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Vltimas - Something Wicked Marches In
10/01/2020
( 58 letture )
È normale e bisogna ammetterlo: pochi vedevano di buon occhio gli Vltimas, progetto che coinvolge musicisti di spessore. Più precisamente parliamo di gente che per tanti motivi è entrata nel cuore: Rune "Blasphemer" Eriksen (Aura Noir), Flo Mounier (Cryptopsy) e poi lui, il cantante death metal che più di tutti ha “lasciato” un brutto ricordo: David Vincent (Morbid Angel). Ammetterlo non è facile, ma forse è proprio la presenza di quest'ultimo ad aver fatto storcere il naso a molti.

Ed è stato un grossissimo errore, perché il debutto del super-trio, Something Wicked Marches In è la cosa migliore che potessero fare e che nessuno si aspettava. Una di quelle volte in cui ciò che hai sulla carta corrisponde poi a risultati veramente eccelsi, ottimi. Ci si aspetterebbe un incrocio tra death e black, con una valanga di riff interessanti e assassini nati dalle mefistofeliche mani di Eriksen. E così è stato. Il chitarrista, che non è certamente l'ultimo arrivato ha sempre convinto, anche nei Mayhem e se c'è una cosa che mette tutti d'accordo è che nonostante tutto, il tempo, l'età e i gruppi in cui suoni, la qualità resta sempre alta. Il primo grande piacere del disco è dato quindi da ogni singolo riff. Ad esser più precisi in merito alla proposta, i tre creano sì un mix di death e black, ma sono certamente più vicino a quel death metal figlio di Domination dei Morbid Angel. E il tutto funziona benissimo, anche per la voce di Vincent, cantante che su questi ritmi riesce sempre a regalare ottime prestazioni. Oltre al fatto che anche lui sembra sia invecchiato benissimo.Brani quindi dal taglio bellico, diretti e sfrontati che non mancano di concedersi ad attimi più lenti; verrebbe da pensare che ad essere penalizzato sia Mounier, che si è solitamente abituati a sentirlo su ritmi più schizofrenici. E se da un lato è vero che il canadese ha dovuto rinunciare a qualche funambolismo, dall'altro è anche vero che si trova naturalmente a proprio agio facendo sembrare il tutto incredibilmente facile e a portato di mano. L'unione di riff serrati e tappeti di blast beat/doppio pedale danno soddisfazione, ed è bello sentire che musicisti simili siano ancora in grado di colpire come in passato nonostante il tempo. Ci sono delle vere e proprie cannonate, perché così ci sentiamo di definirle, cannonate: la titletrack prende in pieno e dimostra come Vincent sia ancora in grado di tirare fuori ritornelli catchy come pochi altri sanno fare, stessa cosa in Monolith, dove le atmosfere melmose di Domination sono più vive e si mischiano a delle dissonanze di scuola black. Stessa cosa per la più sulfurea Last Ones Alive Win Nothing, splendido pezzo che non sfigurerebbe in un album dei recenti Mayhem e, giusto per citarne un'altra, Total Destroy!, il cui titolo rende superflua ogni altra spiegazione. Verrebbe da definirlo un album perfetto, e in sostanza lo è perché viene difficile trovare difetti veri e propri. I pezzi ci sono, funzionano tutti e in pochissimi ascolti è probabile che vi ritroviate a canticchiare qualche ritornello o riff di chitarra.

Lasciate stare le malelingue, i pregiudizi e altri discorsi assurdi. Sperate solo che questo progetto abbia vita lunga e ci regali un altro disco altrettanto valido. Tra un Vincent ispiratissimo, un Mounier che sembra sempre ragazzi e un Eriksen che sembra quasi un Re Mida mandato da chissà quale diavolo, Something Wickedn Marches In è tra le più belle uscite dell'anno.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
80 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2019
Season of Mist
Death / Black
Tracklist
1. Something Wicked Marches In
2. Praevalidus
3. Total Destroy!
4. Monolilith
5. Truth and Consequence
6. Last Ones Alive Win Nothing
7. Everlasting
8. Diabolus Est Sanguis
9. Marching On
Line Up
David Vincent (Voce)
Rune "Blasphemer" Eriksen (Chitarra)
Flo Mounier (Batteria)
 
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