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Enemynside - Chaos Machine
27/10/2019
( 412 letture )
Toh, chi si rivede: a ben sette anni di distanza dall'ultimo lavoro in studio (e dopo l'EP Dead Nation Army, rilasciato nel 2018), il buon Whatever Comes, fanno ritorno i thrashers romani Enemyside, attivi da ben venticinque anni (venti con l'attuale monicker): formatisi infatti nel 1994 come Scapegoat, hanno adottato il nome definitivo nel 1999 e, da allora, girano l'Italia e l'Europa proponendo il loro thrash metal diretto ed incalzante. Il nuovo album, intitolato Chaos Machine, a detta della stessa band capitolina, parla del sentirsi intrappolati, sia fisicamente che metaforicamente, a causa di ingiustizie sociali e sistemi di controllo come le istituzioni religiose, autorità politiche, totalitarismo e dittature.

Non a caso, il primo singolo, Frozen Prison Cell, per il quale è anche stato rilasciato un video, parla dei gulag sovietici ed immagina un disperato tentativo di fuga di un prigioniero, che si scontra, però, anche con l'implacabile gelo delle distese russe. Il pezzo in sé, peraltro, conferma quanto già sapevamo sui nostri amici: chitarre sferzanti, sezione ritmica diretta e granitica, cantato aggressivo ma non troppo, frequenti cori da far cantare al pubblico dal vivo; non parliamo di un capolavoro, ma sicuramente di una buonissima canzone! Lo scottante argomento dei campi di prigionia del regime sovietico viene affrontato anche in No God in Kolyma, pezzo rabbioso e carico di groove, basato sui Racconti di Kolyma, opera dello scrittore Varlam Tichonovic Salamov, che ha appunto descritto con fin troppa dovizia di particolari la durezza dei gulag siberiani. Quanto all'ulteriore singolo appena rilasciato, Deadline, esso nasce in realtà parecchi anni fa, come No God in Kolyma, ma la band lo ha rimaneggiato nel corso degli anni, fino ad ottenere la canzone che possiamo ascoltare: si tratta di un brano assai debitore dei Metallica (la voce del bravo Francesco Cremisini ricorda non poco quella di James Hetfield qui!), ma alquanto interessante e ben congegnata; il testo, tenendo fede alle tematiche dell'album, parla del ruolo che i media hanno sulla vita delle persone, manipolando e influenzandone scelte e stili di vita.
Analizzando il resto del disco, possiamo sicuramente plaudere al pezzo di apertura, Faceless, ancora più veloce ed aggressivo del singolo: le parti di chitarra ritmiche, in ossequio alla Bibbia del thrash, sono coinvolgenti ed invogliano gli ascoltatori a scuotere testa e braccia al ritmo di musica. I nostri amici romani, come abbiamo già osservato a proposito di Deadline, amalgamano nel loro sound influenze piuttosto variegate, a tratti abbastanza riconoscibili, ma lo fanno assai bene: Suffered Defeat, ad esempio, omaggia in modo piuttosto palese i Megadeth, ma la riconoscibilità del “tributo” non impedisce di godersi ogni nota di questa canzone, ben composta ed ottimamente eseguita dal quartetto. Se System Failure, pur essendo tutto sommato coinvolgente, nel complesso ci convince un po' meno di altri pezzi ascoltati finora, le ritmiche elaborate di The Terror ci riportano su livelli qualitativi elevati, bissati da Shitstorm. A chiudere l'album, dopo la già citata No God in Kolyma, provvede Devoured, una malinconica outro che poco aggiunge a quanto abbiamo ascoltato, ma che regala un momento di quiete, dopo tante mazzate sonore.

Chaos Machine, in conclusione, è un bel ritorno da parte dei Enemyside, che non hanno perso né la capacità, né tanto meno la voglia di picchiare duro e regalare un sano thrash metal ai propri affezionati ascoltatori. Non possiamo aggiungere altro, se non un caloroso bentornati!



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2019
Rockshot Records
Thrash
Tracklist
1. Faceless
2. Black Mud
3. Suffered Defeat
4. Frozen Prison Cell
5. Deadline
6. System Failure
7. The Terror
8. Shitstorm
9. No God In Kolyma
10. Devoured
Line Up
Francesco Cremisini (Voce, Chitarra)
Matteo Bellezza (Chitarra)
Andrea Pistone (Basso)
Fabio Migliori (Batteria)
 
RECENSIONI
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