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Television - Marquee Moon
26/01/2020
( 942 letture )
"Ascoltare Marquee Moon fu una tale delusione per me. La chitarra elettrica era diventata uno strumento dal sound così poco originale" (The Edge, U2)

"Pensai solo: ecco come va suonata la chitarra. Preferivo di gran lunga il sound frizzante e limpido dei Television al fragore dei Clash e dei Pistols" (Paul Haig, Josef K)

Come iniziare la recensione di un disco così controverso, se non con due citazioni agli antipodi?
Siamo a New York, a metà anni settanta, nel bel mezzo di una scena in fermento. Si stanno ponendo le fondamenta di quelli che saranno punk e new wave, sull'onda dei maestri inarrivabili Velvet Underground. Tra artisti imprescindibili come Patti Smith, Ramones e Talking Heads, i Television irrompono sulla scena con la loro opera prima che farà letteralmente da spartiacque tra passato e futuro. Ma perché questo disco è così importante? La risposta è molto semplice, e sta nelle due frasi che campeggiano a inizio recensione: la chitarra. Nel pieno di un movimento punk agli albori, in cui i maggiori esponenti una chitarra sapevano a malapena tenerla in mano, un certo Tom Verlaine decide di ridefinire tutto.

E per capire le ragioni e le caratteristiche di questo approccio così innovativo basta la traccia d'apertura See No Evil, in cui i protagonisti sono due riff, uno scarno e minimale, l'altro più arzigogolato, che si rincorrono e si incastrano l'uno nell'altro dando vita a una traccia apparentemente fredda e meccanica ma che in realtà è in continua evoluzione. Tutto urla disperazione e rassegnazione, sentimenti trascinatori del già citato movimento punk, ma è la loro espressione ad essere completamente diversa: ogni riff, ogni assolo, ogni beat è ragionato e lucido, il sound è pulito e chirurgico, e allo stesso tempo capace di dipingere mille colori. Decadentismo e simbolismo sono due parole chiave in questo contesto, e non a caso lo pseudonimo del chitarrista Tom Verlaine (vero nome Thomas Miller) è un diretto tributo al poeta Paul Verlaine, le cui opere sono famose per la loro potenza comunicativa fondata su simbolismi vividi e diretti. Si prosegue passando per le successive Venus e Friction, la prima dal vago sapore folk-rock, fondata su un circolare giro di basso circondato da cori sfuggenti, la seconda oscura e quasi ossessiva nelle sue ritmiche che richiamano il funk, per poi arrivare alla mastodontica title track. Dieci minuti che racchiudono ogni sfumatura della commistione tra l'impulsività punk e il bisogno di una ricerca musicale superiore: il pezzo sembra una lunga jam session in cui Verlaine e Lloyd si lasciano andare a ogni sorta di virtuosismo senza apparentemente porsi limiti, finendo per venire riportate alla realtà dai tempi freddi e asettici della sezione ritmica. Una traccia che sarebbe potuta durare un'ora da quanto risulta trascinante e moderna ancora oggi, senza scatenare alcuna obiezione a riguardo. Nella seconda parte dell'album vi sono forse meno momenti memorabili, ma non si può non soffermarsi almeno su Elevation e sulla conclusiva Torn Curtain. La prima è quanto di più vicino ci possa essere ad un vero e proprio singolo: il ritornello d'impatto si contrappone alla voce straziante di Verlaine, il tutto come sempre adornato dal lavoro pulitissimo delle chitarre. La seconda è invece una lunga cavalcata per lande desolate, giocata sull'alternanza tra gli stridenti richiami blues e la dolce elettronica di piano e organo; difficile trovare un modo migliore per far calare il sipario su un album così ricco di significati ed emozioni.

Marquee Moon è quindi un album fondamentale, soprattutto se pensiamo all'anno di uscita, che vuole rappresentare l'arte al servizio del punk, la ragione al servizio dell'istinto, e che costituirà un passo importantissimo verso la formazione di quella che poi verrà denominata new wave. Questi sono i Television, questo è Marquee Moon. Un disco che a breve compirà mezzo secolo, ma che potrebbe tranquillamente essere uscito la settimana scorsa per quanto è ancora attuale.



VOTO RECENSORE
92
VOTO LETTORI
83.87 su 8 voti [ VOTA]
Enrico Bustaffa
Sabato 22 Febbraio 2020, 11.56.15
27
album veramente bello. Secondo me è stato di ispirazione per tanti, basti pensare agli strokes dei primi tempi....
Jimmy Page
Mercoledì 5 Febbraio 2020, 23.42.46
26
ahahah!!!!!! The Edge quello che voleva sposare questo chitarrismo con quello a cui lui ha sempre cercato di ispirarsi per davvero, David dei P.F. Il che fa di lui un vero efebo alternativo
No Fun
Mercoledì 29 Gennaio 2020, 9.48.54
25
È difficile farsi capire con questi messaggini A nessuno e neanche a me interessa The Edge. Quello che mi interessava, e pensavo si capisse visto che ho cercato di dirlo dal primo post, era il modo di suonare la chitarra dei Television, in che cosa si differenzia rispetto al punk e che influenza ha avuto su band successive. La curiosità su The Edge c'era solo perché consideravo pure i primi U2 o ad es i Police (il post punk più easy per capirci) come derivati da quel suono. Quello che hanno detto @Rob e @Skydancer comunque è interessante al riguardo.
Jan Hus
Mercoledì 29 Gennaio 2020, 1.03.57
24
Ma perché nobilitare The Edge? Capita a tutti di sparare cazzate. E onestamente non lo direi un fine intenditore di suono di chitarra. Né chissà che intellettuale. Del resto quella citazione sarà stata messa a inizio recensione proprio perché appare insensata o provocatoria. Possiamo ripartire da Nick Cave che dice che il più grande artista del mondo è Kanye West, e non finire mai.
Therox68
Martedì 28 Gennaio 2020, 22.24.09
23
Figurati non c'è problema, mai pensato che tu volessi prendermi in giro. Riguardo alle chitarre è per quello che tu dici alla fine - il dubbio che tu esprimi - che io ho detto che bisognerebbe capire a quale chitarrismo si riferisse The Edge con quella dichirazione. Lui dice che la chitarra elettrica stava diventando poco originale non solo quella dei Television ma non è facile capire cosa è originale nel calderone di fine anni 70 dove molte sonorità si affacciavano sulla scena musicale.
No Fun
Martedì 28 Gennaio 2020, 21.42.36
22
Ciao @Therox, spero tu non abbia pensato che io facessi ironia su quello che hai scritto, la facevo solo su The Edge, visto che dalla citazione riportata e dal tuo aneddoto possiamo dedurre che non si rende conto di come suona. Mi scuso se ho un po' rotto le palle con questo chitarrista ma l'intenzione iniziale era capire meglio le chitarre dei Television. Secondo me non intendeva tanto (o non solo) che ci si distacca dal blues quanto dal punk, con un suono non solo più freddo ma proprio più studiato e cerebrale e meno spontaneo e aggressivo. Ma da questo suono che troviamo anche nei Talking Heads e che appunto viene da Sterling Morrison e Lou Reed, mi sembra, ma non sono convinto, ed era questo il mio dubbio, derivino anche i Police (che non apprezzo) e i primi U2.
Therox68
Martedì 28 Gennaio 2020, 19.27.57
21
Non penso che sia sordo o freddo: mi riferivo ad un contesto prettamente blues - il palco condiviso con B.B. King - un contesto nel quale sembra palesemente un pesce fuori dall'acqua. Questo per dire che nel suo chitarrismo l'influenza blues è veramente nacosta bene. Anche a me piace il suo suono su Where the Streets Have No Name e su tutto The Joshua Tree se è per quello.
No Fun
Martedì 28 Gennaio 2020, 18.33.44
20
Quindi ok, in sostanza 1) a The Edge non deve piacere nemmeno il suo stesso modo di suonare essendo appunto freddissimo (a me piace -piaceva- un sacco, penso solo all'intro di Where the Streets Have No Name o al suono cibernetico di The Fly) 2) The Edge pensa di essere un chitarrista dal suono caldo e straripante e suona così perché è mezzo sordo ma non lo sa e pensa di suonare in tutt'altro modo. Sul post punk ho sempre pensato che sia in realtà nato prima del punk essendo nato con i Velvet Underground, no non è una contraddizione, semplicemente è un termine sbagliato per definire quella musica.
Rob Fleming
Martedì 28 Gennaio 2020, 18.08.44
19
A questo punto sarebbe realmente interessante capire il contesto in cui venne detta. Perché nei Television ci sento alcune cose dei Velvet Underground; e cioè l'antitesi della tecnica; del calore; del "gusto" melodico. Poi in questo album ci sono perle clamorose come Tom Curtain. Ma è tutto molto scarno, essenziale, "freddo e distaccato, quasi matematico" (concordo con @Skydancer). Pensando a chi ha proferito quelle parole, e cioè un chitarrista totalmente alieno dal chitarrismo rock (con cattiveria direi: essendo incapace di infilare un assolo che uno escluso New year's day, ha inventato uno stile tutto suo), è veramente una frase senza senso. Anche perché esclusi, appunto i Velvet, prima del '77, di chitarre come quelle di Tom Verlaine se ne erano sentite molto poche. Per sgombrare il campo: il trittico The joshua tree, Rattle and Hum e Achtung baby li venero e la doppietta iniziale sono album che mi piacciono moltissimo come pure How to Dismantle an Atomic Bomb).
Therox68
Martedì 28 Gennaio 2020, 17.35.01
18
Skydancer: se la tua opinione personale è vera e non ho motivo per dubitarne ci sarebbe un'osservazione da fare riguardante il calore delle influenze blues: nel famoso film di fine anni 80 quando il chitarrista irlandese è sul palco con B.B. King e si esibisce in una clamorosa mancanza di calore. E non mi riferisco al fatto che quasi chiunque sfigurerebbe al cospetto dello scompaeso chitarrista in termini di "feel": The Edge non figura proprio mostrando al pubblico una totale ignoronza di qualsivoglia stilema blues inteso come linguaggio non solo tecnico ma anche di suono, tono , tocco e fraseggio. Nemmeno io sono un hater degli U2.
Skydancer
Martedì 28 Gennaio 2020, 17.13.40
17
Due righe al volo per precisare: la frase è stata presa e copiata parola per parola dal libro sul post punk di Simon Reynolds ( che, tra parentesi, consiglio a chiunque sia interessato al genere), più nello specifico da un paragrafo che parlava dell'impatto che ebbe Marquee Moon, all'uscita, sulla scena inglese, generando ovviamente opinioni contrastanti in merito. Opinione personale, penso The Edge si riferisse al suono così freddo e distaccato, quasi matematico della chitarra, che aveva in questo modo perso il calore delle influenze blues.
Therox68
Martedì 28 Gennaio 2020, 16.44.27
16
No fun: l'osservazione di The Edge suppongo sia riferita all'epoca in cui uscì il disco visti i verbi al passato; quindi lui ritiene che quel modo di suonare già allora non era più originale. Il problema è capire "quanta" e "che" chitarra conoscesse ed ascoltasse allora e solo lui potrebbe risponderti.
Rob Fleming
Martedì 28 Gennaio 2020, 16.39.11
15
Il punto @No Fun è che quella frase non ha senso. O meglio: ha senso se si prendono solo quelle 21 parole lì. Ma penso che il discorso fosse più articolato perché altrimenti non si spiegherebbe. Soprattutto detto da uno che si è letteralmente inventato uno stile (che a me personalmente non piace per niente).
No Fun
Martedì 28 Gennaio 2020, 11.37.16
14
Ma la mia domanda su The Edge più sotto è indipendente dal fatto se piaccia o no, se è bravo o meno. Mi riferivo solo al suo stile, e considerando quello non capisco come possa dire una cosa del genere. Boh...
Galilee
Martedì 28 Gennaio 2020, 10.13.43
13
Ahahah... In effetti. Non sono comunque un Haters degli U2. Fino a Pop piacevano anche a me.
Galilee
Martedì 28 Gennaio 2020, 10.13.43
12
Ahahah... In effetti. Non sono comunque un Haters degli U2. Fino a Pop piacevano anche a me.
Jan Hus
Martedì 28 Gennaio 2020, 10.13.34
11
The Edge sì che ne capisce...
duke
Lunedì 27 Gennaio 2020, 23.17.20
10
...d i s c o ...s p e t t a c o l a r e..................
Therox68
Lunedì 27 Gennaio 2020, 21.11.59
9
Galilee: l'opibione di Edge è un ulteriore motivo per amare questo disco.
GRC
Lunedì 27 Gennaio 2020, 18.56.53
8
Album fondamentale per tutta la New Wave
Galilee
Lunedì 27 Gennaio 2020, 17.55.48
7
Questo disco è post punk nell'anima, ma è contemporaneo se non quasi precedente al periodo dell'esplosione del punk inglese, che comunque sdoganò il genere a livello mondiale. Stilisticamente il disco è parecchio geniale. Pur apparendo punk, scarno, immediato e decadente, risulta di una raffinatezza senza pari. L'opinione di Edge non la capisco. Un chitarrista sicuramente molto personale, ma che ha fatto dell'autocitazione il suo cavallo di battaglia. Modern dance dei Pere ubu è magnifico, ma va in tutt'altra direzione. Già più new wave, più dark. Mi verrebbe da dire più metal e meno rock.
No Fun
Lunedì 27 Gennaio 2020, 17.14.43
6
Lo comprai perché non si poteva non conoscere, però non mi ha mai fatto impazzire. L'importanza non si discute, preferisco The Modern Dance dei Père Ubu come inizio del post punk / new wave ma forse è per un discorso di simpatia per la follia del cantante e del loro legame con i Dead Boys. Chiedo a chi ne capisce: non trovate strano il giudizio di The Edge (che a me piace molto o meglio mi piaceva, quando li ascoltavo) visto il suo stile? Cioè, soluzioni come quelle dei Television dovrebbero essere state interessanti per lui e il suo modo di suonare, no?
Testamatta ride
Lunedì 27 Gennaio 2020, 15.26.54
5
È tra gli album da 100 per quanto mi riguarda. Il migliore della sua corrente e tra i migliori di sempre al di là dei generi (semmai fosse possibile fare una classifica del genere, che in effetti non si può). Neanche una nota o un secondo da buttare o trascurare. Super pietra miliare. Ho speso già più di quante parole servirebbero per cotanto album. Se un giorno dovessi scegliere pochi dischi da portare su un'isola deserta non mancherebbe di certo.
Galilee
Lunedì 27 Gennaio 2020, 12.18.56
4
Un disco che mi sconvolse parecchio la prima volta che lo ascoltai. Quanta classe, quanta personalità e quanto pionierismo. Un disco che influenzerà anche molto le sonorità inglesi a venire, non solo americane. Basta See no evil per rendere giustificabile l'acquisto. 85/100
Seba
Lunedì 27 Gennaio 2020, 11.31.47
3
Un lavoro che non mi ha mai colpito particolarmente tanto, tranne per una cosa: gli assoli di chitarra assolutamente straordinari
Rob Fleming
Lunedì 27 Gennaio 2020, 9.16.30
2
Album teoricamente quanto più lontano dalle mie corde: voce...chitarra...non c'è niente che mi possa colpire. Ed in effetti, la prima parte del disco non mi ha mai entusiasmato. Poi finita la torrenziale Marquee Moon, ecco che qualcosa mi è scattato e sono rimasto affascinato dai toni rilassati di Elevation, dalla melodica Guiding light e dal capolavoro Torn Curtain. 80
Zess
Lunedì 27 Gennaio 2020, 3.04.51
1
... e vabbeh, bisogna pure commentarlo?
INFORMAZIONI
1977
Elektra Records
Post Punk
Tracklist
1. See No Evil
2. Venus
3. Friction
4. Marquee Moon
5. Elevation
6. Guiding Light
7. Prove It
8. Torn Curtain
Line Up
Tom Verlaine (Voce, Chitarra, Tastiere)
Richard Lloyd (Voce, Chitarra)
Fred Smith (Basso)
Billy Ficca (Batteria)
 
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