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Michael Romeo - The Dark Chapter
08/02/2020
( 442 letture )
Nella non folta carriera solista di Michael Romeo figura un disco che compie 26 anni in questo 2020. Non molti sanno che prima di avere successo con i Symphony X, il chitarrista statunitense ha provato a incidere un suo album di inediti inviandolo a varie case discografiche in giro per il globo. Ne rimase colpita la Zero Corporation, etichetta Giapponese di musica underground, che pubblicò poi l’album dal titolo The Dark Chapter nel 1994. Il concetto di “one man band” è qui perfettamente spiegato dalle poliedriche qualità di Michael Romeo che si è occupato in prima persona di scrivere, suonare e registrare le parti di tutti gli strumenti in gioco. Eccezion fatta per la traccia otto, ideata ovviamente non da lui ma dal celeberrimo Niccolò Paganini, qui rivisitata in chiave progressive metal, che ha richiesto l’aiuto di Michael Pinnella alle tastiere, suo fidato compagno di gruppo nei già citati Symphony X.

È lecito da un disco del genere aspettarsi quindi che suoni esattamente come i Symphony X con l’assenza del cantante, a quei tempi parliamo di Rod Tyler, uno dei membri fondatori. In realtà poi con l’ascolto questo presagio viene solo in parte confermato, la scena è catturata quasi interamente dalle melodie neoclassiche, fatte di scale pentatoniche, attingendo a piene mani dal repertorio di Yngwie Malmsteen. Indubbiamente qui lo shredder americano trova più spazio rispetto ai successivi dischi registrati con la sua band, nonostante si dia ampio risalto ai suoi lunghi e complessi assoli di chitarra. Essendo l’unico protagonista, la sua tecnica spadroneggia lungo tutto l’album, senza dover dividere la scena con le lunghe sezioni di tastiera di Michael Pinnella oppure con i virtuosismi vocali di Russell Allen. La tavola è unicamente apparecchiata per la chitarra solista, protagonista assoluta di questi 43 minuti di musica, incisi ancor prima della fondazione dei Symphony X, tra il 1992 e appunto il 1994.

Con l’assenza di voce e quindi la totale mancanza di testi, non sempre è semplice esprimere concetti con il solo ausilio della melodia. Ecco che il chitarrista newyorkese ha deciso di ricorrere ad un curioso metodo attraverso la meticolosa scelta dei titoli delle canzoni. La maggioranza dei brani condivide quindi la denominazione con libri scritti da Edgar Allan Poe, altri invece presentano il nome scritto al contrario: Sevil Alucard va letto come “Dracula Lives”, Noit Al Ever diventa “Revelation”.

L’intro Carpathia è composta da un frenetico shredding di chitarra elettrica alternato ad una breve sezione di chitarra acustica pizzicata, si parte forte poi con Cask Of Amontillado: la scelta di aprire l’album con un’overture verrà mantenuta poi come modus operandi in praticamente tutta la produzione dei Symphony X, segno di quanto sia importante l’impronta di Michael Romeo nella carriera della band, potremmo dire imprescindibile. Psychotic Episode presenta quel non so che di Jason Becker già dalle primissime note, chitarrista che con il suo Perpetual Burn ha fatto accademia per gli anni a venire. Le atmosfere evocate dal disco anticipano alcuni futuri lavori come Twilight In Olympus, opere classiche rivisitate in chiave moderna da un progressive metal tecnico e virtuoso, sicuramente Masque Of The Red Death ne è l’esempio. Il motivetto presentato in maniera ricorrente dalla chitarra, sia come solista che come ritmica con una doppia incisione, rimane in testa anche ad ascolto finito, forse uno dei più iconici dell’intero lavoro. Sevil Alucard, o meglio “Dracula Lives” come dicevamo, contiene un assolo alternato di chitarra e tastiere nel mezzo che vagamente rievoca Under A Glass Moon, paragone da prendere con le pinze ovviamente. Più cupa e oscura la successiva The Premature Burial, l’organo e la voce registrata puntano proprio a ricreare il rito del funerale come da titolo. La pecca è forse la batteria registrata in sottofondo che è distaccata dal resto della produzione. Continua il giochino dei titoli con MJR #13, le iniziali del nome completo Michael James Romeo: siamo davanti alla traccia più lunga del lavoro e anche qui è impossibile non sentire richiami con il grande Jason Becker, un gradito tributo ad uno dei migliori maestri della sei corde. Che dire poi di Concerto In B Minor? Omaggio all’opera del nostrano Niccolò Paganini, rivisitazione che dimostra ancora una volta, qualora ce ne fosse il bisogno, lo stretto legame tra progressive metal, o metal più in generale, e musica classica. La comparsata di Michael Pinnella alle tastiere innalza il tasso tecnico di un brano eseguito magistralmente. Al quarantesimo minuto esatto scocca il momento della conclusiva Revelation, scusate Noit Al Ever, aperta da un’aria sognante di tastiere e caratterizzata da una minore presenza di chitarra rispetto alle altre 8 canzoni. Una degna conclusione di un lavoro unico, incastonato nel tempo come preludio alla sfavillante carriera dei Symphony X.

L’incontro tra Yngwie Malmsteen, Jason Becker, Niccolò Paganini e Dream Theater nello stesso lavoro può sembrare incredibile ma è proprio ciò che ha dato vita a questo disco. La compenetrazione dei differenti stili ai quali Michael Romeo ha attinto, rivisitati in chiave del tutto personale e per nulla banale, ha regalato al mondo della musica strumentale un prodotto precursore che per certi versi ha anticipato album come Suspended Animation. Un must have per i fan dei Symphony X ma soprattutto per tutti gli amanti del progressive metal strumentale, dello shredding e ovviamente della buona musica.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
76.33 su 3 voti [ VOTA]
progster78
Lunedì 10 Febbraio 2020, 16.02.35
3
Gran chitarrista e bellissimo disco...per favore recensite anche War of the worlds - part 1 se lo merita.
duke
Domenica 9 Febbraio 2020, 14.49.16
2
...da recuperare.....un gioiellino di disco....
Micologo
Domenica 9 Febbraio 2020, 10.27.25
1
Uno dei dischi chitarristici più belli degli anni Novanta
INFORMAZIONI
1994
Zero Corporation
Neoclassico
Tracklist
1. Carpathia
2. Cask Of Amontillado
3. Psychotic Episode
4. Masque Of The Red Death
5. Sevil Alucard
6. The Premature Burial
7. MJR #13
8. Concerto In B Minor
9. Noit Al Ever
Line Up
Michael Romeo (Chitarra, Basso, Tastiere, Batteria)

Musicisti Ospiti:
Michael Pinnella (Tastiere nella traccia 8)
 
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