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Brothers of Metal - Emblas Saga
16/01/2020
( 1320 letture )
Quando ho sentito nominare la prima volta i Brothers Of Metal ho sperato si trattasse di un nuovo gruppo che per quanto tamarro, dal nome non poteva essere altro, si rifacesse ad un metal classico sullo stile di Manowar, Judas Priest e compagnia borchiata varia. In un periodo storico in cui per quanto la vecchia guardia se la cava ancora egregiamente, soprattutto dal vivo, il bisogno di nuove leve adeguate a prendere il posto, o quanto meno affiancarsi ai grandi nomi, è comunque elevato. Invece la proposta degli svedesi è risultata abbastanza innocua, più goliardica che altro, ma d’altronde il gruppo nasce quasi per scherzo, facendo della pacchianeria il proprio motto, ed il debut Prophecy of Ragnarok era inizialmente autoprodotto, prima che la AFM, nientepopodimeno, decidesse di pubblicarlo in via ufficiale e mettere sotto contratto la compagine svedese.
La speranza era comunque che forti di un contratto con una grossa etichetta e con una reputazione in ascesa la band decidesse di pubblicare un disco che potesse definire una nuova rotta.

Eccoci qui, dunque, a distanza di due anni dal debut, con un nuovo lavoro, intitolato Emblas Saga.
Se è comprensibile che oggigiorno l’immagine e l’impatto estetico siano fondamentali per attirare attenzioni non va dimenticato che ciò che conta è il contenuto, e nel campo musicale ciò che più conta è la musica, e in un disco le canzoni.
I Brothers Of Metal si presentano con un look che farebbe sorridere anche Joey De Maio, con pelliccioni, mutande di pelo, mantelloni e facce pittate, il che non è un male, anche per contestualizzare la band in preciso filone musicale, come anche l’impatto live potrebbe essere interessante. Ma è il contenuto musicale che purtroppo, non riesce a risultare interessante, e anche dopo numerosi ascolti fatico a trovare punti che vadano oltre la sufficienza risicata.
La formazione presenta ben tre cantanti e tre chitarristi, e anche qui le aspettative non possono che essere di intrecci melodici, trame chitarristiche, armonizzazioni vocali e strumentali, virtuosismi… ed invece ben poco di quanto citato e sperato.
Emblas Saga suona piatto, stantio e noioso, i brani sono carini e nulla più, suonati bene e con una produzione perfetta ma più adeguata ad un disco pop che non metal. Ma dov’è la potenza? Dov’è metallo? Dove sono i vichinghi?
Dopo un’inutile intro troviamo Powersnake, mid tempo che non decolla mai, in cui le tre voci si alternano in strofe anonime, atmosfere vagamente epiche, riff e solo di chitarra scolastico che non fanno altro che alimentare i dubbi sul senso dell’avere tre chitarristi in formazione. Hel e Chainbreaker sono carine, piacevoli, ma semplici e derivative, in particolare il ritornello di Chainbreaker è riconducibile a decine di canzoni classic metal, Kaunaz Dagaz (Dawn of Fire) e la title track sono più accostabili a Nightwish o Within Temptation, ma nel confronto ne escono con le ossa rotta. Anche le ballad Weaver of Fate e One non riescono a superare il compitino e stare in bilico tra sufficienza e noia. I brani hanno discreti arrangiamenti, e la presenza delle tre voci aiuta almeno a dare un po’ di varietà. Ripetuti ascolti riescono a far apprezzare o digerire un po’ di più il tutto, ma la morale è sempre la stessa: Emblas Saga è un disco tutt’altro che un disco memorabile, e ciò che manca più di tutto è un songwriting di livello.

In tempi più o meno recenti sono state diverse le proposte che hanno puntato moltissimo sull’impatto visivo, ma con solide basi musicali ed una identità ben precisa, Powerwolf e Sabaton per fare due nomi (pur senza essere esenti da critiche). Il mondo metal ha bisogno di nuovi eroi, ma i Brothers Of Metal, purtroppo, al momento, non sono tra questi.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
63.18 su 11 voti [ VOTA]
JC
Domenica 19 Gennaio 2020, 12.42.32
12
Concept band orecchiabile e auto ironica. Giustamente, nel 2020 elmi vikinghi e mutande di pelo non possono più essere presi sul serio. Bravi!
Luky
Venerdì 17 Gennaio 2020, 18.28.24
11
A me è piaciuto, sulla linea dell'album precedente; ci sono canzoni carine come Hel e Theft of the Hammer, un bel 70 se lo prende. Comunque qua mi rivolgo direttamente al recensore My Refuge: non so se tu sia ironico quando citi come difetto il non essere metal o vichinghi abbastanza, ma alla fine è una scelta musicale come le altre, non ci vedo nulla di male.
Maurizio
Venerdì 17 Gennaio 2020, 18.01.08
10
giudizio troppo severo. Merita 70
AkiraFudo
Venerdì 17 Gennaio 2020, 16.41.43
9
@Noesis ...un GRAVE errore??? e perché mai?? Non si può dire che li trovo simili, entrambi pomposi, ripetitivi all'inverosimile e innocui quanto i brothers qui recensiti, che almeno suonano più genuinamente divertenti...
Poss
Venerdì 17 Gennaio 2020, 14.52.33
8
Il primo album e' molto figo! questo meno. Dal vivo SPACCANO pero'. Molto divertenti
Galilee
Venerdì 17 Gennaio 2020, 14.00.40
7
Tutte e tre le band fanno comunque leather underwear metal. Quindi. Un pò si possono accomunare...
Nòesis
Venerdì 17 Gennaio 2020, 13.43.30
6
Accomunare i Sabaton con i Powerwolf è già di per sé un grave errore...
AkiraFudo
Venerdì 17 Gennaio 2020, 9.57.47
5
...niente di che, ma ottimo fun - metal graziato da buone capacità compositive... come si possano incensare Sabaton e Powerwolf - ugualmente pacchiani e scontati a livello musicale - e affossare questi mi risulta misterioso...
Andrea
Giovedì 16 Gennaio 2020, 23.27.26
4
Si possono ascoltare, ma guardare no. C'è un limite al cattivo gusto.
Tino
Giovedì 16 Gennaio 2020, 22.53.31
3
Occhio Mauro che hai invertito lineup con tracklist....
inflames69
Giovedì 16 Gennaio 2020, 22.31.37
2
Starò pure invecchiando e sicuramente questi fratelli del metal non hanno un oncia di originalità , ma alla faccia di virtuosismi inesistenti o clichè all'ennesima potenza a me questo CD piace ed anche parecchio.
Shock
Giovedì 16 Gennaio 2020, 21.57.59
1
Non di certo in lavoro imprescindibile ma un disco discreto, che offre svarie sfaccettature di un genere che non ha più tanto da dire ma offre ancora dischi divertenti come questo. E poi a me Chainbreaker, cliché o non cliché, fa impazzire. 70 lo merita.
INFORMAZIONI
2020
AFM
Power
Tracklist
1. Brood of the Trickster
2. Powersnake
3. Hel
4. Chain Breaker
5. Kaunaz Dagaz (Dawn of Fire)
6. Theft of the Hammer
7. Weaver of Fate
8. Njord
9. Emblas Saga
10. Brothers Unite
11. One
12. Ride of the Valkyries
13. To the Skies and Beyond
Line Up
Ylva Eriksson (voce)
Joakim Lindback Eriksoon (voce)
Mats Nilsson (voce)
Dawid Grahn (chitarra)
Pähr Nilsson (chitarra)
Mikael Fehrm (chitarra)
Emil Wärmedal (basso)
Johan Johansson (batteria)
 
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