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Pretty Maids - Undress your Madness
03/02/2020
( 641 letture )
Quasi quarant'anni di attività, sedici album in studio, tre live album e tonnellate di concerti in giro per il mondo con un occhio di riguardo all'Europa, terra natia e di "conquista"per la band danese; una conquista tutto sommato parziale poiché nonostante un valido zoccolo duro di fan negli anni, i Pretty Maids, hanno sicuramente raccolto meno di quanto seminato. Ronnie Atkins e Ken Hammer (insieme dal 1981!) sono due personaggi in credito col music business, rimasti inspiegabilmente dietro le quinte alle spalle di nomi più blasonati, ma autori di dischi hard & heavy di indubbio livello. L'ultima fatica Undress Your Madness sembra quasi voler ribadire l'ingiustizia arrecata negli anni ad un gruppo capace di unire la potenza e l'energia dell'heavy metal classico all'hard rock melodico, di fondere i refrain possenti delle chitarre ed una roboante sezione ritmica ai tappeti sonori tipicamente AOR delle tastiere.

Tanto per farsi un'idea della classe dei Pretty Maids basta ascoltare tre dei pezzi imperdibili del 2019 appena trascorso. Il riferimento va al singolo apripista Serpentine, perfetta simbiosi fra hard rock d'annata e contaminazioni moderne, con tanto di assolo estremamente conturbante e la voce di un inossidabile Ronnie, spettacolare tanto nei live quanto su disco. Proseguendo impossibile ignorare la titletrack... avete presente i video delle demolizioni controllate presenti su You Tube? Ecco elevateli all'ennesima potenza e forse avrete una vaga idea di quanto possa essere dannoso e distruttivo il ritornello di Undress Your Madness. Una produzione pompatissima regala una canzone arena rock da ascoltare rigorosamente a massimo volume e l'assolo nostalgico di Ken non può far altro che innalzare la qualità. Fatevi un favore e segnatevi pure la track numero sei: Runaway World. L'avvio è quasi sconvolgente, pare di essere di fronte ad un pezzo degli Offspring (il che per il sottoscritto è cosa buona e giusta) ma dopo le strofe abbastanza soft e misteriose, il brano va a parare su un chorus che si piazza in testa e che se tutto va bene vi dimenticherete fra trent'anni o più probabilmente direttamente nella tomba. Peraltro i suoni racchiusi sono tutt'altro che scontati ed il lavoro delle tastiere di Chris Laney è superlativo ai fini della resa finale del pezzo. L'unico calo sta probabilmente nel bridge il quale era evitabilissimo ma il chorus è talmente bello da annullare le fasi di contorno. Le canzoni tendenti all'heavy convincono anch'esse: If You Want Peace (Prepare for War), Black Thunder e soprattutto Slavedriver sono passionali, estremamente affascinanti ed armonizzate alla perfezione. L'ultima nominata presenta rasoiate durissime delle chitarre, una prova vocale inattaccabile del frontman e synth tipici della musica industrial. Gli unici momenti dove i Pretty Maids non impressionano sono quelli relativi alle pseudo ballad, ai brani più melodici del lotto poiché Will You Still Kiss Me (If I See You in Heaven), Shadowlands e Strength of a Rose (perché quella base computerizzata?) pur essendo piacevoli da ascoltare risultano meno incisivi degli altri e non completamente a fuoco.

Nonostante non ci sia una ballata degna di nota l'album risulta efficacissimo, imperdibile per gli amanti delle sonorità heavy rock. I Pretty Maids sono sempre una garanzia. La notizia del tumore diagnosticato a Ronnie Atkins è arrivata come un maledetto fulmine a ciel sereno quindi non resta che sperare in una pronta guarigione da parte del leader di questa grande band, la quale purtroppo non è mai riuscita ad uscire allo scoperto come avrebbe meritato ma che sicuramente rimane impressa nella mente e nel cuore degli appassionati di rock. Forza Ronnie, non vediamo l'ora di ascoltare il successore di Undress Your Madness!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
76.33 su 3 voti [ VOTA]
zorro61
Martedì 4 Febbraio 2020, 11.01.17
4
Ascoltato più volte appena uscito, non mi era piaciuto proverò di nuovo.
Nòesis
Lunedì 3 Febbraio 2020, 15.38.04
3
Con calma, arriverà tutto, prima o poi
Mic
Lunedì 3 Febbraio 2020, 14.38.24
2
Dopo questa recensione devo riascoltarlo. Mi sembrava un po' sottotono. Però qualche recensore si deve far carico di descrivere almeni l'esordio, Sin Decade, Spooked e Planet Panic
Magus79
Lunedì 3 Febbraio 2020, 11.41.58
1
Un gruppo incredibile, 14 album e non c'è n'è uno brutto
INFORMAZIONI
2019
Frontiers Records
Hard Rock
Tracklist
1. Intro
2. Serpentine
3. Firesoul Fly
4. Undress Your Madness
5. Will You Still Kiss Me (If I See You in Heaven)
6. Runaway World
7. If You Want Peace (Prepare for War)
8. Slavedriver
9. Shadowlands
10. Black Thunder
11. Strength of a Rose
Line Up
Ronnie Atkins (Voce)
Ken Hammer (Chitarra)
Chris Laney (Tastiere, chitarra)
Rene Shades (Basso)
Allan Sørensen (Batteria)
 
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