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Freedom Call - Stairway to Fairyland
30/11/2019
( 668 letture )
Il periodo che va dagli anni 90 ai primi anni 2000 ha rappresentato l’era d’oro del power metal. Il genere, la cui paternità è universalmente attribuita agli Helloween di Walls Of Jericho (1985) dopo l’incredibile successo dei due Keeper of the Seven Keys, sempre degli Helloween, visse un periodo di disinteresse, in favore di generi come thrash e hard rock. Tuttavia anche se in piena era grunge e nu metal gli anni 90 videro un incredibile nuovo interessamento verso il genere. Questo era dovuto indubbiamente da una serie di pubblicazioni di livello eccezionale, capolavori indiscutibili anche a distanza di anni. Gli stessi Helloween rilanciarono la propria carriera, in declino dopo scelte stilistiche discutili, ed album non eccezionali come Pink Bubbles Go Ape e Chameleon (rivalutati a distanza di anni). L’ingresso di Andy Deris e la pubblicazione di Master of The Rings segnò la rinascita della band. Ma tutto il movimento power si fece sentire. I Gamma Ray si affermarono con Land of the Free e si consacrarono con Somewhere out in Space. I Blind Guardian esplosero con Imagination From The Other Side e Nightfall in the Middle Heart. I Rage vissero il loro periodo d’oro con un trittico di capolavori quali The Missing Link, Black in Mind e End of All Days. I Running Wild con Black Hand Inn e Masquerade, gli Stratovarius con Episode e Visions. I Virgin Steel tornarono sulle scene con il doppio The Marriage of Heaven and Hell ed i Grave Digger con Heart of Darkness e Tunes of War. Per chi ha vissuto quegli anni era davvero incredibile la qualità dei prodotti del genere, l’armata power, principalmente tedesca, era inarrestabile ed inattaccabile. Ricordiamo inoltre anche che band come Iron Maiden, Judas Priest e Black Sabbath stavano vivendo il loro peggior periodo, travolti da cambi di line up importanti che poco incontrarono il consenso del pubblico. Insomma spadoni, draghi e galeoni spopolavano mettendo in crisi la vecchia guardia ed i generi più cattivi.
Ovviamente nuove leve si affacciarono sul mercato, come non pensare agli Hammerfall, autori dell’ottimo Glory To The Brave e soprattutto ai nostri Rhapsody (solo Rhapsody, no Fire etc…) il cui esordio Legendary Tales fu qualcosa di terremotante ai tempi, destinato ad essere seminale negli anni a venire.

Sulla scia di quanto detto sopra nel 1999 una nuova piccola realtà si affacciò sul mercato. Inizialmente pubblicizzati come i Rhapsody tedeschi i Freedom Call pubblicarono il loro debut album Stairway To Fairyland. La band vedeva i propri leader nello sconosciuto cantante e chitarrista Chris Bay e nel talentuoso batterista Dan Zimmerman, ottimo musicista e compositore, già in forza anche nei più famosi Gamma Ray.
La somiglianza coi Rhapsody risulta forzata, le orchestrazioni sono minori, anzi spesso le tastiere fanno da tappeto e non svolgono ruolo fondamentale. I neoclassicismi sono anch’essi praticamente assenti, il genere si rifà al power più classico che non all’epic metal. Le composizioni sono dirette, i punti di forza sono certamente i cori, le melodie happy metal e zuccherine che saranno negli anni marchio di fabbrica della band. Dan Zimmerman è preciso, potente, il lavoro di batteria è perfetto. Chris Bay si dimostra un cantante di livello, con un timbro personale e riconoscibile, capace però di arrivare in alto, somigliando talvolta al solito Michael Kiske pur senza raggiungere le sue vette. Il lavoro di chitarra è notevole senza essere invasivo, alla chitarra solista troviamo Sascha Gerstner, che troverà più fortuna e spazio compositivo pochi anni dopo, entrando proprio negli Helloween in sostituzione di Roland Grapow. Tra i brani segnaliamo la opener Over The Rainbow, Tears are Falling, We Are One, che trovano spazio ancora nelle setlist dei nostri dal vivo. Tutti i brani vivono di vita propria, pur facendo parte di un concept dal punto di vista tematico.
La band riesce fin da subito a ritagliarsi un proprio spazio in un mondo, quello del power, che iniziava a diventare sempre più popolato, fino a risultare saturo da li a pochi anni. La loro forza è stata fin da subito anche il proprio maggior difetto. La sfacciataggine nell’usare senza remora e vergogna tonnellate di melodia, cori, parole già inflazionate come carry on, power, glory, warrior, king, e suoni o giri di tastiera al limite del plagio (esempio eclatante sarà Land of The Light nel disco Eternity, con i suoi richiami nel giro iniziale a Final Countdown), che però nell’insieme hanno sempre funzionato, creandosi una nicchia che è diventata la loro fortezza, consolidata negli anni da lavori forse ripetitivi ma sempre di ottimo livello, anche se il massimo la band l’ha sempre dato sul palco, con esibizioni perfette dal punto di vista esecutivo ma soprattutto coinvolgenti e divertenti, con un Chris Bay animale da palco e intrattenitore come pochi altri. Il classico gruppo che si ama o si odia, ma che non certo anonimo, vale il detto nel bene o nel male basta che se ne parli.

Produzione allineata con gli standard del periodo di uscita, buona ma perfettibile, il meglio la band lo darà coi dischi successivi Crystal Empire, Eternity, Circle of Life, ma complessivamente la qualità delle pubblicazioni dei Freedom Call è sempre stata buona, medio o alta, sempre, ovviamente che se è in grado di digerire la quantità spropositata di melodie zuccherose proposte dai nostri alfieri dell’Happy Metal, ma se non siete proprio intolleranti al genere è impossibile non apprezzare la band, e se avete avuto o avrete la possibilità di conoscere Chris Bay vi renderete conto che la positività e l’allegria che trasudano dalle canzoni della band rispecchiano totalmente la persona, risultando una delle migliori e disponibili che abbia conosciuto all’interno del music business.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
78 su 5 voti [ VOTA]
Valerio
Sabato 20 Giugno 2020, 13.56.33
8
@Paietta sei un mito, ho letto con attenzione la tua recensione, semplicemente perfetta! Pure io ero un ragazzo negli anni novanta e devo dire che chi non ha vissuto quel periodo magico, non sa di cosa stiamo parlando. Poi mi hai citato Legendary Tales, l'Oscar del Power Metal che proprio di recente stavo riascoltando. Ed è proprio vero, come tu hai giustamente sottolineato, che dopo il decennio magico, quasi tutte le band si sono perse via, si sono snaturate, tranne i Freedom Call, sempre fedeli a se stessi, sempre coerenti, sempre i migliori!!!
Valerio
Sabato 20 Giugno 2020, 13.41.31
7
Volevo proprio ringraziare la redazione, in particolare il mitico @Barry, a cui avevo chiesto di recensire i primi album dei Freedom Call!!! E' un atto dovuto a mio parere, sono pietre miliari del Power Metal. Se ce la fate ragazzi, io inserirei anche la recensione di Crystal Empire e di Eternity, altri due capolavori!!!
HyperX
Mercoledì 4 Dicembre 2019, 9.47.26
6
Se magari del 1989. Sono un 80. Maledetto smartphone
HyperX
Mercoledì 4 Dicembre 2019, 9.46.19
5
Sono del 1989 e mi accodo ai nostalgici. Anche per me grandi ricordi di scuola con questo e mille altri album usciti in quegli anni. Mi rivedo con il mio lettore CD portatile sulla strada della scuola...che emozioni, ragazzi! Ma che ne sanno i 2000...
Radamanthis
Domenica 1 Dicembre 2019, 19.40.17
4
@fasanes: io un pò più piccolo di te, ne ho fatti 21 nel 2000 ed ho vissuto l'adolescenza sui banchi di scuola proprio con MyRefuge ad "imparare" metal!!! Che ricordi!!!! Che emozioni!!!!
fasanez
Domenica 1 Dicembre 2019, 17.51.40
3
Hai ragione radamanthis, pensa che dal 90 al 2000 ho passato dai 18 ai 28. Che ricordi... Grazie al recensore...
Radamanthis
Domenica 1 Dicembre 2019, 17.25.45
2
Bellissimo esordio di questa band, album che fa vedere ciò che questa band sarà in grado di fare negli anni avvenire. Un plauso a My Refuge x la bellissima recensione...ricordo con nostalgia quel periodo magico da metà anni 90 al nuovo millennio in cui insieme si scoprivano pian piano certe band, certi dischi e si vivevano certe emozioni che solo l'adolescenza può riservare! Ottimi ricordi amico mio! Bel disco, voto 78
JC
Sabato 30 Novembre 2019, 13.47.36
1
Ottimo esordio, lo ricordo con piacere
INFORMAZIONI
1999
Steamhammer
Power
Tracklist
1. Over The Rainbow
2. Tears Falling
3. Fairyland
4. Shine On
5. We Are The One
6. Hymn To The Brave
7. Tears Of Taragon
8. Graceland
9. Holy Knight
10. Another Day
Line Up
Chris Bay (Voce, Chitarra, Tastiere)
Sascha Gerstner (Chitarra)
Ilker Ersin (Basso)
Dan Zimmermann (Batteria)
 
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