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Iggy Pop - Lust for Life
08/12/2019
( 1039 letture )
Immaginate di lavorare a contatto con uno dei più grandi artisti della storia della musica; immaginate di comporre quello che, probabilmente, è il vostro disco più riuscito, che contiene almeno due canzoni destinate a divenire pietre miliari del rock, ad essere ascoltate ed amate anche a quattro decenni di distanza; immaginate che il disco esca, che sia sulla buona strada per sfondare definitivamente, ma che la morte quasi contemporanea di un grande musicista porti la vostra casa discografica a ristampare tutto il catalogo del suddetto, sostanzialmente abbandonando la promozione del vostro potenziale crack commerciale.
La situazione che vi abbiamo appena descritto si è realmente verificata nel 1977 e costituisce una cartina di tornasole perfetta della carriera di Iggy Pop, un artista brillante, certamente incostante e bizzoso di suo, ma anche mai particolarmente fortunato dal punto di vista commerciale.

Per offrire riferimenti più chiari e precisi, l'album cui facevamo riferimento (e di cui parleremo a breve) risponde al nome di Lust for Life, composto in appena otto giorni dal nostro simpatico cantante nerboruto e da un genio quale David Bowie, più un robusto gruppo di eccellenti musicisti a corredo; l'artista che “inficiò”, suo malgrado, la resa commerciale del secondo disco di Iggy Pop, che pure resterà il suo maggior successo, fu nientemeno che Elvis Presley, del quale la RCA Records ristampò in fretta e furia l'intero catalogo, lasciando il povero Lust for Life al suo destino; un gran colpo di sfortuna per il cantante, anche se qualcuno, legittimamente, potrebbe obiettare che il vero sfortunato sia stato proprio il Re del rock 'n' roll.
Nonostante la sua travagliata storia commerciale, Lust for Life è un fior fiore di album: assai diverso dal decadente ed oscuro The Idiot, a sua volta un grandissimo lavoro, pubblicato appena cinque mesi prima, la seconda creatura dell'Iguana si rifà ad un rock più sanguigno, ma ricco di influenze, grazie ancora una volta al fondamentale apporto compositivo di Bowie, impegnato inoltre a pianoforte e tastiere. Ad aprire le danze provvede la title-track, con il suo celeberrimo ritmo martellante, ideato da Bowie, secondo la leggenda, sulla base del codice Morse che precedeva la trasmissione del notiziario per le forze armate americane di stanza a Berlino; quale che sia la verità, la musica ossessiva, le strofe recitate con tono gaudente dal cantante ed il ritornello contribuiscono a pennellare un brano semplicemente magistrale, ripreso anche nella sequenza di apertura del celebre film Trainspotting. Da notare che alla batteria ed al basso sono presenti Tony ed Hunt Sales, futuri membri dei Tin Machine assieme al Duca Bianco. Dopo l'epocale pezzo di apertura ci si addentra nel rock acido, ma al tempo stesso elegante di Sixteen, caratterizzata tanto dalla chitarra elettrica, quanto dal pianoforte in sottofondo, che crea un tappeto musicale molto intrigante; Some Weird Sin ripropone parte dell'ossessività ritmica già sperimentata in Lust for Life, condendo il tutto con chitarre sempre brillanti e coinvolgenti, suonate da due eccellenti musicisti quali Carlos Alomar e Ricky Gardiner. Come canzone numero quattro, troviamo naturalmente l'altro classico immortale del disco: è The Passenger, animata da un riff tanto semplice, quanto coinvolgente (vagamente reggae), nonché dal cantato scanzonato di Iggy Pop; cosa aggiungere su questo famosissimo pezzo? Parlarne, tutto sommato, è quasi inutile, bisogna piuttosto ascoltare. La suggestiva, bellissima, quasi ottantiana (con tre anni di anticipo sugli anni 80, però!) Tonight è Bowie allo stato puro nel suo incedere pop, nobilitato da un assolo stupendo della chitarra; il Duca, sette anni dopo, ne farà un rifacimento in chiave dance nell'omonimo (non eccezionale, a dire il vero) album, accompagnato dalla splendida voce di Tina Turner ma la versione contenuta su Lust for Life, almeno per una volta, vince. Success vede l'Iguana mutare ancora una volta le sue squame per regalarci un simpatico, godibilissimo brano glam rock e poi di nuovo, nella lunga, stratificata Turn Blue: qui il nostro spazia indifferentemente fra passaggi soul, atmosfere alla Lou Reed e passaggi stonesiani, in un crescendo indimenticabile. Neighborhood Threat, così come Tonight aveva anticipato il synth-pop, si fa precorritrice del post-punk, con un pezzo tagliente magistralmente composto, per poi accompagnarci verso il gran finale, rappresentato da Fall in Love With Me, un brano quasi rock 'n' roll baciato, ancora una volta, da uno splendido lavoro dei musicisti coinvolti.

Come detto, Lust for Life è un capolavoro: un disco che contiene due brani senza tempo, ma che sarebbe anche terribilmente ingiusto considerare soltanto “l'album di Lust for Life e The Passenger: come abbiamo visto, l'istrionismo del cantante classe 1947 e l'innegabile abilità, compositiva ed esecutiva, dei musicisti coinvolti ha prodotto un gruppo di canzoni variegate, ricche di sfumature, ma accomunate dall'elevatissimo livello qualitativo. Come detto, pur risultando alla fine il maggior successo commerciale dell'Iguana, il disco non sfonderà davvero, nonostante l'indubbio potenziale; il cantante, successivamente, tenterà di emanciparsi dalla preziosa, ma ingombrante figura di David Bowie (con il quale comunque tornerà a collaborare), producendo un altro eccellente album come New Values nel 1979, ma entrando poi in un'altalena fra dischi convincenti ed altri decisamente meno ispirati. Eppure, a distanza di oltre quarant'anni da Lust for Life, Iggy Pop continua a scrivere musica, a tratti di squisita fattura ed a calcare i palchi di tutto il mondo, ancora ebbro -e sia benedetto per questo- di una sfrenata sete di vita.



VOTO RECENSORE
95
VOTO LETTORI
85.5 su 6 voti [ VOTA]
Rob Fleming
Sabato 14 Dicembre 2019, 9.55.56
6
Forse il suo apice. Sicuramente con Lust for Life, The Passenger e Tonight si fa fatica a sbagliare. E io ci aggiungo il blues spettrale di Turn blue. E quando c'è da rockare e rollare Iggy Pop non si tira di certo indietro. Una mia considerazione: se diamo retta a Wikipedia (quindi con le pinze...) questo album è considerato da tutti un disco epocale. Ma Elvis o non Elvis ancora oggi non è arrivato al disco d'oro in USA. Mah...misteri...85
Galilee
Martedì 10 Dicembre 2019, 12.37.38
5
L'apice della sua carriera solista. Non c'è praticamente un pezzo che non abbia fatto storia. I miei preferiti Success e Sixteen. 90/100
Carmine
Martedì 10 Dicembre 2019, 9.33.05
4
Stupendo.
No Fun
Lunedì 9 Dicembre 2019, 22.36.44
3
A parte quelle ultrafamose io vado matto per " Some Weird Sin" e "Neighborhood Threat". E Metallized rivanga e rivanga i nineties anche qui, con Trainspotting ci fu un bel periodo che Lust for Life la si sentiva ovunque, impossibile non saltare per aria quando la si ascolta. Vi amo voi tutti che siete in questa zine!! (semicit.)
Stagger Lee
Lunedì 9 Dicembre 2019, 20.19.54
2
Uno dei miei preferiti di Iggy, insieme a The Idiot e American Caesar. A parte i due brani superclassici trovo superlativa Some Weird Sin. Il 95 ci sta.
Shock
Lunedì 9 Dicembre 2019, 19.52.21
1
Bastano due canzoni a renderlo un quasi capolavoro, ma anche il resto del disco, tra un'influenza e l'altra mostra le sfaccettature del sound di Iggy. Disco da annali..
INFORMAZIONI
1977
RCA Records
Rock
Tracklist
1. Lust for Life
2. Sixteen
3. Some Weird Sin
4. The Passenger
5. Tonight
6. Success
7. Turn Blue
8. Neighborhood Threat
9. Fall in Love With Me
Line Up
Iggy Pop (Voce)
Carlos Alomar (Chitarra, Cori)
Ricky Gardiner (Chitarra, Batteria nella traccia 9)
Tony Sales (Chitarra nella traccia 9, Basso, Cori)
Hunt Sales (Basso nella traccia 9, Batteria, Cori)

Musicisti Ospiti
David Bowie (Tastiere, Pianoforte, Cori)
Warren Peace (Tastiere nella traccia 7)
 
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