 Tor Oddmund Suhrke cita Susanne Sundfor e i Royksopp tra i suoi artisti norvegesi preferiti. The Congregation è del 2015; verosimilmente Einar e Tor ascoltavano certe cose fin dai loro esordi. Adattano la musica a ciò che vogliono esprimere; le emozioni di Pitfalls secondo loro hanno richiesto un certo stile. Ah, inoltre Simen Børven,che ha composto Distant Bells, è appassionato di pop sinfonico e jazz di scuola nordica.
Ayreon
Lunedì 28 Ottobre 2019, 11.52.37
16
A quanto vedo,c'e'gente a cui piace,e anche molto,sono contento per loro,io questo loro nuovo corso non lo digerisco proprio,ma d'altro canto,se nei live inserivano una cover dei massive attack c'era da aspettarselo,peccato perche'fino a"congregation" non me li perdevo mai quando passavano di qui,ora lascio il posto ad altri
naoto
Lunedì 28 Ottobre 2019, 10.05.48
15
Ero piuttosto scettico sul nuovo corso, specie dopo i singoli rilasciati. Dopo aver ascoltato l'album per intero (in un formato dignitoso) mi sento di dire che è il loro miglior lavoro e uno dei picchi musicali del 2019.
Giuseppe Carrozza
Lunedì 28 Ottobre 2019, 2.20.04
14
Io invece concordo con le conclusioni della recensione. Lavoro di pregevole fattura. Personalmente giudico per longevità. Ad ora non saprei, ma ci sono tante sfumature da cogliere. Poco metal? eh pazienza. Ma per me voto 80 minimo
Star
Domenica 27 Ottobre 2019, 22.32.07
13
Secondo me è troppo basso. E no, non trovo soporifero l'album, affatto. È soggettivo.
Ayreon
Domenica 27 Ottobre 2019, 20.01.22
12
E comunque il voto e'troppo alto
Voig
Domenica 27 Ottobre 2019, 18.40.41
11
Niente, non fa per me. Torno a sentirmi i vecchi lavori, fino a The Congregation tra le band più fresche e splendenti attuali. Concordo con chi prova un certo fastidio...
Deris
Domenica 27 Ottobre 2019, 18.13.53
10
Dopo Bilateral si sono un po' darkeggiati... Li preferivo un po' di più prima... Ma bravi comunque... Nulla da dire
Ayreon
Domenica 27 Ottobre 2019, 18.12.20
9
Si ronfa alla grande, consigliato prima di prender sonno, ho letto recensioni entusiaste,e sono in disaccordo,non c'e'rock,non c'e' prog metal,solo una sorta di ambient pop rock soporifero,ben fatto ma tendente al sonnolento,ma io gia'in malina l'avevo a vvertito,qui si e'n totalmente compiuto,andateveli a vedere voi live,che da "tps" e "bilateral"faranno ben poco o niente
Galilee
Domenica 27 Ottobre 2019, 15.48.46
8
Bella recensione, e ne ho lette anche altre tutte molto positive. Insomma si prospetta un gran disco. Personalmente i Leprous li conosco poco, ho solo bilateral, che ai tempi però apprezzai molto. Diciamo che l'ascolto del nuovo singolo mi ha conquistato. Credo proprio che lo prenderò e recuperò anche tutti quelli che mi sono lasciato alle spalle.
Ponji
Domenica 27 Ottobre 2019, 15.41.13
7
Mah...solo 79? Questo per me è il loro album migliore dai tempi di Bilateral. Hanno raggiunto una maturazione impressionante pur mutando quasi radicalmente le sonorità delle origini, focalizzando tutto attorno alla figura di Solberg, uno dei cantanti più originali e creativi degli ultimi 20 anni. Vedo che anche gli altri loro album hanno valutazioni bassissime, evidentemente la loro evoluzione non è alla portata di tutti
Awake
Domenica 27 Ottobre 2019, 15.38.31
6
Il passo verso l'hipsterizzazione è definitivamente compiuto…
Star
Domenica 27 Ottobre 2019, 12.55.27
5
Tornando all'album, per me è superiore a Coal, Tall Poppy Syndrome e The Congregation, ma inferiore a Malina e Bilateral. Trovo che la tracklist sia stata ordinata male, con la prima parte più stanca della seconda; trovo che Golden Prayers nella versione standard avrebbe dato più energia; trovo che il comunque splendido The Sky Is Red cada in una ripetitività a mio giudizio eccessiva, anche se voluta, cosa che non fa raggiungere i livelli qualitativi di Malina o The Last Milestone. Ciò nonostante, il risultato finale è ottimo: emotivamente molto coinvolgente, elegante, raffinato e con belle atmosfere generate dalle tastiere di scuola chiaramente norvegese, archi e melodie vocali tanto orecchiabili e pop quanto interpretate in modo molto espressivo. Non è metal? Non è prog? Chissene. Voto: 83. Brano migliore: At the Bottom. Brano peggiore: By My Throne (che comunque non è malvagio).
Star
Domenica 27 Ottobre 2019, 12.54.53
4
Perché I Lose Hope è "oggettivamente" insopportabile? Soggettivamente, semmai. A me piace, e non poco. E comunque Tor e Baard hanno composto e persino scritto uno o due testi, se non erro. Sicuramente hanno dato un apporto minore rispetto agli altri album, ma comunque han macchiato il pentagramma. Quanto a Einar, il suo atteggiamento è assolutamente irrilevante per la valutazione della musica.
M.V.F.
Domenica 27 Ottobre 2019, 11.47.25
3
Anche leggendo l' intervista su questo sito, così come su altri vari, trovo personalmente insopportabile l' approccio da damnatio memoriae che ha Solberg (=Leprous ormai, mi chiedo che apporto abbiano dato su Pitfalls Tor e Baard) verso tutti i lavori precedenti eccetto Malina, che mi aspetto diventi per lui l' ennesima m***a al prossimo giro di interviste. Sminuisce a mio parere l' importanza che quegli album (soprattutto da TPS a Coal) hanno avuto per tanti di noi, il che mi porta a guardare lo stesso Solberg con una certa dose di sospetto e fastidio. Se vuole allontanarsi da tutto questo, lo faccia pure ma possibilmente cambiando moniker, al posto che sputare continuamente su tutto. Detto questo, quest' album è carino ma 1) mi manca e mica poco la schizofrenia musicale che avevano fino a Congregation 2) non riesco ad avvicinarmici alla stessa maniera di tutti gli album precedenti, da Aeolia a Malina, per il discorso di cui sopra. Alcuni pezzi sono belli e sorretti da strutture ben congegnate, si sente che nascono molto genuinamente in quanto sofferti, ma manca sempre qualcosa. Le chitarre, il prog, la band (più di metà del disco a esser cattivi potrebbe essere etichettato come una boriosa auto-messa in mostra da parte di Einar, con tutti gli altri strumenti basso a parte messi in secondo piano). E aggiungo che alcuni momenti sono tendenti al fastidioso - "I lose hope" è oggettivamente insopportabile. Concludendo qui, perchè da amante dei Leprous che sono stati tra i miei gruppi preferiti fin dal primo sottovalutato TPS potrei andare avanti due giorni, do a Pitfalls la sufficienza perchè se la merita, ma non vado oltre il 60 - 65, restando ben vigile in allarme.
Micologo
Domenica 27 Ottobre 2019, 8.54.31
2
Impressione dopo due giorni di ascolti: 1. Lavoro quasi interamente incentrato sulle indubbie doti vocali di Einar 2. Se siete degli strenui difensori del rock chitarra-basso-batteria probabilmente dopo 15 minuti abbandonerete l'ascolto 3. Ottime melodie 4. Ottime atmosfere 5. Necessità del giusto stato d'animo per apprezzarlo.
Master
Domenica 27 Ottobre 2019, 8.50.46
1
Album curato e piuttosto vario, che però è piuttosto distante dai miei ascolti abituali. L'ho comprato sperando che, come sul precedente Malina, ci fosse qualche traccia in uno stile a me gradito, ma direi che solo "At the bottom" rientra in questa categoria. Avevo aspettative per "The sky is red", ma la trovo un po' ripetitiva al momento. Per quanto riguarda i miei gusti, non si va molto oltre il 60. In compenso, può risultare un ottimo album per chi proviene dall'extra metal.
INFORMAZIONI
2019
Inside Out Music
Inclassificabile
Tracklist
1. Below
2. I Lose Hope
3. Observe The Train
4. By My Throne
5. Alleviate
6. At The Bottom
7. Distant Bells
8. Foreigner
9. The Sky Is Red
Line Up
Einar Solberg (Voce, Tastiere)
Tor Oddmund Suhrke (Chitarra)
Robin Ognedal (Chitarra)
Simen Børven (Basso)
Baard Kolstad (Batteria)
 
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