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C-187 - Collision
( 2503 letture )
Prendete quattro musicisti incredibilmente abili, tutti più o meno provenienti dalla stessa scena musicale, per intenderci quella del death tecnico, ricercato e in certo senso “colto” (Cynic, Death, Pestilence). Aggiungete la voglia di riscatto di un Patrick Mameli dimenticato dai più, dopo le sperimentazioni di “Shperes”. Mescolate il tutto con una produzione valida ed infornate nel vostro lettore CD per una quarantina di minuti.

Con premesse di questo tipo è assolutamente lecito aspettarsi dai C-187 un capolavoro o qualcosa di molto simile. Purtroppo dovrete frenare il vostro entusiasmo perchè, come la nonna vi ha sempre insegnato, non tutte le ciambelle escono col buco. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire che cos’abbia prepotentemente “tappato il buco” (perdonate l’espressione) dell’ultima ciambella di Mameli&Co. All’origine di questo -comunque apprezzabile- parziale fallimento sta una sorta di incongruenza di fondo. Se ammettiamo le inevitabili differenze, questo “Collision” riparte esattamente da dove “Spheres”, ultimo discusso album dei Pestilence, si era fermato. Sebbene le sonorità dell’album ritrovino una canonicità in grado di aprirsi ad un pubblico più vasto, la sperimentazione rimane caratteristica preponderante nella struttura compositiva del platter ed elemento distintivo dell’intero progetto. Potrebbero essere scritte fior di pagine circa le abilità tecniche dei musicisti in questione, ed è proprio su quest’ultime che “Collision” poggia la propria imponente massa. Ritmiche frenetiche ed assolutamente terrificanti, linee di basso che potrebbero provenire solo da una mente malata (in questo caso si tratta dell’ex-Cynic Tony Choy) ed un uso della chitarra che riflette un’evidente e preoccupante follia sono gli elementi che compongono ogni traccia del disco. Piuttosto interessante se pensiamo che in giro non si trova facilmente materiale di questo genere, eppure la delusione è in agguato e si palesa alle nostre orecchie attraverso la voce di Tony Jelencovich.

Ciò che avrebbe idealmente potuto seguire le orme di un proto-death-fusion-embrionale si trasforma, con l’aggiunta delle ritmatissime linee vocali, in una sorta di metalcore cervellotico dall’impatto deciso ma poco convincente. Si tratta sostanzialmente di uno screaming che strizza l’occhio ad un fastidioso hip-hop, portando all’inevitabile risultato di suonare tremendamente nu-metal. Se ancora considerate sopportabile l’evoluzione sonora che porta i nostri ad abbandonare quell’impatto acido in grado di caratterizzare i mostri sacri del passato, non si può comunque rimanere indifferenti dinnanzi alla monotematicità (perfettamente testimoniata dall’artwork in questione) degli argomenti affrontati nel disco. Le liriche sono a senso unico, farcite di stereotipi poliziesco-metropolitani dal forte accento “U.S.A.” e, per questo motivo, interpretate alla perfezione dal rap dello stesso Tony J. Il risultato è una serie di quattordici brani brevi (2-3 minuti ciascuno) e diretti, spesso non esaltanti, tra i quali vanno segnalati -per dovere di cronaca- la titletrack “Collision”, la veloce “Roadblock”, durante la quale Mameli ci delizia con virtuosismi piuttosto interessanti, e “Knee Deep In”, canzone martellante, infestata di affascinanti controtempi.

Indubbiamente dopo alcuni ascolti la tensione si ammorbidisce, concedendo maggiore facilità di ascolto ed orecchiabilità, ma forse sta proprio qui il punto: perchè portare un genere aggressivo come il death verso un nuovo livello di sperimentazione, per poi addolcire la pillola con un “pacchetto” infiocchettato da vocals super-catchy e suoni adatti ad un album nu-metal? Detto questo, “Collision” rimane un prodotto interessante, suonato come si deve da musicisti capaci e solo parzialmente macchiato da alcune pecche riguardanti la forma. Di sostanza ce n’è da vendere, e questo fa ben sperare per il futuro.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
38.36 su 25 voti [ VOTA]
Ra's Al Ghul
Sabato 16 Luglio 2016, 23.56.02
4
Capolavoro assoluto, 90 voto minimo da dare a questa perla
perseverance
Lunedì 8 Ottobre 2007, 14.57.41
3
a dir il vero siete stati troppo buoni. le premesse dovevano dar vita ad un mezzo capolavoro......il disko è poko più ke sufficiente...
master444
Domenica 7 Ottobre 2007, 20.48.13
2
giusto così...bravo
Yossarian
Domenica 7 Ottobre 2007, 19.13.43
1
...concordo con il recensore, xrò il disco mi piace, il suono di chit e batt è stupendo!!
INFORMAZIONI
2007
Mascot Records
Death
Tracklist
1. Collision
2. Cruisin` For A Bruisin`
3. Roadblock (D.O.A.)
4. Drugged And Mugged
5. Stalker
6. Murda
7. Homicide
8. P.C.P. (Murda In My Head)
9. Rip Deal
10. Sidewalk Chalk
11. Knee Deep In
12. Life Is Dead
13. Strapped With Heat
14. New Territory
Line Up
Patrick Mameli - chitarra
Tony Choy - basso
Tony Jelencovich - voce
Sean Reinert - batteria
 
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