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Municipal Waste - The Art of Partying
16/11/2019
( 550 letture )
Allergici all’evoluzione e alla novità, i Municipal Waste sono uno di quei gruppi altamente prevedibili, nel senso che il contenuto di ogni loro lavoro si indovina chiaramente ben prima di aver premuto il tasto play. Album dopo album, ad eccezione forse di Massive Aggressive del 2009, i Quattro di Richmond continuano imperterriti il loro cammino all’insegna di quella reazionaria mistura di thrash metal e hardcore punk nota come crossover thrash. Un genere già vecchio all’epoca del debutto della band, che si rifà direttamente ai nomi tutelari della seconda metà degli anni Ottanta. I riferimenti a D.R.I., Suicidal Tendencies, Nuclear Assault e S.O.D. completano un’estetica caciarona fatta di birra, zombie, vomito e scorie radioattive, illustrata a meraviglia dalla colorata copertina. E proprio nella perfetta unione di furia e divertimento si cela la natura della band, capace allo stesso tempo di intrattenere e distribuire sonore mazzate.

Un discorso valido anche e soprattutto per il terzo album The Art of Partying, pubblicato nel 2007. Mezz’ora scarsa di musica per 15 canzoni. Nessuna sopra i due minuti e trenta, tutte lanciate a velocità indecenti, inframezzate qua e là da muscolosi mid tempo. Una serie di assalti sonori, una vera e propria tempesta di riff che non lasciano un attimo di tregua all’ascoltatore. Immediate e rapide come nella migliore tradizione hardcore, le canzoni sono potenziate da tutta la forza d’urto del thrash metal in un suono immediatamente riconoscibile. Merito della prestazione maiuscola di ogni musicista, ampiamente udibile all’interno del sound scarno e compresso dell’album. Gli innumerevoli riff angolosi e groovy di Ryan Waste sono supportati da una sezione ritmica semplicemente devastante. Degna di nota soprattutto batteria di Dave Witte, autore di una prova come al solito maiuscola e vero protagonista di The Art of Partying. Sul versante vocale, le tracce strumentali sono infestate da un carismatico Tony Foresta, più sguaiato e alterato che mai, supportato dalle diffuse gang vocals. Difficile citare una canzone in particolare, l’album scorre veloce e senza punti deboli, raggiungendo talvolta picchi di violenza davvero notevole. Sul versante testuale invece, la situazione è parecchio più rilassata. Titoli come Beer Pressure, Pre-Game (l’atto di bere prima di andare a una festa), Chemically Altered, lo stesso titolo dell’album, mostrano come i Municipal Waste non si prendano affatto sul serio, anzi, ma abbiano prima di tutto voglia di divertirsi. Un viaggio goliardico tra sbronze e mutanti radioattivi coronato dalla conclusiva Born ti Party, un titolo programmatico che si conclude con l’innodico refrain Municipal Waste is gonna fuck you up. A completare il cerchio, questa volta sul lato visivo, un ignorantissimo videoclip firmato dalla mitica Troma Entertainment.

Band prevedibile si diceva, ma che trae forza proprio dal suo immobilismo. Con il passare degli anni, i Municipal Waste hanno scalato la cresta dell’immensa ondata revival thrash, imponendosi come una vera e propria referenza in ambito crossover thrash e non solo. Il Quartetto della Virginia ha saputo infatti dare nuova linfa al genere, infondendoci una rinnovata dose di furia, irruenza, ed energia giovanile. Nello specifico, The Art of Partying si presenta come un album potentissimo, ottimamente suonato, e paradossalmente fresco. Non perché particolarmente innovativo, al contrario, ma perché riesce a far rivivere in maniera estremamente energica elementi vecchi di trent’anni. Poco importa quindi se l’album “non inventa nulla”, o “sa di già sentito”, un discorso che per inciso porterebbe a snobbare i tre quarti delle band in circolazione. Assemblato con ingredienti derivativi, il terzo album dei Municipal Waste può essere considerato come un piccolo classico.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
67.25 su 4 voti [ VOTA]
jeffwaters
Domenica 17 Novembre 2019, 12.16.43
3
Il loro miglior disco, fino ad ora...Grandissimi MW, una delle migliori band degli ultimi anni e lasciatemelo dire, dio benedica tony foresta...un grandissimo uomo che fa bene alla scena, carichissimo in sede live.Chi non ha mai visto loro o i Reagan live, non sa cosa si è perso. voto 88
duke
Sabato 16 Novembre 2019, 13.15.22
2
...niente di innovativo....ma di piacevole ascolto....sicuramente il piu' riuscito dei loro dischi.....
Galilee
Sabato 16 Novembre 2019, 11.45.50
1
Sicuramente il migliore della band. Alcuni brani sono davvero belli. Peccato che dopo un po' vengano a noia. E allora, almeno per me, tanto vale riascoltarsi i Tankard. Comunque il dischetto merita.
INFORMAZIONI
2007
Earache Records
Thrash
Tracklist
1. Pre-Game
2. The Art of Partying
3. Headbanger Face Rip
4. Mental Shock (Deathripper Part II)
5. A.D.D. (Attention Deficit Destroyer)
6. The Inebriator
7. Lunch Hall Food Brawl
8. Beer Pressure
9. Chemically Altered
10. Sadistic Magician
11. Open Your Mind
12. Radioactive Force
13. Septic Detonation
14. Rigorous Vengeance
15. Born to Party
Line Up
Tony Foresta (Voce)
Ryan Waste (Chitarra)
Philip Hall (Basso)
Dave Witte (Batteria)
 
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