Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Sons Of Apollo
MMXX
Demo

Ira Green
7
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

27/01/20
MARRASMIELI
Between Land And Sky

31/01/20
CANIS DIRUS
Independence to the Beast

31/01/20
NATTVERD
Styggdom

31/01/20
RAVENWORD
Transcendence

31/01/20
THE RAGGED SAINTS
Sonic Playground Revisited

31/01/20
SERIOUS BLACK
Suite 226

31/01/20
HOUNDS
Warrior of Sun

31/01/20
SECRET ALLIANCE
Solar Warden

31/01/20
GARY MOORE
Live In London

31/01/20
MOON REVERIE
Moon Reverie

CONCERTI

25/01/20
METAL CONQUEST FESTIVAL
LARGO VENUE - ROMA

25/01/20
BRVMAK
ALIBI - PALERMO

25/01/20
SUNN O)))
TPO - BOLOGNA

25/01/20
SHARKS IN YOUR MOUTH
LE SCUDERIE - SPILAMBERTO (MO)

25/01/20
FACCIAMO VALERE IL METALLO ITALIANO (day 2)
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

25/01/20
MACADERIAL + GUESTS
DEDOLOR MUSIC HEADQUARTER - ROVELLASCA (CO)

25/01/20
THE RED COIL + CONCRETE MOUNTAIN
VALHALLA PUB - BORGO TICINO (NO)

25/01/20
AREZZO BLACK METAL FEST
ROCK HEAT - AREZZO

25/01/20
VIOLBLAST + MADHOUR
KRACH CLUB - MONASTIER (TV)

26/01/20
SUNN O)))
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

Crystal Viper - Tales of Fire and Ice
20/12/2019
( 659 letture )
Vengono dalla Polonia I Crystal Viper , band capitanata dalla bellissima Marta Gabriel, che con tanta energia e passione propongono un classico heavy metal senza troppi fronzoli. Con Tales of fire and Ice raggiungono il ragguardevole disco numero sei in dodici anni, niente male per un gruppo che non è ancora riuscito a sfondare nonostante il nuovo lavoro sia pubblicato da un’etichetta di livello quale AFM.
La band nonostante sia capitanata da una donna si stacca dal filone sinfonico tanto in voga e punta verso un heavy classico, con influenze che pescano nella NWOBHM, tra tutti sicuramente Judas Priest anche se è giusto citare anche Doro ed i nostrani White Skull viste le similitudini nella proposta e la voce femminile.

Il disco si apre con una intro basata su fraseggi di chitarra cupi, piuttosto superflua quanto probabilmente funzionale per aprire i concerti. Still Alive bilancia molto bene riff taglienti ed un incedere incalzante con una buona dose di melodia, sfociando in un coro funzionale ed immediato, così come le trame di chitarra, melodiche e catchy al punto giusto. Si prosegue con colate di metallo, riff di chitarra e doppia cassa con Crystal Sphere, in cui la dose di melodia è anche maggiore rispetto al brano precedente. Più rockeggiante Bright Lights, dove si fanno più prepotenti le influenze teutoniche stile Accept. Con Neverending Fire si rallenta la velocità, troviamo tastiere che senza essere invadenti creano un buon tappeto di atmosfera. Le melodie vocali e l’incedere della strofa riportano alla mente una certa Holy Diver, senza però parlare di plagio. Anche in questo brano segnaliamo il buon lavoro delle chitarre di Andy Wave e Eric Juris, oltre che della già citata Marta Gabriel. Interlude è, appunto, un breve intermezzo strumentale che ci porta ad Under Ice, la formula è la medesima descritta in precedenza, heavy metal senza compromessi, chitarre taglienti, batteria dritta ma sempre funzionale e dai ritmi trascinanti. Ritmi di nuovo serrati e doppia cassa continua per One Question, dove però pecca un coro non proprio riuscito: dato l’incedere in crescendo delle strofe ci si sarebbe aspettato qualcosa di più esplosivo. Meglio Tomorrow Never Comes (Dyaltov Pass), anche se arrivati a questo punto ci si rende conto che le cartucce migliori sono state sparate nella prima parte dell’album, e che soprattutto la proposta dei brani risulta troppo simile nella globalità dell’album. La conclusiva Tears of Arizona è una ballad semplice e senza sussulti, piacevole ma troppo standardizzata su melodie e soluzione abusate. Dream Warriors è una cover dei Dokken, presente come bonus track, rivisitazione riuscita del classico della band americana, per quanto fin troppo simile all’originale.

Tirando le conclusioni Tales of fire and Ice è un bel disco, piacevole, che trova il proprio limite nell’essere fin troppo compatto, senza cercare sperimentazioni o soluzioni innovative, in cui si poteva fare uno sforzo in più in fase di songwriting e negli arrangiamenti, ridotti all’osso. Marta è brava, canta con grinta e convinzione, inoltre l’indubbia bellezza non può che essere d’aiuto nell’impatto scenico ed in fase live, dove la band può dare il massimo, ma giunti al sesto disco sarebbe stato auspicabile un disco più maturo ed interessante. Promossi, consigliati agli amanti del metal classico, delle voci femminili anni 80, ma difficilmente riuscirà ad emergere in un mercato sempre più agguerrito.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
67.5 su 2 voti [ VOTA]
Sandro70
Lunedì 23 Dicembre 2019, 17.38.40
2
Album di metal classico fatto come si deve. La voce di Marta mi ricorda quella ( bellissima ) di Jutta Weinhold. Voto 75.
deris
Lunedì 23 Dicembre 2019, 10.05.57
1
band straordinaria...lei bellissima e con una voce assurda
INFORMAZIONI
2019
AFM Records
Heavy
Tracklist
1. Prelude
2. Still Alive
3. Crystal Sphere
4. Bright Lights
5. Neverending Fire
6. Interlude
7. Under Ice
8. One Question
9. Tomorrow Never Comes (Dyaltov Pass)
10. Tears of Arizona
11. Dream Warriors (CD Bonus Track)
Line Up
Marta Gabriel (voce, chitarra)
Andy Wave (chitarra)
Eric Juris (chitarra)
Blaze J. Grygiel (basso)
Tomek Danczak (batteria)
 
RECENSIONI
71
74
80
75
77
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]