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Jinjer - Macro
20/11/2019
( 2059 letture )
Il mio primo incontro con i Jinjer è avvenuto circa sei mesi fa, come sarà capitato a molti altri, quando improvvisamente è diventato virale il live video di Pisces, brano proveniente da The King of Everything, uscito nel 2016. Ho quindi recuperato gli altri album e, nonostante il genere (groove/metalcore con voce femminile) fosse uno dei più abusati e saturi nel panorama odierno, la band sembrava molto promettente. Ma mancava qualcosa, quella particolarità, quel guizzo in più che facesse gridare al miracolo.

E qualsiasi cosa fosse, non so dirlo con precisione, in Macro finalmente l'ho trovata. Bastano un paio di minuti immersi nei frammentati ritmi djent di On the Top per capire che qualcosa è cambiato. L'arrivo di Vladislav Ulasevish dietro le pelli ha mutato in maniera decisamente percepibile l'approccio alle composizioni dei quattro ucraini (e per certi versi ne avevamo già avuto qualche piccolo assaggio con l'EP Micro uscito a inizio anno). Meno velocità fine a sé stessa, meno -core e meno death, a favore di elementi più vicini a prog e djent. Un approccio meno immediato però non si traduce necessariamente in un risultato difficile da assimilare, anzi è tutto il contrario. Le canzoni si avviluppano l'una sull'altra in moto continuo per quaranta minuti senza mai avere un momento sottotono, anche in frangenti in cui i nostri si lasciano andare ad alcuni esperimenti a dir poco azzardati. Si pensi ai richiami reggae di Judgement (& Punishment) che si incastrano alla perfezione nei riff granitici prodotti dalla chitarra di Roman Ibramkhalilov, il tutto mentre Tatiana Shmailyuk si destreggia abilmente tra clean e growl. Segue a ruota Retrospection, traccia introspettiva a tinte dark e ricca di richiami progressive in cui parte delle liriche è in lingua madre. E proseguendo nella tracklist ci imbatteremo in molte altre sorprese come le ritmiche jazzate di Home Back, al solito ben amalgamate con i riff ricchi di groove, e un avvicinamento -o ritorno?- al melodeath di ispirazione Arch Enemy con la successiva, tiratissima The Prophecy, corredata dall'ennesima ottima prova al microfono della frontwoman. A chiudere l'album abbiamo la traccia che, sin dal titolo lainnereP (evidente il richiamo ad un brano apparso su Micro), si presenta come la più sperimentale di tutte, una sorta di outro ambient che dovrebbe rappresentare una rottura con le ritmiche serrate dei brani precedenti. Buona l'idea, ma la realizzazione non è delle migliori, e finisce per risultare un episodio quasi completamente staccato da tutto il resto del lavoro.

A parte qualche piccolo difetto, Macro è un ottimo lavoro che delinea sempre più lo stile molto personale dei Jinjer. Abbiamo tra le mani un platter omogeneo e compatto, ricco di tante chicche da scoprire ascolto dopo ascolto e dotato di una produzione che riesce a valorizzare al meglio sia la potenza della sezione ritmica e delle chitarre che gli elementi più sperimentali. Insomma, un esempio perfetto di metal fresco e moderno che è il ritratto di una band -ammettiamolo- forse più fortunata di molte altre, ma non per questo meno meritevole. Potrebbe non piacere a tutti, ma non dedicarvi almeno un ascolto sarebbe un'eresia.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
83 su 13 voti [ VOTA]
Hellion
Domenica 15 Dicembre 2019, 15.03.03
17
Ieri sera sono stati devastanti!
tino
Domenica 8 Dicembre 2019, 12.52.42
16
Beato te!
Hellion
Domenica 8 Dicembre 2019, 11.32.01
15
Ci si vede sabato ai Magazzini!!!
jeffwaters
Domenica 24 Novembre 2019, 11.55.26
14
Sembrano un misto di meshuggah più light, lamb of god e un pò ektomorf (purtroppo anche), con voce femminile. Veramente band interessante, poi c'è quella traccia reggaeggiante che spacca.
Ponji
Sabato 23 Novembre 2019, 12.59.45
13
Disco superlativo di un gruppo che seguivo da tempo, finalmente la gente si sta accorgendo di loro
Daniele
Giovedì 21 Novembre 2019, 19.23.57
12
ottimo album ,l'unica cosa per me dovrebbe aumentare il cantato pulito perché ha una gran voce e può fare qualsiasi cosa ,senza chiaramente cancellare del tutto le parti urlate . Diciamo che alla lunga un pochino stanca .
Graziano
Giovedì 21 Novembre 2019, 18.26.59
11
Non mi dispiacciono e hanno l'indubbio merito di aver portato molte nuove leve nel metal. Poi credo che, talento a parte, siano un pelo sopravvalutati....
Galilee
Giovedì 21 Novembre 2019, 12.29.51
10
Paragoni a parte sti Jinjer mi piacciono. Se lo trovo lo prendo.
Skydancer
Giovedì 21 Novembre 2019, 12.09.10
9
I Destrage si mangiano a colazione chiunque in questo genere ( anzi, tornando indietro di qualche mese darei pure un paio di punticini in più a The Chosen One ). Per quanto riguarda i Jinjer, a me l'effetto descritto da @Enrico lo hanno fatto i due dischi precedenti... bravi sì, ma spesso faticavo ad arrivare alla fine. Questo invece (almeno per me) scorre liscio come l'olio, stanno facendo quel passaggio da metalcore a prog/djent che va tanto di moda, ma senza fare l'errore di scadere in un accozzaglia di riff freddi e passaggi ipertecnici
Enrico Bustaffa
Giovedì 21 Novembre 2019, 11.57.36
8
cantante maschile o femminile non mi fa sta differenza. Lei ha talento, ma alla quarta traccia ho smesso di ascoltare il disco. Tecnicamenti bravi quanto vi pare, ma lo scarto con cloud factory è pesante. i Destrage (il genere muscale è quello) se li mangiano a colazione e non solo loro
Galilee
Giovedì 21 Novembre 2019, 10.53.17
7
Si vabbè poi i Destrage sono di tutt'altra pasta. Almeno per me che li considero irraggiungibili da chiunque. Quest sono più degli Skunk Anansie in versione djent con reminiscenze dearh.
tino
Giovedì 21 Novembre 2019, 10.20.07
6
peccato che i destrage non abbiano una cantante ma un cantante, la voce femminile (in pulito) fasostanzailmente la differenza alla fine quindi non ha senso una comparazione in questi termini se il bomber è di sesso diverso
Enrico Bustaffa
Giovedì 21 Novembre 2019, 8.20.35
5
l'ho trovato abbastanza deludente rispetto ai precedenti. Sulla cifra della band non ci sono dubbi, ma mncano i pezzi. A questo punto meglio i destrage
Metal Maniac
Mercoledì 20 Novembre 2019, 23.36.22
4
anch'io li trovo interessanti questi, un guazzabuglio di generi diversi miscelati a dovere... e poi c'è Tatiana... CHI E' TATIANA?!?!?!? Tatiana è l'amica mia, è talmente figa che canta nei Jinjer!
tino
Mercoledì 20 Novembre 2019, 21.21.38
3
gruppo semplicemente mostruoso, una delle migliori realtà degli ultimi tempi. Musicisti superiori alla media e cantante superlativa. Il disco è abbastanza ostico nei primi ascolti, a differenza dei precedenti, e necessita attenzione, però è senza dubbio un bel passo in avanti. Un po' opeth, un po' lamb of god, e diverse influenze fuori dagli schemi, reggae, jazz, insomma tanta roba. Per ora difficile abbozzare una valutazione ma penso che almeno a 80 ci siamo senza dubbio.
Galilee
Mercoledì 20 Novembre 2019, 18.43.41
2
Molto interessanti. Me li segno.
duke
Mercoledì 20 Novembre 2019, 17.22.41
1
...finalmente una recensione di un loro disco....una band davvero interessante...in ascesa.....
INFORMAZIONI
2019
Napalm Records
Groove
Tracklist
1. On the Top
2. Pit of Consciousness
3. Judgement (& Punishment)
4. Retrospection
5. Pausing Death
6. Noah
7. Home Back
8. The Prophecy
9. lainnereP
Line Up
Tatiana Shmailyuk (Voce)
Roman Ibramkhalilov (Chitarra)
Eugene Abdukhanov (Basso)
Vladislav Ulasevish (Batteria)
 
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