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Bolzer - Lese Majesty
24/11/2019
( 451 letture )
Dopo un album che non aveva esattamente entusiasmato tutti e che segnava un nuovo inizio, se non un'evoluzione per quanto riguarda la proposta musicale, i Bölzer tornano in scena con un EP composto da quattro tracce per la durata complessiva di trenta minuti.

Chi sperava in un passo indietro rispetto a Hero dovrà ricredersi, perché il duo svizzero è sempre più intenzionato a migliorare quello “strano” approccio nei confronti del black/death. Il taglio epico non manca, e sì, anche questa volta ci sarà un largo utilizzo del cantato pulito. KzR è infatti deciso a rendere queste sezioni delle grandi protagoniste, e il suo intento può dirsi pressoché riuscito sotto ogni aspetto; è migliorato, ha reso la voce più armonica e in grado di adattarsi molto bene con i riff e le strutture dei brani. Chi non era riuscito ad apprezzare l'ultimo full, avrà ormai perso le speranze, ma sarebbe un errore non dare una possibilità a Lese Majesty. Mettendo da parte l'aspetto che più fa discutere, quello che riesce benissimo ai due praticamente dagli esordi è la capacità di scrivere riff, melodie e brani sempre interessanti e mai banali. Appare evidente come questo stile del tutto personale doni al duo una forza creativa che si riscontra in ogni singolo brano, per culminare in quello che è il pezzo più lungo dei quattro: Ave Fluvius! Danu Be Praised. Dalla durata di ben dodici minuti, il brano è in linea con gli altri brani lunghi a cui ci avevano abituato in passato, riuscendo a suonare come una lunga narrazione costruita in diversi piccoli capitoli. È sicuramente il brano in cui vien fuori la vera essenza del gruppo, che però non ha assolutamente messo da parte l'aspetto più violento del sound, e lo dimostrano le svariate sezioni più puramente black metal, con una batteria che “pesta” a dovere e dei riff che anche in simili momenti non perdono mai di qualità come riscontrabile nella prima A Shepherd in Wolven Skin e in Into the Temple of Spears; arpeggi, dissonanze e accordi che rendono i passaggi più “ariosi” e risaltano tutto il lavoro della/e sei corde. Il duo ha insomma tanta inventiva, dimostra di aver voglia di costruire, e il termine non è casuale, pezzi che possano lasciare qualcosa all'ascoltatore. Anche un intermezzo dalle tinte dark ambient come Æstivation ha il suo perché all'interno dei trenta minuti circa del disco. Trenta minuti che fanno apparire Lese Majesty come un'unica traccia, e non ci stupiremmo se in futuro i nostri dovessero cimentarsi in qualcosa di simile (per idea almeno) a The Dwelling (1995) dei grandissimi Sabbat.

Ancora una volta divideranno gli ascoltatori, ma che i Bölzer siano ormai a considerarsi un gruppo ben riconoscibile e unico, è fatto appurato. Pur nella loro imperfezione artistica, tanto che a volte sembra di “vedere” delle sculture imperfette e ruvide, gli svizzeri non deluderanno chi aveva apprezzato il precedente Hero, e anzi, renderà loro ancora più curiosi di sentire cosa registreranno in futuro. Prendere o lasciare.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
38.5 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2019
Lightning & Sons
Death / Black
Tracklist
1. A Shepherd in Wolven Skin
2. Æstivation
3. Into the Temple of Spears
4. Ave Fluvius! Danu Be Praised
Line Up
KzR (Voce, Chitarra)
HzR (Batteria)
 
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