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Cattle Decapitation - Death Atlas
08/01/2020
( 1873 letture )
Il grind non sono mai riuscito a farmelo piacere. Che poi, ad essere onesti, non è un genere che nasce per "piacere" all'ascoltatore, anzi tutto il contrario. È un qualcosa che probabilmente devi sentire dentro, pura furia primordiale senza limiti e regole, mitragliate di note ( e di canzoni) senza un'attimo di pausa e senza un apparente senso logico, e forse è questo il motivo principale che non ha mai fatto scoccare la scintilla. Ci ho provato e riprovato, senza successo. Ma non ringrazierò mai abbastanza le recensioni di The Anthropocene Extinction, che all'epoca mi incuriosirono a sufficienza e mi convinsero a dare una possibilità ai Cattle Decapitation: fu amore al primo ascolto. La bestia era stata domata, le forti tematiche, i riff schizofrenici, le vocals quasi inascoltabili, tutto era stato confinato in una gabbia fatta di tecnicismi in cui ogni dettaglio era al proprio posto, e tutto funzionava alla perfezione. Certo, mancava ancora qualcosa per poter eleggere l'album allo status di capolavoro, ma lo stile era unico nel suo genere e l'impatto (sul sottoscritto, ma non solo) fu tremendo. Capirete quindi che l'attesa per questo Death Atlas era spasmodica.

Attesa che è stata ripagata, perché quest'album è la consacrazione definitiva di una band che, partendo da una serie di album al limite del mediocre, ha saputo reinventarsi fino ad arrivare ad essere personale e riconoscibile dopo soli 10 secondi di musica. Death Atlas è semplicemente... ammaliante ( mai avrei pensato di usare questo aggettivo in una recensione del genere), è pervaso dalla melanconia, da una rassegnazione di fondo che ci riporta alla mente il decadentismo gotico nella sua forma più pura. Siamo di fronte ad un approccio diverso sin dal principio, che fa sì che tutto non risulti un po' forzato come nei lavori immediatamente precedenti, ma finalmente il forte messaggio, che suona sempre più come una sorta di ultimatum, riesce a coesistere con la musica che ha il compito di divulgarlo. Questo effetto è ottenuto soprattutto grazie alla struttura della tracklist: sono presenti ben quattro intermezzi ( le tracce 1,5,9,13) che aiutano a separare i pezzi più tirati e a rendere più fluido un album che rischierebbe altrimenti di diventare un ascolto fin troppo ostico. I pezzi però sono sempre in pieno stile Cattle Decapitation: folli sfuriate grind e tecnicismi esagerati alternati a momenti in cui le ritmiche rallentano e le chitarre sfornano ispirati riff uno dietro l'altro, il tutto condito dalla voce di Travis Ryan che salta incessantemente dal growl a quella sorta di cantato pulito, quasi strozzato, che ha da sempre generato opinioni contrastanti in merito. Le tracce sono quasi tutte di ottimo livello e molto diverse tra loro, ed è anche per questo che risulta difficile scegliere le migliori; è forse più semplice trovare i pochi pezzi che sembrano sottotono, e sono quelli in cui la band si concentra più sulla pura brutalità (per esempio The Geocide e Vulturous), uscendo un po' dall'atmosfera decadente che pervade il disco. Per quando riguarda il resto, le melodie si intrecciano magnificamente con le parti più violente, mettendo in risalto ogni strumento quando più è necessario: i blast beat sono più serrati che mai, spesso vicini all'ibrido black/grind degli Anaal Nathrakh, i riff risultano sempre ispirati, soprattutto nelle parti più rallentate, e come dimenticare il lavoro al basso della new entry Olivier Pinard, tra le altre cose assoluto protagonista della magnifica Time's Cruel Curtain. La traccia più atipica del lavoro, soprattutto per durata, è la title track di nove minuti ( che raggiunge gli undici se contiamo l'introduzione The Unerasable Past), che risulta però essere anche la vetta dell'intero album. I Cattle Decapitation tirano fuori un pezzo che potrebbe essere paragonato tranquillamente a una suite progressive (certo, senza dimenticarsi che si parla di death/grind...): una traccia in continua evoluzione le cui sfuriate lentamente si spengono dirigendosi verso lidi gothic, con le clean vocals di Travis che ci ricordano il compianto Peter Steele. Insomma, nove minuti che racchiudono tutto ciò che i Cattle Decapitation erano, sono e presumibilmente saranno.

Death Atlas è quindi un album che si candida a miglior disco technical death del 2019, ma non solo: I Cattle Decapitation sono entrati definitivamente nell'olimpo del genere, con un'opera complessa e trascinante che riesce a coniugare tematiche e testi importanti con tecnica, brutalità e melodia, e che sistema una volta per tutte i piccoli difetti dei due lavori precedenti.
"We deserve everything that's coming

We took this world to our graves"


Forse l'unica cosa che non ci meritiamo sono proprio i Cattle Decapitation.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
86.27 su 18 voti [ VOTA]
lisablack
Venerdì 24 Gennaio 2020, 16.23.34
35
Condivido tutto. 2 grandi dischi, anzi grandissimi direi ..ma 2 band differenti, entrambe pero' da supportare perche' sono il futuro del metal estremo . E ci sono pure altri 😀
Danimanzo
Venerdì 24 Gennaio 2020, 15.37.29
34
Sulla mini diatriba precedente su quale disco fosse migliore tra questo "Death Atlas" e il secondo album dei Blood Incantation, sottoscrivo Punto Omega. Sarebbe come paragonare i Napalm Death ai Morbid Angel; stesso sottogenere musicale, ma forme espressive molto differenti. E comunque entrambi disconi che trascendono l'anno di uscita !
Danimanzo
Venerdì 24 Gennaio 2020, 10.38.30
33
Non sono avvezzo a queste sonorità, diciamo troppo estreme, ma questo gruppo è davvero valido per potenza, tecnica ed inventiva e questo album è una bomba. I temi trattati ed i testi poi sono tremendamente attuali. Apocalisse.
Steve199
Sabato 18 Gennaio 2020, 19.44.42
32
Grande Album , 88 meritato, artwork spaziale , Bring back the plague è una canzone capolavoro, da riascoltare all'infinito. Anche death atlas è fantastica
lisablack
Sabato 18 Gennaio 2020, 11.27.51
31
Alessio..se per te il death metal sono solo i Death, allora di questo genere ti sei perso tanti capolavori. E lo dico io che i Death sono la mia band preferita..se tu non trovi nulla in questa " roba" passa oltre e lasciala a noi, io son da mesi che non lo levo dallo stereo, un motivo ci sara' 😀! I veri capolavori quali sono per te? Son curiosa..
lethalzorker
Sabato 18 Gennaio 2020, 9.15.21
30
@bradipo: lascialo perdere quello qui sotto. E' il solito fenomeno che vuole andare controcorrente per aizzare qualcuno senza neanche aver sentito l'album. Piuttosto...sono uscilte le date del tour europeo Marzo/Aprile e purtroppo come spesso accade niente date italiane. Speriamo nel Frantic e di vedere il loro logo spettacolare sul sito del festival al piu' presto
bradipo666
Giovedì 16 Gennaio 2020, 20.58.55
29
@Alessio ce ne faremo una ragione
Alessio
Giovedì 16 Gennaio 2020, 11.09.23
28
seriamente non capisco cosa ci troviate in questa roba ... non trovo nulla di geniale nè di orecchiabile. Emozioni zero . Per me che sono di vecchia data il death metal è solo quello dei DEATH . Il resto quasi tutta fuffa trita e ritritaed effetti speciali inutili e senz'anima. Poi se il nichilismo cosmico merita un 88 ok me ne farò una ragione... intanto mi rimetterò all'ascolto di qualche vero capolavoro
bradipo666
Martedì 14 Gennaio 2020, 19.53.42
27
@lethalzorker è ufficiale, sono gia stati annunciati, in piu conosco gli organizzatori
bradipo666
Martedì 14 Gennaio 2020, 19.53.41
26
@lethalzorker è ufficiale, sono gia stati annunciati, in piu conosco gli organizzatori
lethalzorker
Lunedì 13 Gennaio 2020, 19.06.29
25
Grazie Bradipo per la dritta ma ancora non c'e niente di ufficiale. Anche su sito del frantic vedo solo che hanno esaurito i blind ticket x 3 giorni a scatola chiusa ad un prezzo super conveniente...
Rally
Lunedì 13 Gennaio 2020, 18.28.49
24
La madre degli hypster è sempre incinta. Purtroppo.
bradipo666
Lunedì 13 Gennaio 2020, 12.56.10
23
@lethalzorker: ad Agosto saranno al Frantic Fest - Fracavilla al mare (Abruzzo)
dariomet
Venerdì 10 Gennaio 2020, 20.33.10
22
hanno avuto un evoluzione pazzesca dai primi album...mi unisco al coro degli applausi.Un album stupendo che sto ascoltando a ripetizione, se questo è il futuro del metal siamo in buone mani
lethalzorker
Venerdì 10 Gennaio 2020, 19.33.37
21
Album STRATOSFERICOOOOOO!!! Mio voto 99! Come vorrei vederli dal vivo......
Punto Omega
Venerdì 10 Gennaio 2020, 11.04.35
20
@AC: non mi riferivo a nessuno in particolare. Per me i due dischi sono entrambi molto validi. Se si tratta di unq questione gusto personale (in tal caso la mia preferenza va a Death Atlas) per esprimere il disco che in ambito death metal ha dato le maggiori soddisfazioni, il discorso può starci. Però è come parlare degli Obituary in una recensione dei Necrophagist.
AC
Venerdì 10 Gennaio 2020, 10.38.33
19
Non so se ci si riferisce a me, comunque, ho citato i Blood Incantation non per fare paragoni sulla specifica proposta (infatti non li ho fatti) ma semplicemente per dire che per me, in ambito Death, quello dei suddetti è molto meglio di questo dei Cattle e, sempre per me, all'interno del genere (visto che si tratta sempre, appunto, di Death Metal e non altro) quello è il disco dell'anno.
Punto Omega
Venerdì 10 Gennaio 2020, 9.12.16
18
Gran disco, dotato di personalità e inventiva. Non capisco i paragoni con i Blood Incantation che, pur rimanendo nello spettro dello stesso genere, fanno tutt'altra cosa.
Luigi
Venerdì 10 Gennaio 2020, 5.04.09
17
Passo indietro rispetto ai precedenti, voce ridicola. Durclassati dai Blood Incantation. Voto 55
lisablack
Giovedì 9 Gennaio 2020, 20.36.44
16
Sì, il paragone Fabryz ci sta'👍
FABRYZ
Giovedì 9 Gennaio 2020, 18.22.50
15
Sono d'accordo con chi ne parla come disco dell'anno,anche secondo me lo e', x stacco e inventiva rispetto a tanti altri gruppi dello stesso genere death/grind (e non solo questi visto il mondo che presentano nella loro proposta)..aldila' delle parole x descrivere la loro musica e di elogio gia' spese nella recensione e da alcuni commenti, l'unica cosa che posso dire (e so gia' che qui saro' preso x pazzo e x quello che non capisce niente di musica) e' che questo album mi ha riportato alla memoria (con i vari distinguo artistici ovviamente) a quando ho sentito x la prima volta demanufacture dei FF e city degli SYL..non so, sara' x l atmosfera decadente ed epica a tratti dark e rassegnata ma distruttiva come pochi oltre all'alternarsi stilistico delle vocals..e' insomma un disco che ho amato dopo qualche ascolto anche x avermi riportato a quegli anni musicali di scoperta e sperimentazione..chapeau
Jansen
Giovedì 9 Gennaio 2020, 17.44.57
14
@skydancer non è eccessivamente nelle mie corde, preferisco il death più melodico (alla Fleshgod per intenderci) e infatti la mia canzone preferita per distacco è la title track, veramente magnifica. Tornando ai Wilderun, spero davvero che qualcuno possa recensirlo per sentire anche i pareri di altri, per me merita tantissimo. Ovviamente non so quante volte tu lo abbia ascoltato, ma con gli ascolti cresce parecchio
frank
Giovedì 9 Gennaio 2020, 13.02.42
13
@skydancer Esatto, come effetto "wow" al primo ascolto e' assicurato. La mia critica e' piu rivolta al fattore tempo e godibilita'. I precedenti lavori essendo piu' articolati e tecnici, forse nel tempo saranno piu' longevi,in quanto necessitano di piu' ascolti per goderli appieno. Diciamo che in questo periodo in cui escono ottomila dischi ogni mese, sia i recensori che ascoltatori, fanno piu' breccia i dischi che colpiscono al primo ascolto, che poi pronti via, bisogna passare a recensire ed ascoltare la prossima release. Vediamo se nel corso degli anni, questo atlas reggera' il passare del tempo.
Skydancer
Giovedì 9 Gennaio 2020, 12.11.41
12
@frank sono d'accordo su ciò che dici, questo ha un'effetto "wow" sin dal primo ascolto, però (parere personale) è proprio uno dei suoi punti di forza. Per gli album precedenti sento di aver bisogno del mood giusto per godermeli appieno, Death Atlas invece fa sempre il suo sporco lavoro . @Jansen non li conoscevo, e l'ho trovato effettivamente molto bello e curato( forse un po' lunghetto...). Purtroppo per la recensione non posso garantire nulla. Di questo invece che ne pensi? @DEEP BLUE non era mia intenzione denigrare il grind, anzi se è passato quel messaggio me ne scuso. @tutti gli altri grazie per i commenti e le opinioni ben motivate, immaginavo ci sarebbero stati pareri contrastanti in merito, ma è anche questo il bello della discussione.
Galilee
Giovedì 9 Gennaio 2020, 11.26.30
11
Proverò ad ascoltarlo. Avevo adorato the harvest floor, i seguenti li ho trovati troppo melodici e con troppe influenze black che mi han fatto storcere il naso. Vedremo.
lisablack
Giovedì 9 Gennaio 2020, 7.35.19
10
Album bellissimo..posso dire capolavoro? Lo dico..per ora il miglior album dei Cattle ( considerando che anche gli altri sono ottimi dischi) un' album che racchiude in sé tutta la sofferenza e la disperazione del mondo. Questo ho capito dai testi..e' proprio un viaggio nel lato oscuro dell' umanita', un viaggio che porta solo all' inevitabile estinzione..i brani tutti spettacolari, su tutti la title track che e' perfino malinconica e chiude degnamente questo capolavoro..in ambito death il disco del 2019. Complimenti alla band..95
Luca Dondoni
Mercoledì 8 Gennaio 2020, 22.14.18
9
Lo avrò ascoltato già cinquanta volte. Disco dell'anno, per me. Cupo, primordiale, brutale. Bellissimo. Questi ragazzi sono in gamba davvero. Il futuro del metal è qui.
DEEP BLUE
Mercoledì 8 Gennaio 2020, 22.07.43
8
Questo devo ancora ascoltarlo, il precedente mi sembro' bellissimo.Scrivo per un altro motivo pero' , non ascolto solo metal ma di tutto e di piu' eppure posso affermare che il Grindcore e' una corrente musicale di tutto rispetto e udite udite di grande creativita', non solo in ambito metal ma anche rispetto altri stili musicali.
AC
Mercoledì 8 Gennaio 2020, 21.43.23
7
Non è un brutto lavoro, ma trovo sia eccessivamente lungo. Arrivare alla fine è per me assai difficile. Con qualche canzone in meno sarebbe stato un ottimo disco, così invece faccio fatica a finirlo e la sensazione di pesantezza (in senso negativo) che provo è sintomo che non sono di fronte a un capolavoro, almeno secondo i miei parametri. Peccato, perché per buona parte regge bene. In ambito Death il vero capolavoro dell'anno è quello dei Blood Incantation.
Pacino
Mercoledì 8 Gennaio 2020, 21.40.33
6
Disco sufficiente poco più, il loro miglio resta The Harvest Floor. Voto 63.
Jansen
Mercoledì 8 Gennaio 2020, 20.30.34
5
Semi off topic, ma prima o poi recensirete veil of imagination dei Wilderun? Perché per me è il vero album dell'anno però non lo ha cagato praticamente nessuno. Mi sa che dovrà passare parecchio tempo prima che trovi un altro album prog death di quel livello
Korgull
Mercoledì 8 Gennaio 2020, 19.56.32
4
Un album di una bellezza, di una crudezza e di una spietatezza disarmanti. Per quel che mi riguarda una delle vettedel decennio, mai me lo sarei aspettato da loro. Lavoro da tramandare ai posteri, da studiare sia musicalmente che a livello lirico
Andry Stark
Mercoledì 8 Gennaio 2020, 19.11.27
3
Ottima recensione, sono d'accordo su tutto. Se già con Monolith of Inhumanity avevano fatto il botto con Death Atlas hanno fatto esplodere una bomba atomica, un disco devastante e affascinante, da quando è uscito il mio entusiasmo non è calato anzi è un continuo crescendo. Per me il disco metal dell'anno. Voto 95.
Graziano
Mercoledì 8 Gennaio 2020, 18.23.55
2
Per me rasenta il capolavoro.....
frank
Mercoledì 8 Gennaio 2020, 15.39.53
1
Andro' controcorrente, ma a me non e' piaciuto, parlo rispetto ai loro precedenti lavori. Questo disco sembra strutturato chirurgicamente per avere al primo ascolto l effetto "WOW"!, e in effetti e' cosi al primo ascolto. Ma finisce li', gia' dal secondo ascolto non c'e' piu' molto da scovare nelle canzoni, e anche le "clean vocals" anchesse al primo ascolto generano un "wow", ma dal secono in poi cominciano ad essere fastidiose. Mentre il loro precedente lavoro ad ogni ascolto genera entusiasmo. Hanno puntato sul "one listen, one shot" 60
INFORMAZIONI
2019
Metal Blade Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. Anthropogenic: End Transmission
2. The Geocide
3. Be Still Our Bleeding Hearts
4. Vulturous
5. The Great Dying
6. One Day Closer to the End of the World
7. Bring Back the Plague
8. Absolute Destitute
9. The Great Dying II
10. Finish Them
11. With All Disrespect
12. Time's Cruel Curtain
13. The Unerasable Past
14. Death Atlas
Line Up
Travis Ryan (Voce, Tastiere)
Josh Elmore (Chitarra)
Belisario Dimunzio (Chitarra)
Olivier Pinard (Basso)
David McGraw (Batteria)
 
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