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Dissorted - The Final Divide
26/11/2019
( 366 letture )
Arrivano finalmente all’agognato debutto sulla lunga distanza questi Dissorted, quintetto bavarese nato nel lontano 2004. Riformatisi una decina d’anni fa a Monaco, i Tedeschi pubblicano un EP nel 2014, seguito oggi dal primo full lenght, intitolato curiosamente The Final Divide. Questa lunga militanza avrebbe permesso loro, stando alla nota stampa, di sviluppare uno stile e un’identità propri e, per una volta, non si è lontani dalla verità. I Dissorted raggiungono la folta schiera delle formazioni dedite al thrash metal, ma si distanziano dal puro revivalismo tanto di moda negli ultimi anni.

Nello specifico, il quintetto è autore di un thrash metal dal taglio moderno, spigoloso, in costante equilibrio tra furia e melodia. Questa si manifesta specialmente negli assoli, nel riffing e in alcuni intermezzi ricercati dal sapore heavy, non privi di qualche lontana velleità progressiva. Globalmente però, è l’aggressività a farla da padrone. L’opener Aggressor – Protector travolge subito l’ascoltatore con riff serrati ipercompressi, che rallentano in ritornello declamato che entra subito in testa. Una bella mazzata, che si stempera in un assolo melodico, seppur inquadrato da una batteria martellante. La seguente Desertor (Age of the Wolf) sembra muoversi sulle stesse coordinate, quelle di un roccioso thrash metal, diretto e travolgente, fino a quando il brano si schiude in un passaggio melodico dal sapore heavy-power. Se questo momento funziona bene sul piano strumentale, non si può dire la stessa cosa per la voce. Il cantante Mirco passa dall’abituale ed efficace timbro acido a un’interpretazione molto più espressiva, condita da un acuto finale, che però non sortisce l’effetto voluto. Il risultato, spiace dirlo, è infatti lievemente imbarazzante, quasi il cantante voglia “strafare” senza essere pienamente padrone dei suoi mezzi. Un contrasto che si sente a pieno in The Plague, un buon brano in parte rovinato dai dubbi vibrati che Mirco sfoggia nel ritornello, così come succede nella lunga The Temple, caratterizzata tra l’altro da uno stacco atmosferico nel mezzo. In altri momenti, l’unione di thrash e melodia funziona decisamente meglio. È il caso di Corrosion of Thoughts, forse il miglior episodio del lavoro, dove il ricorso a linee melodiche si innesta meglio all’interno di un brano marziale e martellante. La tiratissima Leviathan si fa notare invece per il suo sapore epico, mentre la conclusiva Black Sea sfoggia un ritornello davvero riuscito e un interessante riffing dal sapore heavy-thrash, dove non mancano momenti di tremolo picking quasi black! Da notare infine Picasso Warhead, un grumo di furia dove la band preme sull’acceleratore lascando da parte le melodie e sofisticherie che invece caratterizzano gli altri brani.

Insomma, se i Dissorted sono un’ulteriore dimostrazione dello stato di grande vitalità vissuto oggi dal thrash metal, i ragazzi si fanno positivamente notare per la volontà di osare e di uscire in parte dal seminato. Bisogna anche dire che la trovata di piazzare un momento più rilassato e atmosferico nella seconda parte di un brano altrimenti energico stupisce di meno una volta riprodotto in quasi tutti gli episodi della scaletta, ma va dato merito al quintetto di aver sviluppato un proprio stile personale. Ben suonato e ottimamente prodotto, The Final Divide picchia al punto giusto e intrattiene grazie a un paio di episodi parecchio efficaci. Questi sono però controbilanciati da alcuni momenti poco riusciti, su tutti quelli segnati dall’uso un po’ troppo fantasioso della voce. Più in generale, l’album manca ancora di quella coesione che rende i brani davvero compatti, che si presentano talvolta ancora un po’ disarticolati. Nulla di grave, considerato che si tratta di un debutto. La bilancia pende quindi positivamente per i Dissorted, che potrebbero convincere a davvero a partire dal prossimo lavoro.



VOTO RECENSORE
67
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Silvia
Mercoledì 11 Dicembre 2019, 12.12.31
1
Sicuramente picchiano e hanno potenziale pero' ad un primo ascolto i pezzi non mi sono rimasti impressi.
INFORMAZIONI
2019
MDD Records
Thrash
Tracklist
1. Aggressor – Protector
2. Deserter (Age of the Wolf)
3. Persecutor
4. The Plague
5. Corrosion of Thoughts
6. Leviathan
7. Bloodshed Divine
8. The Temple
9. Picasso Warhead
10. Black Sea
Line Up
Mirco (Voce)
Flo (Chitarra)
Sebastian (Chitarra)
Dillon (Basso)
Martin (Batteria)
 
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