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Angel Witch - Angel of Light
29/11/2019
( 915 letture )
Sono davvero pochi i gruppi i quali, come gli Angel Witch, sono riusciti a ritagliarsi uno status di cult band a fronte di una produzione molto limitata, ma assolutamente evocativa. Una carriera partita nel 1978, esplosa a cavallo dell’imporsi della N.W.O.B.H.M. e certificata per sempre come importante da Angel Witch del 1980, si è poi sviluppata in maniera non lineare attraverso i lustri e l’uscita di soli quattro album in studio prima di questo. Eppure, anche per merito della storicizzazione del loro ruolo durante gli early days e di una fitta serie di uscite di contorno più o meno ufficiali, di loro non si è mai dimenticato nessuno. L’ottimo ritorno di As Above, So Belove del 2012 ne aveva peraltro certificato il buono stato di forma ora confermato da Angel of Light, loro quinto parto.

Uscito per la Metal Blade, il nuovo album mostra un gruppo assolutamente fedele a sé stesso, certamente incapace di misurarsi con le ultime tendenze e disinteressato a farlo, ma perfettamente in grado di sfornare un CD che si possa piazzare in maniera più che degna all’interno della propria discografia. Sempre caratterizzata dalla vocalità particolare ed a non tutti gradita di Kevin Heybourne, la band ha registrato Angel of Light agli Stationhouse Studios di Leeds sotto la guida del produttore James Atkinson (Gentleman's Pistols/Voorhees), ottenendo il classico suono old school perfettamente in focus con le composizioni proposte. Risultato che solo l’uso della testata Marshall JMP utilizzata per il suo debutto da Heybourne poteva garantire. Infine, si è affidata a un artista in ascesa come Adam Burke per la copertina, anche questa molto riuscita. L’album risulta corto in rapporto alle tendenze attuali, ma non troppo (un po’ più di 45 minuti) ed è pieno di ritornelli e arrangiamenti che si stampano subito in testa; di ritmiche talvolta di maniera, che si rifanno a standard semplici e comodi; di progressioni melodiche anche queste scontare in più di un frangente, ma “giuste”; di assolo gradevoli e passaggi oscuri che sono un trademark del gruppo. Insomma: di tutto ciò che serve. Canzoni come Condamned, Window of Despair e I Am Infamy funzionano, ognuna nella sua dimensione. Death From Andromeda e We Are Damned hanno i pregi e i difetti di ogni composizione che si rifà agli anni 80 riproposta al giorno d’oggi, ma presentano una band in grande spolvero, mentre Angel of Light è un piccolo gioiellino all’interno della produzione Angel Witch recente. Note a parte per The Night Is Calling e Don’t Turn Your Back, qui registrate ufficialmente per la prima volta (erano uscite solo in certi bootleg), ma che già facevano parte del live-set del gruppo negli anni 80 ed ancora oltremodo gradevoli da ascoltare. Della prima si ricorda una cover dei Nemesis, la band di Leif Edling precedente ai Candlemass; e questo dovrebbe dire tutto.

Angel of Light non è e non vuole minimamente essere un album moderno, ma se amate gli Angel Witch ed un certo modo di fare musica, risulta quantomeno affidabile. Ogni cosa è come dovrebbe essere e funziona per come può funzionare. Senza niente che contribuisca a rendere una qualsiasi canzone memorabile in senso assoluto, ma dando a molti una lezione di classe nella semplicità e nell’attitudine verso l’oscuro, lo Sci-Fi e nella capacità di rendere la natura del metal esattamente come era ed in parte dovrebbe ancora essere: capace di arrivare dritta nell’anima senza sovrastrutture posticce che a volte servono solo a mascherare l’assenza della stessa.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
82.42 su 7 voti [ VOTA]
AL
Mercoledì 4 Dicembre 2019, 16.59.17
6
niente male. non pensavo avrebbero fatto un album del genere. Pensavo che si sarebbero ritirati. Dal vivo l'ultima volta che li ho visti, l'anno scorso, erano bolliti
InvictuSteele
Sabato 30 Novembre 2019, 18.40.11
5
Bel disco e produzione possente e retrò, non raggiunge il livello del precedente, che era più oscuro e articolato, mentre qui si è molto più diretti e con strutture semplici. Per questo perde un po' di punti. Resta comunque un bellissimo ritorno. Voto 75
Aceshigh
Sabato 30 Novembre 2019, 10.13.54
4
Buon album decisamente!!! Ci sono un paio di pezzi nella seconda parte che non mi convincono molto, ma il resto non delude le aspettative. Forse non ai livelli del precedente As Above So Below, ma comunque un graditissimo ritorno!!! Concordo col voto della rece.
Pacino
Sabato 30 Novembre 2019, 8.05.57
3
Bel ritorno discografico, strutture semplici, ma efficaci. Voto 76.
Radamanthis
Venerdì 29 Novembre 2019, 20.41.04
2
Una band che mi emoziona ancora oggi. Poche uscite, vero, ma tutte di ottima fattura. Il disco è piacevolissimo, pieno di ritornelli vincenti, riff assassini, assoli di qualità...ha tutto! Un vero OTTIMO disco! Voto 88. Se fossimo negli anni 80 anche di più.
Shock
Venerdì 29 Novembre 2019, 19.54.13
1
Penso che la frase della recensione (forse un po' troppo breve e sbrigativa) "Senza niente che contribuisca a rendere una qualsiasi canzone memorabile in senso assoluto" ben racchiuda l'essenza di questo disco: un buon disco, e per me 45 minuti sono l'ottimale (altro che dischi polpettoni di più di un'ora), con buone canzoni ed una buona prova generale, ma quel capolavoro del debutto è molto lontano. Comunque per me ci sta un 7-7,5 come voto.
INFORMAZIONI
2019
Metal Blade
Heavy
Tracklist
1. Don't Turn Your Back
2. Death From Andromeda
3. We Are Damned
4. The Night Is Calling
5. Condemned
6. Window Of Despair
7. I Am Infamy
8. Angel Of Light
Line Up
Kevin Heybourne (Voce, chitarra solista)
Jimmy Martin (Chitarra ritmica)
Will Palmer (Basso)
Fredrik Jansson Punkka (Batteria)
 
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