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Angel Dust - Of Human Bondage
16/11/2019
( 560 letture )
Tra le band più sottovalutate, relegate ad essere di nicchia (pur suonando un power/thrash decisamente accattivante, in linea con tanti altri gruppi ben più noti) ma al contempo musicalmente validissimi e convincenti, sempre giudicati positivamente dal pubblico e dalla critica, rientrano di diritto gli Angel Dust. Fondati a Dortmund nel 1984, la loro carriera è praticamente sempre stata segnata da pause e reunion (si tratta probabilmente del motivo principale alla base del loro insuccesso a livello commerciale): gli Angel Dust si separarono nel 1990 per poi riunirsi nel 1997, per poi sciogliersi nuovamente nel 2011 fino a giungere a una ripresa del progetto nel 2016. I lunghi periodi di inattività e il cambiamento di qualche membro nel corso del tempo sono sempre stati accompagnati da piccole evoluzioni del sound della band, che nel corso degli anni è passato da un thrash a un thrash/power leggermente più “sperimentale”.

Con l’album protagonista di questa recensione, Of Human Bondage (datato 2002), si torna nuovamente a un thrash spinto e potente, che non si priva del tutto di una componente melodica e che mette un po’ in disparte il lato power sviluppato dagli Angel Dust (lato power che comunque non ha mai preso il sopravvento su quello naturale del gruppo).
Reduci degli straordinari Bleed (1999) e Enlighten the Darkness (2000) gli Angel Dust si riconfermano alla grande con questo Of Human Bondage. Rispetto al precedente nella lineup i cambiamenti si limitano all’uscita del chitarrista Bernd Aufermann e dell’ingresso di Ritchie Wilkison. Già con questo il sound si incattivisce, difatti dal punto di vista chitarristico si può notare un grande inspessimento: le chitarre suonano muri di riff massicci, grezzi e a tratti cupi, tipicamente heavy. Proprio all’insegna dell’heavy si apre il disco, grazie alla potente title track Of Human Bondage. Inhuman continua a martellare con i suoi riff e le potenti ritmiche di Assmuth e Banx, alla batteria e al basso. I suoni, specie se considerato l’anno di uscita, valorizzati da una produzione efficace, sono estremamente moderni. Continua la carica con Unreal Soul, in cui ancora una volta a farla da padrone sono ritmiche di ferro e assoli decisamente energici. A tutto ciò si aggiunge un grande lato melodico, che affiora ogni tanto nei refrain. Segue Disbeliver, mid tempo che cresce passando da un arpeggio fino a sfociare al sound potente e tamarro che caratterizza un po’ tutto Of Human Bondage. Dirk Thurisch alla voce tira fuori sempre delle grandissime prestazioni: il timbro e la tecnica sono ottimi, ma non manca comunque la personalità, l’estro, il saper gestire un po’ tutte le situazioni, da quelle più pulite e melodiche, ai momenti più cattivi all’insegna dell’heavy/thrash. Altro esempio dell’attitudine e delle qualità di Thurisch è Forever, canzone in cui trovano spazio anche i sintetizzatori di Steven Banx, che per tutto l’ascolto si riveleranno un elemento piacevole, energico e pomposo, che dona varietà. Forse non siamo ai livelli dei precedenti album (considerati fra i migliori degli Angel Dust), ma comunque Of Human Bondage è un qualcosa di impressionante, per scorrevolezza e dinamica: ogni canzone funziona, ha ragione di esistere, non sembra un filler (o più banalmente non lascia perplessi o indifferenti). Canzoni come Unite o Got This Evil non sono di per sé esempi di raffinatezza o di canzoni perfette, ma nello scorrere del disco funzionano e nel corso degli ascolti crescono, rendendo Of Human Bondage un disco efficace e divertente, un disco non così banale come potrebbe sembrare a un primo impatto. Sapientemente cala leggermente la tensione con The Cultman, altro mid-tempo, in cui si alternano strofe accompagnate da chitarre acustiche a ritornelli e assoli in cui si cresce di intensità, lasciando uscire il lato più power, più elegante del gruppo tedesco. A chiudere nel migliore dei modi Of Human Bondage troviamo Freedom Awaits e Killer, in cui si alternano momenti di puro heavy a lati leggermente più sperimentali, in cui si fanno notare le tastiere.

Of Human Bondage è un grandissimo disco, sicuramente tra i migliori considerando tutte le possibili alternative a base di heavy/thrash/speed/power uscite dal 2000 ad oggi. Gli Angel Dust anche con questa uscita sono riusciti a dimostrare il loro valore, riuscendo a creare un album scorrevole, con una tracklist di qualità, capace di spaziare tra varie sfumature di metal, fra varie sonorità e stili, in maniera coerente e solida, suonando bene, con personalità ed estro. Il successo commerciale (meritato) non è arrivato ma l’album non sfigurerebbe a fianco delle pubblicazioni dei “big” del metal di quegli anni.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
82.66 su 3 voti [ VOTA]
ObscureSolstice
Sabato 23 Novembre 2019, 10.58.33
7
Non è come il precedente che lo reputo uno dei più grandi dischi del duemila Enlghten the Darkness di power metal, ma condiderando che questo Of Human Bondage é l'ultimo album fatto dagli Angel Dust significa che dischi brutti non ne hanno mai fatti. Una band iniziata come thrash metal ed evoluta con risvolti power melodici a tratti progressivi senza escludere la potenza thrash ma addolcita diversificando, e farcela ugualmente significa essere una band non da poco con gli attributi quadrati. Band significativa nel genere. Quindi sopra l'80
enry
Sabato 23 Novembre 2019, 10.21.17
6
Avete già detto tutto, fanno parte di quei gruppi che non si capisce bene perchè non abbiano ottenuto i riscontri positivi di pubblico - la critica questa volta ci ha sempre visto lungo - di altre band spesso qualitativamente inferiori. Anche questo un signor disco, un po' sotto ai due precedenti ma poco importa, anche perchè replicare un capolavoro come Enlighten era impresa ardua. Grandi e terribilmente sottovalutati, da sempre...80 anche per me.
Tatore
Venerdì 22 Novembre 2019, 20.39.07
5
Come tino, anche io ho il primo album della band ed è uno dei miei album thrash preferiti in assoluto. Sono d'accordo sul fatto che questo album sia inferiore ai precedenti 3. Davvero un peccato che non abbiano avuto un successo maggiore, ma per me restano una grandissima band
mardonziak
Domenica 17 Novembre 2019, 23.20.10
4
Bel disco, un gradino sotto i tre precedenti. Adoro sopratutto l'ugola d'oro di Dirk Thurisch ( sono riuscito ad apprezzarLo anche nel progetto MERCURY TIDE durato solo due album). Per certi versi le ritmiche di questo disco Le accomuno molto a quelle dei SYMPHORCE (sempre tedeschi ma defunti) altra band che mi è sempre piaciuta.
Maurizio
Sabato 16 Novembre 2019, 18.01.02
3
dei quattro anni '90 -'00 il più debole, ma merita un 80, sempre alto livello. Killer è una cover di Seal, per la cronaca
tino
Sabato 16 Novembre 2019, 14.18.39
2
Dovrei procurarmelo, ho into the dark che è un capolavoro del thrash tedesco più tamarro, molto artillery, gruppo da riscoprire
Shock
Sabato 16 Novembre 2019, 11.28.26
1
Tra fine anni novanta e primi del duemila gli Angel Dust hanno pubblicato una sequenza di album stupendi, per ultimo questo ennesimo pezzo da novanta. In quel periodo pochi avevano la qualità di questo gruppo, purtroppo ben in pochi li hanno considerati, peccato. Per quanto riguarda il disco per me è leggermente inferiore ai tre precedenti ma si attesta su un 80 pieno.
INFORMAZIONI
2002
Century Media Records
Power/Thrash
Tracklist
1. The Human Bondage
2. Inhuman
3. Unreal Soul
4. Disbeliever
5. Forever
6. Unite
7. Got This Evil
8. The Cultman
9. Freedom Awaits
10. Killer
Line Up
Dirk Thurisch (Voce)
Ritchie Wilkison (Chitarra)
Frank Banx (Basso)
Steven Banx (Tastiere)
Dirk Assmuth (Batteria)
 
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