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Ira Green - 7
16/01/2020
( 4722 letture )
Non sempre a venir fuori dai talent, fenomeno in generale da stigmatizzare in maniera negativa, sono personaggi di rilievo scarso o addirittura nullo. Qualche volta, addirittura, capita che alcuni rifiutino di farsi schiacciare dal meccanismo della TV e delle major rifiutando contratti che sarebbero stati economicamente vantaggiosi, ma avrebbero stravolto totalmente la musica proposta. Per poi ripartire dai locali e dalle auto produzioni pur di continuare a fare ciò che si sente davvero. L’identikit di una di queste "bestie rare" è quello di Ira Green. Arrivata dopo dieci anni di gavetta a The Voice of Italy 2015 presentando alla giuria un pezzo dei Led Zep per poi essere eliminata prima della finale, dopo aver rifiutato i vari compromessi del muzic biz Ira è tornata a fare musica indipendente inserendosi in vari metal fest, si è autoprodotta un singolo intitolato Mondo Senza Regole ed ha avviato una campagna di crowdfunding per l’album RE(be)LIGION. Poi un altro singolo, la partecipazione fortunata allo Sweden Rock Festival, la chiamata come giudice al Festival Rock Feminino in Brasile e il viaggio negli U.S.A. Incontrato Fabrizio Simoncioni, (Litfiba, Ligabue, Negrita), dopo un secondo crowdfunding la Green presenta adesso 7, il suo secondo album.

Registrato da Marco Branca negli MBS Studios di Brescia, mixato da Fabrizio Simoncioni e masterizzato da Andrea De Bernardi, il disco presenta una interessante batteria di ospiti (Cesareo - Elio e le Storie Tese; Fabrizio Simoncioni – Litfiba; Federico Sagona - Litfiba, Piero Pelù, Noemi) che lasciano il loro tocco nelle canzoni cui partecipano. 7 poggia su un hard rock/blues che non rivoluziona certo l’assetto dei due generi e anzi, ne sfrutta la lezione in maniera devota, ma risulta ugualmente fresco e aggressivo anche per merito di evidenti richiami al metal e testi in italiano che risultano ben scritti. Basati su un concept riguardante i sette peccati capitali, ma raccontati da una prospettiva meno comune come quella dei peccatori, questi ultimi non vengono usati per comunicare contrizione, ma anzi, per stabilire come gli empi tirati in ballo non temano affatto il giudizio altrui. Risultando in tal modo interessanti e diretti come richiesto dall’impianto musicale complessivo. 7 è aperto da Lussuria – Fuori Controllo, un hard rock/blues aggressivo che mette subito in primo la chitarra di Cesareo e la voce di Ira, perfettamente adatta al genere e in grado di creare la giusta tensione. Ritornello che si pianta subito in testa, un tocco di dolcezza nell’arrangiamento e canzone che semplicemente funziona. Superbia – Icaro si muove più o meno sulle stesse coordinate, ma in chiave un po’ più rock ed è dotata di un altro ritornello da concerto, perfetto da cantare insieme al pubblico. Anche in questo caso molto buono l’arrangiamento e doti interpretative della Green (non sempre la carta migliore delle cantanti rock di un certo tipo) a venire fuori. Ancora il blues a venare prepotentemente Accidia – Giù e le linee di basso curate di Marco Branca a fare la differenza. Abbiamo citato poc’anzi le qualità interpretative di Ira. Ebbene: sono proprio queste, unitamente ad un testo delizioso, a rendere Invidia – INDIEvidia il brano più intrigante a dispetto del fatto che sia complessivamente il meno potente del lotto, basato com’è su un “carico/scarico” tra chitarra acustica ed elettrica, utile per veicolare un messaggio che vi invito a scoprire leggendone il testo. Non per nulla scelto come singolo, questo attacca frontalmente un certo tipo di artisti o presunti tali i quali fanno musica solo fintamente di nicchia, per rivolgersi invece a un pubblico da grandi numeri nei fatti e con pezzi scritti come da copione. La conclusione della canzone, spiega molto dell’atteggiamento di Ira nei confronti di questo genere di persone, verso la musica e la vita stessa.

Scusate per lo sfogo, ma io non ce la faccio,
a far tutta una canzone col naso da pagliaccio.
Non voglio esagerare, né recare offesa alcuna,
ma non v’ascolterei manco fossi sulla luna.
Far tutto da soli è la vera indipendenza,
senza un ufficio stampa che ti impone ciò che pensa.
Con tempi ancestrali e come un treno lento,
raggiungerò il mio sogno, scrivendo ciò che sento.


Si riparte su ritmi medi con Avarizia – Diverso da me, col blues sempre a far da tappeto per composizioni ad hoc per la voce della cantante e si passa poi a Gola – Cristallo, una ballata delicata e sofferta prima di chiudere con la forza di Ira – La Bestia. Brano non molto veloce, ma ancora una volta arrangiato come si deve e reso violento dall’ugola di Ira.

Dovendo tirare le somme, 7 non è un lavoro che cerca di proporre qualcosa di nuovo, quanto di elaborare in forma efficace ciò che passa tra il blues, l’HR/HM ed il miglior rock italiano. Col primo a fare da architrave all’intera struttura, i secondi a dare potenza e ardore al tutto ed il terzo a venire fuori qua e là sotto forma di reminiscenza dei Litfiba più estremi e di un certo rock che negli anni 90 fece la fortuna del nostro underground. Album vero e in un certo senso puro, equilibrato, col giusto apporto di assolo di chitarra "regolari" e piacevoli (specialmente quello di Superbia), risultato di scelte che in pochi avrebbero fatto al posto dell’artista trattata, 7 sembra urlare: "Questa sono io. Se vi piace bene, se no c#@@i vostri". Sette canzoni che filano dunque via coinvolgendo, comunicando dei messaggi e lasciando una buona impressione generale. Non poco, per una ragazza che ha avuto la possibilità di fare il salto verso il mainstream da uno dei trampolini migliori e guadagnare presumibilmente molto, ma ha scelto di fare del rock come pare a lei.

"7" è uno spogliare l’animo umano da tutto. Un peccato raccontato dal peccatore stesso che non teme giudizio. La cosa più facile in vita è puntare il dito, credendo che siano gli errori a differenziarci. Ebbene no, per me sono gli errori a renderci uguali, a ricordarci che siamo carne, non soldati di un qualche credo o padrone che ci regala un biscottino se fai quello che dice.
Ira Green



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
67.81 su 11 voti [ VOTA]
L'ImBONItore
Sabato 28 Marzo 2020, 14.04.05
28
Eeeeeee album integhessante, eeeeee album intrigante, eeeeee album che attigha tutta la sua attenzione. Eeeeee quelle bocce, eeeeeee entrano di diritto tra i piu' grrrrrrrrandi protagonisti del '900 ! Al di la' della sinscera passione della ghagazza veghso il mondo ghock, e tutta la buona volonta', eeeeeee pughtghoppo non si discosta da molte soluzioni eeeeee di fascile tghovata, eeeeeee tghoppe cose gia' di eeee sentito dighe, una riot girl tra tante. Ma peghche' faghe cose gia' ghisapute, eeeeeeee quando sci si potghebbe dilettaghe ad acquistaghe un favoloso Castellani ? Eeeeeee peghche' lasciaghsi distghagghe da tale futilita' eeee quando sci saghebbe da intirizzighsi le tettone pegh una museale e fondamentale Squillantini ? Ma davegho e' cosi EEEEEEEEEE diffisclile ?
Vitadathrasher
Martedì 17 Marzo 2020, 0.32.57
27
Io direi almeno in 2......ore.
davis
Martedì 17 Marzo 2020, 0.04.41
26
copertina studiata in 1 minuto ?
Pat
Giovedì 12 Marzo 2020, 16.08.06
25
Soprattutto quando e' in bella vista
tino
Giovedì 12 Marzo 2020, 15.52.21
24
mai giudicare un libro dalla copertina
tuberia
Giovedì 12 Marzo 2020, 12.22.20
23
dalla copertina e dai titoli delle canzoni si evince subito che si tratta di una pacchianata imbarazzante. non vedo l'ora di ascoltarlo
Raven
Martedì 4 Febbraio 2020, 16.39.51
22
Fantastico. -_-
Michele "Axoras"
Martedì 4 Febbraio 2020, 16.27.41
21
@Raven Se non altro dai commenti di questa recensione abbiamo capito come veicolare l'attenzione dei lettori su alcuni articoli piuttosto che altri .... al prossimo disco prog/jazz/fusion cambiamo copertina e via !
Beta
Giovedì 23 Gennaio 2020, 21.43.00
20
Beh, che dire, bella sorpresa vedere una recensione di un disco di Ira Green. Ammetto che dopo il talent show non l'avevo più seguita (a differenza di Giacomo Voli, altra ugola che ha usato The Voice come trampolino, ma per un mondo non mainstream, che ho seguito da quando è entrato nei Teodasia) e, leggendo la rece, ho capito perché. Innanzitutto mi sento di farle i complimenti, non solo perché ha una voce fantastica (aggressiva, sgraziata al punto giusto e decisamente molto incazzosa, ma con un controllo ottimo) ed è riuscita a proseguire nel campo della musica, ma anche perché ha proseguito in questa maniera indipendente mandando al diavolo le regole che governano spesso il mondo musicale; modus operandi, questo, che condivido e che seguo io stessa. Bella sorpresa, bravi Metallized.
Fabio Rasta
Martedì 21 Gennaio 2020, 16.17.51
19
Ciao Tino, ... è producente in virtù della regola si parli o si sparli, purché se ne parli, da sempre regola principe del mondo dello spettacolo moderno. Infatti Shock ha ragione nel lamentarsi del fatto che altre validissime proposte molto meno "appariscenti", passeranno in sordina a discapito del bellissimo panorama proposto in copertina, ma è la natura umana. La tua analisi, Tino, va incontro anche ai miei gusti, accrescendo un altro poco la mia assopita curiosità, ma mi sa che io e te siamo un "filino" meno esigenti di Shock o D.R.I.
tino
Martedì 21 Gennaio 2020, 15.55.40
18
Io a dire il vero mi sono andato a vedere e ad ascoltare alcuni pezzi del precedente album e non sono affatto male, uno stile un po alternativo come piace a me e un cantato veramente interessante, molto maschio quando aggressivo, sicuramente molto diverso (e quindi attrattivo) rispetto a tutto quell’esercito di pseudo soprano che inflazionano il metal moderno di tendenza. Tra l’altro penso che sia profondamente sbagliato definire inutile una qualsiasi proposta musicale “che non aggiunge nulla di nuovo” (come si dice spesso), per me invece è sempre meglio avere una persona in più che cerca di darsi da fare o passarsi il tempo con la musica suonata piuttosto che una in meno, ricordiamoci che la musica è anche un piacere per chi la suona e il “proporsi” fa parte del gioco. Sul discorso estetico penso che Fabio abbia convalidato la tesi che avevo espresso con il mio precedente post, infatti anche negli anni 80 c’erano una serie di signorine che si sono imposte al pubblico in virtù (anche) delle loro qualità estetiche, ricordo con piacere onanistico i jeans strappati strategicamente di lita ford o lo stacco di coscia di lee aaron, per non parlare giustamente della citata pin up tedesca. Poi se proprio vogliamo dirla tutto questa ragazza non è neanche così bellissima, anzi, è che questo look aggressivo, un po’ punk, unito a forme generose evidentemente è più controproducente che altro visto le reazioni.
Fabio Rasta
Martedì 21 Gennaio 2020, 15.16.00
17
... da quello che ho letto qui questa ragazza non ha solo un bel paio di zinne ma ha anche un bel paio di palle. Avrà fatto la felicità di PINO SCOTTO x come ha trattato quelli dei reality. Non è la prima, ce n'era stata un'altra, intervistata anni fa proprio da SCOTTO, guarda caso, che difatti (guarda caso) è sparita. La ragazza (IRA, uno stato d'animo difficilissimo da dominare!) mi è simpatica e la parolina Rock/Blues che ricorre in recensione mi ispira assai, e prima o poi cercherò di ascoltarla. X chi commenta l'aspetto fisico, vorrei far osservare che se DORO PESCH fosse stata un cesso, non so se sarebbe stata la Metal Queen. Non si giudica un disco dalla copertina, ma viviamo in un mondo dove l'abito fa assolutamente il monaco. Solo che x l'idea del concept, nel 2020, la ragazza dimostra di capirsene e di avere delle idee. Le auguro ogni fortuna, e sempre a testa così alta.
Tino
Lunedì 20 Gennaio 2020, 20.30.08
16
Le qualità canore ce le ha, se ha optato per una immagine più aggressiva e sexy secondo me ha fatto bene, d'altronde schiere di maschi alfa hanno fatto lo stesso senza che nessuno mettesse in dubbio il loro talento, gli anni 80 poi sono stati l'apoteosi del prototipo del cantante stallone e nessuno si è mai lamentato. Quando invece una donna cerca di attirare l'attenzione di un'audience prettamente maschile valorizzando la sua femminilità cominciano i luoghi comuni in perfetto stile proto talebano. Peccato io comunque invece una possibilità a questa ragazza napoletana non la voglio negare dietro il paravento del pregiudizio
Metal Maniac
Lunedì 20 Gennaio 2020, 20.20.16
15
voglio puntualizzare che il mio è stato solo un commento goliardico, e per tale va preso, senza essere volgare o mancare di rispetto a Ira... e comunque, una che mette una foto di sé così in copertina, non sarà di certo una suora, l'avrà messa per attirare l'attenzione su un pubblico maschile, come per dire: "guardatemi, sono tutta per voi!" chiudo dicendo che il disco non l'ho ascoltato, quindi da quel punto di vista non posso commentare.
Shock
Lunedì 20 Gennaio 2020, 17.17.11
14
Certe immagini sono sempre state usate, e sinceramente le ho sempre trovate inutili; oltretutto di questi tempi lo trovo ancora più anacronistico che in passato. Comunque un risultato lo ha raggiunto, avendo fatto più commenti che tanti altri dischi validi....la musica? Non perdo tempo a provare ad ascoltare questo....
Galilee
Lunedì 20 Gennaio 2020, 15.50.08
13
Si.
Galilee
Lunedì 20 Gennaio 2020, 15.48.53
12
Vero, poi si sa la media del maschietto italiano comunque non va oltre lo stesso. Quindi abbocca come il migliore degli imbecilli. Perché ovviamente non è l'uomo che deve sforzarsi ad essere intelligente, ma è la donna che deve aiutarlo non mettendo mai in risalto la propria femminilità. Per essere sul pezzo, oserei dire stando un passo indietro. Come se non fosse una cosa naturale e poco istintiva, in un contesto rock poi dove l'immagine è sempre stata centrica. In ogni caso, mi voglio contraddire in parte a fine discorso. Non è che gli apprezzamenti sulle tette vanno condannati, sarebbe assurdo, in fondo è puro istinto anche questo, ma il fatto di aver solo preso in considerazione tale aspetto.
d.r.i.
Lunedì 20 Gennaio 2020, 15.04.57
11
Commento la music non la copertina: abbastanza inutili per me. Concordo comunque con MH, se vuoi far parlare di te della musica le zizze in primo piano non aiutano certo.
Shock
Lunedì 20 Gennaio 2020, 14.29.05
10
Ma invece della lussuria era meglio scegliesse gola come peccato🤣
Raven
Lunedì 20 Gennaio 2020, 14.23.28
9
La copertina fa parte del concept.
MH
Lunedì 20 Gennaio 2020, 14.07.04
8
Perché giustamente una che propone un album con una cover così, vuole che sia SOLO ED ESCLUSIVAMENTE la musica a parlare, no? Ma per favore...
Raven
Lunedì 20 Gennaio 2020, 10.32.49
7
Solo i primi tre, per la precisione. Però...
Shock
Lunedì 20 Gennaio 2020, 10.28.59
6
Cinque commenti....e solo per la cover....(e non commento....)...
Tina
Lunedì 20 Gennaio 2020, 8.01.33
5
Voce veramente tosta, molto maschia quando aggredisce. A livello di cover si capisce che la ragazza ha capacità da vendere, adesso voglio approfondire ascoltando questo lavoro anche se sono scettico per via del cantato in italiano
Galilee
Sabato 18 Gennaio 2020, 19.04.10
4
Ho ascoltato qualcosa ma non mi ha convinto. Bravi sono bravi, ma i pezzi li ho trovati un pò privi di mordente. Dovrei comunque approndire. Il timbro di voce di Ira mi ha ricordato quello di Veronica Freeman dei Benedictum.
Metal Maniac
Sabato 18 Gennaio 2020, 18.51.49
3
suvvia, è solo una che prende la vita... di PETTO!
Tino
Sabato 18 Gennaio 2020, 18.38.58
2
Veramente...
Zess
Sabato 18 Gennaio 2020, 18.34.30
1
Che bei polmoni!
INFORMAZIONI
2019
Autoprodotto
Hard Rock
Tracklist
1. Lussuria – Fuori Controllo
2. Superbia - Icaro
3. Accidia - Giù
4. Invidia - INDIEvidia
5. Avarizia – Diverso da Me
6. Gola - Cristallo
7. Ira - La Bestia
Line Up
Ira Green (Voce)
Andrea Sora (Chitarra)
Marco Branca (Basso)
Sebastiano Danelli (Batteria)
Salvatore Laurella (Batteria)

Musicisti Ospiti
Cesareo (Chitarra traccia 1)
Fabrizio Simoncioni (Tastiere traccia 2)
Federico Sagona (Tastiere tracce 4, 5, 7)
 
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