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Nokturnal Mortum - Lunar Poetry
16/11/2019
( 837 letture )
Lacrime di paganesimo brillano come mai prima alla luce della luna, e i Nokturnal Mortum sono i cantori di questo spettacolo oscuro ed arcaico. Lunar Poetry non solo permette di viaggiare con la mente verso lidi altrimenti dimenticati, ma nella sua più intrinseca essenza di prodotto musicale, dimostra una qualità e un approccio assolutamente eccezionale.

Primo lavoro “compiuto” della band ucraina, si distacca dallo stile del primo demo Twilightfall, ancora molto legato a certe soluzioni tipicamente melodeath, segue la strada accennata con Black Clouds Over Slavonic Lands e mette delle basi solide e definitive per ciò che sarà lo stile unico ed inimitabile della band sfoggiato in capisaldi del genere come Goat Horns e To the Gates of the Blasphemous Fire. La veste ufficiale di demo si addice solo in parte ad un lavoro per certi versi già compiuto come Lunar Poetry, e per altri ancora figlio di un'inesperienza che è quantomeno fisiologica per un progetto all'epoca ancora molto giovane. I cori sintetizzati che aprono la stessa Tears of Paganism o The Grief of Oriana, dal suono al limite tra l'amatoriale e il professionale, i lead di Wortherax a volte incredibilmente azzeccati ed altre quasi oltre le possibilità tecniche del chitarrista stesso, la produzione tutto sommato buona ma ancora leggermente ovattata, il tono viscerale ma in fondo ancora un po'acerbo di Varggoth, sono tutte caratteristiche che si possono trovare in tanti demo nel genere, conseguenza di inesperienza e mancanza di mezzi che è comunissima tra band ancora ai primi vagiti creativi. Ma ciò che è assolutamente non comune in Lunar Poetry sono l'atmosfera, le melodie e la sperimentazione di portata assolutamente non indifferente che questo disco (anzi, originariamente, cassetta) porta con sé, e che sicuramente è stata apprezzata più negli anni a venire che al momento stesso dell'uscita della demo, datata 1996. Già la scelta di coverizzare un pezzo assolutamente non scontato come Sorrows of the Moon di un disco per certi tratti controverso come Into the Pandemonium mostra la totale atipicità dei Nokturnal Mortum. La realizzazione stessa della cover, poi, dice tutto: forse stranamente, ma perfettamente integrata con il resto del disco, ne condivide i toni struggenti grazie anche ad una prova vocale di personalità da parte del frontman. La sperimentazione, si diceva, è un elemento importantissimo in un disco che sfugge infatti alle classiche categorizzazioni (symphonic, folk e chi più ne ha più ne metta) e che porta l'integrazione di strumenti e suoni tradizionali nel black metal ad un livello mai sentito prima, che va oltre ad un semplice flauto o ad una chitarra acustica, e si va ad inserire in un determinato modus operandi per cui i singoli strumenti si fondono per creare un'unica atmosfera arcana e in qualche modo sognante anche nelle parti apparentemente più dirette ed aggressive. Una sperimentazione che comunque è dettata da un certo coraggio e da una personalità non indifferente, soprattutto se consideriamo che Saturious, forse il membro che più ha apportato il suo contributo a proposito di strumenti folk, non si era ancora unito alla band. E così agli onnipresenti synth, già utilizzati con una versatilità non indifferente, si uniscono le percussioni che fanno da incipit ad Ancient Nation, o lo strumento a fiato che fa ogni tanto capolino in Carpathian Mysteries, forse una specie di flauto piccolo tradizionale, fusi in un'armonia davvero unica. Tutto questo senza dimenticarsi ovviamente il valore innegabile delle parti più prettamente metal: la stessa title-track è un esempio perfetto di brano black eccezionale, impreziosito dai synth, sì onnipresenti, ma sempre dosati perfettamente anche a livello di volumi, e dalla chitarra di Wortherax, che, come detto, quando non strafa è un valore aggiunto di tutto rispetto.

Insomma, Lunar Poetry, come ogni demo che si rispetti, non è perfetto, ed ha dei piccoli difetti, ma che scendono sicuramente in secondo piano davanti all'oggettiva bellezza dell'opera davanti a cui ci si trova, anzi ne diventano parte integrante. Lunar Poetry non è una demo come le altre, ed è per questo che si è scelto di darle una “rispolverata” che un lavoro di questo fascino e di questa importanza si merita.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
73 su 4 voti [ VOTA]
Typhon
Lunedì 25 Novembre 2019, 23.51.54
14
Si ma, ti assicuro che su certe cose quali copertine, versioni, remaster ecc. ) sono molto pignolo io stesso,(vai a leggere altre mie recensioni, spesso se mi piace o è nota una copertina di qualche ristampa sono solito aggiungerla di fianco allo scritto), ma la recensione non parla in nessun caso di ristampe et similia, ed è basata sul demo del 1996. Non mi sembra che la copertina possa fuorviare il lettore in alcun modo, e, onestamente, neanche la recensione, che, ripeto un'ultima volta, è basata solo ed unicamente sulla versione originale del 1996, tant'è che la label riportata è quella che pubblicò il demo all'epoca pur non essendo la Morbid Noizz niente di più che una specie di casa produttrice di demo e dischi in audiocassetta. In tutta onestà, e ti assicuro che più che da recensore ti sto rispondendo da amante della musica, mi sembra che tu ti sia dilungato leggermente troppo su un particolare che ovviamente ha una spiegazione molto semplice e che io stesso ho dato. Del resto che i remaster e i remix abbiano sound diversi dagli originali è ben noto, ma non mi sembra che siano stati nominati (ancora una volta ti invito a leggere qualche mia recensione in cui puntualizzo come eventuali successivi remaster abbiano più o meno migliorato il sound di un disco.) Sulla questione logo, comprendo, ma aggiungo che non solo i titoli delle canzoni fanno già intuire connessioni con le leggende slave a cui tu fai riferimento anche se in maniera embrionale, ma non esistendo testi ufficiali delle canzoni in questione né tu né io possiamo fare di queste congetture con esattezza. Ma ripeto, queste mi sembrano piccoli particolari da appassionati più che elementi addirittura "fuorvianti".
Sì ma
Sabato 23 Novembre 2019, 21.20.53
13
@Obscure Solstice: Non credo di aver scritto troppo per "una cover". Speravo si capisse che la cover è la motivazione a margine per un discorso più aderente alla musica ivi contenuta. Ma per rispondere alla domanda lecita: non sono un collezionista, solo un semplice appassionato di musica! Sì, possiedo diverse versioni dell'album in questione per motivi di audio, non di collezione, tra cui la versione su nastro del '96 e per questo motivo ho voluto far notare le discrepanze. Perché nella pratica cambia talmente tanto tra una e l'altra (remastare e remix davvero pesanti) da non essere lo stesso disco. Non è necessario saperlo da parte di chi ne possiede una com'è giusto sia, appunto occorrerebbe averne più di una e non è sistematico per fare una recenesione - che però diventa legittima a mio modo di vedere solo se si fa rifermimento ad un disco in particolare, non usando parametri diversi tra copertina, label, tracklist e parole. Ma in ogni caso mi dispiace vedere che tutti coloro che mi hanno risposto sembra facciano finta di non capire: non ho detto di usare la copertina della cassetta, che è rettangolare ed è apparentemente stata sostituita per motivi grafici del sito; poco importerebbe se si fosse usata quella della The End Records che è la prima stampa in CD, anno 1999 su per giù, che recava appunto il logo dell'epoca. Sono d'accordo con chiunque sul fatto che il layout di come è scritto il titolo sia dettaglio di pochissimo se non ininfluente conto - ma ad esempio non posso dire lo stesso di un logo modificato più volte in vent'anni dalla band. Nella fattispecie quello della copertina del 2011 riportata in questo articolo contiene elementi di cosmogonia slava che sono appartenenti all'estetica e al pensiero della band che non c'entra nulla con quelli del 1996. Difatti si tratta del loro utilizzato dal 2009 in poi. Per questo lo reputoun dettaglio di non poco conto, per non parlare del suono descritto che è incredibilmente variabile in questo caso. Se poi ci si limita ad una riscoperta su YouTube è senz'altro privo di interesse il discorso - ma vorrei sperare che una recensione miri a qualcosa di più e che sottintende per forza correttezza formale. E questo, va da sé, anche senza arrivare a tacciare di mancata conoscenza alcunchì. Sarebbe bastato riportare le informazioni della versione in analisi - e che qui mancano, portando lo scritto (benché condivisibile sul voto o i giudizi sulla band) ad essere suo malgrado leggermente fuorviante e contraddittorio in alcune sue parti. Spero sia più chiaro ora, non penso di poterlo spiegare in altri modi Buon ascolto di musica e ri-scoperta del disco in questione a tutti.
ObscureSolstice
Sabato 23 Novembre 2019, 18.49.43
12
Hai scritto troppo per una cover, devi essere un collezionista eheh. Volevo dire che l'immagine degli alberi è la stessa; se poi il logo della band sul front-cover è differente all'originale come anche la diversa scrittura di Lunar Poetry sotto non importa, ha giustificato il recensore per volere l'uso di immagine quadrata. Questa foto dovrebbe essere la ristampa del 2010 o giú di lí. Però vabeh, è uscito nel 1996, approfittandone: tu possiedi il demo tape originale? Per quanto riguarda @StaggerLee: Questi nobili sofisticati che vogliono fare i fricchettoni con usi non nostri e poi nello stesso tempo padroni (cit.), ne vogliamo parlare?
Stagger Lee
Sabato 23 Novembre 2019, 17.18.03
11
commento 9: Tarapia tapioco prematurata come se fosse antani per due o scherziamo? no perchè posterdati con rispetto parlando come fosse di vicesindaco..o sbaglio?
The Return Of The Sì Ma And Evil
Sabato 23 Novembre 2019, 16.14.01
10
@Obscure Solstice: questa del demo-tape del 1996? Con un logo creato per "The Voice Of Steel" tredici anni dopo? Pensi male, direi. La cover della tape, come sottolineato in risposta anche dal recensore, è un'altra - evidentemente, dato che in quanto tape non è quadrata ma rettangolare. La copertina a cui facevo riferimento nel primo e secondo commento è quella, a sua volta differente dalle due (anzi, la più differente) della prima pubblicazione in CD (1999 circa), corredata di logo del 1996 e quindi sicuramente più prossima al periodo. Quantomeno, stilisticamente e concettualmente non di una distanza drammatica quanto quella scelta (che, ripeto senza voler imporre nessuna verità ma unicamente ad onor di cronaca, è della ristampa in CD del 2011 circa). Non credo, se non ricordo male, qui sia concesso inserire link nei commenti, ma una brevissima ricerca su Google Immagini svelerà in qualche secondo ogni arcano a chiunque fosse all'oscuro della cosa. Come dici, nelle ristampe ne hanno fatte di diverse, spesso simili a volte invece parecchio distanti anche concettualmente come in questo caso. Ad ogni modo era un discorso molto più ampio di una correttezza "grafica", che riguarda anche i suoni del disco (drammaticamente distanti fra loro, in alcuni casi persino remissati, da una stampa all'altra) e che la recensione in questo senso sottintende facendo un piccolo pastrocchio (senz'altro scusabile nelle intenzioni, ci mancherebbe) tra copertina pubblicata, label originaria, tracklist della cassetta originale e descrizione di un sound che -per chi è a conoscenza delle differenze- corrisponde ad una ristampa di metà anni 2000 (pertanto, non al disco citato per label, né a quello della copertina pubblicata che vide persino un remix con aggiunte di svariate bonus track). Sarà anche una pignoleria per qualcuno, però daje che non basta la buona intenzione di far conoscere un disco per scusare qualunque inesattezza/errore o per scrivere una recensione eh In altri casi una cosa simile passa in sordina perché irrilevante, in questo particolare -per i motivi che ho voluto sottolineare- balza subito all'occhio di chi l'album lo conosce e pertanto no.
ObscureSolstice
Sabato 23 Novembre 2019, 12.03.39
9
Maestoso demo. Avete fatto bene a recensirlo. Di una band che sul nascere ha sempre creato buone uscite anche nei demo come dei veri full-lenght, direi basilari del genere non solo ucraino ma a livello europeo e internazionale. Come succede spesso in altri generi come il thrash etc..per quanto mi riguarda, i Nokturnal Mortum li reputo e li preferisco ad altre band ben più blasonate nel suddetto sub-genere black/symphonic con inserimenti folk ma di grande ferocia e virulenza....belle atmosferiche li contraddistinguono.... Voto: 92.... ///\\\///\\\///\\\\ Ma come @Le Marquis de Fremont, un francese di alto borgo come te che esclama "well" in inglese e non "oui, oui". Il suo casato o chateau potrebbe darti delle grane al contempo stesso, non vorrebbe mica seguire i contestatori... Sia di alto grado sempre e continui con la sua lista scritta. A quanto è arrivato 400 e 1 ? Comunque questa é la copertina del tape penso, non so quale intende il post 5. Nelle ristampe ne hanno fatte di diverse.
Le Marquis de Fremont
Venerdì 22 Novembre 2019, 13.09.59
8
Well, meno male che la copertina era quella pubblicata! Ha attirato la mia attenzione. Una bella copertina che mi ha fatto conoscere un gruppo che non conoscevo (e chissà quanti ce ne sono, ancora...). Mi ha anche incuriosito la conterraneità con i Drudkh, uno dei miei gruppi preferiti in assoluto. Poi l'ottima recensione mi ha fatto scoprire questo bellissimo disco, veramente notevole. In effetti, la produzione non è al massimo ma il songwriting sforna canzoni affascinanti e l'ascolto è emozionante. Grande album. Ho poi letto qualcosa sulle loro "idee" ma va anche detto che in fondo a seguirle sono quattro gatti e che due bottiglie di grappa li mettono solitamente fuori uso. Pas de problème, teniamoci la musica. Au revoir.
Sì ma...
Giovedì 21 Novembre 2019, 16.31.22
7
è comunque la copertina della ristampa di un'altra ristampa avevo immaginato la questione del taglio diverso, ed è comprensibile, ma avreste potuto quantomeno mettere la prima stampa in CD! Che era più di quel periodo lì, con annesso logo giusto (quello che avrebbero preso l'anno dopo) visto che in seguito come sicuramente il recensore saprà (ma magari non tutti i lettori) ne hanno cambiati un po'. Sara anche un'inezia per molti, sicuramente per i più lo è nonostante a livello divulgativo sia semplicemente errato senza specifiche, però fare la recensione di un album (un demo, persino) del 1996 contestualizzandolo giustamente al periodo -con inserimento della label originale e tutto il resto- e poi mettere una copertina del 2011 circa... Una con logo del concept di "The Voice Of Steel", con un'estetica notevolmente mutata... Insomma, è un po' come dire che tanto i contenuti grafici non contano nulla alla percezione dell'opera. Peraltro, nel caso di una band che per estetica e contenuti è cambiata parecchio - per usare un eufemismo. Per carità, concesso, è solo un'immaginetta a lato per i più (come vedo dai commenti, la vera scintilla della riflessione) e molti nemmeno ci fanno caso o manco la conoscono; però se da lettore posso trovare comprensibile non mettere quella della cassetta, perché si predilige quella quadrata, trovo senza motivazione valida -che non sia una svista o mancata conoscenza in merito (nulla di male), la scelta di una ristampa del 2011 (con annesse decontestualizzazioni grafiche) quando esiste una prima stampa in CD di fine anni '90 ('99/2000, per intenderci) che ha sia la copertina quadrata (ma differente) come da "requisito" ed molto più vicina al periodo, col logo corretto. Spero non sia una riflessione valida solo per coloro per cui "non è solo musica". Ultimo appunto a mio avviso rilevante in merito: la recensione cita ottimi dosaggi nei volumi e in generale sembra lodare la produzione. Mi accodo personalmente, ma sarebbe il caso -in un simile caso- di specificare quantomeno di quale versione si stia parlando perché in cassetta (quella della Morbid Noizz a cui, con la label, la recensione sembra fare riferimento) è un po' diversa In generale la produzione e la resa dell'album dall'originale alla stampa del 2011 (quella della copertina "incriminata") sono cambiate un bel po'! Penso siano dettagli di non poco conto, tutto sommato.
Typhon
Mercoledì 20 Novembre 2019, 23.17.44
6
Ho consapevolmente inserito la copertina della ristampa per due motivi: su internet non si trovavano immagini di qualità decente, e non avendo personalmente la cassetta non mi era possibile passarlo allo scan, e inoltre tendenzialmente in redazione tendiamo a preferire artwork quadrati, requisito che la copertina originale ovviamente non ha in quanto disegnato per cassetta.
Sì ma
Mercoledì 20 Novembre 2019, 22.00.53
5
La copertina riportata è quella della ristampa del periodo "The Voice Of Steel". Direi circa 2010-11, ad occhio. Morbid Noizz rilasciò il disco originariamemte in cassetta (con un'altra copertina, chiaramente, in quanto tape), se si vuole fare riferimento alla prima in CD l'artwork è diverso ancora. Si nota anche a colpo d'occhio dal logo, che non era quello.
d.r.i.
Sabato 16 Novembre 2019, 17.29.03
4
Bel cd come tutte le uscite n.m. peccato le idee del cazzo ma vabbè purtroppo ci sono
lisablack
Sabato 16 Novembre 2019, 16.01.37
3
Aaaah che bello, stupendo davvero👍copertina bellissima..e tutto il resto ovvio!
Aceshigh
Sabato 16 Novembre 2019, 13.36.22
2
Gran bel demo, mostra una band con idee e personalità già ben riconoscibili. Ottima preparazione per il reale debut Goat Horns. Voto 83
Federico S.
Sabato 16 Novembre 2019, 12.35.48
1
Bella recensione, asciutta come piace a me e con la quale nel complesso mi trovo d'accordo. Demo equiparabile, di fatto, ad un album (ottimo) di debutto, con tutti quei tratti tipici dei Nokturnal Mortum che successivamente verranno perfezionati a dismisura. "Barbarian Dreams" pezzo incredibile.
INFORMAZIONI
1996
Morbid Noizz Productions
Black
Tracklist
1. Tears of Paganism
2. Lunar Poetry
3. Perun's Celestial Silver
4. Carpathian Mysteries
5. ...and Winter Becomes
6. Ancient Nation
7. The Grief of Oriana
8. Sorrows of the Moon (Celtic Frost cover)
9. Autodafe / Barbarian Dreams
Line Up
Varggoth (Voce, Chitarra)
Wortherax (Chitarra)
Sataroth (Tastiera)
Xaarquath (Basso)
Munruthel (Batteria)
 
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