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Rorcal - Muladona
21/01/2020
( 459 letture )
Muladona è il titolo del quinto album dei ginevrini Rorcal, ma anche il nome di un romanzo dell’autore americano Eric Stener Carlson, pubblicato nel 2016. Il lavoro in esame ne è infatti la trasposizione musicale, alla quale ha partecipato lo stesso scrittore, che vive proprio a Ginevra. Un concept dunque, una storia horror ambientata nell’America rurale devastata dall’influenza spagnola del 1918. Incantation, Texas: Verge, un ragazzino malaticcio con l’amore per i libri, viene tormentato da un’anima dannata che gli appare nelle sembianze del mulo del diavolo. Il demone, chiamato appunto Muladona, lo costringe ogni notte ad ascoltare un racconto orribile, fino al confronto finale. Cosa meglio del devastante miscuglio di post metal, sludge e black del quintetto svizzero per tradurre queste vicende in musica?

L’album, registrato live durante tre piovosi giorni della primavera del 2019, succede all’ultimo Creon del 2016. Rispetto a questo, composto da sole quattro canzoni da oltre dieci minuti di durata, Muladona recupera dei minutaggi più normali, ma non è per questo meno esigente. I sette brani si presentano anzi parecchio ostici, in ragione del soffocante sound cui si accennava sopra, incredibilmente ricco, stratificato e saturo. Le composizioni si schermano sotto una coltre urticante di soffocanti rallentamenti, breakdown ultra dilatati e urla strazianti. Dopo la prima traccia, un preambolo totalmente occupato dall’introduzione dei fatti recitata dallo scrittore, che interviene puntualmente anche nei brani successivi, si inizia a fare sul serio con la seguente She Drained You of Your Innocence and You Poisoned Her with It. Il brano è un fangoso midtempo dall’incedere claudicante, che sembra voglia galleggiare in un velenoso ambiente dilatato piuttosto che partire per davvero. Questa coltre è all’improvviso spezzata da un’accelerazione black metal, un finale che mostra l’altra faccia di Muladona. Batteria travolgente e tremolo picking trovano ampio spazio nel brano successivo, più corposo e riff-based, così come in Carnation Were Not the Smell of Death. They Were the Smell of Desire, una canzone molto blackish e per così dire più convenzionale, seppur mai snella, ma appesantita e asfissiante. Il riff portante di A Sea of False Smiles Hiding Murder Jealousy and Revenge mette invece in mostra il retaggio post-hardcore dei Rorcal, che sanno anche toccare territori più groove, comunque velenosi. I tremendi rallentamenti, alternati a un impenetrabile muro sonoro, riappaiono nella penultima The Only Constant in This World Is Blackness of the Human Heart, che tocca livelli di violenza davvero notevoli, confermati anche nell’imponente traccia finale e dai suoi breakdown laceranti. Eppure, anche se ad un primo ascolto possa apparire ermetico e impenetrabile, Muladona lascia trasparire diverse sfumature, financo una certa melodia che si dischiude dalla nerissima nebbia nella quale stagnano le canzoni. In certi passaggi, si può anche arrivare ad affermare che i brani non siano privi di una certa possente eleganza.

Ed è proprio questa estrema stratificazione uno dei punti forti del quinto parto dei Rorcal, che riescono a tessere un lavoro parecchio sfaccettato e se vogliamo anche sofisticato, riunendo il tutto in un marasma sonoro densissimo e spinoso. A questo si aggiunge l’audacia della scelta del concept, un lavoro ambizioso e curatissimo al fianco dello stesso autore del testo di riferimento. Un prodotto "totale" quindi, un racconto a 360 gradi con più di una pretesa letteraria. A questo punto vien da chiedersi, Muladona riesce a tenere indipendentemente sul versante musicale? La risposta è sì. Non solo supporto per la storia, la musica resta la protagonista dell’album, che si compone di una manciata di brani ottimamente scritti e realizzati. Non per tutti i gusti, questo è certo.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
73 su 2 voti [ VOTA]
Tino
Mercoledì 22 Gennaio 2020, 12.39.05
2
Se uno legge tutto d'un fiato nome gruppo e album sembra un bestemmione
Pacino
Mercoledì 22 Gennaio 2020, 8.17.51
1
Non male, ottimo Sludge per loro. Voto 81.
INFORMAZIONI
2019
Hummus Records
Post Metal
Tracklist
1 This Is How I Came to Associate Drowning with Tenderness
2. She Drained You of Your Innocence and You Poisoned Her with It
3. I'd Done My Duty to My Mother and Father. And More than That I'd Found Love
4. A Sea of False Smiles Hiding Murder Jealousy and Revenge
5. Carnation Were Not the Smell of Death. They Were the Smell of Desire
6. The Only Constant in This World Is Blackness of the Human Heart
7. I Was the Muladona’s Seventh Tale
Line Up
Yonni Chapatte (Voce)
Diogo Almeida (Chitarra)
JP Schopfer (Chitarra)
Bruno da Encarnação (Basso)
Ron Lahyani (Batteria)
 
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