Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Metallica
S&M²
Demo

Black Spirit Crown
Gravity
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

30/09/20
ALEX MELE
Alien Doppelganger

01/10/20
THE ERKONAUTS
I Want It to End

02/10/20
BON JOVI
2020

02/10/20
SCHWARZER ENGEL
Kreuziget Mich

02/10/20
SALTATIO MORTIS
Fur Immer Frei

02/10/20
NACHTBLUT
Vanitas

02/10/20
ION OF CHIOS
_reHUManize_

02/10/20
COREY TAYLOR
CMFT

02/10/20
SHIBALBA
Nekrologie Sinistrae (Orchestral Noise Opus I)

02/10/20
SIX FEET UNDER
Nightmares of the Decomposed

CONCERTI

03/10/20
PAGAN FEST
LAGHI MARGONARA - GONZAGA (MN)

03/10/20
SKELETOON
LEGEND CLUB - MILANO

08/10/20
VAN DER GRAAF GENERATOR
TEATRO CELEBRAZIONI - BOLOGNA

09/10/20
VAN DER GRAAF GENERATOR
GRAN TEATRO GEOX - PADOVA

09/10/20
ESOTERIC + NAGA + (ECHO) (ANNULLATO)
TRAFFIC CLUB - ROMA

09/10/20
MORTADO
CIRCUS CLUB - SCANDICCI (FI)

09/10/20
BULLO FEST
LEGEND CLUB - MILANO

10/10/20
ESOTERIC + NAGA + (ECHO) + AFRAID OF DESTINY (ANNULLATO)
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

11/10/20
TWILIGHT FORCE + GUESTS (RINVIATO)
LEGEND CLUB - MILANO

11/10/20
VAN DER GRAAF GENERATOR
AUDITORIUM - MILANO

Üstmamò - Üstmamò
03/02/2020
( 939 letture )
Tra gli anni 80 e gli anni 90 l’Italia ha visto una serie di movimenti musicali ed una scena viva e attiva che poteva far ben sperare per una rivoluzione con basi rock, la voglia di emergere, prima in campo nazionale che internazionale superava di ben lunga la polemica e le giustificazioni di esterofila in voga oggi. Tutti i generi erano coinvolti, metal, rock, alternative, cantautorato, e col senno di poi c’era spazio per tanti, se non per tutti, uno spazio che andava consolidato, arricchito, rafforzato, ma che purtroppo ad un certo punto è scemato ed la scena si è impoverita, spostata su altri lidi, pochi o pochissimi gruppi sono sopravvissuti ed hanno assaggiato o goduto del successo, i Litfiba sono tra i pochi, ma hanno cambiato la propria proposta in qualcosa di più commerciale e fruibile, i Timoria, già più melodici e commerciali, hanno vissuto un breve periodo d’oro, tanti altri, la maggior parte, si sono accontentati di qualche luce dei riflettori di stampa, ma la scena che sembra aver un futuro roseo non è mai esplosa.

Gli Üstmamò fanno parte di quelli che hanno saggiato un po’ di notorietà nel pieno degli anni 90 ma poi sono stati assorbiti da contrasti interni ed il cambio delle mode.
Nati nel 1991 e originari dell’Emilia Romagna, il nome nel dialetto locale significa “proprio adesso”. La band proponeva un folk rock che si caratterizzava per il cantato con ritornelli tradizionale dei maggerini dell’appennino e per il cantato, soprattutto nei primi dischi, in italiano, inglese francese e dialetto reggiano.
Il disco omonimo vede la luce nel 1991, nel pieno dell’esplosione del grunge, un genere alternativo come quello proposto dagli Üstmamò risultava ideale per il periodo, inoltre la band raccoglieva in pieno l’eredità musicale lasciata dai CCCP, e proprio sotto la supervisione di Giovanni Lindo Ferretti muovono i primi passi nel mondo musicale. Il gruppo ha uno dei punti di forza nella voce di Mara Redenghieri, ma tutta l’alchimia musicale che mischia folk, punk e testi ricercati rende la band decisamente accattivante e coinvolgente in sede live, unica vera vetrina da sempre. E’ proprio facendo un passo indietro ed immaginando o ricordando quel periodo storico che si può contestualizzare la proposta musicale ed il movimento che caratterizzava quegli anni. Essere alternativo era segno di ribellione, a livello globale si viveva questa voglia di cambiamento, difficile datare la data esatta del cambio di mentalità dagli anni 80 agli anni 90 ma questo cambiamento e voglia di ribellione si respirava bene nel campo musicale, così da meglio collocare, capire ed apprezzare la proposta dei nostri. In questo contesto poco o nulla contava la tecnica, la ricercatezza degli arrangiamenti, quanto più un immagine ed un impatto visivo e live (non per forza potente) e dei testi che potessero trasmettere significato ed emozioni, ribellione, protesta, in questo ne furono maestri prima i CCCP e poi i CSI, ma anche gli Üstmamò si ritagliarono il loro spazio. Altra particolarità, come già detto, l’uso del dialetto, mischiato all’inglese e all’italiano, a rimarcare le proprie origini ma con un occhio alla globalità, già evidente nell’opener eponima. Non mancano episodi più goliardici ed un po’ forzati come Filikudi o manifesti di ribellione al sistema come Vietato Vietare o 100 Pecore e 1 Montone.

Il gruppo vedrà il proprio apice con l’album Stard'Üst nel 1998, spostandosi poi verso lidi più pop, per poi sciogliersi nel 2003. I componenti si dedicheranno a vari progetti alternativi, e proveranno la reunion nel 2014, ma a questa non parteciperà Mara Redenghieri, vera anima del sound dei vecchi Üstmamò . Senza di lei il gruppo pubblicherà ugualmente Duty Free Rockets, ma la mancanza di Mara, e l’abbandono delle sonorità alternative, folk ed elettroniche in favore di un sound più blues rock rappresenteranno non una rinascita ma un taglio completo col passato.

Üstmamò è un album bello nell’insieme, non un capolavoro e nemmeno un classico imperdibile della musica italiana, ma rappresenta molto bene un periodo storico e riesce a risultare godibile anche al rocker che mal tollerava quell’ondata alternativa.



VOTO RECENSORE
s.v.
VOTO LETTORI
88.85 su 7 voti [ VOTA]
Mauro Paietta
Martedì 4 Febbraio 2020, 10.08.04
8
@Rob Fleming ovviamente nella redazione ogni persona si occupa di un genere definito, quello di cui ha una certa conoscenza, salvo alcune eccezioni che possono essere Low Gain o qualche rispolverato. Se noti Theli fa parte proprio di un genere musicale fuori dalla mia sfera abituale ma i Therion sono una band che adoro, o meglio adoravo fino a qualche anno fa, che come altre band, ad esempio i Death, i Queen, i Boston, De André, vanno oltre il genere musicale e considero per la bellezza globale dei loro dischi aldilà dell'etichetta musicale
Galilee
Martedì 4 Febbraio 2020, 10.05.34
7
Se un recensore non è in grado di mettere un voto, non dovrebbe recensire il disco in questione. A meno che il SV sia voluto per un scelta ben precisa. Non me ne voglia Mauro. La sua recensione è anche buona. Insomma un voto potevi tranquillamente metterlo.
Rob Fleming
Martedì 4 Febbraio 2020, 9.54.49
6
@Mauro: Per "competenza" intendevo "conoscenza", "preparazione" nel genere trattato. Mi spiego: a casa ho qualche disco di Death, Black e Thrash; potrei parlare di quegli album? Certo. Sono "competente" in quei generi? Sono l'apoteosi, il vertice apicale dell'incompetenza. Non volevo provocare, ci mancherebbe. Tu stesso spieghi: "non conoscendo globalmente il genere e lavori più seminali o rappresentativi non mi sono sentito di dare un voto numerico". Il che, come ho detto, dimostra tutta la tua correttezza nell'affrontare l'album. La mia era curiosità di sapere - sempre che sia ovviamente possibile - le modalità di attribuzione degli album da recensire. In via ipotetica: se entrassi a far parte del gruppo e mi si dicesse: "Eccoti l'ultimo dei Enslaved" Io cosa potrei fare? Oltre a Frost non vado. E' chiaro che i gusti contano, anzi SERVONO. E a mio avviso le migliori recensioni sono quelle che ti fanno capire il gusto del recensore (che poi non si sia d'accordo è un'altra questione). Tra le tue vi è THELI. E' uno di quei dischi che mi hanno cambiato; letteralmente. Me lo porto sull'isola deserta; sulla vette della montagna più alta e anche sulla Luna. E si vede bene che conosci bene quello di cui scrivi. La differenza sta tutta lì. (anzi no. 89 non si può vedere...almeno 91!)
Mauro Paietta
Martedì 4 Febbraio 2020, 9.38.29
5
Non credo si possa parlare di competenza quando si entra nel merito dei gusti personali. Anche nella sfera delle preferenze personali ci sono per forza lacune o indubbie preferenze, non si può essere imparziale in un giudizio dove conta quasi esclusivamente il gusto personale. Aggiungi poi che tutto questo lavoro è esclusivamente per passione.
Rob Fleming
Martedì 4 Febbraio 2020, 9.28.26
4
Premesso che non avendo nulla di loro essendomi limitato a vederli un concerto un milione di anni fa non posso commentare il disco, io la vedo come @Sha. Non conosco le dinamiche all'interno della redazione in base alla quale vengono assegnati i titoli da recensire. Quindi se da un lato fa onore al recensore ammettere di essere forte in altri campi, dall'altro a questo punto sfugge il motivo secondo cui non è stato assegnato il disco in questione ad altra persona più - passatemi il termine pesante - competente.
Mauro Paietta
Martedì 4 Febbraio 2020, 7.58.48
3
ciao Sha, grazie per il commento. Il senza voto è dovuto al fatto che pur avendo vissuto parte di quel periodo musicale seguivo un altro filone, come tutt'ora, quello dell'heavy metal, dell'hard rock, del thrash. Quel genere alternativo non rientrava totalmente nei miei gusti. A posteriori ho apprezzato alcuni lavori e soprattutto riconosciuto il peso di certi lavori, tuttavia non conoscendo globalmente il genere e lavori più seminali o rappresentativi non mi sono sentito di dare un voto numerico, che ritengo comunque più riduttivo dei contenuti di una recensione. Ciao!
Sha
Lunedì 3 Febbraio 2020, 22.03.39
2
Un album particolare e interessante, con pezzi azzeccati, tra il meglio della musica italiana alternativa di quel periodo, tanto quanto il il lavoro successivo. Non capisco molto il senza voto però!
LAMBRUSCORE
Lunedì 3 Febbraio 2020, 20.33.49
1
Sono montanari della mia zona, giusto il senza voto, quella roba qua non va neanche commentata, ahah....
INFORMAZIONI
1991
Virgin Records
Folk Rock
Tracklist
1. Üstmamò
2. Filikudi
3. Fila-Filastrocca
4. Stupito Sguardo
5. Strocca-Canzone d'accatto
6. Vengo a Voi...
7. Amminramp
8. Lieto Evento Finale
9. Vietato Vietare
10. 100 Pecore e 1 Montone
11. C'era una Volta... Un Re
12. Torna Maggio
Line Up
Mara Redeghieri (Voce)
Simone Filippi (Chitarra)
Ezio Bonicelli (Chitarra, Violino)
Luca Alfonso Rossi (Basso, Banjo)
Cristiano Bottai (Batteria)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]