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Vinterland - Welcome My Last Chapter
25/01/2020
( 838 letture )
La Svezia, è noto, in particolare a fine anni '80 e per tutti gli anni '90, è stata grande fucina di tante realtà che hanno lasciato un segno importante nella storia del metal, soprattutto nelle accezioni più estreme. Non poté quindi ovviamente sfuggire all'esplosione del black metal nella vicina Norvegia e presto tantissimi nomi cominciarono a popolare una scena che si è quasi subito affermata tra le più popolari quando si parla di questo genere. Nello specifico, due correnti principali che caratterizzarono l'ondata black in Svezia possono essere individuate: una tendenzialmente più oltranzista in cui si ricordano nomi importanti come Marduk, Dark Funeral e Setherial, e un'altra, sviluppatasi parallelamente, che ha sperimentato soluzioni più melodiche, come si può chiaramente ascoltare in gruppi storici come i Dissection, i Lord Belial e i Vinterland, oggetto proprio della nostra disamina.

I Vinterland hanno una storia abbastanza particolare: fondati nel 1992, pubblicheranno solo un paio di demo e un full lenght prima di sciogliersi nel 1997 nonostante l'impatto estremamente positivo che aveva avuto quel disco all'epoca. Stiamo parlando di Welcome My Last Chapter, il cui titolo quasi fa presagire come il disco di debutto della band possa essere già il suo canto del cigno. Le basi su cui muovono i loro passi questi tre ragazzi di Kvicksund sono evidenti: appresa la lezione dei connazionali maestri del melodeath, il sound della band si muove negli impervi territori del black metal apportando numerose aperture melodiche che non disdegnano affatto l'intervento di tastiere e chitarre acustiche a supporto e a completamento degli strumenti classici. Non mancano i rimandi a un certo heavy metal classico, soprattutto nei passaggi più lenti, in cui le chitarre si intrecciano in eleganti armonizzazioni, ma è chiara anche l'influenza di alcuni dei primi pionieri di un certo black più atmosferico, i Satyricon, ad esempio. Già nei primi minuti dell'opener Our Dawn of Glory si può ravvisare una ricercatezza nelle melodie assolutamente unica, che poi è la qualità che più caratterizza tutto il songwriting: i delicati arpeggi quasi immediatamente rotti dall'entrata improvvisa di chitarre e batteria, le melodie epiche ma malinconiche sostenuti da ritmiche sempre ricche di dinamismo e cambi di tempo, e che non di rado si lasciano andare ai classici blast beat, fedeli compagni dei riff in tremolo. Un pezzo che colpisce moltissimo è So Far Beyond... (The Great Vast Forest), un elegantissimo pezzo di pianoforte eseguito da un tale Jonas Hermansson, dal sapore quasi romantico, sempre accompagnato dalle preziosissime tastiere, che crea un atmosfera oscura e lunare, davvero da brividi. A questo apparentemente talentuoso ma sconosciuto pianista viene affidato anche l'outro della bellissima Wings of Sorrow, un mid tempo maestoso e pieno di pathos, un inno alle freddi notti del nord che certamente avranno ispirato i bellissimi intrecci chitarristici di D. F. Bragman e Pehr Larsson. E ancora Vinterskogen, un affresco musicale che rappresenta alla perfezione le foreste innevate grazie al suo incedere gelido e solenne, cui seguono le sfuriate di Still the Night Is Awake e A Vinter Breeze, più dirette ma impreziosite dagli ottimi sprazzi di synth, curati da niente meno che Dan Swano, musicista che non ha certo bisogno di presentazioni.

Tutti i brani sono piccole gemme che costituiscono questo grandioso LP, unico lavoro compiuto pubblicato dai Vinterland: la sua unicità nella discografia della band e la sua originalità rispetto a molte uscite coeve da una parte fa quasi rammaricare per non aver potuto sentire cos'altro avrebbe potuto esprimere un combo di questa caratura, dall'altra è uno degli elementi che rende questo disco assolutamente speciale, insieme all'incredibile qualità della musica contenuta in questo debutto. Welcome My Last Chapter è un grande classico del black nonché un modello per quello che verrà definito melodic black metal.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
90.77 su 9 voti [ VOTA]
Ferro
Lunedì 20 Aprile 2020, 0.30.21
9
Integro il mio commento precedente confermando che quando arriverà Caronte tra i 5 vinili che porterò oltre lo stige, con me, vi sarà, benvenuto, il mio ultimo capitolo. Vae victis ! Ferro
Ferro
Venerdì 31 Gennaio 2020, 22.37.37
8
Capolavoro assoluto. Insieme a Vittra e The Storm of ..: la mia trinità. Intenso e furioso, poetico. 100%.Vae victis
Punto Omega
Venerdì 31 Gennaio 2020, 8.32.35
7
Sono già passati 24 anni... Gran disco comunque.
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 29 Gennaio 2020, 9.32.32
6
Veramente un grande album! Non li conoscevo ed è un peccato che abbiano fatto solo questa release. Il pianista è strepitoso. Me lo gusterò nelle prossime uscite sulla neve, Au revoir.
Andrea
Martedì 28 Gennaio 2020, 9.45.56
5
Commovente, una perla nera dimenticata negli abissi di quella che fu l'irripetibile scena Svedese degli anni 90
Max
Lunedì 27 Gennaio 2020, 12.17.49
4
Disco che adoro, strepitoso. Tra i migliori in quel settore.
Fauno
Domenica 26 Gennaio 2020, 15.12.36
3
Una perla dimenticata
Kroky78
Domenica 26 Gennaio 2020, 3.35.21
2
Acquistai la seconda stampa No Fashion appena uscì, nella prima l'album si intitolava ancora "Wings of Sorrow", ma il titolo venne confuso a causa dell'artwork di copertina.... Album indimenticabile, e introvabile a prezzi ragionevoli. Voto giusto
Zess
Domenica 26 Gennaio 2020, 3.00.55
1
Grande album per me, sempre piaciuto.
INFORMAZIONI
1996
No Fashion Records
Black
Tracklist
1. Our Dawn of Glory
2. I'm an Other in the Night
3. So Far Beyond... (The Great Vast Forest)
4. A Castle So Crystal Clear
5. As I Behold the Dying Sun
6. Vinterskogen
7. Still the Night Is Awake
8. A Vinter Breeze
9. Wings of Sorrow
Line Up
D. F. Bragman (Voce, Chitarra, Basso)
Pehr Larsson (Chitarra, Voce)
Andreas Jonsson (Batteria)

Musicisti ospiti
Dan Swano (Tastiera)
Jonas Hermansson (Tastiera tracce 3 e 9)
 
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