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Fvneral Fvkk - Carnal Confessions
27/10/2019
( 536 letture )
Cercando informazioni su questo album di debutto, sembra inevitabile rilevare un generale sconcerto di fronte all’orrido monicker prescelto dalla band per presentarsi al mondo. Un nome che, lungi dallo scatenare scandalo e disturbare i sonni dei benpensanti, sembra solo brutto, sguaiato e fine a se stesso. D’altra parte, i quattro sono di Amburgo e tra le tante qualità proprie del popolo tedesco, quella del buon gusto non è proprio la più nota. Come si conviene a una band del genere, l’identità dei musicisti non è stata diffusa, se non dietro agli pseudonimi. Si sa comunque che appartengono a band del circuito, come Ophis, Crimson Swan e Fäulnis e che prima di questo Carnal Confessions, avevano già pubblicato il proprio primo passo discografico con un EP, dal titolo Lecherous Liturgies. In effetti, analizzando la proposta, quello del nome appare un peccato del tutto secondario, visto che blasfemia e perversione sembrano essere alla base del concept stesso della band la quale, senza timore di svelare alcunché, riprende spudoratamente il tema clericale già abbondantemente lanciato dai Ghost, quindi dandosi pseudonimi ecclesiastici e utilizzando iconografie tipiche della liturgia cristiana. La vena "personale" data a tutta la pantomima, risiede invece nel particolare uso di questi paludamenti e che è perfettamente espresso dalla stessa band sulla sua pagina Facebook:

FVNERAL FVKK combine the pastoral beauty and solemnity of a cathedral (musically) with the infidelity and vileness of a cemetary prostitute (semantically), with lyrics that deal exclusively with the debauchery of the clergy and / or necrophilia in the name of god. His Holiness is a foul pervert, and this band serves as vessel of His demented will!

Insomma, l’intenzione è volgare, blasfema, perversa e fiera di esserlo. In questa chiave, la proposta del gruppo potrebbe aprirsi a qualunque scenario musicale ed è piuttosto divertente che invece di un industrial spinto o di un hard rock fracassone, piuttosto che un black ferocissimo o un thrash goliardico, i quattro tedeschi abbiano scelto la via del doom metal più classico ed epico, quello per intenderci di scuola Candlemass e, ancora di più, di matrice Solitude Aeturnus. Il riferimento alla band texana è infatti totalizzante, sia nella proposta musicale che nelle soluzioni ritmiche e solistiche, con la sola eccezione delle influenze orientaleggianti usate da John Perez e soci, che nella musica dei Fvneral Fvkk non trovano invece posto. Per il resto, le coordinate sono esattamente quelle di un doom metal lento, inesorabile, maestoso, epico e soffocante, sul quale si staglia un cantato melodico e dolente, fatto di note lunghe e linee avvolgenti quanto ipnotiche. Visto il tema trattato non mancano le soluzioni che ricordano la musica liturgica, ma sono di contorno al resto e, non fosse che Cantor Cinaedicus possiede sì una timbrica molto similare a quella di Robert Lowe, ma un’estensione decisamente inferiore, sembrerebbe in tutto e per tutto di trovarsi di fronte al nuovo album dei Solitude Aeturnus. Salvo naturalmente che questi ultimi sono dei fuoriclasse assoluti, mentre i Fvneral Fvkk degli ottimi allievi ancora alla ricerca di una propria e personale identità musicale. Essenzialmente, Carnal Confessions è un disco che ha tanto da offrire e mette in mostra una band decisamente competente in quello che fa, capace di evocare il meglio della tradizione e metterlo al servizio di sette brani -più intro- mediamente piuttosto lunghi, che scelgono tutti la via della lentezza e del ritmo cadenzato, rinunciando ad uptempo e perfino a midtempo, per un risultato raggelante e che potrebbe scoraggiare i non avvezzi a questo tipo di soluzione. In questo senso sicuramente il cantato, le linee melodiche di effetto e le varie scelte di arrangiamento, aiutano ad arrivare in fondo all’ascolto, una volta penetrata la coltre oscura e plumbea che attanaglia le composizioni, ma offrono decisamente il fianco in termini di quantità di soluzioni proposte. Una maggior varietà e, perché no, l’utilizzo di strumenti che avrebbero aiutato a caratterizzare il concept, come un organo, ad esempio, senza travestire da influenze settantiane la proposta della band, saldamente ancorata negli anni 80 e 90, avrebbe consentito alle composizioni di spiccare decisamente il volo. Non che ci si debba lamentare, dato che pezzi come Chapel of Abuse, Alone With the Cross, Poor Sisters of Nazareth o la lenta agghiacciante conclusiva When God Is Not Watching, sono capaci di far breccia in qualunque doomsters si rispetti, vincolandolo ai perversi voleri del Clero rappresentato dai Fvneral Fvkk. Eppure, altrettanto chiaro appare che i tedeschi avrebbero le carte per rendere molto più emozionanti e perfino scabrose le loro canzoni, che sembrano alla fine approfittare ben poco dell’impalcatura concettuale messa in scena.

Al di là delle giuste diatribe sul nome prescelto dalla band, Carnal Confessions è insomma un solidissimo album di debutto, capace di attirare su di sé l’attenzione di chi, orfano ormai da anni dei Solitude Aeturnus, attende qualcuno in grado di coniugare tristezza e abbandono con la stessa potente base doom metal dei texani. I Fvneral Fvkk sono una ottima band, capace di scrivere canzoni nella miglior tradizione, riducendo al minimo le variazioni e le aperture strumentali, eppure senza annoiare e senza dare la sensazione che tutto sommato il tempo loro dedicato potesse essere inferiore, senza far torto a nessuno. I margini di crescita ci sono e non sono pochi, il che in effetti è anche una buona notizia, essendo questo un album di debutto. Certo non è l’originalità a fare capolino da dietro la coltre di paramenti religiosi ostentata dal gruppo, ma a parte qualche discutibile carenza di buon gusto, Carnal Confessions appare più che riuscito e difficilmente criticabile. Consigliato senza dubbio ai fanatici del doom metal, più che ai fan di Ghost o a chi cercasse musica dannata e davvero perversa. Qua per adesso vince la liturgia, ma resta comunque un gran bell’ascoltare.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
72.75 su 8 voti [ VOTA]
Replica Van Pelt
Lunedì 18 Novembre 2019, 18.11.35
3
Fra pochi giorni forse già da domani questo album sparirà dalla prima pagina di Metallized per perdersi nell'oblio delle 975 pagine degli album recensiti,destino daltronde comune a tutti,perchè scrivo questo,perchè non lo merita,non merita i due commenti,questo è un album che ormai mi sto ascoltando quotidianamente e quasi inconsapevolmente da qualche settimana,e cresce ad ogni ascolto,ma non è solo questo,suona vero ed è si malinconicamente bello,le composizioni sono un crescendo emotivo perfetto e anche il suono solenne e spoglio gli rende merito.Non devo fare pubblicità a nessuno ma questo album si eleva sopra a tutti in questo 2019 e non solo,prima che si perda in un immeritato oblio ascoltatelo,lasciatevi incantare come in una fiaba triste e lontana.Un saluto.
Replica Van Pelt
Lunedì 11 Novembre 2019, 16.27.51
2
Bello e anche di più,cosa non mi convince è questo suono da Doom "moderno" ma devo dire che ci sta tutto,76 mi sembra una valutazione da "album scarsino o niente di che" invece c'è classe e ascolto dopo ascolto si eleva ad una dimensione più nobile,un 81 mi sembra un buon compromesso (fosse stao un suono più grezzo e sudicio sarei anche salito di voto,ma sono io storto).
No Fun
Domenica 10 Novembre 2019, 20.39.08
1
È un disco splendido! Lo sto ascoltando adesso. È vero la musica è solenne come una cattedrale, poi in questo periodo sto ascoltando pure Abbatia St Clementis che è più heavy e veloce ma comunque ha lo stesso mood liturgico.
INFORMAZIONI
2019
Solitude Prod.
Doom
Tracklist
1. Omnia Ad Dei Gloriam
2. Chapel of Abuse
3. A Shadow in the Dormitory
4. Alone with the Cross
5. The Hallowed Leech
6. Poor Sisters of Nazareth
7. To Those in the Grave
8. When God Is Not Watching
Line Up
Cantor Cinaedicus (Invocazioni & Adescamenti)
Decanus Obscaenus (Corde & Catene)
Vicarius Vespillo (Escavazioni & Seppellimenti)
Frater Flagellum (Percosse & Frustature)
 
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