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Psychotic Waltz - The God-Shaped Void
13/02/2020
( 3329 letture )
Chi mai avrebbe scommesso in un ritorno dopo più di vent'anni di silenzio discografico da parte degli Psychotic Waltz? Noi certamente no. E invece contro ogni pronostico gli statunitensi tornano a destabilizzarci la mente a quasi cinque lustri di distanza dall'ultimo Bleeding, giungendo così al quinto capitolo di una storia piuttosto travagliata che forse non ha arriso al gruppo, negandogli una fama presso il grande pubblico che sarebbe stata più che meritata, in virtù di una discografia pressoché perfetta in termini di qualità, quantità e imprevedibilità. Ciò nonostante, dopo aver firmato con la prestigiosa InsideOut Music, il quintetto sembra aver finalmente trovato la giusta strada, grazie alla possibilità di ampliare quella visibilità e quell'interesse che fino a pochi anni fa erano limitati ad una ristretta cerchia di aficionados. Gli Psychotic Waltz sono stati dei precursori arrivati troppo presto per essere compresi appieno, specialmente a causa di un modo di comporre le canzoni estremamente raffinato e unico, ma anche dannatamente cervellotico e appagante. La loro musica è composta da una solida base heavy metal con talvolta delle venature thrash molto tecniche -specie se si considera il fulminante debutto A Social Grace- e articolate, che però non fugge da una sperimentazione ardita dei suoni, osando inserire qui e lì le tastiere e persino il flauto traverso di scuola Jethro Tull. Compaiono anche una forte propensione per la teatralità e una ricerca delle linee vocali dense di pathos e nel complesso tutto questo contribuisce a rendere la proposta dei nostri tanto riconoscibile quanto appunto di non facile assimilazione. Con The God-Shaped Void gli Psychotic Waltz non hanno spostato neanche una virgola nel loro suono e anzi proseguono proprio sulla strada intrapresa anni fa, perseverando e dimostrando con coerenza stoica quanto le idee sviluppate ai tempi d'oro fossero all'avanguardia.

Un po' come quanto fatto in precedenza nel 2018 dagli Heir Apparent con il riuscitissimo ritorno sulle scene The View From Below, gli Psychotic Waltz sono rimasti semplicemente loro stessi, modernizzando la proposta per quanto riguarda i suoni. The God-Shaped Void suona infatti nitido, pulito e potente, con suoni tanto rocciosi quanto liquidi là dove serve. La produzione profonda e ben bilanciata rende davvero giustizia alla complessità degli intrecci strumentali e dell'imprevedibile divenire della musica e delle particolari linee vocali a cui la band statunitense ci ha sempre abituato, pur non lesinando sulla pesantezza dei suoni. Passando in analisi la musica contenuta in questo platter, emerge subito la propensione degli statunitensi a scrivere pezzi strutturati in molteplici sezioni stratificate. I brani tuttavia suonano spontanei: il fluire delle note sembra quasi liquido e sebbene ci sia una notevole complessità degli arrangiamenti, le melodie e i singoli cambiamenti di mood dei pezzi entrano in testa con pochi ascolti. C'è pertanto un buon bilanciamento tra classe, tecnica e gusto che rendono le canzoni complessivamente scorrevoli, senza cali di tensione né tantomeno di stile. Le dieci canzoni presenti in The God-Shaped Void sono tanto compatte quanto eterogenee e presentano quasi tutte elementi che col crescere degli ascolti convincono per ispirazione e freschezza di idee.

Il quinto capitolo discografico di casa Psychotic Waltz apre le danze in punta di piedi sulle note lontane di Devils and Angels. Nonostante l'intro pacato, presto il pezzo si evolve in qualcosa di mutevole e dinamico, incentrato inizialmente su un orecchiabile ed efficace riff stoppato vagamente thrash. Il pezzo poi incorpora svariate influenze e spunti melodici particolarmente riusciti. Svettano principalmente le spiritate linee vocali di Devon Grave e le melodie e gli assoli intessuti dalle chitarre elettriche e acustiche, le quali vengono saltuariamente sostenute da tastiere oscure dai toni horror. Molto bella ed efficace anche la seguente Stranded, graziata da buone melodie e da un ritornello tanto sognante quanto malinconico. Con Back to Black e All the Bad Men gli Psychotic Waltz giocano la carta del groove su ritmi più cadenzati e in una forma canzone più canonica e di maggiore impatto. Sono canzoni più in-your-face che seppur buone risultano forse le più deboli del lotto, nonostante siano complessivamente soddisfacenti. Con The Fallen si giunge a metà di questo tour de force prog metal. Il quintetto propone una sorta di power ballad più blanda e dai forti richiami quasi folk alla Jethro Tull nella prima metà, che poi cresce d'intensità emotiva man mano che entrano gli strumenti. Convince in particolare l'istrionica interpretazione di Devon Grave, che in verità non risparmia su pathos e teatralità nell'interpretare i versi delle canzoni di tutto il disco. Nonostante la qualità sia tutto sommato uniforme in questi primi pezzi, va detto che gli Psychotic Waltz riservano alcune delle cartucce migliori nella seconda metà del disco. Si scorre agevolmente tra i drammatici e cupi svolazzi vocali in While the Spiders Spin e gli inaspettati incisi di flauto dal sapore fatato e lisergico di Demystified. Convincono solo in parte i sei minuti di Sisters of the Dawn per via delle strofe al confine con certo alternative metal di fine anni '90 davvero fuori tempo massimo, anche se poi il pezzo si salva in corner grazie ad una sezione strumentale centrale gustosa, ma nulla di più. Gli Psychotic Waltz infine chiudono il disco con i ritornelli in stop n' go, gli intrecci elettroacustici e i buoni assoli mai eccessivamente sbrodoloni di In the Silence, per poi concludere la canzone in modo sommesso tra chitarre arpeggiate con lo stesso mood posto come incipit del disco.

È arduo esprimere un verdetto finale su lavori che segnano il ritorno in pista. I casi nella storia della sola musica metal, per non prendere in considerazione altri generi, sono innumerevoli e spesso controversi perché deludenti o semplicemente non in grado di tenere il passo con i lavori pre-split. Il modo migliore per comprendere The God-Shaped Void è di considerarlo come un nuovo inizio. È l'occasione di ripartire che gli Psychotic Waltz meritavano e che hanno saputo sfruttare al meglio delle proprie possibilità. Al netto di qualche brano leggermente fuori fuoco (vedasi Back to Black, All the Bad Men e la riuscita per metà Sisters of the Dawn) non si poteva davvero chiedere di più a questa sfortunata band troppo sottovalutata ai tempi dell'esordio. La cosa migliore di questa release, infatti, sta nella capacità degli statunitensi di ripartire da quegli elementi che li hanno resi unici discostandosene in parte e tracciando nuove interessanti vie per una proposta già di per sé inimitabile ed estremamente personale. In questo senso, quanto fatto su questo platter va considerato come un episodio a sé stante, non per forza paragonabile ai precedenti capolavori A Social Grace o Bleeding. Ai posteri l'ardua sentenza, il sottoscritto un'idea se l'è fatta.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
91.69 su 13 voti [ VOTA]
Kiodo 74
Lunedì 20 Aprile 2020, 20.57.06
15
Grandissima band questa californiana.... I primi due album mi fecero impazzire.... Uno più bello dell'altro..... Devo recuperare gli altri lavori compreso quest'ultimo. Ossequi!
Mauroe20
Lunedì 20 Aprile 2020, 20.30.58
14
Insisto tra le migliori uscire di questo 2020 che per il momento non mi ha entusiasmato tanto.Voto 88
Osvaldo
Sabato 11 Aprile 2020, 14.56.03
13
Davvero un ottimo album. Moderno e classico allo stesso tempo. Non sono mai impazzito per i loro vecchi album (mai approfonditi in realtà ma non sopportavo la voce del cantante...) Qui sembra tutto perfetto! P.s. solo a me demystified ricorda troppo "in te cout of the crimson king"?
Max1
Domenica 22 Marzo 2020, 15.40.10
12
Progressive o non progressive che sia, sarà probabilmente una delle migliori uscite dell'anno!
JC
Lunedì 16 Marzo 2020, 11.19.00
11
Mi aspettavo di più. Non mi ha catturato. Mi sono piaciuti di più gli album dei Deadsoul Tribe e quello degli Shadow Theory.
Danimanzo
Mercoledì 26 Febbraio 2020, 12.23.23
10
Bellissimo. Progressive Metal di alta scuola, senza tanti tecnicismi ma pieno di atmosfera e gusto negli arrangiamenti e nei piccoli particolari. E tirarlo fuori dopo quasi 25 anni di inattività è da Maestri. Voto 85/100.
Master
Domenica 23 Febbraio 2020, 10.28.30
9
Album molto piacevole, l'ho ascoltato ancora poche volte. Ci vedo molto dello stile di Bleeding, e suona ancora moderno nonostante siano passati 25 anni da quell'album.
Luky
Venerdì 21 Febbraio 2020, 13.31.52
8
Non sono mai stato convinto dei grandi ritorni, non ci avrei scommesso un euro. E invece è un ottimo album, 85
David D.
Giovedì 20 Febbraio 2020, 11.31.43
7
Ho sentito i primi tre pezzi ieri sera per curiosità. Mi hanno affascinato moltissimo, sopratutto la voce, vedremo il resto.
METALmeccanico
Giovedì 20 Febbraio 2020, 9.41.18
6
Album perfetto sequel di "bleeding" dopo una decina di ascolti continua a crescere...voto 90.
Pacino
Martedì 18 Febbraio 2020, 17.45.20
5
La miglior band Progressive Metal di sempre. Voto 87.
Mauroe20
Lunedì 17 Febbraio 2020, 23.42.47
4
Che discone hanno tirato fuori
Davide
Sabato 15 Febbraio 2020, 17.55.51
3
Dopo il pallosissimo disco fatto di noiosissimi copia/incolla strumentali dei Sons Of Apollo, c'era bisogno di un'uscita di questa sostanza.
progster78
Giovedì 13 Febbraio 2020, 16.22.32
2
Che sorpresa questo ritorno,non sapevo neanche dell'uscita di questo disco. Devo ancora ascoltarlo ma da quello che leggo ne vale la pena. Hanno sempre fatto dischi di ottima qualita'. Ascoltero' anche questo.
Silvia
Giovedì 13 Febbraio 2020, 15.36.23
1
Che bella recensione x un disco che attendevo da tanto 😃. Il singolo Devils and Angels mi era piaciuto molto e x ora è il brano che ho assimilato di più, ritornerò dopo altri ascolti più attenti. Band moolto avanti con i tempi, concordo!
INFORMAZIONI
2020
InsideOut Music
Prog Metal
Tracklist
1. Devils and Angels
2. Stranded
3. Back to Black
4. All the Bad Men
5. The Fallen
6. While the Spiders Spin
7. Pull the String
8. Demystified
9. Sisters of the Dawn
10. In the Silence
Line Up
Devon Grave (Voce)
Dan Rock (Chitarra, Tastiera)
Brian McAlpin (Chitarra)
Ward Evan (Basso)
Norman Leggio (Batteria)
 
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