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Haunter - Sacramental Death Qualia
08/01/2020
( 736 letture )
Piombano quasi dal nulla gli Haunter, bisogna ammetterlo. Pochi li conoscono (erano partiti come gruppo screamo) e altrettanto pochi erano quelli che nel 2016 misero gli occhi sul debutto Thrinodìa, album caotico, spietato e accompagnato da una produzione terrificante (da prendere positivamente). Dopo tre split ecco che il trio di San Antonio si ripresenta sotto I, Voidhanger Records con una misteriosa copertina (uno dei tanti magici quadri di Elijah Gwhedhú Tamu, leader dei Panegyrist) che fa da biglietto da visita a Sacramental Death Qualia. Un EP che di EP non ha nulla, dato che siamo al cospetto di un disco che dura quarantasei minuti.

L'irruenza del debutto c'è tutta e colpisce l'ascoltatore dall'inizio. Ci sono blast beat, scream/growl e tanti riff. Ma a differenza del precedente disco, in questo caso i nostri hanno decisamente migliorato ogni singola caratteristica; la produzione è più pulita, tanto che anche le tastiere e le chitarre acustiche diventano riconoscibile si prendono lo spazio che gli spetta. E non solo, perché a giovarne più di tutti sono le chitarre; il trio costruisce i brani sono costruiti su sequenze di riff molto elaborati, pieni di dissonanze, scale e intrecci vari, e una produzione come questa, curata da Brendan Sloan dei Convulse, dà come risultato finale un lavoro più coeso nonostante le atmosfere caotiche. Ma il trio è bravo anche nel costruire brani che non puntano tutto sul caos, infatti sono tanti i momenti in cui a diventare protagonisti sono arpeggi, tastiere e attimi di calma che oltre a rendere il lavoro più “orecchiabile”, donano quella varietà che sottolinea le capacità compositive dei musicisti. E se inizialmente ci si può sentire un po' spaesati, con gli ascolti si viene letteralmente catturati dal black/death dei texani; riuscire a scrivere brani che vanno dai sette ai dodici minuti di durata senza che questi girino a vuoto o non portino da nessuno parte è un'impresa non da poco, e i nostri ci riescono. Prendiamo ad esempio Spoils Vultured upon Sole Deletion, pezzo con un andamento che si muove tra il calmo e il delirante in cui l'apice si raggiunge nei minuti finali, in cui le due anime si mescolano per sfociare in un arpeggio cristallino e malinconico. Malinconia che regna incontrastata nella strumentale Abdication, strumentale di sette minuti in totale contrasto con tutto quello ascoltato prima. Si tratta infatti di arpeggi e tastiere che rilassano prima degli ultimi due assalti: Subversion of a Heathen Tongue e Sacramental Death Qualia. Entrambi i brani non si discostano tanto da quanto ascoltato prima, ma la titletrack, di ben dodici minuti, riconferma le qualità compositive del trio. Ciò che stupisce e che alla fine mette gli Haunter in risalto è la capacità di legare tra loro riff a tratti diversissimi, e si passa davvero da quelli più semplici a quelli più assurdi, senza mai che questi sembrino uniti in modo forzato. Un approccio che permette ai nostri di spaziare tra il black e il death in ogni sua forma e che dimostra come una grande abilità tecnica allo strumento possa dare risultati lontanissimi da quelli che generalmente ci si immagina.

Sacramental Death Qualia merita indubbiamente di finire in una top di fine anno (2019) e si spera che questo possa essere non solo un grande passo avanti ma un inizi per qualcosa di veramente grosso. Non è un gruppo facile, e il fatto che esca per la nostrana I, Voidhanger Records dovrebbe aiutarvi a capire di che si tratta. Il black/death dei tre è infatti sulla scia di gruppi che partendo dallo stesso genere esplorano altri lidi e divengono così difficilmente etichettabili tipo Tchornobog, Esoctrilihum o Mizmor. Ma il fascino sta anche qui, scoprire espressioni sonore complesse e informi.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
57.75 su 4 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2019
I, Voidhanger Records
Death / Black
Tracklist
1. Dispossessed Phrenic Antiquity
2. Spoils Vultured upon Sole Deletion
3. Abdication
4. Subversion of a Heathen Tongue
5. Sacramental Death Qualia
Line Up
Bradley Tiffin (Voce, Chitarra, Basso, Tastiere)
Enrique Bonilla (Chitarra)
Mark Cruz (Batteria)
 
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