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Altarage - The Approaching Roar
15/01/2020
( 59 letture )
Abbiamo imparato a conoscere i baschi Altarage con Nihl nel 2016, un debutto incredibile e che pochi gruppi sono in grado di registrare. Seguito da un altrettanto valido Endinghent nel 2017, nel giro di tre anni arriva il terzo disco in carriera per i tutt'ora sconosciuti musicisti. Parliamo di The Approaching Roar, rilasciato ancora una volta dalla Season of Mist.

Non è cambiato veramente nulla da quanto si è ascoltato fino ad oggi, e perché dovrebbero apportare modifiche o rinnovarsi? In fin dei conti sembra proprio che i tre abbiano trovato un proprio modus operandi e su quello puntano a costruire album sempre di qualità e in grado di non passare inosservati. The Approaching Roar è in sostanza un'altra ottima prova di black/death sulfureo e schiacciante in cui le atmosfere claustrofobiche e da incubo fanno da padrone. La scuola dei tre è sempre la stessa, ovvero quella di gruppi come Portal e Morbid Angel, ma è dagli esordi che il gruppo tende ad avere un approccio che defineremmo più accessibile e se vogliamo quadrato rispetto ai primi. Il delirio sonoro in cui ci getta ogni album è infatti più moderatamente controllato, i riff non arrivano ad essere così schizofrenici e cosa da non dimenticare, i cambi di tempo sono meno invasivi ed elaborati rispetto a quelli degli australiani. Questo, aggiunto al fatto che vi è sempre una certa attenzione per il legame tra pattern ritmici e riff di un certo tipo, a tratti gli Altarage sono molto vicini ai Morbid Angel di Gateways to Annihilation. Il tutto ovviamente deve essere messo sotto una prospettiva ben precisa, e in sostanza possiamo dire che i nostri siano ormai in grado di muoversi come meglio credono; si passa infatti da brani di due minuti ad altri monoliti neri di ben sette in cui le chitarre e la batteria esplorano ogni tipo di tempistica, nonostante vada comunque detto che ad essere preferite sono quelle più sostenute. Nonostante ciò, le atmosfere guadagnano tantissimo in termini di pesantezza quando si rallenta e si entra in territori dai richiami quasi doom, con le dissonanze e la voce che costruiscono un muro sonora innegabilmente d'impatto. La forza del disco non viene però a farsi notare già dal primo ascolto, e infatti abbiamo notato che pur essendo un disco valido, The Approaching Roar è meno convincente dei precedenti lavori, ed ecco perchè: il gruppo pubblica ininterrottamente dal 2015 e se da un lato è una cosa apprezzabile, dall'altro inizia a sentirsi un senso di affaticamento generale. Le idee sono sì buone, ma a tratti sembrano un po' meno convincenti che in passato, con brani che a volte tendono a perdersi su sé stessi e nel caos generale.

Nonostante ciò, il disco è valido e riconferma gli Altarage come uno dei gruppi più interessanti e spiazzanti degli ultimi anni. Con il loro muoversi tra death e black in qualche modo più quadrato e accessibile, non si potrà che restare ancora una volta soddisfatti, sperando però che a costo di prendersi un po' più di tempo per comporre, i baschi tornino ai livelli del primo strabiliante lavoro.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2019
Season of Mist
Death / Black
Tracklist
1. Sighting
2. Knowledge
3. Urn
4. Hieroglyphic Certainty
5. Cyclopean Clash
6. Inhabitant
7. Chaworos Sephelln
8. Werbuild
9. Engineer
Line Up
Sconosciuta
 
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