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Magik Kingdom - Metalmighty
06/12/2019
( 473 letture )
Parlare di power metal sinfonico, con influenze epic, senza pensare ai nostrani Rhapsody è difficile… i Magik Kingdom inoltre hanno intrecciato o avvicinato la loro strada più volte con i nostri triestini.
La band belga, guidata dal chitarrista Dushan Petrossi, vede i propri natali ormai vent'anni or sono, proponendo fin da subito un power sinfonico classico, ben fatto e gradevole. La band vede come membri stabili solo il già citato Petrossi ed il fido bassista Vassili Moltchanov, mentre dietro pelli e microfono troviamo diversi avvicendamenti. Alla voce nel periodo che va dal 2009 al 2013 troviamo il bravo Olaf Hayer, che i più attenti ricorderanno proprio nella formazione dei primi tre dischi solisti di Luca Turilli. E’ notizia di quest’anno invece l’ingresso in formazione proprio di Fabio Lione, che avrebbe dovuto iniziare le registrazioni del nuovo disco a marzo 2019, ma l’operazione, a causa probabilmente dei numerosi progetti di Lione finisce in un nulla di fatto e termina prima ancora di iniziare. La scelta del nuovo singer ricade su un altro pezzo da novanta quale Michael Vescera (tra gli altri ex Yngwie J. Malmsteen), certamente in grado di non sfigurare a confronto con gli altri nomi citati.

MetAlmighty è dunque il nuovo e quinto lavoro in studio della band, che prosegue il proprio percorso tra power sinfonico ed epic, tra storie di maghi, streghe, cavalieri, re e chi più ne ha più ne metta, questo per mettere in chiaro che chi è alla ricerca di qualcosa di vagamente originale in questo disco non lo troverà.
La opener Unleash the Dragon mette in luce e rafforza questo concetto. Intro pomposo, cori che invocano di liberare il drago, lead di chitarra neoclassici, batteria in doppia cassa e sappiamo benissimo cosa ci aspetterà per la successiva ora. Il brano risulta un po’ prolisso ma piacevole, con un Vescera in forma ma che non riesce ad esprimere tutto il potenziale che ci aspetteremmo da un fuoriclasse come lui.
La successiva Wizard And Witches è più diretta, ma il bridge è fin troppo ispirato dal coro di Tomorrow degli Stratovarius, mentre il coro risulta debole e banale. In the Den of the Mountain Trolls è una semiballad epica e folkeggiante, che tanto deve ai già citati Rhapsody, ma globalmente risulta ben fatta e godibile. Discorso analogo per Fear My Fury e Rise From the Ashes, Demon, dove però sono l’eccessiva pomposità delle tastiere e l’uso di cliché ed idee abusate a rendere i brani poco coinvolgenti. Inoltre un mix volto all’impatto e non alla massima definizione degli strumenti rende le parti più stratificate un po’ caotiche, infatti la title track, dove le tastiere sono praticamente assenti risulta uno dei brani meglio confezionati, i riff di chitarra sono definiti e potenti, così come il coro nella sua semplicità è incisivo e funzionale. Segnaliamo anche l’ottimo lavoro in fase solista di Petrossi, ottimo guitar hero che non nasconde in alcun modo l’influenza di Malmsteen, tanto da assomigliargli anche nell’aspetto. So Fragile è un mid tempo malinconico di buona fattura e piacevole nell’ascolto, ma con Temple of No Gods e Dark Night, Dark Thoughts si torna a schiacciare sull’acceleratore e sull’uso smodato di doppio pedale. I brani mettono in evidenza l’ottima padronanza strumentale e soprattutto la tecnica solistica di Petrossi, ma è anche evidente una mancanza di originalità e di idee dei brani, piacevoli e ben fatti, ma troppo debitori a Rhapsody e compagnia power. Purtroppo la sensazione di idee, melodie e riff già sentiti è una costante di questo MetAlmighty. La ballad Just a Good Man e la conclusiva King Without a Crown rialzano il livello del disco, risultando meno derivative e più ispirate dei brani precedentemente citati.

E’ evidente fin dal moniker della band che l’obiettivo dei Magik Kingdom non è quello di rivoluzionare il mondo dell’heavy metal, quanto di consolidare la propria posizione all’interno di un filone ben definito, e fin qui nulla di male. Anche la scelta di assoldare un cantante di esperienza e riconoscibile come Vescera significa navigare in acque tranquille. MetAlmighy risulta un buon disco, ben suonato da musicisti di esperienza ventennale, professionisti a cui non c’è nulla da insegnare, il limite purtroppo sta in un songwriting privo di guizzi stilistici particolari che possano far emergere il disco da una sufficienza meritata ma poco di più. MetAlmighy è quindi consigliato ai fan dei Magik Kingdom, agli integerrimi fan del genere ma sconsigliato a chi è alla ricerca di qualcosa, qualsiasi, di nuovo.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
77 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2019
AFM Records
Power
Tracklist
1. Unleash the Dragon
2. Wizards and Witches
3. In the Den of the Mountain Trolls
4. Fear My Fury
5. Rise From the Ashes, Demon
6. MetAlmighty
7. So Fragile
8. Temple of No Gods
9. Just a Good Man
10. Dark Night, Dark Thoughts
11. King Without a Crown
Line Up
Michael Vescera (voce)
Dushan Petrossi (chitarra)
Vassili Moltchanov (basso)
Michael Brush (batteria)
 
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