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Cruentus - Fake
03/01/2020
( 655 letture )
A volte ritornano (ma in questo caso non se ne erano mai andati, mancavano solo dal mercato discografico) e lo fanno nell’unico modo credibile: mantenendo la loro integrità. Avevamo lasciato i baresi Cruentus davvero molto tempo fa, ossia nel 1996 con In Myself, album d’esordio che coronava una prima parte di carriera partita nell’89 e condita da due demo, li ritroviamo oggi e dopo altri due promo, con il loro secondo intitolato Fake. Gli anni passati tra i due lavori sono davvero tanti, ma il gruppo di Antonello Maggi resta sostanzialmente lo stesso al di là del cambio dei 2/5 della formazione, basato com’è su un’attitudine old school e fedele a un thrash/death dal forte impatto, impreziosito nell’occasione dallo sviluppo di un concept basato "sull’eterno dualismo esistenziale tra il bene e il male, spesso, fusi e confusi in un abbraccio che può essere anche mortale".

Realizzato con il patrocinio di Programmazione Puglia Sounds Record 2019 e registrato (con la sola esclusione di See You On The Top) presso il Mast Recording Studio di Bari, dove i Nostri si sono assicurati di ottenere un suono crudo e dal forte impatto in linea con la loro storia personale e con i dettami dello stile, Fake si presenta come il classico prodotto in your face. Come da tradizione dei pugliesi, però, niente affatto privo di ricercatezze. Corto – circa trentasette minuti – rabbioso, "fedele alla linea", Fake è una corsa da fare insieme alla band seguendo con attenzione lo sviluppo dei testi, curati in massima parte da Adriano Bogetich e fino ad arrivare all’inconsueta (ma non molto, se inquadrata nel complesso della storia del gruppo) See You On The Top, caratterizzata dalla tromba suonata da Alberto Racanati. Da Circles a Funambolism, quindi più o meno per la prima metà del CD, Fake mira maggiormente sull’urto massiccio delle composizioni, puntando su una sezione ritmica molto compatta, sul lavoro delle chitarre a rendere tutto sempre molto tagliente e sulla voce "cartavetrosa" di Nicola Bavaro. Da questo lotto emergono comunque Everspace, una specie di Bignami dell’album e Never Forget, un pezzo giocato su atmosfere sinistre, velocità contenuta e chiuso con un delicato arpeggio. Va notato, in ogni caso, che per quanto riguarda i Cruentus non è tanto una questione di velocità, quanto di energia sprigionata a prescindere da questa. Anche giocando sull’uso di alcune soluzioni meno scontate in fase di arrangiamento. Più variegata la seconda parte del prodotto, probabilmente anche per assecondare lo sviluppo dei testi. A proposito delle liriche e del concept in generale, è utile precisare che questo non si sviluppa in maniera canonica da un punto A ad un punto B, ma si serve più che altro di metafore per andare oltre il concetto di bene/male, per raccontarci la falsità complessiva della nostra realtà. Proseguendo nell’ascolto, Shadows è forse più vicina al punk che al thrash/death, mentre Blindness Means Watching riporta verso gli anni 80. Poi Step by Step va a fare il paio con Shadows per ciò che attiene alla violenza e allo spirito, ma in chiave più metal. La porzione finale di Fake si apre con il breve passaggio acustico intitolato Timeless. che introduce la chiusura metallica di The Strain, anche questo un pezzo che mostra una buona parte delle caratteristiche della musica dei Cruentus, i quali si congedano definitivamente con l’outro liquido See You On The Top e la sua tromba.

Ed alla fine della fiera, quando si guarda la copertina di Fake e ci si accorge che in un certo senso è falsa anche quella (quale delle due metà rappresentate è davvero quella buona e quale quella cattiva?) e che la simmetria che la contraddistingue è anch’essa un simbolo del messaggio specialmente nell’uso dei triangoli, ripensando alla musica ascoltata quello che resta tra le mani è un lavoro assolutamente made in Cruentus. Molto live nel modo di suonarlo e registrarlo, ma più profondo e strutturato di come appare ai primi ascolti. Saldamente ancorato al passato, eppure capace di parlare al presente in virtù sia dell’esperienza accumulata, che dell’appartenenza a una certa stirpe che rende il gruppo capace di maneggiare un meccanismo vecchio di costruzione, ma ancora perfettamente funzionante, Fake è semplicemente un lavoro che si affianca a In Myself come se di anni ne fossero passati tre, non ventitre.
Un risultato apprezzabile.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
62.25 su 4 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2019
Triple A Events Records
Death / Thrash
Tracklist
1. Circles
2. Everspace
3. Spoil the Flesh
4. Never Forget
5. Passin' Over
6. Funambulism
7. Shadows
8. Blindness Means Watching
9. Step by Step
10. Timeless
11. The Strain
12. See You on the Top
Line Up
Nicola Bavaro (Voce)
Antonello Maggi (Chitarra)
Domenico Mele (Chitarra)
Adriano Boghetich (Basso)
Valerio Di Masi (Batteria)
 
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