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Judas Iscariot - To Embrace the Corpses Bleeding
14/12/2019
( 490 letture )
Judas Iscariot è stato uno di quei progetti che hanno spesso diviso l’opinione tra chi li ritiene uno dei migliori esempi di black metal emersi da oltreoceano, e chi lo critica per il carattere eccessivamente derivativo che hanno molti suoi lavori.
Come spesso accade, in medio stat virtus: i primi dischi prodotti da Akhenaten risentono sicuramente moltissimo dell’influenza del black norvegese, in particolare di acts come Darkthrone e Burzum, ispirazioni che lo stesso mastermind non ha mai negato; ma il grande problema con dischi come il debutto The Cold Earth Slept Below è soprattutto che spesso la scarsa tecnica nel maneggiare gli strumenti va ad eclissare alcune idee potenzialmente buone o addirittura ottime. Sembra quasi che Akhenaten, un artista che non ha mai mancato di esprimere idee ed ideologie molto forti anche e soprattutto attraverso la sua musica, fosse mosso nei primi anni più dal desiderio primigenio di dire la sua a gran voce nel vasto mondo dell’underground e di opporsi alla realtà che lo circondava e che tanto disprezzava, che da reali ispirazioni e capacità artistiche.
Non c’è dubbio però che con gli anni l’artista originario dell’Illinois fosse sicuramente maturato molto, pur mantenendo intatto l’attitudine assolutamente raw e senza compromessi che ha sempre caratterizzato l’anima di Judas Iscariot. To Embrace the Corpses Bleeding è l’ultimo full-length della one-man band e rappresenta forse oggettivamente il suo apice compositivo, anche se i fans più affezionati sono legatissimi a dischi come Thy Dying Light ed Heaven In Flames. Proprio a partire da quest’ultimo, Akhenaten deve aver capito che l’integrazione di un session drummer che andasse a coprire le sue lacune tecniche nel maneggiare le bacchette avrebbe potuto dare un impulso nuovo e forse avrebbe permesso di fare un netto salto di qualità, sebbene la volontà originaria di voler portare avanti Judas Iscariot da solo fosse totalmente comprensibile. L’apporto di Cryptic Winter dietro le pelli si sente fin da subito e sarà fondamentale anche per la realizzazione di quest’ultimo album. Un altro evento che ne influenza sicuramente la realizzazione è l’allontanamento di Akhenaten dagli Stati Uniti, una madre patria in cui non si sentiva assolutamente a proprio agio in quanto fortezza inespugnabile della vuotezza e dell’ipocrisia del cristianesimo e del capitalismo dominanti, in netta antitesi con i valori del musicista, legati al nichilismo e influenzati dalla filosofia di Nietzsche in primis. Questo, a detta dello stesso mastermind, portò in primis uno spostamento delle tematiche che si discostano maggiormente dall’anticristianesimo e si soffermano maggiormente sull’ esistenzialismo e sulle visioni apocalittiche che dominano la sua mente.

Akhenaten si rifugia quindi in Germania dove trova un clima differente e più confacente alla sua natura; nonostante fosse stato proprio il disgusto verso le strutture della società americana a spingerlo a cominciare a scrivere la musica di Judas Iscariot, l’ultima fase della carriera dell’act ha conosciuto un parziale rinnovamento che ha portato prima ad un EP, Dethroned, Conquered and Forgotten, e poi a To Embrace the Corpses Bleeding. La prima differenza che salta all’attenzione è un miglioramento nel sound che si fa più nitido, nonostante risenta di un’evidente e totale mancanza di bassi: questo insieme ad una tecnica ormai affinata e al drumming impeccabile di Cryptic Winter permette a questo disco di acquistare un’aggressività e un sound “in your face” che era abbastanza nuovo nella discografia della one man band, ma che era già stata accennata nel precedente EP. Ne giovano enormemente brani di pregevole fattura come Bathed In Clouds of Blood e Spectral Dance of the Macabre, schegge impazzite che condensano in meno di tre minuti ciascuna una forza e un’oscurità incredibili. La bellissima opener I Awoke to a Night of Pain and Carnage è un altro esempio di black metal nudo e puro, senza fronzoli, eppure carico di quell’emotività che solo le atmosfere oscure di questo genere sanno trasmettere. Anche quando i ritmi rallentano vistosamente il songwriting si dimostra assolutamente all’altezza, come nella stupenda In the Valley of Death, I Am Their King, che giova anche del centellinato ma perfetto apporto del synth.

Insomma. To Embrace the Corpses Bleeding è un disco che seppure non abbia portato nulla di nuovo nella scena (e del resto non era questo il suo obiettivo), è dotato di una qualità a cui un appassionato non può rimanere indifferente. Akhenaten probabilmente capì all’epoca della sua composizione che per i Judas Iscariot quello sarebbe stato un apice non facilmente superabile all’interno di una carriera decisamente atipica, e soprattutto, che la lontananza da quegli States che l’aveva ispirato a fare musica sarebbe stato un limite difficilmente superabile, e quindi, dopo un solo altro EP, Moonlight Butchery decise, con un atto di coerenza non comune, di mettere fine al progetto. To Embrace the Corpses Bleeding è quindi una pregevole pietra tombale su uno degli acts più famosi del black metal americano.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
79.8 su 5 voti [ VOTA]
Pacino
Giovedì 19 Dicembre 2019, 13.27.20
6
Ottima band, questo non è proprio il loro/suo miglior lavoro. Voto 71.
enry
Martedì 17 Dicembre 2019, 11.16.41
5
Grande progetto, ho tutto e mi piace tutto, non faccio classifiche perchè sarebbe come scegliere fra mamma e papà, anche se ho sempre avuto un debole per l'EP 'Dethroned...', ma ripeto, meritano tutti.
Rens
Domenica 15 Dicembre 2019, 0.35.03
4
Dove è finito lui?
Luca
Sabato 14 Dicembre 2019, 23.39.35
3
Dopo Leviathan della scorsa settimana, un’altra Gemma recensita. Bravi!
Black Me Out
Sabato 14 Dicembre 2019, 18.01.59
2
Per dire quanto adoro Judas Iscariot, possiedo tutta la sua discografia in cassetta ed è una delle cose a cui tengo di più! Anche io considero l'apice di Akhenaten Heaven In Flames, ma tra i suoi dischi non ne trovo nessuno che non mi piaccia. Ottima recensione!
Federico S.
Sabato 14 Dicembre 2019, 15.20.59
1
Ottimo progetto, assolutamente underground. Possiedo "Heaven In Flames", forse uno dei suoi album migliori. Secondo me lo status di band cult è più che meritato.
INFORMAZIONI
2002
Red Stream
Black
Tracklist
1. I Awoke to a Night of Pain and Carnage
2. Bathed in Clouds of Blood
3. Terror From the Eastern Sky
4. Where Eagles Cry and Vultures Laugh
5. In the Valley of Death I Am Their King
6. With Lust and Murder For Our Drink
7. Behold the Lamb of God Descending
8. Spectral Dance of the Macabre
9. The Dead Burst Forth From Their Tombs
Line Up
Akhenaten (Voce, Chitarra, Basso)
Musicisti Ospiti
Cryptic Winter (Batteria)
 
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