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Miscarriage - Imminent Horror
09/01/2020
( 60 letture )
Diciamo da subito che se cercate qualcosa di vagamente ragionato e accessibile, rimarrete molto delusi. Se invece siete alla ricerca qualcosa di estremo, estenuante e che evochi scenari disturbanti e in cui regni la depravazione, allora fatevi avanti e gettatevi immediatamente su Imminent Horror, nuovo album del duo internazionale Miscarriage. Inizialmente nati come progetto grindcore/noise, con questo nuovo lavoro, il quarto in carriera, i nostri rivedono “tutto” e cacciano uno dei dischi più interessanti del 2019.

Che il duo abbia sempre trovato attraenti certi contesti sonori e visivi non lo si scopre certamente oggi. I tre precedenti album erano infatti una trilogia dedicata all'omicidio, il debutto invece era dedicato agli abomini in generale. E questa volta? Si ha a che fare con l'orrore, più precisamente orrore unito a depravazione, squallore e tutto quello che ne segue. Se sotto questo aspetto non c'è nulla di nuovo, quello che è veramente nuovo per i due è l'approccio, in pieno contrasto con quanto ascoltato fino ad oggi. Ma non del tutto. Partiamo dal presupposto che definire death/grindcore/goregrind o chissà che altro un disco simile sarebbe alquanto riduttivo. Per pura comodità ci limiteremo a definirlo “death/doom”, ma seguiteci e ascoltate. Niente blast beat, niente sfuriate di tempo vecchia scuola e niente riff che si fissano in testa al primo ascolto. I due vanno lenti, molto lenti, e utilizzano le chitarre più per imbastire un moro sonoro fastidioso e pesante che per accompagnare l'ascolto o creare una qualsivoglia trama musicale. Per rendere ancora più chiaro il tutto, prendete l'immenso debutto dei Carcass e rallentatelo del 100%, più o meno. Le sette tracce arrivano infatti ad essere in bilico tra lo sludge e doom, non solo per i tempi scelti, ma proprio per i “riff” delle sei corde. Non c'è chissà quale fantasia, scordatevi legati, assoli o che, ma è molto interessante come un disco simile riesca comunque ad essere concreto grazie alla scelta dei suoni e ad altre piccole trovate come arpeggi e dissonanze. L'elemento che quindi enfatizza il tutto è la produzione, volutamente sporca, verrebbe da dire “fangosa” e per questo molto accostabile ad uscite sludge di un certo tipo. Il tutto viene ovviamente interpretato da un mix di voci che vanno dallo scream più disperato al growl più gutturale e indecifrabile; anche in questo caso, tale scelta è innegabilmente riuscita e sensata, e dato il contesto viene difficile, se non impossibile, pensare ad un altro tipo di growl o più in generale ad una variante vocale che possa legarsi a dovere. È davvero inutile parlare dei singoli brani, vi basti sapere che si ha a che fare con sette brani che si muovono tra i sei ed i dodici minuti, pertanto il disco ad una durata complessiva di ben un'ora e cinque minuti.

Non è facile, bisogna dirlo; i ritmi lenti, le chitarre utlizzate in questo modo, la batteria ed il basso che hanno come scopo solo quello di appesantire il suono, il taglio noise della proposta e il senso di monotonia generale, unito ad senso di nausea costante, rendono Imminent Horror uno di quei dischi molto particolari, forse anche troppo per fare in modo che incontri i gusti di certi ascoltatori. Siamo però convinti che chi sguazza in sonorità estreme e deviate e abbia ben chiaro il senso di un lavoro simile rimarrà affascinato e non avrà problemi a considerarlo come uno dei lavori più interessanti del 2019.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2019
Sentient Ruin Laboratories
Death / Doom
Tracklist
1. I
2. II
3. III
4. IV
5. V
6. VI
7. VII
Line Up
Jon Paxton (Voce, Chitarra, Basso)
Ulf Nylin (Batteria)
 
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