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Blind Guardian Twilight Orchestra - Legacy of the Dark Lands
01/01/2020
( 3485 letture )
Ci sono album che per una serie di fattori concatenati – atipicità e complessità della proposta, soluzioni produttive adottate e vari altri – necessitano di un tempo davvero lungo per essere metabolizzati e valutati in maniera compiuta. Lasciar trascorrere l’hype iniziale e prenderne un po’ le distanze è quindi opportuno per non farsi trascinare dall’entusiasmo o dalla delusione dei primi ascolti e inserire il prodotto in un quadro complessivo adeguato. Nel caso di Legacy of the Dark Lands, monumentale prodotto firmato Blind Guardian Twilight Orchestra questo atteggiamento è stato assolutamente doveroso data la sua lunghissima gestazione, che ha sfiorato i cinque lustri. Innanzi tutto è bene chiarire che la line up prevede la presenza di Hansi Kürsch e Andrè Olbrich, i quali hanno lavorato a stretto contatto con lo scrittore Markus Heitz. Questi si è impegnato nella produzione di un soggetto originale da mettere a disposizione delle partiture e delle parti vocali. Chiaramente, vista la natura del progetto, la presenza massiccia di parti orchestrali svolge un ruolo assolutamente basilare nell’economia dell’opera. A questo proposito e in relazione alla resa "filmica" dell’album è opportuno sottolineare come queste siano eseguite dalla Praga FILMharmonic Orchestra, già all’opera con Celine Dion, Owen Pallett, Chris Rea, Lesley Garrett, Dionne Warwick, Nathan Barr tra i tanti, ma sopra tutto con George Lucas, Ridley Scott, Quentin Tarantino, Jodie Foster, Werner Herzog, Robert Redford, Helloween e Septic Flesh. Una lista parziale, ma che spiega molte cose.

Chi si aspetta un classico album targato Blind Guardian, magari irrobustito da un approccio classicheggiante a modificare/snaturare/impreziosire le loro tipiche composizioni è fuori strada. Per capirci: questo è un lavoro che avrebbe potuto essere collocato senza problema alcuno anche nella nostra sezione Low Gain, dato che per tutta la sua lunga durata non vi troverete nemmeno l’ombra di una distorsione. Eppure, sotto la crosta raffinata si tratta di qualcosa di filosoficamente metal, pur senza esserlo. Come già accennato, il concept è del tutto originale ed è il sequel di Die Dunklen Lande. La storia è ambientata durante la guerra dei trent’anni, nel 1629, ed ha come protagonista Aenlin Kane, la quale si reca insieme alla mistica persiana Tahmina, nella neutrale città di Amburgo per esplorare l'eredità del suo famoso padre, Solomon Kane. Un apocalittico segreto deve essere svelato. Ventiquattro titoli - ma dentro ci sono vari intermezzi recitati che tengono insieme il tutto - e album che parte con 1618 Ouverture; ed è subito incantesimo musicale. Con War Feeds War arriva la voce di Kürsch e rapidamente si nota una maggiore attenzione per il controllo dell’interpretazione, frutto di tre diversi sentieri tentati nell’approccio a una registrazione effettuata al Rudolfinum di Praga, già sede del parlamento cecoslovacco. Sia per rendere al meglio lo svolgimento della storia, che per fondersi correttamente con la particolare atmosfera della realizzazione. Il disco si dipana poi snocciolando le varie fasi del racconto seguendone musicalmente gli umori. Pertanto, passa da composizioni ariose e leggere in senso lato (Dark Cloud’s Rising; The Great Ordeal; Treason) ad altre più agguerrite (In the Red Dwarf’s Tower; Harvester of Souls - questa la versione per orchestra e con diverse liriche di At the Edge of Time - Nephilim; Beyond the Wall) o ancora teatrali come solo un’orchestra del genere può comunicare in pieno. Ad esempio In the Underworld e This Storm , quest’ultima scelta come singolo insieme a Point of No Return e per quanto un singolo possa essere adatto a questa proposta. Senza mai momenti troppo pesanti da seguire o che le parti recitate sottraggano tensione emotiva alla fruizione di un componimento ottimamente organizzato. Fatto del resto atteso, considerando che la prima idea riguardante la sua realizzazione risale addirittura al 1996.

Album da interpretare come qualcosa di posto a metà tra un film fantasy e un’opera teatrale, Legacy of the Dark Lands è una gigantesca scommessa vinta da Hansi Kürsch e Andrè Olbrich, col secondo a mostrare notevoli doti in fase di scrittura. Inoltre, analizzando minuziosamente la scaletta dal punto di vista strutturale, emerge in maniera abbastanza netta come sia stato necessario vincere una seconda scommessa, ossia quella di riuscire ad adattare una forma mentis compositiva tipicamente metal alle necessità di un’orchestra e riuscire a sfruttarne le peculiarità. Il lavoro della Praga FILMharmonic Orchestra, impegnata in passato anche in registrazioni per videogiochi come Brothers in Arms, Halo Wars, Splinter Cell, Warhammer, Everquest 2 e molti altri e scelta proprio per questo in luogo di un ensemble tradizionale, è infatti tecnicamente ottimale (ma ciò era scontato), ma più ancora riesce a sposarsi perfettamente con lo spirito del progetto, rendendo tutto "diversamente potente", se volete, ma assolutamente esaltante. Tutto questo per arrivare a piazzare sulla scena qualcosa di teoricamente lontano dal metal, che alla resa dei fatti suona invece più metal di gran parte dei dischi contenenti chitarre sature, doppio pedale e muro del suono di prammatica. Disco profondo, magnificamente prodotto, ambizioso eppure scorrevole, Legacy of the Dark Lands è addirittura più intimamente Blind Guardian di vari loro dischi più "normali". Per inciso, The Dark Lands di Markus Heitz è anche un libro a sé stante disponibile in inglese e in tedesco, per chi volesse entrare totalmente nella storia, ma a prescindere da questo, quello in oggetto è un grande album. E se la domanda fondamentale per interessarsene si riduce da parte di qualcuno a chiedere: "Ma è metal, o non è metal?", sappiate che l’unica risposta sensata che potrete ricevere è un gigantesco: ”E chi se ne fotte!".



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
69.21 su 23 voti [ VOTA]
blackiesan74
Giovedì 16 Gennaio 2020, 10.20.07
58
Ah, ok. Tuto a posto!
Shock
Mercoledì 15 Gennaio 2020, 17.16.36
57
@Blackie: tranquillo, colpa mia; per farla breve avevo riportato una parte di quella recensione ma non dovevo e giustamente hanno cancellato alcuni messaggi. Pardon...
blackiesan74
Mercoledì 15 Gennaio 2020, 16.58.51
56
In data 10 gennaio avevo scritto un altro commento dove facevo riferimento ad un altro sito scrivendone il nome, ma senza mettere il link: è vietato anche questo? Perché se è così non lo sapevo e mi scuso, se invece non lo è vorrei sapere il motivo per cui il mio commento è stato eliminato.
Metal_Joker
Lunedì 13 Gennaio 2020, 9.25.06
55
CAPOLAVORO ASSOLUTO.
Vitadathrasher
Sabato 11 Gennaio 2020, 13.01.36
54
Opera quasi da chiusura di una carriera per quanto sia sostanziosa e prolissa. Un carrozzone teutonico, un'opera a perer mio fin troppo e fortemente voluta dai compositori che si sono sbrodolati tutto addosso. C'è tanto lavoro, lo prendo come una parentesi, destinata ad una schiera di ascoltatori di cui non faccio parte. C'è solo da constatare e apprezzare il monolitico sforzo covato.
blackiesan74
Venerdì 10 Gennaio 2020, 14.39.41
53
Penso sostanzialmente che questo disco: a) non doveva uscire col monicker Blind Guardian; b) non doveva uscire con più di 20 anni di ritardo rispetto a quando è stato concepito; c) non doveva uscire.
Michele
Giovedì 9 Gennaio 2020, 19.33.57
52
Inizialmente mi aveva deluso, poi, come praticamente ogni cosa dei Bardi, l'ho rivalutato dopo qualche ascolto. Per me è senza dubbio superiore al precedente, e la cosa mi fa riflettere, perché sembra che come gruppo metal ormai abbiano poco da dire. E ci sta: a cinquant'anni suonati mi sembra più naturale comporre qualcosa come questo disco. Un onesto 75.
Painkiller
Lunedì 6 Gennaio 2020, 23.23.15
51
Secondo me i Guardian hanno raggiunto il top con Nightfall, poi han fatto buone cose ma ad esempio beyond the red mirror ha un suono così impastato che è pesante da digerire se ascoltato per intero. Questo disco orchestrale continua a non convincermi. Quoto Shock (28), perché piacendomi la musica orchestrale e le colonne sonore, anche io trovo che la musica qui sia più di accompagnamento alla bella voce di Hansi. Quindi dimenticandomi il monicker sulla copertina (pessima scelta, “psicologicamente parlando”) lo boccio perché anche come disco orchestrale è davvero noioso.
Poss
Lunedì 6 Gennaio 2020, 10.23.23
50
@Black Me Out. anche per me ANATO e' un super disco. La sola And than there was silence e' un vero capolavoro con un crescendo stupendo. Uno dei migliori pezzi in assoluto dei Guardian. A questa, si aggiungono altri brani da novanta come Punishment... Battlefield, Age of False Innocence etc. I dischi che NON funzionano dei Guardian per me sono altri: A Twist.... e, in parte, Beyond.... @Silvia. Super d´accordo con te. Solo i Guardian potevano prendersi un rischio del genere. Se lo sono potuti permettere grazie al supporto dei tantissimi fan che hanno (un gruppo metal in calo di popolarita' non credo farebbe mai un album senza chitarre) e soprattutto grazie al loro enorme talento.
Shock
Domenica 5 Gennaio 2020, 19.25.52
49
@Black me Out: in verità il mio commento era diretto a kvmetternich, pensa che non avevo neanche capito che anche tu consideri A night...un gran disco! Due cose. Primo per me (ma da quanto ho letto in anni) ANATO è un disco con una esagerata sovrapposizione di linee di chitarre e di cori, per questo non piace. Secondo: leggendo tanti tuoi commenti su un'altra sito (che inizia per metal e finisce per Italia...) abbiamo gusti differenti, quindi tranquillo sono sempre opinioni personali.
Black Me Out
Domenica 5 Gennaio 2020, 18.39.50
48
@Shock Oggi non ci troviamo io e te mi sa Attenzione, io non ho sostenuto che sia un fatto oggettivo che ANATO sia il top della discografia dei Bardi, ma condiviso il fatto che nella mia concezione di ascoltatore quell'album sia un capolavoro e lo considero come uno dei lavori composto meglio dall'inizio alla fine. Mia opinione, lungi da me fare proclami universali.
Silvia
Domenica 5 Gennaio 2020, 17.49.44
47
@Poss, il tuo era fra i commenti che aspettavo 😃 e concordo su "carisma, passione, forza". Anche secondo me l'album è stato scritto con convinzione pur sapendo che era un grosso rischio sia x genere che x tempi di uscita. Infatti penso che rispetto alle altre operazioni del genere (metal+orchestra) sia uno dei pochi (se non l'unico, ma non ne sono sicura) che non abbia nessuno strumento elettrico
Poss
Sabato 4 Gennaio 2020, 19.31.33
46
Questo disco e' l opposto del caro Hansi: bellissimo. Ma, esattamente come lui, e' pieno di carisma, passione, forza. Album Unico. Come Hansi.
Pacino
Sabato 4 Gennaio 2020, 11.40.20
45
Bada ganzi...ci son sempre pure loro, saranno 25 anni che non sento un loro pezzo, ma ovviamente non ne sento il bisogno, se no lo farei.
Shock
Venerdì 3 Gennaio 2020, 23.31.36
44
Magari mi sbaglierò ma non mi sembra che A night ...sia considerato l'apice del gruppo, anzi. Invece sono d'accordo sul nulla assoluto seguente.
Black Me Out
Venerdì 3 Gennaio 2020, 18.12.28
43
@kvmetternich Ti darei un bacio; sulla guancia però, perché non sono assolutamente d'accordo sul fatto che dopo ANATO ci sia il nulla.
Silvia
Venerdì 3 Gennaio 2020, 18.04.55
42
Puo' essere che ANATO sia un capolavoro compositivo pero' almeno x me e' veramente difficile da finire e infatti non lo ascolto mai.
kvmetternich
Venerdì 3 Gennaio 2020, 17.32.48
41
A Night at the Opera è un capolavoro, ingiustamente snobatto anche nei commenti qua sotto. E' vero che Nightfall , anche per ragioni di concept , è il più amato (da me compreso)... ma a livello compositivo è ANATO ad avere lo scettro. E' l'apice, poi davvero dopo il nulla.
Cicci bariccio
Venerdì 3 Gennaio 2020, 16.19.57
40
Purtroppo non mi acchiappa....tutti questi anni di attesa x un album lungo e noioso.....non è x me......non mi rimane che aspettare altri 5/6 anni x il prossimo album...con la speranza che spacchino come solo loro sanno fare....voto 4......ciao
Sonny73
Venerdì 3 Gennaio 2020, 16.08.14
39
A sto punto non vedo l'ora di ascoltare il prossimo dei Demons & Wizards.
Le Marquis de Fremont
Venerdì 3 Gennaio 2020, 13.35.29
38
Comprendo tutto il lavoro che c'è alle spalle di questo disco e l'impegno messo da Hansi Kürsch e Andrè Olbrich che sembra, si protrae da diversi anni. Poi, Hansi Kürsch può cantare, con la voce che ha, quello che vuole e risulterà sempre gradevole. Però, ho fatto una fatica enorme ad arrivare alla fine. Non è il tipo di musica che mi attira e non ci ho trovato niente di eccelso anche a livello di songwriting. Ho un sacco di altri album da ascoltare (dagli Insomnium a Officium Triste, Obsequiae, Abyssic, ecc.) che non ho tempo di farmi piacere questa musica. Lo riascolterò. Forse. Chissà quando. Au revoir.
Silvia
Giovedì 2 Gennaio 2020, 22.56.51
37
@TheSkull, Nightfall (assieme a Imaginations) è l’apice della band anche x me ma non direi che il Guardiano si sia fermato al 1998 perché in seguito ha saputo comunque portare avanti una ricerca musicale incredibile, come pochi altri gruppi. Il fatto che gli arrangiamenti manieristici degli album successivi non incontrino il mio gusto non toglie niente alla qualitá degli album stessi a mio parere. Comunque io penso che questo album sia uscito da troppo poco x paragonarlo agli altri a cui siamo tanto affezionati... di sicuro però x il mio gusto è la loro uscita più bella del dopo Nightfall. Non ho capito se a te sia piaciuto 🤔. @Magus, in tal caso si spiegherebbe la differenza
Danimanzo
Giovedì 2 Gennaio 2020, 21.17.58
36
Poche palle, non è metal ma è la naturale evoluzione del suono dei Bardi. Episodio giustamente isolato, ma incontrovertibilmente stupendo. Voto 90/100
Magus79
Giovedì 2 Gennaio 2020, 20.41.39
35
Confermo che il vinile è sicuramente meglio del cd, infatti come ormai avviene per tutti i dischi o quasi, vengono fatti due mastering, uno più compresso per il cd e uno più dinamico per il vinile
SkullBeneathTheSkin
Giovedì 2 Gennaio 2020, 20.40.08
34
Beccata! @silvia post 29: "a me fa venir voglia dopo l’ascolto di riprendere Nightfall" ... ecco deve si è fermato il guardiano cieco. Tutti concordi credo, dopo non hanno mai replicato quei picchi... altro che "elettrico" Fra l'altro, questo progetto di cui "se ne parlava da anni" trova molte similitudini proprio con lo stesso Nightfall, che all'epoca fu qualcosa di più di un album elettrico dei Guardian. Forse l'azzardo non è che Hansi si cimenti in questo esperimento bensì il pubblico a cui lo propone... come fatto dai Therion coi loro fiori del male... mah
David D.
Giovedì 2 Gennaio 2020, 18.35.38
33
Ascoltato per sette volte dalla sua uscita, l'ultima ieri sera prima di commentare questa recensione. Niente, per me una palla tremenda. Una noia mortale, non riesco a descriverlo in maniera più azzeccata. Qualcuno mi ridia indietro i Blind Guardian di Imaginations From The Other Side.
Gabriele
Giovedì 2 Gennaio 2020, 18.28.53
32
Si gioca insieme ai Leprous il titolo merda fumante 2019. Una disco inaccettabile, ma guai avere l'ardire di scriverlo, sei tu stolto che non capisci.
Master
Giovedì 2 Gennaio 2020, 18.22.37
31
Un grande album per me, ma forse non IL capolavoro definitivo che mi aspettavo per via del fatto che i BG sono il mio gruppo preferito e dell'aspettativa che hanno creato negli anni. L'album suona estremamente epico, ma non "metal" come mi sarei aspettato. Di tracce sulla falsariga di Wheel of time e And then there was silence, inizialmente concepite per questo album orchestrale, non ho purtroppo trovato traccia, ma il livello qualitativo dei brani rimane comunque molto alto. Principale neo per me sono gli intermezzi, forse funzionali a comprendere la storia, ma per niente musicali, trattandosi solo di narrazioni recitate. Certo è che un'opera come questa chiama il teatro a gran voce, e l'esperienza su stereo rimane per forza di cose riduttiva. Bravi come sempre ad osare senza paura. Non credo lo ascolterò spesso come Beyond the red mirror, ma l'album risulta comunque essere una notevole aggiunta al loro catalogo.
progster78
Giovedì 2 Gennaio 2020, 18.02.04
30
Silvia,sono fiducioso anche perche' gli ultimi At The Edge Of Time e Beyond The Red Mirror li trovo molto belli soprattutto At The Edge...., questo orchestrale e' un mondo a parte ma secondo me riuscito bene.
Silvia
Giovedì 2 Gennaio 2020, 17.48.18
29
@progster, altrettanto 😊! secondo me proponi un aspetto interessante perchè in effetti è un album a se stante però a me fa venir voglia dopo l’ascolto di riprendere Nightfall e penso che si senta molto che le idee di questo album arrivino anche (e non solo ovviamente) da quel periodo. Sono molto fiduciosa anch’io x l’album metal che fra l’altro è a buon punto 😃
Shock
Giovedì 2 Gennaio 2020, 16.36.31
28
Essendo "ignorante" in materia, oggi mi sono ascoltato qualcosa di musica orchestrale su YouTube: si trovano facilmente decine di video con soprattutto colonne sonore di film, ma non solo, che a mio parere sono nettamente superiori a questo disco, e non così noiose. Ecco, se dovessi ascoltarmi un disco di musica orchestrale questo non lo prenderei proprio in considerazione, una colonna del film "Il Signore degli Anelli" è ben altra cosa, più fruibile e con un'orchestra che fa veramente la differenza e non solo da sottofondo alla voce. Mia opinione.
Graziano
Giovedì 2 Gennaio 2020, 16.13.38
27
Ho l'edizione a due dischi di Beyond the red mirror, sono uno dei pochi che l'ha amato alla follia e difeso a spada tratta. Pensavo di essere pronto per questo LOTDL, ma sinceramente non c'è stata corrispondenza d'amorosi sensi. Ho provato allora a farmelo piacere intellettualmente, ma ancora cenere.
progster78
Giovedì 2 Gennaio 2020, 16.09.25
26
Prima di tutto auguri di buon anno a tutti,per quanto riguarda il disco bisogna decontestualizzarlo dalla produzione classica dei BG anche se in copertina c'e' il loro monicker,questo era un progetto che era nell'aria da tempo e l'ho trovato interessante.Non preoccupatevi che l'album prettamente metal arrivera'.Sicuramente i capolavori sono altri ma abbiate fede nel Guardiano Cieco.
Silvia
Giovedì 2 Gennaio 2020, 15.24.42
25
@TheSkull grazie ricambio a te e a tutti . Sì hai ragione, sono sottigliezze perché in realtà il nome è Blind Guardian Twilight Orchestra in effetti e solo Hansi e Andrè sono coinvolti
Steelminded
Giovedì 2 Gennaio 2020, 14.59.32
24
Io non l'ho ascoltato ma i miei amici mi hanno tutti dato un riscontro tipo Radamanthis.
SkullBeneathTheSkin
Giovedì 2 Gennaio 2020, 14.49.05
23
@Silvia: buon anno a te ed a tutti Dicevo del nome perchè pur avendo aggiunto un suffisso non è come per Devin Townsend che aggiunge "band" oppure "project" oppure niente ed è comunque sempre lui il fulcro di tutto... boh, sottigliezze in ogni caso.
Silvia
Giovedì 2 Gennaio 2020, 14.39.39
22
@TheSkull x me sì, io lo considero proprio un loro lavoro
SkullBeneathTheSkin
Giovedì 2 Gennaio 2020, 14.34.13
21
Mi domando a questo punto se sia giusto utilizzare il nome Blind Guardian...
Galilee
Giovedì 2 Gennaio 2020, 14.20.00
20
X Radamanthis... 92 minuti di applausi 👏
HyperX
Giovedì 2 Gennaio 2020, 14.16.54
19
@Radamanthis saranno dieci anni che bazzico su Metallized e mi sono trovato sempre d'accordo con te. E questa "opera", come ho già detto più sotto, non fa eccezione. Una grande caga...ehm...delusione.
Radamanthis
Giovedì 2 Gennaio 2020, 13.34.31
18
L'ho atteso per anni, se ne parlava dai primi anni 2000...potrei scrivere mille righe per parlare di questo disco, delle varie emozioni che mi circondano e le atmosfere che lo circondano e l'attesa spasmodica che ho avuto. Puntualizzo, semmai ce ne fosse bisogno che non sapete quanto amo i Blind Guardian, ho tutto di loro e amo tutti i loro dischi. Beh, lo dico, il mio giudizio su questa metal (?) opera: UNA CAGATA PAZZESCA!!! (Cit. Fantozzi)
Silvia
Giovedì 2 Gennaio 2020, 13.05.04
17
@Luky, sì certo figurati, anche le mie sono solo opinioni se non gusti, hai ragione, non avrebbe senso se la pensassimo tutti allo stesso modo . Guarda, io non sono esperta di vinile quindi non saprei quanto e se le differenze dipendano esclusivamente dal supporto in sè o se magari ci sia stato anche un processo di mastering diverso x i due formati in questo caso... Come ho detto @Black Me Out (grazie x la risposta!) ho sentito altre opinioni come la sua. x me la produzione del CD non è pessima anzi fortunatamente i suoni non sono di plastica, avrei solo gradito piu' presenza degli strumenti... Pero' anche li' si tratta di gusti ///. @JC, su discogs sono state postate tutte le foto della versione digipak fra cui le note ai singoli brani, scritte da Heitz. Dal computer fisso si vedono benissimo e a mio parere sono le informazioni piu' dettagliate sulla storia. Naturalmente c'è poi il libro che e' il prequel della saga raccontata nell'album
Metalabba
Giovedì 2 Gennaio 2020, 13.00.15
16
Deceduti dopo Nightfall in middle earth
mike
Giovedì 2 Gennaio 2020, 12.58.43
15
Sono finiti nella spirale dove bello=gonfio fino al collo. Sembra che non riescano piu' a snellire la struttura delle songs, giocano a riempire sempre ognio secondo con troppe cose, troppi inserimenti, troppi overdub. VOTO: 65
Luky
Giovedì 2 Gennaio 2020, 12.07.19
14
@Silvia: la mia era un'opinione personale, pensa che brutto sarebbe se tutti avessimo gli stessi gusti Comunque, io non ho ascoltato il vinile, ma mi sembrerebbe strano se da cd a vine la produzione passasse da essere percepita pessima a ottima, insomma non stiamo parlando di mp3 da 128 kbps, secondo me a prescindere dal supporto dipende dai gusti. Comunque qua mi taccio perché non sono un audiofilo
JC
Giovedì 2 Gennaio 2020, 12.04.17
13
Ho la versione in vinile picture disc ma ancora non ho ascoltato nulla. Vorrei approfondire la storia, avete links utili a dettagliare maggiormente o altro? Ciao e grazie.
HyperX
Giovedì 2 Gennaio 2020, 11.46.06
12
Ci ho provato, davvero. Troppo pretenzioso. Troppo carico. Troppe idee, troppo di tutto quello che non è un vero disco orchestrale e troppo poco di quello che sono stati i Blind Guardian. Insomma, troppo noioso. Se c'è una direzione in questo disco, io non sono stato capace di trovarla. Ed è per me un grande dispiacere.
Black Me Out
Giovedì 2 Gennaio 2020, 10.44.05
11
Guarda @Silvia, ho sentito lo stesso parere anche io da amici che hanno ascoltato il disco in digitale o in cd: le solite, comprensibili critiche verso le solite iperproduzioni della Nuclear Blast, che in un caso come questo era davvero ciò che più mi spaventava. Invece il vinile - ripeto, a mio parere - suona davvero bene suo mio modestissimo impianto. Ho la curiosità di sentirlo anche su impianti più seri quando capiterà l'occasione infatti. La mia edizione c'è scritto che è limitata, ma è semplicemente quella in doppio vinile nero classicissimo. Detesto i vinili colorati, così come i picture disc, quelli sì che suonano male, ma questo che ho io continuo a ritenerlo un prodotto veramente valido, "audiofilamente" parlando (e non solo eheh).
Silvia
Giovedì 2 Gennaio 2020, 0.46.48
10
@Black Me Out, ho sentito diversi pareri nettamente a favore del vinile, in particolare riguardo la compressione del suono. Io ho il CD digipak e la produzione non mi è piaciuta, non è fortunatamente plasticosa e piatta come in altre uscite Nuclear Blast ma a mio parere gli strumenti non hanno molta presenza né dinamismo, cosa che secondo me qui invece dovrebbe essere un fattore importante. Non so se il colore del vinile influisca su questi aspetti (non credo) ma approfitto x chiederti quale edizione hai x farmi un'idea perché penso di acquistarlo anch'io
Federico S.
Mercoledì 1 Gennaio 2020, 23.31.57
9
Premetto che i Blind Guardian sono il mio gruppo non estremo preferito, pure per ciò che concerne la produzione post-“Nightfall in Middle-Earth”; ad esempio, considero la qualità di “At the Edge of Time” poco inferiore a quella delle loro opere storiche. Rimasi, tuttavia, scottatissimo da “Beyond the Red Mirror”, così prolisso ed inutilmente intricato da farmi calare le palle di svariati centimetri. L’avvicinamento al nuovo lavoro da parte mia, è avvenuto dunque con ben poche aspettative, complice la questione che il puro genere orchestrale non incontra il mio interesse. L’ultimo residuo di hype, è poi svanito negli scorsi mesi a causa dei singoli, dopo i quali mi sono sforzato parecchio per evitare di partire troppo prevenuto con l’ascolto definitivo. Una volta sentito il tutto, posso tristemente confermare la veridicità delle mie impressioni originali. In giro per la rete, avevo letto una valanga di commenti precedenti all’uscita, più che altro relativi a “This Storm” e “Point of No Return”, molti simili tra loro e che bene o male condividevo: “Sembra l’inizio di una canzone qualsiasi presente su uno degli ultimi album, con la differenza che il pezzo vero e proprio non arriva mai”; “Ci troveremo con un Nightfall senza la parte metal”; “La Nuclear Blast è sempre più un incubo” e così via. Tali caratteristiche sottolineate dall’utenza, si sono in buona parte concretizzate senza se e senza ma. “Legacy of the Dark Lands”, in sintesi, è ciò che mi aspettavo basandomi su tutte le indiscrezioni uscite negli ultimi anni: un disco velleitario, forgiato solo e soltanto per dare sfogo alle voglie dei Bardi, il trionfo delle soluzioni che sperimentano, con alterne fortune, da “A Night at the Opera” ad oggi. Presunta epicità portata all’estremo, produzione bombastica oltre ogni limite, componente metal che dopo “l’affogamento” impietoso patito nel precedente album, è stata come sappiamo eliminata del tutto per l’occasione. Senza la durezza di chitarre e batteria, fondamentali al fine di conferire un minimo di sostanza, resta davvero poco di esaltante: troviamo, in abbondanza, tracce che nella maggior parte dei casi girano a vuoto senza “caricare” mai sul serio, finendo col costituire un soporifero mattone di un’ora e quindici minuti francamente indigeribile. Mi dispiace soprattutto perché una band lentissima, nonché tra le mie favorite ribadisco, ha cannato (a mio avviso) due uscite di fila, buttando al vento in pratica dieci anni di carriera. Non spero di rivedere il gruppo dei ’90, senza le tanto detestate componenti sinfoniche, primo perché è utopia e secondo perché in passato hanno saputo implementarle alla grande, ma confido appunto che tornino almeno a battere i sentieri esplorati nel periodo 2000-2010. Se invece la voglia rimarrà quella di proporre imperterrito lo stile attuale, vedrò di farmene una ragione. Intanto, questo “Legacy of the Dark Lands” rappresenta alla perfezione i Blind Guardian odierni: troppo ambiziosi, troppo velleitari, troppo indiretti, troppo patinati, troppo qualsiasi cosa. A quanto pare è piaciuto a tantissimi, ma almeno il sottoscritto, si tratta di uno strazio.
Black Me Out
Mercoledì 1 Gennaio 2020, 21.19.31
8
Solo applausi per la recensione magistrale di Raven (finalmente, ti aspettavo)! Riguardo il disco: un'opera che aspettavo da anni e anni e che finalmente è arrivata. Le premesse ascoltate sul web negli scorsi mesi non erano entusiasmanti, ma dato che amo da sempre i Bardi di Krefeld ho voluto rischiare in grande stile affidandomi all'amato vinile, doppio. Che dire? Prima di tutto questo disco orchestrale non solo chiama, ma ESIGE - a mio parere - il vinile! Un suono corposo, definito e avvolgente che sul piatto rivela tutta la sua potenzialità (e io di certo non ho un impianto di chissà che livello); la produzione è sontuosa e a differenza della media delle uscite della Nuclear Blast riesce a non suonare plasticosa, ma al contrario viva e autentica, donando a tutto il comparto strumentale - e vocale, ancor di più - la giustizia che merita. I brani poi sono per me esagerati: di certo non parliamo né di "fruibilità" assimilabile al metal, né di facile memorizzazione, ma la musica di quest'opera è sapientemente eseguita e composta e necessità di un ascolto attento, ma che a me ha coinvolto fin da subito. Sicuramente ritengo che questa sia un'opera da ascoltare nella sua interezza e non per singoli brani, ma se ragiono sul vinile il mio lato preferito rimane il C. Concordo in gran parte coi commenti #2 e #5: importantissimi i testi e se si ascolta leggendo e tenendo sotto mano le liriche e i bellissimi disegni dell'artwork interno (sul vinile anche la copertina è stupenda, si vedono chiaramente tutte le pennellate dell'acquerello) si gode ancora di più; non ho notato il clipping in In The Underworld sinceramente, anzi, pur ascoltando a un volume sostenuto il disco più e più volte sul piatto continuo solo ad apprezzare di più le sfumature sonore e le dinamiche - finalmente, come nel disco di Nick Cave, un album che sfrutta in modo decente le escursioni dinamiche! - , cosa non scontata parlando di Nuclear Blast e di Bauerfiend, che anche io inizio a mal sopportare nelle sue produzioni metal. Quindi per me questo è uno dei dischi dell'anno, chiaramente non credo che sarà ricordato come un album epocale, perché arrivato in ritardo di troppi anni, ma rimane e rimarrà un ottimo album di musica sinfonica. Voto giusto, ma colto dall'entusiasmo alzerei.
dorian gray
Mercoledì 1 Gennaio 2020, 21.11.18
7
un polpettone noiosissimo,al prossimo album elettrico(2020)????
Silvia
Mercoledì 1 Gennaio 2020, 20.49.03
6
Io sinceramente ho voluto assaporare prima solo la musica x crearmi delle sensazioni slegate dalla vicenda... e' vero che all'inizio disorienta pero' secondo me l'album offre un immaginario notevole anche senza conoscere la storia e anche se vi sembrera' assurdo nonostante due mesi di ascolti quasi quotidiani (non di tutto l'album chiaramente) non ho ancora sentito l'esigenza di leggere il booklet e le note . A proposito di aspettative credo che queste mi abbiano portato a immaginare gli intermezzi in modo diverso, meno narrati e piu' "musicati" come in Nightfall (narratori notevoli di sicuro fra l'altro). Il lavoro anche x me e' omogeneo nel suo complesso pero' al tempo stesso penso che ogni brano offra scenari diversi e regga bene anche all'ascolto frammentato
Luky
Mercoledì 1 Gennaio 2020, 20.17.52
5
Innanzitutto devo dire che sono contento che la recensione di un album così controverso sia stata affidata a un recensore oggettivo come Raven. Io, al primo ascolto, booklet dei testi + mini booklet della storia alla mano (ho la versione digipak), non ci ho capito niente, né musicalmente né riguardo la storia; gli eventi narrati sono diventati più chiari a una seconda rilettura, ma la musica ha richiesto più ascolti per essere assimilata, dato che, oltre a non avere chitarre, basso e batteria, la struttura delle canzoni è lontana dalle tipiche sonorità heavy metal. Nonostante tutto, col tempo l'album ha iniziato a prendermi sempre di più ed è diventato uno dei miei preferiti del 2019 e nella top3 della discografia dei Blind Guardian assieme a Nightfall e Imaginations; certo, non il capolavoro epocale che mi aspettavo da fan sfegatato dei bardi, ma un concept album veramente solido e degno erede di Nightfall in Middle-Earth, mutatis mutandis. La storia si fonde perfettamente con la musica, e il prodotto è un perfetto connubio tra questi due: per me, godere solamente delle note senza leggere il booklet è quasi un affronto, anche perché gli intermezzi non sono qualcosa di secondario come in Nightfall, ma sono più lunghi e parte integrante della narrazione. A tal proposito, volevo aggiungere che i narratori hanno fatto veramente un ottimo lavoro. Per quanto riguarda la parte musicale, come ho già detto le composizioni sono veramente belle, sulla strada degli ultimi Blind Guardian di Beyond the Red Mirror per dare un'idea grossolana, se si può accettare come paragone; non parlerò dettagliatamente delle singole canzoni una per una perché non mi sembra giusto estrapolarle dall'omogeneità del prodotto finale. Tutto molto bello, veramente un album maestoso, eppure l'attesa di 20 anni (10 per me che conosco i bardi dal 2010 ) non è completamente ripagata, perché nel profondo del cuore mi aspettavo un capolavoro epocale, ma si sa le aspettative troppo alte sono sempre un qualcosa da evitare. Anche la produzione è ottima a mio parere; anche se so che a molti non piace il modo di lavorare di Charlie Bauerfeind, secondo me in questo disco non c'è critica che tenga. Unica pecca dell'audio è un clipping dei microfoni sulla fine di In the Underworld, ma è una goccia nell'oceano. Il mio voto è 90.
Alfonso martino
Mercoledì 1 Gennaio 2020, 20.03.15
4
Io voglio i Guardian dei primi lavori fottutamente METAL questi sono una vera cagata..capito Gallina.
Shock
Mercoledì 1 Gennaio 2020, 19.38.28
3
Atteso per anni, forse troppi, vede finalmente la luce il tanto atteso album orchestrale dei Bardi.....beh insomma: prima di tutto infatti quel nome sulla copertina va bene fino ad un certo punto visto dei crucchi ci sono solo Hansi ed André, quindi di Blind Guardian come gruppo c'è ben poco. Innanzitutto la prima cosa che devo dire è che ho fatto molta fatica ad ascoltare più volte il disco perché e' troppo lungo e le parti narrate allungano il brodo a dismisura (anche se funzionali alla storia) rendendo l'ascolto difficoltoso. Poi alla fin fine dopo vari ascolti per me questo è un disco dei BG, senza la parte metal e con maggiore orchestra, ma il sound è quello: che infatti è la grande delusione di questo disco, perché i due bardi sono rimasti nel loro, senza osare quel qualcosa in più che, visto l'occasione, potevano sfruttare. Anzi, di fatti il protagonista del disco è Hansi, bravissimo nell'interpretare, che svetta su tutto, anche troppo visto che a volte l'orchestra fa solo da contorno. Un disco che bene o male prosegue nella scia del sound dei bardi post Nightfall, ne più ne meno, se ci fosse stato il resto del gruppo non sarebbe stato nient'altro che un nuovo loro album "normale". Penso che sarà un disco apprezzato solo (o quasi) dai fans del gruppo, anche se di tanto commenti letti per la maggior parte i giudizi sono negativi con l'aggettivo NOIA come più gettonato (anche da me); anche perché non essendo un disco di musica classica ma proprio orchestrale ha un target ridotto. Purtroppo per me un disco inutile. Oserei dire che aspetto il loro nuovo disco metal, purtroppo anche li le speranze di sentire un grande disco sono piuttosto basse, essendo ormai dopo Nightfall un gruppo in discesa stilistica.
Silvia
Mercoledì 1 Gennaio 2020, 19.29.39
2
Il disco che più ho ascoltato e amato quest'anno, un disco che è cresciuto esponenzialmente con gli ascolti perché a primo impatto alcune soluzioni mi hanno sorpreso molto. La recensione (fra l'altro ottima, complimenti!) esprime perfettamente ciò che penso, un album molto più metal di tanti altri senza il minimo cenno di distorsione e assolutamente e profondamente Blind Guardian nell'anima pur senza tutta la band al lavoro nè i suoni tipici del gruppo. X me il risultato è notevole x vari motivi: Hansi cerca di interpretare i diversi momenti con registri diversi e x me offre la sua migliore prestazione (non parlo di gusto perché io lo preferisco con la voce più ruvida come su Tales, x esempio) e a mio parere l'album si regge in gran parte sulla sua voce (infatti x me la versione strumentale non è altrettanto intensa). Oltre a questo credo che Andrè abbia dato vita ad un lavoro molto più "grezzo" e immediato di quel che un compositore classico puro avrebbe potuto fare e questo secondo me è uno degli aspetti più originali./// Curiosamente trovo questo disco molto più "lineare" rispetto ad alcuni altri lavori dei Bardi ed era da anni e anni che non apprezzavo così tanto una loro uscita. X ora Treason è il mio pezzo preferito ma ce ne sono molti altri notevoli e x quanto riguarda gli intermezzi in generale molti sono inseriti perfettamente nell'album tranne alcuni che a mio avviso sono un po' forzati, uno dei pochissimi appunti da fare a questo straordinario lavoro
hard & heavy
Mercoledì 1 Gennaio 2020, 19.06.32
1
grande Raven
INFORMAZIONI
2019
Nuclear Blast
Metal Opera
Tracklist
1. 1618 Ouverture
2. The Gathering
3. War Feeds War
4. Comets and Prophecies
5. Dark Cloud’s Rising
6. The Ritual
7. In the Underworld
8. A Secret Society
9.The Great Ordeal
10. Bez
11. In the Red Dwarf’s Tower
12. Into the Battle
13. Treason
14. Between the Realms
15. Point of No Return
16. The White Horseman
17. Nephilim
18. Trial and Coronation
19. Harvester of Souls
20. Conquest Is Over
21. This Storm
22. The Great Assault
23. Beyond the Wall
24. A New Beginning
Line Up
Hansi Kürsch (Voce)
Andrè Olbrich (Composizione)
Praga FILMharmonic Orchestra
 
RECENSIONI
 
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