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Cirith Ungol - I’m Alive
18/11/2019
( 2352 letture )
Dopo il loro ritorno, avvenuto nel 2016, escono con una nuova pubblicazione i Cirith Ungol, storico gruppo heavy-epic fondato a Ventura in California nel 1972 (scioltosi poi nel 1991). I Cirith Ungol rappresentano uno dei tasselli fondamentali alla base dell’epic, genere che per sua natura è quasi sempre legato all’underground, a uno scarso interesse commerciale, spesso in contrapposizione con un grande valore musicale e artistico.
Prima degli iconici Virgin Steele e Manowar, negli anni ’70 band come Manilla Road o Cirith Ungol hanno dato il via all’epic, in una forma primordiale, dai suoni rozzi: le prime uscite di questi gruppi ad oggi risultano un manifesto importante per il metal americano, nonostante non siano invecchiate benissimo, a causa di registrazioni non all’altezza, dovute al basso budget e alla dimensione underground del genere, come nel caso di Frost and Fire, prodotto e pubblicato dagli stesi Cirith Ungol per la loro Liquid Flame Records.
Già dal nome si capisce la direzione della band, fortemente influenzata a livello tematico da opere epiche/fantasy come Il Signore degli Anelli di Tolkien o dalla saga di Elric di Melniboné di Moorcock (conosciuto dai membri fondatori Garven e Lindstorm in una classe del settimo grado di letteratura inglese). Da un sound di stampo anni ’70 si arriva a King of the Dead, in cui avviene la completa maturazione dei Cirith Ungol, specie a livello sonoro, in cui il lato rock viene mescolato sapientemente con una buona dose di doom, donando oscurità e potenza al tutto. Seguono gli altri ottimi One Foot in Hell e Paradise Lost, uscito nel 1991.

Nonostante non sia mai arrivato un grande successo, con il tempo i Cirith Ungol sono riusciti a ritagliarsi un loro spazio, a guadagnare uno status importante, fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui i loro pochi album (non introvabili, ma abbastanza difficili da reperire), primo fra tutti King of the Dead (1984) sono stati pienamente rivalutati, permettendo alla band di essere protagonista di eventi di rilievo, come il festival Up the Hammers di Atene, l’ Hammer of Doom nel 2017 e il Rock Hard Festivals nel 2018 in Germania. Proprio da questi concerti nasce la raccolta I’m Alive: le registrazioni live del CD sono prese per la maggior parte dall’ Up the Hammers (tolte le ultime 5 canzoni della tracklist, tratte dall’ Hammer of Doom), mentre gli altri contenuti aggiuntivi del DVD, il documentario di quasi due ore, vengono dagli altri due festival tedeschi.

I’m Alive fin da subito convince e mette in mostra una grande band, in piena forma, non appesantita dagli anni: già dalla copertina del disco, disegnata come sempre da Michael Whelan si percepisce il desiderio della band di consegnare agli ascoltatori un qualcosa di genuino, di fedele al passato, in grado di far ripercorrere a tutti l’intera storia della band, mantenendone intaccati tutti gli elementi sonori e stilistici che li hanno fatti diventare quel che sono.

Con le 22 tracce che vanno a costituire il disco l’operazione è pienamente riuscita. Già il veder alternarsi canzoni come I’m Alive, Join the Legion e Atom Smasher non può che far emozionare i fans di vecchia data. In ogni caso questo live non solo è perfetto per gli ascoltatori fedeli, ma anche per chi si approccia per la primissima volta ai Cirith Ungol: la band all’epoca non è stata super prolifica, ne consegue che su I’m Alive la tracklist sarà estremamente coinvolgente e di qualità, in grado di ripercorrere l’intera storia del gruppo nei suoi momenti migliori, senza farsi sfuggire quasi nulla. Con un solo disco si riesce a toccare in maniera abbastanza approfondita tutta la discografia.
Si passa in un attimo dalle storiche canzoni dei primi due dischi a pezzi come Chaos Descends e Doomed Planet di One Foot in Hell e Chaos Rising da Paradise Lost: la tracklist è dinamica, passa dall’epic di vecchio stampo, a momenti tendenti al doom, a brani più energici come questi. In tutto ciò la band cresce vistosamente nel giro di poche canzoni rivelandosi ben al di sopra delle aspettative: Tim Baker con la sua voce è graffiante come sempre e regala una performance piena di personalità e di energia, mostrando qualità ben al di sopra di quelle che ci si potrebbe aspettare da una band relegata ai margini del mercato. Per Baker gli anni sembrano essersi fermati e lo stesso vale per il resto del gruppo: Garven alla batteria, da sempre promotore della reunion, non perde un colpo, così come Leatherby al basso, che suona alla grande, mantenendo un ruolo centrale, come è sempre stato per il basso nei Cirith Ungol. A questo va aggiunto il ruolo magistrale svolto da Lindstrom e Jim Barraza, che con le loro chitarre si intrecciano per tutto il disco, suonano riff e assoli con precisione e potenza, diventando grandi protagonisti di questo live, in cui il suono delle chitarre esce sempre ed ha una posizione di assoluto rilievo (come si può notare in Fallen Idols e Paradise Lost).
Si susseguono Master of the Pit, King Of The Dead e Cirith Ungol e Toccata in Dm, brani di King of the Dead, per poi avviarsi verso la fine con War Eternal, Nadsokor e Fire, prese da One Foot in Hell per poi chiudere con Death of the Sun. L’ottima scaletta è aiutata dai suoni, che per tutta la durata sono all’altezza, così come lo sono la qualità della registrazione e ogni altro dettaglio tecnico. L’ascolto di I’m Alive è un’esperienza piacevole, mai intaccata da nessun tipo di difetto, in cui tutto funziona alla perfezione. Tutto è ben calibrato, anche gli applausi e i cori del pubblico, che escono con parsimonia solo quando serve, rendendo questo live ascoltabile praticamente come un lavoro in studio.


La scaletta è epica, così come lo sono la prestazione e la storia dei Cirith Ungol. A tutto ciò bisogna sempre aggiungere l’onestà e la dignità del gruppo: anche in queste caratteristiche c’è un qualcosa di epico.
I’m Alive pertanto non risulta un cd live o una raccolta come tante altre, ma un lavoro con un senso preciso e sotto certi aspetti utile e necessario: la discografia dei Cirith Ungol non è immensa e un’edizione così non può che essere un’ottima occasione per dare un po’ di spazio e nuova linfa a una band che merita di essere recuperata e che merita di tornare sulla scena in futuro (o almeno questo ci si può augurare).



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
89.38 su 18 voti [ VOTA]
Mauri66
Lunedì 11 Maggio 2020, 11.12.47
22
Io ho iniziato a seguirli dal primo disco, infatti possiedo i primi 3 loro meravigliosi vinili! Come ha detto Sinner, immensi! Punto! Chi non l'ha fatto si ascolti la loro discografia. Assolutamente originali, tecnicamente mostruosi, in poche parole Unici.
The Sinner
Giovedì 23 Aprile 2020, 17.36.16
21
IMMENSI !! ::::::: null'altro !
Seba
Lunedì 3 Febbraio 2020, 15.24.24
20
Bellissimo vedere questi eroi dell'Epic Metal così in forma. Un live che è un sunto di una carriera ma molto sfortunata: se non li conoscete questo doppio live è un ottimo punto di partenza!
cowboy big 80
Domenica 19 Gennaio 2020, 18.57.50
19
da classico dovro' comprare questo lavoro, quello che nessuno hai mai detto e' che la band proviene dai Titanic, non quelli di Eagle Rock
Punto Omega
Venerdì 29 Novembre 2019, 13.10.48
18
Un gran bel live, la perfetta celebrazione di un gruppo che non ha raccolto quanto ha seminato. Adesso un minuto di silenzio per Jerry Fogle.
pollicino
Giovedì 21 Novembre 2019, 16.40.02
17
semplicemente epici
No Fun
Mercoledì 20 Novembre 2019, 20.29.13
16
Davvero contento di questa uscita. Ascoltai tempo fa i primi due come ascolto "obbligato", perché praticamente qualunque band che fa doom classico li cita e li venera come anche i Sir Lord Baltimore, e mi piacquero molto però poi non mi sono preso mai niente di loro. Questo lo prendo sicuro.
Silvia
Martedì 19 Novembre 2019, 10.00.44
15
*intendevo concordo con la tua analisi
Silvia
Martedì 19 Novembre 2019, 9.59.57
14
@David D. concordo, aggiungendo i nostrani Domine alla tua lista. @tino, il tocco di Garven piace molto anche a me, soprattutto sull’album Paradise Lost
tino
Martedì 19 Novembre 2019, 9.27.56
13
Devo procurarmelo, li ho riscoperti nel recente concerto al rock hard 2018 dove si presentano in modo professionale e in splendida forma con un carisma invidiabile. Ho comprato king of the dead nel lontano 1984, un disco semplicemente grandioso del quale adoro la componente doom di pezzi come king of the dead, cirith ungol o master of the pit, poi purtroppo li ho persi di vista ma è veramente un piacere risentire la voce lancinante di tim baker e il tocco dello storico batterista. Grandioso anche il chitarrista Barraza, non lo conoscevo prima d'ora, sicuramente un discepolo artistico di tony iommi con un tocco fantastico
ObscureSolstice
Martedì 19 Novembre 2019, 2.10.47
12
Come si fanno a ripassare i Cirith Ungol? I Cirith Ungol!!! L'essere sottovalutati nella popolaritá non è essere sottovalutati nella nicchia, ma grandiosi. Una delle mie band preferite, per una delle band storiche del firmamento. Ripassate, ripassate....@post 7 ohoh ripassare, ma dall'inizio. Condivido invece quello che dice spesso e volentieri Vitadathrasher, @10 non c'è altro da aggiungere
David D.
Lunedì 18 Novembre 2019, 21.29.09
11
Pregando tutti gli dei esistenti che non aumenti di prezzo su Amazon, sarà il mio regalo di Natale. Comunque credo che, a parte i Manowar, l'unico gruppo Epic che sia riuscito a guadagnare un po' di notorietà sono i Virgin Steele, sopratutto con i lavori fra il 94' e il 2000. Ovviamente notorietà non da suonare negli stadi, ma credo che siano conosciuti abbastanza fra chi ha un po' di curiosità nel sentire il metal classico. Altre band Epic che mi vengono in mente sono i Manilla Road, gli Omen, i Dark Quarterer, o i Doomsword, ma popolarità ne hanno sempre avuta poca, al contrario delle loro release, di una qualità veramente eccelsa.
Vitadathrasher
Lunedì 18 Novembre 2019, 20.48.19
10
Epic nelle tematiche, ma nella loro musica c'è molto prog anni 70. Comunque l'epic deve essere giustamente sottovalutato.
Silvia
Lunedì 18 Novembre 2019, 20.35.28
9
Infatti x me è un genere sottovalutato
Shock
Lunedì 18 Novembre 2019, 20.28.56
8
Ma nell'epic metal, tolti i Manowar (comunque a cavallo col metal classico), quali gruppi hanno avuto successo?? È un genere per pochi, come del resto l'heavy metal, tolto qualche nome più famoso. Basta vedere come il miglior disco del genere, ovvero l'ultimo degli Atlantean Kodex lo abbiano cagato in ben pochi...
Silvia
Lunedì 18 Novembre 2019, 20.22.05
7
Secondo me è un po’ tutto il genere ad essere sottovalutato 😐. Comunque ottima operazione x ripassarli 🤘🏻
maurilio
Lunedì 18 Novembre 2019, 20.19.24
6
Bellissimo! consigliato a tutti. Io non li conoscevo e li sto apprezzando adesso. Bellissima confezione, dvd molto coinvolgenti e primo cd da paura, mentre il secondo e' un pó piú lento e meno immediato. Grandissimo gruppo ,ingiustamente sottovalutato. La trilogia di Paradise Lost non ha nulla da invidiare ai gruppi piú famosi. Mia canzone preferita Chaos rising.
Lizard
Lunedì 18 Novembre 2019, 19.28.42
5
Se siete indecisi su cosa regalarmi a Natale....
Fly 74
Lunedì 18 Novembre 2019, 19.08.22
4
Ho comprato il cofanetto e c'è in più il dvd al Keep it true del 2017.
Vitadathrasher
Lunedì 18 Novembre 2019, 18.49.15
3
Sono una band reduce dal sound anni 70, secondo me hanno avuto poco seguito perchè suonavano sempre come fossero negli anni 70, forse sono epici in questo.
fasanez
Lunedì 18 Novembre 2019, 15.28.53
2
Acquisto quasi obbligato. Grandi!
Shock
Lunedì 18 Novembre 2019, 11.07.42
1
Qui si parla di storia dell'heavy metal!! Un gruppo di certo che solo i "true metalhead" hanno nel cuore e che, anche se per poco tempo, hanno dato l'esempio di cosa vuol dire epic metal.
INFORMAZIONI
2019
Metal Blade Records
Epic
Tracklist
1. Intro (Toccata in D Minor)
2. I'm Alive
3. Join the Legion
4. Atom Smasher
5. Edge of a Knife
6. Blood & Iron
7. Black Machine
8. Frost and Fire
9. Finger of Scorn
10. Chaos Descends
11. Doomed Planet
12. Chaos Rising
13. Fallen Idols
14. Paradise Lost
15. Master of the Pit
16. King Of the Dead
17. Cirith Ungol
18. Intro (Toccata in D Minor)
19. War Eternal
20. Nadsokor
21. Fire
22. Death of the Sun
Line Up
Tim Baker (Voce)
Greg Lindstrom (Chitarra)
Jim Barraza (Chitarra)
Jarvis Leatherby (Basso)
Robert Garven (Batteria)
 
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