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Godsmack - Godsmack
09/11/2019
( 330 letture )
Fin dai loro esordi, che peraltro quest'oggi affronteremo nel dettaglio, i Godsmack sono oggetto di una accesa diatriba fra appassionati: sono davvero una grande band, come dimostrano le notevolissime vendite (parliamo di oltre venti milioni di dischi), oppure sono solamente degli abilissimi “sarti”, che tagliano ed incollano sapientemente elementi di band differenti, dando vita ad un ibrido ben fatto, ma troppo privo di personalità? Dall'alto delle suddette vendite, i Nostri possono legittimamente interessarsi poco alla questione. Dal nostro punto di vista, che cercheremo di rendere il più possibile oggettivo, è indubbio che i nostri amici reinventino influenze che, qui e là, sono talmente palesi da risultare praticamente un omaggio. Tuttavia, sarebbe ingiusto bollare Sully Erna e soci come semplici copiatori ed anche il loro esordio discografico, che pure presenta tanti udibili debiti nei confronti di grandi band, lo dimostra.

Il disco, edito da Universal Records/Republic Records, è a dire il vero inaugurato da un pezzo non particolarmente ispirato, Moon Baby, uno strano ibrido fra alternative metal e grunge alla Alice in Chains (questo, in assoluto, è forse il disco dei Godsmack dove Erna si rifà maggiormente al compianto Layne Staley) che non prende mai davvero il volo, perdendosi in particolare nella seconda metà. Va però molto meglio con Whatever, brano retto da buoni riff sincopati e da linee vocali, nel complesso, abbastanza ispirate; il testo, a quanto pare, fu una risposta all'allora fidanzata del cantante, che si lamentava di ricevere poca considerazione rispetto alla band. Chissà dov'è lei anni dopo...certo, Alice In Chains e Metallica sono sempre presenti, ma la canzone scorre che è un piacere, al pari di Keep Away che, al netto di una linea vocale a tratti monocorde, coinvolge a sufficienza da farsi riascoltare più volte. Time Bomb è uno dei pezzi più rabbiosi della prima metà di Godsmack, sia musicalmente sia a livello vocale, quindi strappa applausi convinti, come del resto Bad Religion, pezzo che, alcuni anni dopo la sua uscita, all'indomani della tragedia dell'11 settembre, verrà inserito in una lista di centocinquanta canzoni da non mandare in radio; i testi scritti da Erna, convinto Wiccan, scatenarono peraltro già nel 1998 alcune polemiche. Va notato, a proposito del frontman della band, che in questo disco, oltre che al microfono ed alla chitarra, si cimenta anche alle tastiere ed alla batteria, coadiuvato dai compagni di lunga data Tony Rombola e Robbie Merrill. Qualche “yeah” di troppo alla James Hetfield impedisce ad Immune di toccare vette davvero elevate, ma la canzone resta comunque godibile. La strumentale Someone in London, a sua volta, non convince al 100%, ma funge fortunatamente da preludio ad un buon brano, qual è Get Up, Get Out!, che, pur essendo ancora assai derivativo, coinvolge grazie ad un ritornello azzeccato. Una discreta reinterpretazione dei Metallica anni 90, condensati in un buon pezzo, giunge con Now or Never (uno dei titoli più abusati della storia della musica!), mentre Stress risulta semplicemente un pezzo privo di particolari picchi, sia verso l'alto che verso il basso. Ci avviciniamo inesorabilmente verso la fine del platter ed i nostri amici di Lawrence, Massachusetts, ci regalano prima un brano paludoso ed intrigante come Situation e, infine, una “nenia” tribale che, non a caso, si intitola Voodoo.

Basterebbero le suddette canzoni conclusive a dimostrare come i Godsmack, pur non essendo sicuramente la band più originale mai comparsa sulla Terra, siano tuttavia un gruppo dalle molteplici, variegate influenze. Il loro disco di esordio è certamente ancora imperfetto e presenta qualche sbavatura di troppo per essere considerato realmente un grande album, ma anticipa le qualità di un gruppo che, negli anni, si esprimerà con almeno una manciata di lavori davvero sopra la media.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
67.5 su 4 voti [ VOTA]
David D.
Domenica 10 Novembre 2019, 16.36.37
4
Li conobbi grazie a I Stand Alone, che era la colonna sonora su Prince Of Persia: Spirito Guerriero. Sempre trovata un'ottima band, ma il meglio per me lo daranno da Awake fino a The Oracle, gli ultimi due non mi hanno esaltato tantissimo. Questo debutto un pochetto acerbo invece, per me anche 65.
Nu Metal Head
Domenica 10 Novembre 2019, 0.55.41
3
devo averlo ascoltato, ma io una volta avevo il successivo "awake", che mi pareva più ispirato, forse il "capolavoro" del gruppo... ma a proposito, questi sono davvero post grunge? perché a me parevano più che altro nu metal...
Shock
Sabato 9 Novembre 2019, 20.15.51
2
Chi?? Qui ci vorrebbe Noncha...🤗
Deathland
Sabato 9 Novembre 2019, 12.44.07
1
Per me anche un 80. L'ho sempre apprezzato
INFORMAZIONI
1998
Universal Records/Republic Records
Post Grunge
Tracklist
1. Moon Baby
2. Whatever
3. Keep Away
4. Time Bomb
5. Bad Religion
6. Immune
7. Someone in London
8. Get Up, Get Out!
9. Now or Never
10. Stress
11. Situation
Line Up
Sully Erna (Voce, Chitarra, Tastiere, Batteria)
Tony Rombola (Chitarra)
Robbie Merrill (Basso)
 
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