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Arch Enemy - Rise Of The Tyrant
( 7137 letture )
Attesi al varco dopo il deludente Doomsday Machine, tornano gli Arch Enemy, intenzionati ad invertire la rotta intrapresa.

Rise Of The Tyrant, questo il nome del nuovo nonché quarto monolite dell'era Angela Gossow, è stato preannunciato come il ritorno a sonorità più consone per la compagine svedese, vicine a quanto di buono era stato espresso con Wages Of Sin. Infatti, senza scomodare i primissimi ottimi capitoli della storia Arch Enemy, sicuramente l'episodio che ha segnato l'esordio della singer è risultato essere il prodotto di maggior interesse del nuovo corso. Ed almeno sulla carta, i presupposti per superare il momento difficile vi erano tutti: in particolare il ritorno a casa di Christopher Amott, fratello del grande Michael. In effetti il dualismo dei fratelli si avverte sin dalle prime note, grazie ad un netto protagonismo dei suoni di chitarra; si lasciano apprezzare piogge di virtuosismi, in un mare di riff e cambi di tempo alternati ai classici magistrali soli. Peccato che le note positivi si limitano a questi tecnicismi che con lo scorrere dei minuti assumono l'inquietante forma del mero esercizio di stile. Una ineccepibile attitudine verso il genere, non giustifica un approccio scolastico, che inevitabilmente si traduce in una forma-canzone derivata. Purtroppo l'involuzione nel songwriting sembra inarrestabile, e oggi più che mai si avverte lo spettro del "già sentito; se a tutto questo aggiungete una performance della Gossow poco incisiva e una ritmica inspiegabilmente ai minimi storici, non resta che costatare come tutte le ipotesi iniziali siano tristemente confutabili.

Resta inteso che l'ottima produzione e il formalismo collaudato negli anni, consentono al relitto di restare a galla: difatti brani come la The Last Enemy, I Will Live Again e Vultures, o meglio ancora la riuscita strumentale Intermezzo Liberte, quantomeno reggono ai primi ascolti. Ma davvero troppo poco per una band con ambizioni ben diverse e soprattutto con un passato così glorioso.

Stentata sufficienza per l'ennesima grande promessa non rispettata.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
50.18 su 64 voti [ VOTA]
Fear Fucktory
Domenica 1 Marzo 2020, 17.24.52
14
Ma come si fa a dare 60 a the rise of the tyrant...E a machine head - the blackening 90? Sono musicalmente la stessa cosa album che io trovo molto simili per sonorità.
Philospher3185
Venerdì 16 Novembre 2018, 0.05.05
13
Leggermente meglio dei due album precedenti, ma siamo ancora lontani da i fasti di Stigmata e burning bridges
Zethras Gorgoth
Domenica 14 Aprile 2013, 10.30.49
12
Secondo me, invece, questo è uno dei dischi più belli degli Arch Enemy, a partire dall'ingresso di Angela in formazione. Dopo un mediocre Anthems of Rebellion ed un eccellente -per chi scrive- Doomsday Machine, secondo me quest'album è quanto di meglio potesse uscire dalle dita dei fratelli Amott, molto semplicemente. Un disco che a parere personale non sfigura davanti ai lavori più datati ma che, in alcuni tratti, li eguaglia perfino. Diversamente dal suo successore, Khaos Legion, davvero mediocre sotto ogni punto di vista. Voto personale: 95
M0RPHE01978
Domenica 18 Novembre 2012, 12.06.24
11
Sicuramente il peggiore dell'era Gossow. Noioso.
Flag Of Hate
Lunedì 6 Giugno 2011, 13.04.07
10
Altro pessimo disco. Sapete cosa mi infastidisce? Questo gruppo basa il suo successo, il suo charme, sull'avvenenza della Gossow, cosa normale... nel Pop. Peccato che vocalmente la nostra teutonica velina sia estremamente mediocre, senza gli "aiutini" da studio di registrazione non regge. Per rendere giustizia ai veri Arch Enemy, bisognerebbe recensire i primi 3 lavori, quelli dell'era Liiva: "Black Earth", "Stigmata" e "Burning Bridges". Quelli erano dei capolavori del Death melodico, mica questa finta aggressività di plastica. 40/100
hsb
Lunedì 20 Dicembre 2010, 23.42.09
9
troppo ammorbidito il sound, ma a parte questo posso confermare la mia delusione . voto 60
Niko
Lunedì 5 Aprile 2010, 8.56.50
8
Grande album, ci sono poche band come gli Arch Enemy in giro
Fulvio
Mercoledì 3 Giugno 2009, 7.55.13
7
Non sono daccordo con la recensione. Blood on your hands e' dinamite allo stato puro!!!! Direi che hanno preso una strada piu melodica e meno rabbiosa ma pezzi come I will live again e revolution begin sono super! E' vero che ci sono delle canzoni deboli: ma piu che una sensazione di gia' sentito sono oggettivamente bruttine e basta. Capita, pazienza. Intermezzo liberte' e' grandiosa!!!
hm is the law
Venerdì 3 Aprile 2009, 21.55.29
6
Sono molto sorpreso da una valutazione così bassa. Secondo me è un grande disco con una stratosferica Agela Gossow alla voce.
Nikolas
Lunedì 17 Novembre 2008, 22.54.26
5
Una delle delusioni più concenti ultimamente...anche se in effetti era prevedibile..
CICCI0
Giovedì 27 Dicembre 2007, 18.52.41
4
DA PAURAAAAAAAAA!
Renaz
Giovedì 11 Ottobre 2007, 11.14.05
3
Quoto Peppe
Il Mentalista
Mercoledì 10 Ottobre 2007, 18.16.17
2
E' da 4 anni ormai che gli Arch Enemy sono alla frutta... Tra Spiritual Beggars e reunion dei Carcass direi che Michael Ammott ha di meglio da fare...
andrea
Martedì 9 Ottobre 2007, 19.27.03
1
é quanto di meglio ci si possa aspettare oggi dal trash/death melodico Assolutamente i migliori - 90
INFORMAZIONI
2007
Century Media
Death
Tracklist
1. Blood On Your Hands
2. The Last Enemy
3. I Will Live Again
4. In This Shallow Grave
5. Revolution Begins
6. Rise Of The Tyrant
7. The Day You Died
8. Intermezzo Liberte
9. Night Falls Fast
10. The Great Darkness
11. Vultures
Line Up
Angela Gossow (Vocals)
Michael Amott (Guitars)
Christopher Amott (Guitars)
Sharlee D'Angelo (Bass)
Daniel Erlandsson (Drums)


Link & Contatti:
Arch Enemy @Myspace
Arch Enemy @OfficialSite
 
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