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Diablo - Icaros
09/11/2019
( 270 letture )
Fuori dai denti: si dovrebbe parlare molto spesso dei Diablo. Band incredibilmente cangiante, valida, conglobante ed heavy. Una mitica e sostanziale maxi-summa di quello che è il metal nordico (e non), così pregno di pathos, ma anche di tetra malinconia, cupezza e riff gelidi come il ghiaccio stratificato. Ci vorrebbe una mini rubrica per spiegare la loro buffa storia: superstar in patria, sconosciuti (o quasi) fuori mura. Ma noi abbiamo il cuore antico e i padiglioni fini: a noi del Vecchio Continente, ma soprattutto della vecchia scuola, non manca proprio nulla. Ma senza auto-scioglierci nel brodo di giuggiole, proseguiamo con la nuova/vecchia recensione di un caposaldo del metallo finlandese. Icaros (2008), segue a ruota il successone casalingo di Mimic, qualitativamente inferiore al bellissimo Eternium ma sempre sul pezzo in quanto a composizioni e volontà di scrivere piccole heavy-hit dal retrogusto greve e altisonante. Il nuovo nato in casa Diabolica è invece, a parere di chi scrive, il top assoluto partorito combo nordico. Un colpo sicuro, una scudisciata da cento megatoni che non ha alcun punto debole. Si muove sinuosamente nella sua pesantezza efferata. E la cosa più bella e saporita è che ce n’è per tutti i gusti, senza se e senza ma.

3,2,1 e le danze vengono aperte da una melodica filastrocca finlandese. La possente, riffata ed epica Trail of Kings si muove su pluri-binari di ottima fattura, tra power e thrash, con la voce graffiante di Rainer Nygard, i riff compressi ma godibili e gli assoli melliflui e gustosi del professor Marko Utrainen, sempre abile nel sciorinare parentesi e accelerazioni melodico-strumentali. I primi 5 minuti sono puro godimento per i tutti i palati: dai più grezzi ai più fini, passando per chi ama in particolar modo le commistioni classiche e moderne. Come i figliocci bastardi di Tarot e Fear Factory, gli ex Diablo Brothers non sbagliano un colpo, centrando il bersaglio anche quando l’ago della bilancia impazzisce e ci si trova tra le mani un sound difficilmente classificabile, copiabile ed etichettabile. Così il break sulla tre quarti, ultra-melodico e ritmato fa venire voglia di alzare i pungi al cielo, cantando in coro insieme alle azzeccate backing vocals e alla linea solista che segue a meraviglia la melodia principale della canzone. Da sola, la opener vale l’ascolto dell’album, ma altre nove ricche porzioni ci attendono per una succulenta cena a base di schegge di ghiaccio bollente. E se la pragmatica e veloce Resign From Life si apre con un lento crescendo di batteria e una solista invidiabile (che anticipa un up-tempo tipicamente heavy metal), la terremotante e moderna Living Dead Superstar accarezza l’industrial nelle atmosfere fredde e schematiche, con riff squadrati e in-your-face. Dove la prima punta sulle melodie invidiabili, la seconda richiama gli albori più scarni della band, con break atmosferici, freddi e ripartenze al fulmicotone. Ci emozioniamo davanti al refrain di Resign From Life, così come sui soli di Living Dead Superstar, che non stancano mai e ci regalano uno stacco centrale da favola, tra dramma e corna al cielo.
Il brano perno nonché apice risulta essere l’azzeccata e compatta title-track. Icaro nella sua spontaneità, Icaro nella sua stupidità visionaria, Icaro nella sua brutale resa metallico-mastodontica. È un brano/singolo apripista notturno e modulato, con i versi emotivi e cupi e un refrain roccioso ed epico. Sorretto come sempre dalla sezione ritmica eccellente, composta dalle quattro corde di Aadolf Virtanen (il basso è quasi sempre ben presente e udibile) e i pattern ora squadrati ora snelli e veloci di Heikki Malmberg, batterista fenomenale e umile nel contempo. Ovviamente i propulsori principali sono gestiti dal capitano della nave, quel possente Rainer Nygard che si impegna a dare il meglio con la sua voce ruvida e solenne, accompagnato dai suoi riff spessi come cemento armato e dai fraseggi eleganti dell’axe-man, il sempreverde e sottovalutato Marko Utrainen (sentite la splendida e thrashy Light of the End e la più compatta Chagrin). Un elemento fondamentale ma –nel contempo- di contorno della band sono le tastiere e gli effetti ambient che compaiono qua e la per donare profondità e pathos al tutto, senza sovrastare strutture, composizioni e strumenti. È un contorno piacevole e necessario, che amplifica l’effetto-Diablo, rendendo gradevole ogni brano. Il bridge strumentale della succitata Light of the End, lungo e dilatato, vede protagonista la solita immarcescibile solista e un bellissimo fondale fatto di synth e atmosfera.
Possiamo analizzare ogni singola mossa della band finlandese oppure farvi ascoltare l’album nella sua interezza: c’è sempre qualcosa da dire o da scoprire. Un riff vecchia scuola, un tocco prog, una mazzata industrial (Through Difficulties to Defeat, che alterna fasi a-la Meshuggah ad accelerazioni e aperture di matrice power), o semplicemente l’epic metal nordico di Into the Sea, lunga chiusura che si infrange sulle onde inquiete e su un orizzonte di eventi ancora da definire.

Album strutturato che non stanca, ma che ci permettere di amare e ammirare ogni sfumatura della band, Icaros è una vera soddisfazione da ascoltare quando si vuole. Anticipa di qualche anno l’ultimo concept fantascientifico Silver Horizon e consacra la band a livello compositivo. Ascolto tonificante e -diciamolo- obbligatorio per molti di voi.

… The sign of the hammer to fall!!!



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
81.75 su 4 voti [ VOTA]
Jo-lunch
Domenica 10 Novembre 2019, 11.05.23
1
Curioso che questa band, sul mercato da quasi venticinque anni, sia famosissima nella natia Finlandia e quasi sconosciuta fuori dai confini nazionali. Personalmente posseggo tutti gli album dei Diablo ma Icaros è il mio preferito in assoluto. Bellissimo il brano Trial of Kings ma gli altri non sono da meno. Invito all'ascolto tutti quelli che non li conoscono. Sono certo che sarà una sorpresa per molti. Provare per credere. Saluti.
INFORMAZIONI
2008
Sakara Records
Heavy
Tracklist
1. Trail of Kings
2. Living Dead Superstar
3. Bad Sign
4. Resign From Life
5. Icaros
6. Light of the End
7. Chagrin
8. Through Difficulties to Defeat
9. Hammer
10. Into the Sea
Line Up
Rainer Nygard (Voce, Chitarra)
Marko Utrainen (Chitarra)
Aadolf Virtanen (Basso)
Heikki Malmberg (Batteria)
 
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