Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Witchwood
Before the Winter
Demo

Bleakheart
Dream Griever
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

04/12/20
MAJESTICA
A Christmas Carol

04/12/20
SQUEALER
Insanity

04/12/20
GONE IS GONE
If Everything Happens for a Reason… Then Nothing Really Matters at All

04/12/20
HYRGAL
Fin de Règne

04/12/20
MAGIC DANCE
Remnants

04/12/20
IRON SAVIOR
Skycrest

04/12/20
NEAL MORSE
Jesus Christ The Exorcist (Live At Morsefest 2018)

04/12/20
SCULPTOR
Untold Secrets

04/12/20
BLUE OYSTER CULT
Live at Rock of Ages

04/12/20
SERPENTS OATH
Nihil

CONCERTI

04/12/20
NAPALM DEATH
TRAFFIC CLUB - ROMA

06/12/20
BORKNAGAR + SAOR + CAN BARDD
CAMPUS MUSIC INDUSTRY - PARMA

11/12/20
NANOWAR OF STEEL
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

18/12/20
DESTRUCTION + GUESTS (ANNULLATO!)
LEGEND CLUB - MILANO

19/12/20
SKANNERS + ARTHEMIS + GUESTS
THE FACTORY - S. MARTINO BUON ALBERGO (VR)

14/01/21
THE BLACK DAHLIA MURDER + RINGS OF SATURN + VISCERA
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

20/01/21
SHADOW OF INTENT + GUESTS
LEGEND CLUB - MILANO

06/02/21
MAGNUM + GUEST TBA (CANCELLATA)
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

11/02/21
VENOM INC. + GUESTS
TRAFFIC CLUB - ROMA

12/02/21
VENOM INC. + GUESTS
THE FACTORY - S. MARTINO BUON ALBERGO (VR)

Motorhead - Overnight Sensation
11/01/2020
( 1361 letture )
Sono decisamente pochi i gruppi che hanno prodotto una sfilza di dischi fotocopia o giù di lì, riuscendo comunque quasi sempre a far sembrare tutto fresco e piacevole da ascoltare. Se però esistesse una classifica di merito relativa a queste band, i Motorhead si piazzerebbero senz’altro al vertice della categoria. Edito in concomitanza con il ritorno alla classica formazione a tre a seguito della fuoriuscita del compianto Würzel e presentato al pubblico da una cover fotografica che mostrava il terzetto in tutto il suo splendore (l’unica del genere dai tempi di Ace of Spades) con al centro un Lemmy "smustacchiato" per esigenze promozionali, Overnight Sensation evidenziava le più che classiche caratteristiche del gruppo e anzi, recuperava in modo un po’ più marcato quelle tipicamente rock 'n' roll e blues che erano alla base della formazione musicale di Kilmister, senza perdere per questo in potenza e velocità complessiva.

Prodotto da Howard Benson (un tizio che raccoglierà due nomination come Producer of the Year Grammy Award nel 2007 e nel 2008), l’album era aperto da Civil War, un classico pezzo à-la-Motorhead. Diretta, essenziale e pesante come richiesto a ogni canzone col compito di inaugurare un disco del gruppo. Questo è inoltre l’unico brano in cui sia presente un apporto esterno alla scrittura, con Magnus Axx (Swedish Erotica) a comparire nei credit. Si prosegue con Crazy Like A Fox, che chiarisce ai neofiti il senso del famoso motto We are Motörhead and we play Rock 'n' Roll!. Rock in quanto tale con I Don't Believe A Word, destinata a diventare una delle canzoni del gruppo più conosciute dal grande pubblico e Lemmy più interpretativo nelle parti vocali. Poi spazio alla classica e sfrenata corsa motorheadiana di Eat The Gun a mostrare quanto anche il punk sia debitore di questa band e perché i Motorhead siano sempre stati apprezzati in quell’ambiente. Il substrato blues/rock di Overnight Sensation si mostra chiaramente sin nel suo riff portante, così come nell’interpretazione chitarristica di Campbell, sia ritmica che solista. Uno "ignorantissimo" riff regge Love Can't Buy You Money, che alcuni pensano essere dedicata a Würzel e pezzo che procede sicuro fino alla fine col classico piglio da così è, se vi pare che è alla base della filosofia musicale del gruppo. Così fa anche Broken, pur in chiave più marcatamente rock’n’roll, ma è tempo di tornare a quell’atmosfera vicina a Ace of Spades richiamata già dalla copertina. Detto, fatto: ci pensa Them Not Me a provvedere a base di bpm elevati, rallentamenti ad hoc e ripartenze che a loro tempo hanno fatto la felicità di tanti headbanger chiusi nelle loro camerette. Ancora velocità sostenute, ma nuovamente più bluesy con Murder Show, poi un tocco oscuro anche dal punto di vista vocale –ma ancora e tanto per cambiare dannatamente blues- con Shake The World e album che termina con la leggerezza della chitarra acustica di Listen To Your Heart. Che poi, a ben vedere, è proprio il modo in cui andrebbe goduto ogni lavoro dei Motorhead.

Potenzialmente esposto a forti contraccolpi causati dal cambio di assetto nella line up del gruppo, Overnight Sensation è invece un lavoro ben riuscito. Sempre sicuro e veloce nelle registrazioni Mikkey Dee (Lemmy dichiarò che, come sempre, terminò in anticipo e registrò tutto in un solo giorno, mentre l’intera operazione fu chiusa nell’arco di un mese) e assolutamente regolare l’apporto di Kilmister, il disco prestava sulla carta il fianco a un possibile calo da parte di Campbell nel caso in cui il chitarrista avesse sentito troppo la responsabilità di dover scrivere da solo e non con Würzel. Lo stesso Lemmy riferì in alcune interviste di come Phil sentisse più pressione addosso, ma anche di come ne venne fuori alla grande confezionando una serie di riff e assoli magari meno aggressivi di quelli che Michael "Würzel" Burston tirava fuori dal cilindro ogni tanto, ma sempre perfettamente made in Motorhead. Aiutato finalmente da una buona distribuzione, fin lì un punto spesso dolente della carriera della band, Overnight Sensation ottenne anche buoni riscontri di vendita specialmente nel centro-nord Europa, dandole una certa stabilità. Non certo la miglior prova della carriera dei Motorhead, ma uno di quei classici dischi che pur non spostando sostanzialmente nulla nel corpus della loro produzione completa, resta come quasi tutti gli altri appagante da ascoltare ancora oggi. E così resterà per sempre.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
78.8 su 5 voti [ VOTA]
Elluis
Giovedì 16 Gennaio 2020, 18.01.09
7
Uno dei dischi che sinceramente mi è piaciuto meno della loro discografia, ci sono affezionato perchè ho il booklet autografato da tutti e tre, in occasione del loro concerto al Rainbow di Milano nel 1998.
Buried Alive
Mercoledì 15 Gennaio 2020, 16.45.58
6
Le prime 5 canzoni si fanno ricordare perché comunque sono pienamente Motorhead, in un modo o nell'altro (Eat the gun uno schiaffo in faccia, Overnight Sensation è il rock'n'roll "alla Lemmy"). La seconda parte del disco scivola, unico scossone Listen to your heart perché come detto da altri pare qualcosa di brit pop.
tino
Mercoledì 15 Gennaio 2020, 15.42.35
5
su wikipedia quando si fa un'affermazione di cui non si ha testimonianza scrivono citazione necessaria o senza fonte, questo per la questione della rasatura. Per il discorso artistico ricordo che me lo diedero all'epoca, ma non ci dedicai troppa attenzione in virtù di sonorità troppo poco adatte al loro dna, suoni troppo puliti e produzione troppo sopra le righe per gli standard del gruppo che ho sempre adorato in virtù della loro ruvidezza, ma può darsi che mi sia sbagliato, fatto sta che è un disco che non mi ha fatto venire voglia di rispolverarli a differenza invece di inferno
Fabio Rasta
Lunedì 13 Gennaio 2020, 17.21.19
4
Da autentico "patito" (come si diceva una volta) dei MOTÖRHEAD, non posso non riconoscere anch'io che non si tratti assolutamente di un disco indimenticabile. Ciò nonostante proprio da qui parte l'ennesima "seconda giovinezza" della Band di LEMMY, che, con un lento crescendo, a partire proprio dal successivo Snake Bite Love, li porterà nei 2000 a realizzare opere di assoluto valore. X quanto mi riguarda, da questo LP, benchè non mi schifi, anzi, sono daccordo col Raven che lo definisce "appagante", citerei solo la title track che è un gran pezzo, e Listen To Your Heart come evidente anomalia benriuscita. Mentre invece i baccanali ad oltranza tipo Civil War o Broken, non mi entusiasmano. Il resto abbastanza nella norma; sano e robusto R'n'R ma senza picchi significativi o illuminazioni particolari. /// Una domanda x il recensore: cosa significa sbarbato "x esigenze promozionali" e, se noti, quali retroscena hanno portato ad una simile affermazione? Curiosità, dal momento che LEMMY era capace di non andare + al cesso solo xchè qualcuno aveva provato ad imporglielo.
Aceshigh
Sabato 11 Gennaio 2020, 23.44.27
3
Sicuramente non è un album fondamentale nella discografia dei Motorhead, ma mi è capitato sotto mano qualche tempo fa... e l’ascolto è stato più che piacevole. Ci sono 3/4 pezzi che meritano veramente e Mikkey Dee mena di brutto. Successivamente faranno di meglio (penso alla doppietta Inferno / Kiss of death), anche di peggio... ma alla fine con i Motorhead si va (quasi) sempre sul sicuro. Forse sono di parte ma, su 22 album, se devo calcolare i veri passi falsi di questa band ... una mano mi basta. Voto 78
Rob Fleming
Sabato 11 Gennaio 2020, 17.40.02
2
Per me uno dei più deboli del gruppo, però Civil war, I don't believe a word e la puramente pop Listen To Your Heart (solo la voce di Lemmy ci toglie il dubbio che non si tratti di un gruppo brit che si è intrufolato dentro) sono brani che mi piacciono ancora oggi. Però è per la tournée a supporto di questo album che li andai a vedere e che con i miei occhi vidi una vera...ehm...groupie. Sotto il palco la notammo tutti. Lo dovette fare anche Campbell che una volta salito sul tour bus gridò a un roadie: "I want that blonde I want that fucking blonde". Che infatti salì e non scese più...We are Motorhead and we play rock and roll! 73
Shock
Sabato 11 Gennaio 2020, 13.34.11
1
Mi manca, un giorno lo comprerò.
INFORMAZIONI
1996
CMC Records
Heavy
Tracklist
1. Civil War
2. Crazy Like a Fox
3. I Don't Believe a Word
4. Eat the Gun
5. Overnight Sensation
6. Love Can't Buy You Money
7. Broken
8. Them Not Me
9. Murder Show
10. Shake the World
11. Listen to Your Heart
Line Up
Lemmy Kilmister (Voce, Basso, Chitarra acustica, Armonica)
Phil Campbell (Chitarre)
Mikkey Dee (Batteria)
 
RECENSIONI
s.v.
84
72
85
74
s.v.
87
80
70
80
77
82
80
72
92
76
80
80
63
82
98
85
s.v.
80
s.v.
ARTICOLI
31/12/2015
Articolo
MOTORHEAD
Ian Fraser Kilmister - Born to Lose, Lived to Win
02/07/2014
Live Report
MOTORHEAD + PINO SCOTTO
CITY SOUND, Ippodromo del Galoppo, Milano, 24/06/2014
27/09/2012
Articolo
LA STORIA DEI MOTORHEAD
La Recensione
18/07/2009
Live Report
MOTORHEAD + EXTREMA + MERENDINE ATOMICHE
Ippodromo delle Capannelle, Roma, 15/07/2009
03/07/2007
Live Report
IRON MAIDEN + MOTORHEAD + MACHINE HEAD
Stadio Olimpico, Roma, 20/06/2007
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]