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Rings Of Saturn - Gidim
23/12/2019
( 1716 letture )
Pensiamo per un attimo alla musica come a un linguaggio che ha una sua sintassi, le sue regole e le sue modalità di espressione, consone al contesto e al pubblico al quale ci si rivolge. Seguendo questo ragionamento possiamo allora identificare nella canzone una sorta di discorso regolato da melodia, armonia e ritmo che sono alla base di quasi ogni forma e genere musicale. Pensiamo inoltre alla tecnica di ogni singolo musicista coinvolto nell'esecuzione di un qualsiasi brano musicale come a un vocabolario, che si fa via via più ricco man mano che le abilità progrediscono. Sarà possibile una maggiore varietà e quindi con un po' di pratica sarà virtualmente possibile esprimersi con la giusta scelta di parole, o di note, dettata da una serie di varianti. Ora, cosa succede quando però ci si dimentica del significato intrinseco delle parole, o in questo caso delle note, e ci si concentra solo sull'aspetto puramente tecnico, riducendo all'osso l'importanza dell'impalcatura di base che di fatto garantisce una più ampia solidità alle parole/note dando loro un senso compiuto? Sperimentalismo? Autoreferenzialità? Avanguardia? O più semplicemente sterile autocompiacimento?

I Rings Of Saturn appartengono proprio a questa categoria di gruppi che ha fatto della propria cifra stilistica la ricerca di altissime e parossistiche velocità esecutive e del solismo esasperato delle chitarre, non così lontani dai suoni sintetici e computerizzati a 8 bit delle colonne sonore dei videogiochi vintage. L'impianto ritmico, inteso come il susseguirsi dei riff, ma anche il sostegno di basso e batteria, è puramente funzionale a dare risalto e lustro ai lunghi assoli, ai fraseggi e ai lick che danno una prova del vasto armamentario tecnico disposto dai due chitarristi della band: in particolare spicca l'ampio impiego del legato, del tapping e di un insistito sweep picking. Qui tutto è portato all'eccesso e crea un muro di suono reso ancora più impressionante dalla produzione cristallina della Nuclear Blast, che per quanto artefatta è comunque necessaria al fine di comprendere nitidamente ogni singola nota. Il wall of sound è stordente e incuriosisce fino all'ultimo l'ascoltatore, che vuole scoprire fino a che punto i Rings Of Saturn siano capaci di spingersi con i propri contorti virtuosismi, ma lo spettacolo finisce qui. L'unica ricerca è appunto legata all'esplorazione dei limiti esecutivi ed espressivi che le chitarre e l'effettistica possono affrontare all'interno di un contesto estremo come il deathcore contorto ed esageratamente complesso proposto dai nostri. Rispetto alle precedenti uscite però, il gruppo, che ha adottato sempre un approccio schizofrenico nella composizione dei brani, in Gidim fa un cauto tentativo di proporre un songwriting più misurato, con riff leggermente più comprensibili e melodici, anche se sempre subordinati allo strapotere degli assoli. Per quanto riguarda il comparto voce, niente di nuovo sotto al sole: c'è la solita, aggressiva, monolitica e monotona alternanza tra growl e acidi scream, ma ogni tanto qualche linea vocale più catchy emerge, come nelle riuscite The Husk e Mental Prolapse. I due pezzi infatti sono gli unici che colpiscono nel segno per via di una costruzione più classica, per delle strofe ficcanti e per le sequenze soliste più melodiche e particolarmente riuscite. Non si può dire lo stesso per il resto del disco poiché i pezzi tendono a somigliarsi un po' tutti e spesso si ha la sensazione che, scambiando l'ordine delle canzoni, il risultato complessivo non cambi più di tanto. Viene spontaneo chiedersi a chi possa interessare musica del genere: qui è tutto freddo, meccanico ed esagerato. Accade tutto troppo velocemente e spesso ci si sente sovrastati dall'immensa quantità di note che i Rings Of Saturn sparano senza alcun controllo, ottenendo il risultato di far perdere il bandolo della matassa a chi prova a seguire il pezzo e dunque, rifacendoci alla riflessione a inizio recensione, anche il senso del discorso. Emergono pertanto solo gli aspetti solisti, ma in questo caso suonano più come belle frasi a effetto, che però rimangono fini a sé stesse perché non sorrette da una visione più ampia e strutturata che ne dia un senso compiuto. È come vedere i fuochi d'artificio: belle lucine, belle coreografie, ma anche tanto rumore per nulla.

Come musicista in erba stimo molto i Rings Of Saturn per il coraggio nel proporre questo tipo di musica, a suo modo innovativa e totalmente menefreghista delle critiche altrui, oltre che per le doti tecniche fuori dalla norma mostrate, ma al tempo stesso è faticoso prenderli sul serio e trovare un qualcosa di realmente interessante oltre l'esasperata propensione per i virtuosismi e le tematiche legate agli alieni e alla fantascienza. Si intravedono all'orizzonte dei timidi tentativi di asciugare e rendere un po' più accessibili i pezzi, ma Il problema di fondo è che i nostri, per la smania di suonare ipertecnici, continuano a dimenticarsi di scrivere canzoni vere e non un'accozzaglia di riff che fanno da base a un cantato per lo più anonimo e a sterili esercizi di tecnica in cui si inseriscono più scale e fraseggi solo per il gusto di farlo, riducendo il tutto a una sterile e volgare dimostrazione di potenza e vanificando così un lavoro altrimenti egregio.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
74.27 su 11 voti [ VOTA]
DEEP BLUE
Sabato 18 Gennaio 2020, 20.22.36
18
Ho ascoltato solo gli ultimi due. Credo che non siano giunti alla perfetta definizione del loro sound ma sono molto originali, ascoltando il panorama deathcore non mi sembra che stiano copiando qualcuno...avanti tutta e speriamo per il futuro
gianmarco
Venerdì 27 Dicembre 2019, 20.23.39
17
devastanti ,la colonna sonora perfetta per un nuovo DOOM , Quake , Halo .
Black Me Out
Venerdì 27 Dicembre 2019, 14.52.57
16
Questo disco non l'ho ancora ascoltato tutto, ma considero il precedente Ultu Ulla il migliore della loro produzione, dove la componente ipertecnica si unisce a strutture classicamente deathcore - sempre e comunque ultramoderne - per un risultato tutt'altro che disprezzabile e dove, come già detto più sotto, la personalità, nel bene e nel male, salta fuori all'istante.
Pacino
Giovedì 26 Dicembre 2019, 21.18.10
15
Sentivo un pungente fetore quando ho aperto il portale. Vado a cercare Lino Linguetta...
Eric wood
Giovedì 26 Dicembre 2019, 20.06.25
14
Personalmente non li apprezzo, a parte un paio di brani non mi hanno mai colpito. Tuttavia li reputo validi, e trovo che il voto non renda giustizia a un gruppo che si distingue nella scena ed è immediatamente riconoscibile
Ale
Mercoledì 25 Dicembre 2019, 16.20.24
13
Io il loro supertecnicismo l'ho sempre adorato, se non volessi tecnicismi non ascolterei i ros... puttroppo tanta gente giudica ma non capisce, il loro stile ormai è inconfondibile, i loro riff e ritmiche ti fanno saltare dalla sedia.... lo shredding continuo a me piace è questa capacità di unire ritmica esasperata con riff supertecnici e allo stesso tempo ultramelodici mi fa impazzire...
Da-X
Mercoledì 25 Dicembre 2019, 11.53.27
12
Tecnica indiscutibile, ma non è il genere che fa per me. Ho ascoltato due album loro e onestamente non c'è un pezzo che ricordi distintamente, potevano essere due macrotracce da 40 minuti l'una e non ci avrei fatto caso. Ribadisco, tecnica indiscutibile.
Beppe
Martedì 24 Dicembre 2019, 23.37.40
11
Finalmente una webzine che si rende conto di quanto poco vale questa band. Poi un paio di canzoni per album sono anche carine, ma il metal moderno è pieno zeppo di gruppi nettamente superiori...
Andrea
Martedì 24 Dicembre 2019, 20.28.18
10
Noia mortale. Francamente inascoltabili. Tecnica e virtuosismo senza anima. Sono contento se a qualcuno piacciono. Io proprio non li sopporto.
Fossifigo
Martedì 24 Dicembre 2019, 15.08.55
9
I Destrage non mi fanno impazzire ma in confronto a questi sono i Led Zeppelin! Non sopporto ste scale fatte a 500 bpm che sembrano sigle sclerate di videogiochi, ne capisco cosa dovrebbe esprimere...restando più o meno nel genere apprezzo molto di più gli Obscura, tecnica si, ma all'interno di pezzi che hanno una logica, suoni veri e testi comprensibili, qua mi vien voglio di strozzare a caso qualcuno dopo due minuti di ascolto...
Galilee
Martedì 24 Dicembre 2019, 14.12.31
8
Sono molto Crimsoniani. Probabilmente ti faranno schifo anche i Destrage. Comunque ovvio son gusti.
Fossifigo
Martedì 24 Dicembre 2019, 14.01.24
7
Non ci trovo nulla...i Judas Priest sono ovviamente un esagerazione. L'unica preoccupazione pare sia infliarci di continuo queste frasi assurde di chitarra..non c'è niente di bello, per me sono solo esercizi...con uno che ci rutta sopra. Se a qualcuno piacciono, niente da dire..buon ascolto...
Galilee
Martedì 24 Dicembre 2019, 13.56.09
6
A me invece è sembrato tutto al servizio di un ottimo songwriting. Anzi la cosa che mi è più saltata all'orecchio è proprio la forte personalità dei pochi pezzi ascoltati. Ovvio che se non andate oltre al Sole vi ci addormentate, posso capire.
Fossifigo
Martedì 24 Dicembre 2019, 13.48.58
5
Concordo col recensore na noia bestiale...è tutto funzionale alle seghe chitarristiche che vengono messe in scena. Piattume totale e se questo è il futuro meglio andarsi a risentire i Judas Priest...
Galilee
Martedì 24 Dicembre 2019, 11.42.48
4
Sarà che in alcuni momenti ci assomigliano sul serio. Sarà che il songwriting di questi ROS è molto ispirato e variegato, sarà che è uscito il nuovo Nocturnus, sarà che i video di questi ultimi sono pieni di alieni, astronavi e quant'altro, ma questa similitudine è una delle prime cose che mi è venuta in mente guardando i loro video. Anyway davvero bravi.
Papi
Martedì 24 Dicembre 2019, 11.12.40
3
Galilee: mi sembra un po' forzato scomodare i Nocturnus perchè sono davvero tanto diversi per suoni, stile, anni di attività e attitudine però la tua prospettiva è interessante.
Galilee
Martedì 24 Dicembre 2019, 10.57.10
2
Ho ascoltato qualcosa incuriosito dalla bella copertina e.... sono una figata. Bravissimi. Una versione HC dei Nocturnus. Ora non sto a dare un voto, perché non ho ascoltato tutto il disco, però qualitativamente siamo su piani decisamente alti.
Punto Omega
Martedì 24 Dicembre 2019, 9.21.19
1
Sono originali, sono immediatamente riconoscibili, in questo caso tentano anche di diventare più accessibili... Vedo tanti pregiudizi nei loro confronti, dovuti ai vari gossip e alle vicende all'interno del gruppo, che mettono in secondo piano la loro valenza e pongono sotto i riflettori le questioni extramusicali. Purtroppo, tutto il settore del metal per mettersi in evidenza sta prendendo una piega sempre più simile a quella di tabloid scandalistici...
INFORMAZIONI
2019
Nuclear Blast
Death Core
Tracklist
1. Pustules (Ft. Charles Caswell Of Berried Alive)
2. Divine Authority
3. Hypodermis Glitch (Ft. Dan Watson of Enterprise Earth)
4. Bloated and Stiff
5. Tormented Consciusness (Ft. Yo Onityan)
6. The Husk
7. Mental Prolapse
8. Genetic Inheritance
9. Face of The Wormhole
10. Gidim
Line Up
Ian Bearer (Voce)
Lucas Mann (Chitarra)
Joel Omans (Chitarra)
 
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